Eccoci qua per il solito bollettino di guerra.

Sapete cosa mi interessa per capire lo stato di salute e di positivitá di un paese? il GDP? il tasso di disoccupazione generale? il numero di grattacieli costruiti in un paese anno su anno? l’indice di povertá? il tasso di inflazione?
Nulla di tutto ció. Guardo a quattro altri indici. Di cui ho giá scritto nel mio blog e che ora condenso.

1) Tasso di fertilitá: se uomini e donne hanno fiducia nel futuro e nei propri mezzi, fanno i figli. Altrimenti, si concentrano su se stessi. Il tasso di fertilitá é basso anche in paesi ricchi con basso indice di disoccupazione? significa che si ha poca fiducia nel futuro, i costi per vivere sono altissimi e lo stress lavorativo non ti consente di mettere al mondo i figli a meno di vedere pesantemente compromesso il proprio stile di vita. Specie chi vive in cittá, dove gli affitti e i costi delle case sono altissimi e i tempi di commuting casa-lavoro sono enormi, si fa meno figli che in cittá piú piccole. Basta vedere le etá dei genitori che vanno a prendere i figli agli asili nido a Roma o in un medio centro: a Roma non sai mai se fai la figuraccia di scambiare un papá molto imbiancato per un nonno.

Non mi credete? In Italia un genitore su tre deve licenziarsi per accudire un figlio

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/12/07/addio-al-lavoro-per-stare-con-i-figli_c1b7af9a-8b97-4c6d-afb6-93f31b32c53b.html

L’Italia é ultima per tasso di feconditá in Europa.
https://www.repubblica.it/cronaca/2019/04/11/news/istat_fecondita_italia-223775103/

Chi ci rimette di piú a rimanere in Italia?

Le donne italiane 

Senza se e senza ma. Le donne italiane o non possono diventare mamme ad una etá in cui sono ancora molto fertili e piene di energie, o sono costrette a licenziarsi, oppure vengono trattate a pesci in faccia ai colloqui. Se una donna ci rimette, a seguire ci rimette il marito o compagno. Perché si trova con uno stipendio a far fronte alle spese di una famiglia intera. Con una moglie magari ben istruita che ha dovuto optare per la scelta meno peggiore ed é frustrata perché le hanno tarpato le ali professionali.
Oggi, in Italia, se fai un figlio é alta la probabilitá che ti ritrovi povero.

Ho giá scritto sulla discriminazione femminile al momento del colloquio di lavoro, con esperienza diretta a questa pagina. Un abisso fra Italia e Olanda.
Come reazione idiota a un problema serio, si sono inventati le quote rosa, che sono discriminazione al contrario. Ne ho scritto qua, due anni fa. Anziché migliorare il tessuto sociale favorendo l’inserimento delle donne, si penalizzano gli uomini magari piú validi della controparte rosa solo per una questione di gender.
Le quote rosa sono una pennellata di vernice su un muro pieno di muffa e batteri che andrebbe ripulito da cima a fondo.

2) Tasso di disoccupazione giovanile e tasso di abbandono scolastico
Qua la situazione é gravissima. Di fatto é verosimile pensare che il 50% dei giovani italiani sotto i 24 anni non studi, non lavori, non cerchi lavoro, non faccia formazione, non faccia insomma nulla di utile per costruirsi un avvenire. Di fatto spendono i risparmi dei loro genitori.
Personalmente, conosco molti di questi casi al Sud Italia.
Questo si ripercuoterá sulle pensioni che queste nuove generazioni dovranno pagare ai 40-50 anni di oggi.
Preparatevi: per rimanere a galla l’Italia dovrá fare P A T R I M O N I A L I e alzare le tasse, cioé trasferimenti di ricchezza dal privato al pubblico, via accise, via IVA, via IMU, quello che volete.
Non é fare la Cassandra: é usare la logica. Se la spesa pubblica é quella che é, con una popolazione che invecchia, chi paga se i giovani non lavorano e non costruiscono know-how e capacitá da usare domani?

A questa pagina ho parlato dell’abbandono scolastico italiano e ho indagato sulle cause. In Italia, un buon 14% dei ragazzi sotto i 24 anni ha solo la terza media. Questi non emigrano, nemmeno parlano una bozza di inglese. Non li vuole nessuno e spendono i soldi della famiglia per tirare avanti.

3) Tasso di emigrazione di italiani con alto livello di istruzione
Nel 2018 c’e stato il nuovo record di emigrati italiani. E il 75% di questi ha un livello di istruzione medio alto (Diploma, laurea, dottorato)

https://www.repubblica.it/cronaca/2019/12/16/news/il_rapporto_istat_sulle_migrazioni_piu_italiani_emigrati_meno_arrivi_dall_africa_-243613030/

L’emigrazione di talenti presuppone che ci sia desertificazione industriale e terziaria in Italia. Molti emigranti hanno ben oltre 40 anni. Non sono di primo pelo. E’gente con competenze altamente rivendibili.

Ripeto: attaccheranno il risparmio privato. Non c’é altra soluzione.

Chi vi parla di crescita per mezzo della detassazione, dovrebbe fare i conti con il fatto che gli investimenti in Ricerca e Sviluppo in Italia sono bassi. Molto bassi. Non é un caso che il fior fiore degli ingegneri emigri. Se gli investimenti in R&D sono bassi, la produttivitá giocoforza scende. E devi lavorare piú ore per tirare avanti. Se nel pubblico italiano si lavora pochissimo rispetto al resto d’Europa (in Olanda si lavora per 45-49 anni), il privato lavora a ritmi forsennati in Europa.

Infine, tenete conto che le cifre ufficiali dell’emigrazione possono in realtá essere sottostimate di un buon 50%! Ne ho scritto qua. Pensavo solo un 30%, ma in realtá secondo l’ISTAT si arriva ad un 50%. Pazzesco.
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Perché queste  metriche, tra l’altro poco pubblicizzate in TV?
Perché sono metriche che parlano di demografia: l’economia é soggetta ad alti e bassi nel breve termine, ma invertire un trend demografico richiede anni o decenni.
E’come invertire la rotta del Titanic. Occorre una enorme energia e tanto, tanto tempo.

L’Italia tutta se la passa male?
No, il Nord Italia ha retto bene, Milano ha retto benissimo. Ma il Sud é una catastrofe. Lo stato della capitale, Roma, dice tante cose. Il Centro Italia é malissimamente collegato, ha sofferto di pessime amministrazioni e non é un caso che la rossa Umbria abbia recentemente cambiato colore, optando per il verde. Malamministrazione uguale crollo della produttivitá per il sistema paese.
Sono voti di protesta, di rabbia, di frustrazione, e le Sardine sono la plastica rappresentazione della totale mancanza di idee sul futuro, in cui ci si rifugia verso un passato (gli anni 70 e 80) che non ricapiterá mai piú. Fateci caso: prima il M5S come voto di protesta, ora le Sardine. Domani chissá.
L’italiano medio vede poco distante.

L’Italia si é spenta.
Qualcuno o alcuni la riaccenderanno? forse. Ma la vita lavorativa di un individuo non dura duecento anni. Potete permettervi di aspettare per una rinascita? Le soluzioni, mi spiace dirlo, sono individuali e familiari.

Vendete tutto e andatevene alla prima occasione se siete abbastanza giovani 

Oppure:
1) trovatevi lavori di nicchia e tirate avanti insegnando ai vostri figli come andarsene. Sopravviverete. In alcuni casi magari prospererete pure.
2) candidatevi con le Sardine per sfruttare ancora per alcuni anni lo stipendio pubblico. Qualcuno vi voterá se avete una bella faccia.

Posted by ExitEconomics Link articolo originale https://exiteconomics.blogspot.com/2019/12/italia-demografia-e-pensioni-pezzi.html