Un insegnante di storia e geografia è stato brutalmente ucciso questo venerdì a Conflans-Sainte-Honorine (Yvelines) da un giovane ceceno. Qualche giorno fa aveva mostrato ai suoi allievi una caricatura di Maometto nell’ambito di un corso sulla libertà di espressione.

Di Jean-Michel Décugis e Jérémie Pham-Lê, con Timothée Boutry e Ronan Folgoas

Pochi minuti dopo l’orribile crimine, un messaggio inquietante è stato postato su Twitter sotto forma di rivendicazione. Alle 16:55 di questo venerdì, un utente di Internet con lo pseudonimo “Ceceno_270” ha scritto: “Da Abdullah, il servo di Allah, a Macron, il capo degli infedeli, ho giustiziato uno dei vostri segugi infernali che ha osato sminuire Maometto, calmi i suoi simili prima che vi venga inflitta una dura punizione…”. Il tweet è accompagnato da una orribile foto di una testa mozzata con la didascalia: “È il signor P.”.

A tre settimane dal giorno dell’attentato con una mannaia nella vecchia sede di Charlie Hebdo a Parigi, il terrorismo ha colpito ancora una volta in Francia in un modo tanto spregevole quanto simbolico. E questa volta tocca al sistema educativo nazionale piangere uno dei suoi. Sono passate le 17 di questo venerdì quando una squadra di agenti della polizia municipale ha notato il corpo di un uomo atrocemente mutilato vicino al collegio “du bois d’Aulne di Conflans-Sainte-Honorine (Yvelines). La sua testa si trovava a pochi metri di distanza. Un sospetto – dall’aspetto giovanile – si trovava vicino al corpo e minacciava i funzionari con quella che sembrava essere un’arma da fuoco.

È poi fuggito in direzione della Rue de la Haute-Borne prima di essere catturato 800 metri più avanti da una pattuglia della squadra anticrimine del Conflans in auto, allée des Bergeronnettes, nel comune limitrofo di Eragny (Val-d’Oise).

Non è presente nella lista “S” [1] ed è sconosciuto ai servizi interni territoriali.

Dopo aver gridato “Allah Akbar (NdT: Dio è grande, in arabo)”, l’assalitore si è mosso verso gli agenti di polizia in modo ostile prima di essere abbattuto da dieci colpi. Dichiarato morto pochi minuti dopo, gli sono stati trovati addosso un fucile Airsoft e un coltello di piccola taglia. Questa non sembra essere l’arma del delitto perché non c’era sangue sopra e un testimone ha detto di aver visto l’assassino raccogliere qualcosa a terra prima di fuggire.

Secondo le nostre informazioni, le prime indicazioni sono che il sospetto sia Abulakh A., un giovane di 18 anni di origine cecena nato a Mosca (Russia) e residente nelle Yvelines. Questo corrisponderebbe allo pseudonimo usato dall’internauta che ha postato su Twitter la macabra foto della decapitazione e le immagini che glorificano la “Cecenia libera”. Secondo le nostre informazioni, Abulak A. non è presente nel file “S” [1] né è noto ai servizi di intelligence territoriale per alcuna radicalizzazione. D’altra parte, è noto per danni di gruppo in una riunione nel 2016.

In serata, secondo una fonte giudiziaria, sono state prese in custodia quattro persone, tra cui un minorenne. Queste persone provenivano tutte dalla cerchia familiare dell’aggressore.

Per quanto riguarda la vittima mutilata, è proprio “Mr. P.”, Samuel P., professore di storia e geografia che insegnava al collegio di Conflans-Sainte-Honorine, vicino a dove è stato ucciso. Mentre la Procura nazionale antiterrorismo (Pnat) si è fatta carico del caso, le prime indagini, affidate alla Sdat e alla DGSI, hanno favorito la tesi di un atto di rappresaglia commesso da un islamista radicalizzato.

Un corso che ha suscitato un certo scalpore

Samuel P. aveva infatti creato una polemica a livello locale dopo aver preso l’iniziativa, circa dieci giorni fa, di tenere un corso sulla libertà di espressione. In questo contesto, aveva mostrato ai suoi studenti della quarta classe una caricatura del Profeta Maometto. Prima si era preoccupato di dare l’opportunità agli alunni che volevano, di lasciare la classe. Tuttavia, questo non ha impedito un certo disappunto all’interno della scuola.

Diversi genitori sono rimasti colpiti da questa situazione. In un video postato su YouTube, un padre ha espresso il suo disgusto e ha definito l’insegnante un “teppista”. Invitando gli altri genitori a contattarlo. Anche se ha usato un linguaggio sprezzante nei confronti dell’insegnante, non invoca la violenza contro di lui. Anche la testimonianza filmata della figlia – in cui il suo volto non appare – è stata pubblicata online. La studentessa racconta la scena e come l’insegnante abbia chiesto agli studenti musulmani di alzare la mano, per avvertirli che avrebbero potuto rimanere scioccati. L’adolescente spiega che si è rifiutata di andarsene e dice che il fumetto raffigurava il Profeta senza vestiti. “Siamo rimasti tutti scioccati, anche i non musulmani”, dice, spiegando che ha vissuto l’episodio come una mancanza di rispetto per la sua religione.

“Sapeva di essere minacciato di morte”.

Il presunto terrorista, che presumibilmente non conosceva la sua vittima, è stato galvanizzato dalle accese polemiche intorno al corso? Questo è quello che l’indagine dovrà determinare. “Il genitore dell’alunno era andato a trovare il preside accompagnato da un uomo noto ai servizi segreti. Il caso era diventato locale e l’insegnante si era scusato. Per me, c’è necessariamente un legame tra la trasmissione di questo video e questa azione”, ha affermato un uomo dei servizi segreti.

[1] Per schedati “S” si intende persone di religione Islamica radicalizzate.

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