19/3/20 CHIUDERE TUTTO – Sono reduce dal TG1 delle 13.30: una visione che mi ha lasciato un po’ a disagio, non sono sicuro che a Roma abbiano capito cosa sta succedendo. Sembra di vedere un notiziario sul coronavirus e uno sulla solita politica romana, leggermente agitata, inframmezzati insieme. Argomenti:

  • Mattarella tranquillo dal Papa
  • Contagio: “la mortalità colpisce soprattutto persone con patologie”
  • Conte ripreso alla scrivania per più di un minuto da solo nel suo ufficio focalizzato al comando: “Le Misure funzionano”
  • Lagarde che forse si è ripresa dalla “Gaffe”
  • Politica con diverse dichiarazioni dei principali esponenti
  • Situazione a Fronte Corona in Lombardia, Emilia Romagna, Roma

Non passa la sensazione di crisi, sarà un problema mio. Ma avrei dato dei pesi diversi alle notizie.

Sembra che la scena di Bergamo, dove i camion dell’Esercito portano i poveri morti fuori dalla città, appartenga ad un altro pianeta. Solo dei lampi per ribadire che esiste una pericolosa carenza di materiali, macinati dal fronte, di attrezzature e di personale medico.

Adesso qualche considerazione veloce, fermo restando la validità di quanto scritto qui (1).

Per capire: mortalità e risorse

L’informazione data dal TG viene dal comunicato stampa ISS del 18/3 (2) di cui riporto l’infografica. Due osservazioni.

file:///C:/Users/User/Desktop/200317_Infografica_17marzo%20ITA.pdf
  1. Il dato sulle malattie pregresse salta fuori dall’analisi di circa 350 cartelle di persone decedute. Al 17 marzo il numero dei deceduti era pari a 2003 persone: un campione quindi, ma che potrebbe già essere significativo se raccolto in modo adeguato.
  2. il dato sulla mortalità presentato in basso cosa misura? Semplificando con cautela un fenomeno complesso mi sento di dire che: a) la mortalità misura la risposta dell’insieme popolazione + Sistema Sanitario al contagio del Corona virus —>>> b) sotto l’ipotesi che tutti i contagiati siano curati nel migliore dei modi dal SSN, con opportuno e adeguato impiego di risorse: ore di lavoro specializzate, materiali, attrezzature.

Sotto queste ipotesi i risultati di mortalità presentati per fasce di età sono affidabili e hanno senso. Peccato che da diversi giorni gli ospedali della Lombardia denunciano una grave mancanza di risorse, rispetto al fabbisogno imposto dal carico generato dal coronavirus. La Lombardia da sola fa la metà dei contagiati di tutta Italia.

Guardando il tg3 regionale di ieri sera (18/3) erano diverse le testimonianze dirette di medici e sindaci che parlavano di “persone che muoiono a casa” e ospedali non in grado di rispondere a tutte le richieste. Ecco una testimonianza scritta che ho trovato:

Coronavirus Lombardia, Fontana chiede aiuto a medici e infermieri in pensione. Emergenza nel Brescianohttps://www.ilmessaggero.it/italia/coronavirus_lombardia_ultime_notizie_18_marzo_2020_milano_brescia_bergamo_cremona-5118328.htmlCi sono file di ore davanti agli ospedali», è la denuncia che arriva da Luca Cavallera, responsabile sanitario Gruppo volontari del Garda, ospite di Radio24. «Lasciamo la gente a casa, la portiamo in ospedale solo se in situazione disperata. Non possiamo portare tutti in ospedale. Brescia è a limite e le cose stanno peggiorando, non migliorando», prosegue. «La gente va ancora in giro, c’è chi scambia questo tempo libero per andare in giro – sottolinea – è preoccupante».

Se non ci fossero risorse sufficienti il sistema sanitario applicherebbe la regola del Triage. Priorità.

Se l’età del paziente entra nella valutazione Triage, sfavorendo chi ha più anni sulle spalle, allora il dato della mortalità di cui sopra per fasce di età non avrebbe più senso. La mortalità colpirebbe di più chi NON può essere curato perchè non ci sarebbero risorse disponibili per tutti.

Se il numero dei contagiati decuplicasse, le risorse disponibili per contagiato si ridurrebbero in proporzione, a quel punto i numeri di mortalità per fasce di età sarebbero diversi, con una crescita della mortalità anche in età più basse.

Situazione, una secchiata di realtà in faccia

Qui possiamo vedere come i provvedimenti restrittivi “stiano funzionando”.

Le curve che ci interessano sono quelle rosa dei positivi. Siamo a circa +4400/gg a livello nazionale, mentre in Lombardia abbiamo siamo a +2000/gg https://www.lombardianotizie.online/coronavirus-casi-lombardia/

Di questi una quota parte andrà ricoverata e una parte in terapia intensiva. Fin qui i fabbisogni, sempre più gravosi.

Sul versante risorse va male. I sanitari al fronte non sanno più come [email protected] dirlo, ma mancano:

  • materiali, dispositivi di protezione in primis. Tempi di approvvigionamento relativamente brevi ma consumi molto elevati. Stanno arrivando ma i fabbisogni sono alti e il consumo pure. Mente sto finendo di scrivere sento alla radio che cominciano a scarseggiare anche altri materiali, tra cui medicinali, attrezzature, arrivano a con il contagocce.
  • Consumo ridotto, ma tempi lunghi di approvvigionamento.
  • ore di lavoro specializzate, personale. Questo è il punto più dolente. Sono già 2600 i sanitari fuori gioco perchè contagiati, sono un asset prezioso, le figure più delicate quasi insostituibili in tempi brevi, e sono tutti sotto carico pesantissimo da ormai diverse settimane.

A questo punto, senza più illusioni sui dati di mortalità, tenendo presente la situazione risorse disponibili e osservando gli incrementi giornalieri di contagiati, c’è da fare un punto della spinosissima situazione. Il Governatore della Lombardia Fontana, regione dove l’epidemia si sta sviluppando di più, ha numeri ben più completi di questi per inquadrare il problema. Fontana non deve aspettare che si raggiunga il mitico picco dei contagi, o chiedersi quando verrà raggiunto: siamo già quasi al limite delle risorse disponibili.

La domanda che Fontana si deve fare oggi è un’altra: “quanto può reggere il mio piccolo esercito a questi ritmi?”

Se non è sicuro che si può tener botta per un tempo adeguato, allora deve prendere molto sul serio il “consiglio” del vicepresidente della Croce Rossa Cinese Sun Shuopeng, che combinazione era in regione proprio questo pomeriggio: Coronavirus, la Croce Rossa cinese: “Misure più strette, non c’è una seconda scelta”

Ho visto che le regole non sono ancora così strette – ha detto -. In pochi usano le mascherine, c’è troppa gente in giro, troppa gente sui mezzi pubblici, troppa gente nei ristoranti, negli hotel” … “E’ ora di chiudere ogni attività e stare tutti a casa”

Bisogna fare in modo di comprimere al massimo il fabbisogno di risorse preteso dal COVID19.

Fontana sostiene di non avere l’autorità per chiudere tutto, che invece sta a Roma. Allora bisogna far capire alla svelta al Governo che bisogna darsi una mossa, una mossa veloce. Fare pressione, un bel disegno se necessario.

Conte nel suo studio, avrà forse fatto tesoro della delirante esperienza di #abbracciauncinese, ma in realtà non sembra aver la consapevolezza necessaria che la situazione richiede, e rischia di andare lungo un’altra volta. Mattarella sembra invece viaggiare in un’altra Galassia. Siamo già in ritardo ed è finito il tempo per sfogliare la margherita. In Lombardia bisogna chiudere tutte le attività non necessarie. Subito.

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