Le Katakombenschulen (letteralmente le “scuole nelle catacombe”) o anche Geheimschulen (“scuole segrete”), erano un’istituzione illegale e clandestina volta all’insegnamento della lingua tedesca, ufficialmente vietata, che si diffuse in Alto Adige durante il fascismo dal 1924 in poi. https://it.wikipedia.org/wiki/Katakombenschule

“Scoppia la moda delle scuole «clandestine» no vax. In Alto Adige è boom di scuole illegali. La magistratura ha individuato 10 «scuole nel bosco»: bambini sottratti all’insegnamento pubblico dalle famiglie, per frequentare le lezioni nei boschi della val Aurina, alta val Venosta e Passiria. Secondo le indagini svolte sarebbero in tutto 629 gli alunni attualmente intenti a frequentare le scuole «clandestine», contro i 30 del periodo pre pandemico. La procura dei minori di Bolzano ha aperto un’indagine sul boom dell’istruzione parentale. Tantissime famiglie no vax hanno deciso di ritirare i propri figli dale scuole per provvedere da sole alla loro istruzione, creando scuole parentali non ufficializzate dove mascherine, distanziamento anti-Covid e vaccinazioni sono banditi.
Al vaglio della procura ci sarebbe anche un video girato da un insegnante no vax, sospeso, che avrebbe ripreso la sua classe durante le lezioni all’aria aperta.”
Tratto da https://www.leggo.it/italia/cronache/covid_alto_adige_boom_di_scuole_clandestine_no_vax_centinaia_di_alunni_lezioni_bosco-6340331.html

Quindi il Regime identifica diverse ipotesi: bisogna indagare sul boom di istruzione parentale (ovvio sottrai i figli dall’insegnamento unico che il Regime vuole dare ai tuoi figli), e poi c’è addirittura un insegnate novax sospeso che insegna (perché non sono più degni di svolgere il loro ruolo di educatori o proprio non devono farlo?)

Proseguiamo con: “Dall’Alto Adige, travolto dai contagi e costretto a prendere misure per contenere la pandemia da Covid, arriva anche la notizia che la procura dei minori di Bolzano ha aperto un fascicolo sul boom dell’istruzione parentale. Con una lettera alla sovrintendenza scolastica, la procura ha infatti chiesto di segnalare i casi in cui c’è il rischio di una lesione allo studio. Invito subito recepito dalla sovrintendente della scuola di lingua tedesca, Sigrun Falkensteiner, che ha avviato ispezioni mirate nelle famiglie che hanno ritirato i figli dal sistema scolastico per evitare mascherine in classe e aggirare le misure anti contagio. E così ieri la magistratura ha individuato dieci ‘scuole nel bosco’: i bimbi sottratti all’insegnamento pubblico, frequentano le lezioni nelle foreste della val Aurina, alta val Venosta e Passiria. In tutto sono 629 gli alunni attualmente in home schooling, contro i 30 del periodo pre-pandemico. Al vaglio della procura c’è anche un video girato da un insegnante no vax sospeso che riprende la sua classe durante le lezioni all’aria aperta.” Tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/24/scuole-no-vax-nei-boschi-la-procura-dei-minori-di-bolzano-ha-aperto-unindagine-individuati-629-alunni/6403444/

Quindi la neo lingua del Regime parla di rischio di lesione allo studio e bimbi sottratti all’insegnamento pubblico. Ci mancava solo l’accusa di rapimento di minori da parte dei genitori, e poi Kafka si piegherebbe in due dalle risate nella tomba (battuta trovata su telegram che sintetizza il tutto in modo esemplare).

In Italia la Costituzione stabilisce che “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli […] Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.” (Articolo 30). Mentre il D.lgs del 16 aprile 1994, n. 297, all’art. 111, ne inizia a definire le modalità burocratiche di comunicazione alle istituzioni scolastiche.

Inoltre, l’articolo 33 della Costituzione italiana cita: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.”.

L’art. 34 recita che “L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”, che in combinato con l’art. 33 il quale opera la distinzione terminologica fra “scuola” e “istruzione”, è interpretato nel senso di una più generale obbligatorietà dell’istruzione e non del tipo di scuola, e una conseguente legittimità delle scuole parentali.

In Italia non è stata condotta alcuna campagna per la legalizzazione dell’educazione parentale negli anni Ottanta, essendo l’educazione in casa una possibilità prevista dal diritto costituzionale (art.118) che legittima la ‘sussidiarietà orizzontale’. I movimenti oggi attivi sul territorio hanno ottenuto con la legge Moratti n.76/2005 la possibilità di inserire i giovani coinvolti in questo tipo di educazione all’interno del percorso statale obbligatorio in qualsiasi anno scolastico, effettuando un esame di ingresso e rendicontando il programma svolto in famiglia. Il dirigente scolastico della scuola di appartenenza o il sindaco del comune sono responsabili dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione per tutto il tempo che i genitori educano i figli in casa. Anche nel caso italiano non si conoscono i numeri effettive del fenomeno, la cifra stimata dalle quattordici associazioni ammonta a circa mille famiglie. In alcune realtà dove il fenomeno è più esteso, il Comune organizza un’area di supporto. La scelta di non iscrivere i bambini a scuola coinvolge però prevalentemente i bambini dai tre ai sei anni, età per la quale non è previsto l’obbligo; le esperienze di educazione ‘alternativa’ rientrano quindi, dal punto di vista legale, nella scelta delle famiglie di una ‘educazione privata’. In linea generale, fanno parte della rete di ‘scuole alternative italiane’ per l’infanzia: gli asili steineriani, in cui viene dato particolare rilievo al ritmo di crescita spirituale dei bambini; gli asili nel bosco, una esperienza educativa nata in Danimarca basata su un modello di esplorazione all’aria aperta in cui la conoscenza avviene per auto imposizione di regole, le recenti ‘scuole di decrescita’, ovvero scuole infantili collocate in eco-villaggi. Le famiglie che scelgono di continuare questo tipo di educazione meno autoritaria optano talvolta, in sostituzione della scuola primaria, per il modello parentale o entrano nella gestione di una ‘scuola libera’, intendendo con questa espressione la scelta di alcune famiglie, legalmente in educazione parentale, di educare i propri figli in uno spazio comune autogestito. Talvolta invece, un percorso legato alle difficoltà di inserimento del bambino o una precisa ideologia familiare, conducono alla ricerca di reti di supporto ad una educazione non statale scegliendo in un secondo momento l’educazione in casa https://it.wikipedia.org/wiki/Istruzione_domiciliare#Italia

Appendice: riferimenti normativi
In Italia come abbiamo detto l’homeschooling è inserito come possibilità nella nostra Costituzione che è la legge fondamentale della Repubblica, nessuna delle leggi che vengono emanate può andare in contrasto con la Costituzione.
Ecco gli articoli della Costituzione che parlano di istruzione
Art. 30 –E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire e educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi d’incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. (…).
Art. 33 –L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.(…)Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.(….)
Art. 34 –
La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno 0tt0 anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
(…)
Altre leggi importanti
Dal Codice Civile:
 Articolo 147
“Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.”
Dal Testo Unico del Decreto Legislativo n. 297 del 16 aprile 1994, Articoli 11o-114   (detta le modalità di adempimento dell’obbligo, i responsabili dell’adempimento, le modalità di vigilanza. )
“Art. 111 – Modalità di adempimento dell’obbligo scolastico
1. All’obbligo scolastico si adempie frequentando le scuole elementari e medie statali o le scuole non statali abilitate al rilascio di titoli di studio riconosciuti dallo Stato o anche privatamente, secondo le norme del presente testo unico.
2. I genitori dell’obbligato o chi ne fa le veci che intendano provvedere privatamente o direttamente all’istruzione dell’obbligato devono dimostrare di averne la capacità tecnica od economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità.”
Una guida completa alla normativa italiana sull’homeschooling la trovate sul sito L’apprendimento in famiglia.