Pubblicato originariamente su Exit Economics Friday, March 13, 2020

Come giá scritto, sono un cassettista (https://exiteconomics.blogspot.com/2020/03/imparo-dai-miei-errori-limportanza.html Tuesday, March 10, 2020)

In casi eccezionali, come il periodo che stiamo attraversando, mi “sveglio” dal letargo pluriennale e decido di investire, avendo accumulato cash.
Non sono un investitore professionista, non sono un day trader, e compro solo ció che capisco, che mi piace, che produce dividendi o, nel caso non produca cash flow, che abbia enormi possibilitá di crescita in termini di valore azionario.
Non compro obbligazioni per due motivi:
1) richiedono grosse somme da investire per avere un ritorno decente
2) capisco poco il mercato obbligazionario
3) non posso comprarle su internet con il programma essenziale che adopero, ma devo rivolgermi ad una banca
4) gli interessi che producono sono bassissimi, a meno di andare su obbligazioni “rischiose”. E io non sono un tipo da rischio non controllato. “Conosci te stesso”. Lavoro come stipendiato 8 ore al giorno, vado spesso in trasferta con impossibilità di accedere internet come vorrei, e per me investire deve essere un piacere, non una paura.

Per scelta, non vado mai short. MAI. Non saprei reggere lo stress, e dovrei “vivere”davanti allo schermo del PC. Non fa per me e non potrei.

L’asset su cui ho investito di piú negli ultimi 5 anni é stata la mia preparazione professionale, migliorando i ragionamenti, raffinando le analisi, imparando a muovermi meglio negli ambienti di lavoro. Questo mi ha consentito di aumentare di parecchio il mio reddito fisso e di avere finalmente ampi risparmi da dedicare ad investimenti mirati. Ho comprato casa qua in Olanda immaginando che il mercato immobiliare sarebbe esploso dopo la depressione negli anni 2009-2016. Mi ero mosso appena in tempo e ora i miei colleghi, che non avevano approfittato del mercato basso nel 2015, stanno ancora pagando affitti che salgono ogni anno oppure si trovano case a prezzi pazzeschi. I miei  non saranno certo i migliori investimenti possibili, uno bravo saprebbe fare molto meglio di me, ma io sono quello che sono ed ho il mio stile, lo faccio “my way”. Negli ultimi anni questo modus vivendi ha portato a ottimi risultati e continuo a raffinare le tecniche.

Scrivere su questo blog mi aiuta molto a riordinare le idee.
Critiche e suggerimenti motivati e sostanziati sono sempre “super welcome!”.

Ho scritto di Royal Dutch Shell. Ho preso delle azioni ad un buon prezzo.

Oggi sposto la mia attenzione su Simon Property Group.

In un mese é piombata da 130 a 80!
Produce da sempre dividendi; l’anno scorso su una media di prezzo di 145, ha regalato 8 dollari.  Un ritorno del 5.5%. In queste condizioni, ci vogliono 18 anni per avere free cash flow. Troppo? dipende, quasi tutti gli altri fanno peggio. Se uno l’acquistasse a 80, in condizioni rientrate di regime il rendimento sarebbe del 10%. Meraviglioso.
Peró l’azione sta scendendo da un po’di tempo. Come mai?

Prima di tutto: cosa fa Simon’s group? E’attiva nel settore vendite al dettaglio (retail industry), che viene considerata “amazonata”e quindi la gente ne sta alla larga.
Bene, fin qui, primo livello: starne alla larga. Il retail é finito. Morto. Tutti a comprare Amazon e a vendere Simon’s group.

Il punto é che Simon’s possiede terreni, e terreni e strutture adibite a grandi centri commerciali possono avere un enorme valore potenziale visto che sono dotate di luce, acqua, scarichi, allacci fognari, internet; sono per di piú recenti, costruiti con norme antincendio, e ottimamente collegati alle reti stradali e autostradali.

Quindi, secondo livello: c’é molto da sfruttare.

La popolazione si sposta verso l’interland per via di costi proibitivi di abitazioni in centro o periferia. I grandi outlet sono a ridosso delle cittá.

Quindi, terzo livello: la gente ha bisogno di case.

Pertanto, centri commerciali che si svuotano e persone che cercano casa per vivere puó diventare una combinazione interessante.

Quarto livello: la “vision”di Simon’s: convertire i grandi centri commerciali in centri agili che includono elementi non-retail come uffici, hotel, appartamenti insieme ai negozi. Senza esagerare. Nessun Corviale, per intenderci. Architettura tipica di un outlet. Edifici bassi, all’aperto, con ampi cortili. La gente vuole viaggiare, muoversi, e la TERRA, intesa come land, é sempre un asset che si puó trasformare a seconda delle necessitá.

Quinto livello: proprio perché la gente considera il retail morto causa e-commerce, cosí come considera il cash morto causa bitcoin, le azioni piomberanno a zero ora che negli USA la gente eviterá gli assembramenti e i centri commerciali. Per inciso, ovviamente Simon’s fa anche on-line retailing, come tutti.

Simon’s dovrá licenziare, ma ha enorme liquiditá per sopperire al problema di mancate vendite per alcuni mesi. Il titolo crollerá, specialmente perché la gente venderá in preda al panico.

Quindi, aspetto che il titolo scenda ancora per comprarlo.

Ricordate, in tempi di deflazione, stay cash.

Posted by ExitEconomics  https://exiteconomics.blogspot.com/2020/03/investimenti-simon-property-group.html