Originariamente pubblicato su ExitEconomics Wednesday, March 11, 2020

Mentre ascolto il bravissimo Burioni esprimersi sulla possibilitá di reinfettarsi con il Coronavirus, osservo l’andamento della Royal Dutch Shell. Ecco la situazione:

Notate due cose:
1) il minimo (attualmente 34 dollari), inferiore tra l’altro ai minimi del 2009 (42 dollari) e 2016 (39 dollari).

2) i dividendi: RDS rilascia 4 dividendi per anno. Nel 2019 si parla di circa 4 dollari in totale , che rispetto ad un prezzo medio di 65 dollari significa un rendimento di 4/65 = 6%. Alto. Cashflow.

Perché é scesa cosí tanto? Perché il petrolio é collassato visto che c’é una fortissima sovrapproduzione attesa (la Russia ha sfanculato l’Opec per non perdere la faccia) e un crollo della domanda attesa, causa coronavirus. Sono condizioni difficilmente ripetibili.

E fin qui, ci siamo.
Perché ho scelto RDS? perché é olandese e l ‘Olanda “mena duro”sui combustibili fossili. Cioé, in altri termini, NON é una societá che trova sovvenzioni statali di alcun tipo. Anzi. Calcolate che l’Olanda, oggi Paesi Bassi, penalizza moltissimo le auto con motore a combustione interna. Paghiamo un botto di tasse stradali. La mia berlina paga 54 euro mensili di road tax. Fosse stata diesel, sarebbero stati 140 euro al mese.

In merito al Net income, é una societá che macina utili da una vita. L’estrazione e la raffinazione del petrolio é una industria consolidata, ben normata, per cui non ci si aspettano grandi innovazioni o aggravi sulla tassazione. Nel radar del fisco ci sono le Big Data companies, come Google e Facebook.
RDS non é TESLA, o Apple: gli utili non finiscono in ricerca e sviluppo, ma in depreciation degli asset produttivi, che é una voce ben prevedibile di un bilancio. Ricerca e Sviluppo li adoro, ma se fanno parte di un ecosistema con una visione dietro. In ogni caso, non é il caso di RDS.

Ora, se riesco a comprare RDS per, diciamo, 32/34 dollari, quando ritornerá operativa e distribuirá dividendi per 4 dollari annui, significherá un ritorno di investimento nell’ordine del 12.5% su base annua. In 8 anni, l’azione é completamente ripagata. E a quel punto é cashflow continuo. Rendita.

Si obietterá che ci saranno le vetture elettriche tra dieci anni. Vero. Ma a pagarne di piú la crisi saranno i produttori di automobili, molto meno le compagnie che lavorano nel settore dell’energia. Shell é attiva nel settore delle rinnobabili, in particolare nelle windfarm offshore, e nelle griglie di distribuzione di energia elettrica.

Bene, da stasera vedo se riesco a prendere una prima tranche di azioni a 32/34 euro. Se cala, ne prenderó altre. Se sale, aspetto che il panico si impadronisca di Wall Street per rientrare nell’acquisto.

Si accettano suggerimenti e critiche su questa analisi.

Lorenzo Marchetti – Link https://exiteconomics.blogspot.com/2020/03/investimenti-royal-dutch-shell.html