Wednesday, August 5, 2020 – Link articolo originale https://exiteconomics.blogspot.com/2020/08/investimenti-petrolio.html

Le recenti esplosioni in Libano hanno fatto salire, come prevedibile, il prezzo spot del greggio, che é passato in poche ore da 40.50 a 42 dollari al barile (WTI).

Ora, il trend di breve termine del petrolio é ribassista, e io sto comprando Shell in questa fase cosí bassa. Problemi come quello libanese possono essere solo degli spikes in una ottica downtrend, cioé ribassista. Sicuramente se sale ancora un po’ vendo qualche azione comprata al minimo dei minimi per realizzare qualche plusvalenza per poi aspettare per ricomprare ancora. Come detto altrove, io sono un longista. Non vado mai short, non faccio leva, analizzo trend e cerco di comprare quello che sembra un affare che sta ai minimi. Qualche cosa in questo approccio la cambieró, ma per ora va bene cosí. 

Il gruppo Whatsapp di investimento che ho creato mi ha suggerito di imparare un po’di analisi tecnica. Io non ho mai creduto nella AT, sono sempre stato un fondamentalista, peró riconosco che in certe condizioni fornisce ulteriore “spinta decisionale” sul fatto se é meglio comprare o vendere o aspettare. 
Ció detto, guardiamo un po’ cosa sta succedendo nel “mondo petrolio”.

Il numero delle piattaforme di estrazione sta diminuendo a ritmi spaventosi in US. Da 1000 ad ago 2019 si é scesi a 200 (crollo dell’80%).

La produzione di petrolio in US é scesa di 2 milioni di barili al giorno, questo a Maggio 2020: questo é stato il maggiore calo registrato da..udite udite…dal 1980. Cioé 42 anni fa. Questo é una conseguenza dello shock di domanda causato dal coronavirus e dalla interruzione delle catene di approvvigionamento. 

British petroleum ha annunciato che taglia i dividendi (Shell lo aveva giá fatto), molte raffinerie stanno chiudendo, e il personale viene licenziato. Esempio, Marathon chiude due raffinerie in California e New Mexico. 800 persone a spasso.

Abbiamo detto e ripetuto che il mondo VIVE di petrolio: non solo per i carburanti, ma per le plastiche, i fertilizzanti, l’industria cosmetica, l’abbigliamento, la farmaceutica. E’quasi uno spreco usare un tale ben di Dio per alimentare obsoleti motori a combustione interna. 

Ora seguite il mio ragionamento: le banche centrali hanno stampato trilioni per comprare i titoli di stato dei governi che hanno quindi pagato i dipendenti pubblici che hanno accumulato un sacco di risparmi. Questi risparmi verranno SPESI quando la situazione coronavirus verrá a scemare. A quel punto si riprenderá a CONSUMARE, e vi sará un rebound, magari non proprio a V, ma a U o sigma fate voi, ma i consumi riprenderanno. E con i consumi salirá la domanda di petrolio che peró troverá una offerta limitata. Vero é che basta riprendere a pompare, ma ci sará un ritardo. Inoltre, siamo in guerra fredda con la Cina. La Cina e l’India consumano carbone e petrolio come se non ci fosse un domani. Ne ho giá parlato. Il consumo di combustibili fossili é destinato a salire, non ci sono se né ma. 

Fino ad oggi, 23 compagnie nord americane di oil and gas sono andate in bancarotta, per una perdita di fatturato complessivo di 30 miliardi di dollari. Molte di piú sono all’orizzonte. Le banche non fanno credito ai piccoli. L’esplorazione di nuove aree si é FERMATA. Questo introduce una certa inelasticitá futura nell’offerta quando la domanda aumenterá. 

Vi lascio con un’ultima riflessione (un grazie a Ernesto del gruppo per avermi dato uno stimolo): il piú grande giacimento del mondo, in Arabia, é stato scoperto nel 1951. Facciamo 100 la sua capacitá.

L’ ultimo grande giacimento sfruttabile risale al 2000 (ventidue anni fa), in Kazakistan, e la capacitá produttiva é 30. Cioé il 70% in meno. I grandi giacimenti sono stati scoperti e utilizzati a cavallo fra gli anni 40 e 50. 

Shell lo sa benissimo, per questo sta investendo nelle rinnovabili. Anche l’Arabia Saudita lo sa benissimo, e sta iniziando a costruire centrali nucleari per produrre energia elettrica nel proprio territorio, a botte di 30 miliardi di dollari di investimenti.

A breve gli ambientalisti pro-eolico e pro-solare inizieranno a doversi (pre)occupare dello smaltimento delle pale eoliche (vetroresina irriciclabile), impianti fotovoltaici e batterie.

Posted by ExitEconomics