Osservate questo grafico.
Osservatelo bene.

L’oggetto sono persone con il titolo di studio della terza media, i cosiddetti “early school leavers”, cioé i ragazzi che hanno fra i 18 e i 24 anni, che hanno lasciato il corso di studi e hanno al massimo conseguito il “lower secondary education level”. In Olanda non esistono le medie, per cui i confronti vanno fatti con le pinze,  il liceo é chiamato college e ci si va a partire dai dodici anni. In Italia, si finiscono le medie tra i 13 e i 14 anni.
L’immagine originale la potete scaricare qua, dal sito eurostat.

In Italia, il 14.5% dei ragazzi fra i 18 e i 24 anni ha solo la terza media.

E’ un dato CA- TA – STRO – FI – CO.
Senza se e senza ma.

Possiamo pensare alle cause? cominciamo:

1) Crisi continua: non c’é lavoro, inutile studiare!
Possibile, ma improbabile. Due dati secchi:
Grecia: ragazzi fermi alla terza media: 5 %, disoccupazione al 17%
Spagna: ragazzi fermi alla terza media: 18%, disoccupazione al 13.8

In Italia la disoccupazione é al 10%.
Prima che protestiate, sono d’accordo che i dati sulla disoccupazione sono falsati perché se nemmeno cerchi lavoro non vieni considerato disoccupato, ma alla fine confrontiamo mele con mele, e pere con pere. Disoccupati fra paesi diversi misurati con gli stessi criteri. La bilancia puó soffrire di un difetto di peso, magari aggiunge sempre mezzo chilo, ma produce sempre lo stesso scarto ripetibile.

Quindi la crisi non c’entra, e la disoccupazione nemmeno. O meglio, c’entrano, ma non sembrano essere le cause principali. Per esempio, in Romania l’abbandono scolastico é altissimo, ma la disoccupazione é al 3%, con indice di fertilitá bassissimo, al pari di Grecia e Italia. Che significa: che i ragazzi mollano gli studi perché trovano subito lavoro e vanno via di casa, in affitto, con pochi soldi.  Idem in Germania e UK.

2) facciamo tanti figli e non possiamo pagare gli studi per tutti.
E’una ipotesi che non regge, una volta col boom economico un ragazzo trovava lavoro in banca con la terza media, ora le donne italiane, complici stipendi bassissimi e costi delle case alti rispetto al reddito, fanno un figlio solo e ben oltre i 30 anni. Quindi non solo facciamo meno figli, ma quei pochi che facciamo, uno su 6 nemmeno studia per prendere un diploma.

3) L’Italia spende poco in istruzione.
Verissimo, l’Olanda spende il 5.5% del PIL in istruzione fino alle scuole secondarie, come la Francia e piu’della Germania che é a 4.8%, l’italia il 4%, come la Grecia. Un punto e mezzo di PIL di differenza sulla istruzione é qualcosa di ENORME.

Ecco che iniziamo a vedere un pattern: la spesa in istruzione é mediamente bassa.

Ora io vi aggiungo qualcosa di mio. L’istruzione in Italia funziona malissimo perché sono sbagliati programmi, metodi di insegnamento: la scuola italiana é fine a se stessa. La scuola italiana non boccia mai, perché bocciare é politicamente scorretto ed é un costo, quindi PREMIA i mediocri e i fancazzisti. La scuola italiana non insegna ad essere imprenditori di se stessi, a gestire un rischio, a comprendere e preparare un colloquio di lavoro. No. E’autoreferenziale. Scollata dal mondo del lavoro tutto.

Aumentare la spesa per istruzione, con questo modo di fare scuola, serve a poco.

E ve lo spiego subito con un confronto.
Scuola superiore italiana, corso di inglese: la prof parla italiano, fa fare tabelle con le traduzioni di singoli vocaboli, coniugazione dei verbi, e poche frasi.
Scuola superiore olandese, corso di inglese: prof madrelingua, niente in olandese. Corso di francese: la prof parla un po’ in olandese perché il francese altrimenti é troppo difficile.

Film in Italia: doppiati, interamente.
Film in Olanda: lingua originale coi sottotitoli.

Scuola elementare italiana: libri, compiti a non finire, schiene curve. Nozionistica, tipicamente punitiva perché, anche se non lo dicono apertamente, é di stampo cattolico.
Scuola elementare (quasi tutte di stampo montessoriano): libri forniti dalla scuola, niente compiti a casa, molto sport. Tipicamente con attivitá sociali, non punitiva ma assertiva. “non vuoi studiare, Tim? va bene, peró sappi che cosí facendo non puoi passare l’anno. Dipende da te”. Questo ad un ragazzino di 8 anni. Niente urla, niente giudizi sul ragazzino come vedo fare nella scuola italiana. Dove ogni prof si sente un giudice.

Matematica

Scuola olandese: inizi coi soldi, e fai calcolo mentale, niente calcolo in colonna fino ai 10 anni. Metrica: numero di operazioni mentali in dieci minuti.
Scuola italiana: inizi con gli insiemi, calcolo in colonna.

Materie extradisciplinari:
In Olanda alle elementari con bambini di 8 anni esiste una materia che puó essere vagamente tradotta con “piccolo imprenditore di te stesso”. Come funziona? inizi a studiare gli animali della fattoria (cavalli, galline, etc). Studi come fanno i cuccioli. Ti insegnano come il fattore tira avanti la fattoria. Dai prodotti della terra alla carne, le uova, etc. Che quindi vanno venduti per trarne un profitto e pagare il costo della fattoria. Poi si puó andare in gita a vedere la fattoria e gli animali. Tipicamente le maestre chiedono aiuto alle mamme, su base volontaria, per caricarsi i ragazzini in auto fino alla fattoria. Si risparmia cosí sul pullman.

In Olanda giá alle scuole elementari devi imparare a parlare in pubblico, raccondando una storia a tutta la classe. Presentandoti.

Capito? mio figlio, spesso pigro e scafato, parla meglio l’inglese di suo cugino italiano, di Milano, intelligente e diligente, e piú grande, perché si usano ALTRI METODI. Assertivi, non punitivi. Associativi, non punitivi. Interdisciplinari. I ragazzini olandesi sono magri anche se mangiano da schifo perché corrono sotto la pioggia e il vento, mentre quelli italiani coredemammeta fanno compiti e magnano dalla mattina alla sera, chiusi in casa. Sia mai che prendano un raffreddore! A calcio mio figlio con 15 gradi fuori lo hanno lavato con il tubo dell’acqua fredda, con tutti gli altri ragazzini…

Si adoperano metriche specifiche e OGGETTIVE per valuare il rendimento scolastico, non che c’é il cocco della maestra e quello poveraccio preso di mira. Ogni semestre si fa un test invalsi nazionale, prodotto dal ministero dell’istruzione, a partire dalle elementari. Comprensione del testo (in Italia si parla di analfabetismo funzionale, cioé ragazzi che non capiscono quello che leggono), velocitá di lettura (tot parole al minuto), velocitá di calcolo (tot calcoli al minuto), etc. E molto sport.

Ah, e si BOCCIA. Si bocciano i ragazzini alle elementari se non si considerano idonei ancora a passare all’anno successivo. Questo NON perché tirerebbero indietro la classe, ma perché si troverebbero male, andrebbero poi male a scuola, soffrirebbero e si sentirebbero inferiori.
NON ESISTE che un bambino dica ad un altro bambino che é scemo perché ha ripetuto un anno; si dice sta colmando le sue difficoltá. Non c’é un giudizio, c’é una motivazione.

La scuola italiana deve essere riformata dal profondo.

La prossima volta vi parleró del confronto fra le scuole superiori in Olanda e in Italia, e il collegamento col mondo del lavoro. E come fa un idraulico a uscire da scuola a 17 anni, con una professione in mano, e a tirare su 5000 euro al mese a 30 anni, con famiglia e mutuo e tutto.

Posted by ExitEconomics links articolo originale https://exiteconomics.blogspot.com/2019/10/per-salvini-istruzione-un-grave.html