Egoismo e mitomania patologica, low intelligence e low social skills: tutte caratteristiche che appartengono a una nuova categoria di pazzi che imperversano per il web. Individui che non sono dotati di nessuna sopraffina intelligenza, ma sono abili sfruttatori della abissale stupidità altrui: ovvero presso “lidi scaltri” durano un battito di ciglia e vengono allontanati dai forum di discussione (cit. Stan).

Falsari, replicanti, borderline: cerchiamo di fare chiarezza.

Questo disturbo mentale nasce fin dai primi giorni di Internet: prima erano poche persone, ma l’anonimato che offre Internet ha paradossalmente consentito a moltissime persone di mostrare il loro vero sé. Questo disordine mentale è caratterizzato da un comportamento distruttivo nei luoghi anonimi e delocalizzati di socializzazione, emerge la tendenza a fare commenti inutili che distolgono dal vero motivo per cui si sta discutendo e sottraggono tempo ed energie agli utenti. Combattimenti via internet senza fine, capaci di utilizzare più nomi di utenti (burattini) per stabilire il dominio in una comunità.

Ma non esistono solo troll e debunker, esistono persone che entrano in discussione col progetto di sconvolgere una decisione presa da un gruppo maggioritario (o anche dal proprietario/proprietari di un blog/sito) e subentrano relazionandosi al fine di disorientare tutti i coinvolti. Questo problema si è riscontrato in molti siti e blog, tranelli tesi a esautorare chi per diritto ha il dovere preciso di decidere.

Quindi quali sono le linee guida che un proprietario di un sito/blog deve sempre tenere ben presente? I tratti di personalità che vanno subito ricercati sono: narcisismo, machiavellismo, psicopatia e sadismo. Persone che godono nel far sentire male le persone, amano portare angoscia agli altri, disorientano e poi si impossessano di tutto. Quindi Internet è il loro parco giochi.

Ricordatevi quindi sempre di analizzare i commenti maliziosi che infiammano, mai cedere a commenti ingannevoli perché forse chi scrive sta progettando altro.

Il trolling è una vasta gamma di attività “online antisociali”. Come si evince da http://www.abc.net.au/news/2017-07-13/trolls-understand-what-hurts-people-but-they-simply-dont-care/8701424 spesso i troll sono maschi che non si sentono responsabili per le loro azioni. Lo stesso articolo ricorda che le persone con elevati livelli di empatia cognitiva sono i soggetti che più saranno interessati dalle azioni negative dei troll.

Non hanno un volto, vi fanno credere che loro sono superiori e migliori di voi, vi fanno credere che sbagliate, che le “anime belle” sono loro. Non cadete nella trappola, perché vi ammazzeranno con la loro giustizia: IGNORATELI E INSEGNATE A IGNORARLI, odiare richiede una grande spesa di risorse ed energie, ignorare uccide più dell’odio. E impariamo ad usare le nostre energie e risorse per cose migliori. E se davvero non riuscite a ignorarli, imparate a canzonarli, ma ricordate di divertirvi facendo tutto ciò. Vi pizzicano? Divertitevi deridendoli, è l’unico modo per massacrarli. Come diceva un caro vecchio troll: TROLLING IS AN ART!

ALESSIA http://liberticida.altervista.org/ E https://www.orazero.org/

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità. SEMPRE COMUNQUE OVUNQUE ALESSIA C. F. (ALKA)