Verdissimi Fratelli Giardinieri, volevo farvi conoscere un esempio di arbusto mutante infestante da evitare come la peste bubbonica o le lumache nel Vs privato orto botanico.

KBA, per gli amici “Keith Alexa” sembrerebbe la solita edera rampicante sociale da giardino detta a Venexia “monager” ed in inglese “manager”, ed in effetti come monager deve essere meglio di Epstein e Briatore messi insieme in quanto è appena entrato nel CdA di Amazon, meglio che essere il cugino di Goffredo Bacioni in arte Jeff Bezos.

KBA dev’essere, evidentemente meglio di Marchionne ed in grado di sovraperformare un’azienda di successo come Amazon. La cosa strana è che non è stata fatta tanta pubblicità della cosa, salvo un doveroso “SEC filing”, cioè avvisare la SEC (la Consob piteca) dei nominativi del consiglio di amministrazione di una sua piccola aziendina quotata la cui ragione sociale è “Amazon”.

Ovviamente doveva esserci un ficcanaso di turno, un Edoardo qualunque che spifferasse la cosa ai quattro venti…e così è stato….un tale Edward Snowden, che non ha altro da fare che leggersi inutili cartacce.

In realtà, Edoardo deve aver visto qualcosa di familiare nel ns monager di grandi imprese, per aiutarsi e per aiutare i fratelli drughi botanici che stanno leggendo l’articolo, vediamo KBA come ama vestirsi ad Halloween.

KBA, vestito da Halloween ha ricordato a Snowden che Keith Brian Alexander non era altro che il suo simpaticissimo ex-capo alla National Security Agency, un ufficio governativo sfigato con budget inferiore ad una gelateria bellunese …ma sempre meglio del budget della NASA 😉

Al suo bar sport in paese, KBA, lo chiamavano già “Hey Alexa è pronta la birra!” A ben vedere un generale 4 stelle michelin affabile con quel sorriso che ricorda anche Elonio Muskio, Elonio è il mio cabarettista preferito, le sue gag con le auto sono strepitose!

Dal 2005 e fino al 2014, Hey Alexa è stato a capo della NSA, grazie a lui da un’agenzia governativa da sottoscala è diventata un’agenzia di tutto rispetto nella preparazione di gelati meglio della CIA.

Poi è andato in pensione dall’esercito, salvo ad Halloween ovviamente, dandosi al business. Bravo il ns Alexander, da settembre 2020 Goffredo ti ha nominato per sentirsi meno solo in quel triste consiglio di amministrazione che proprio non capisce perché sviluppare server-cloud-smartTV-Alexa. KBA capisce Goffredo e ha deciso di dargli una mano ma anche un orecchio visto che c’era….tanto ne ha due.

Infine vi propongo un giochino che mi ha insegnato KBA in persona: provate ad arrivare in questo simpatico sito www.amazno.net senza scrivere perfettamente sulla barra degli indirizzi amazno.net ma usando i servizievoli motori di ricerca blasonati.

La poca gente che si crede furba vede la “Matrix”, io invece sento un CetrioloneUSB™ entrare nel mio corpo grazie a SkyNet, senza alcun permesso o mia volontà. Fortunatamente piace ai Nuovi Schiavi che ringraziano, pagano pure e non possono più farne a meno.

Si ringrazia Edoardo ed il suo tweet:

Si ringrazia amazno.net , guardate che carino il loro manifesto:

La pandemia globale, l’evento epocale che stiamo vivendo, verrà ricordato dai posteri come lo spartiacque tra la società pre-covid come la conoscevamo e la società post covid che si sta definendo. La vita di tutti i giorni è stata stravolta. La socialità è stata spazzata via. Le occasioni di incontro e i luoghi hanno smarrito la strada. I servizi essenziali hanno continuato on-site, molti hanno adottato lo smart-working, tanti altri purtroppo hanno perso il lavoro. Sono cambiate le nostre abitudini, consuetudini, si è modificato lo scambio di affetti ed emozioni, sono state minate profondamente le nostre certezze e messe in discussione le nostre priorità. Qualcuno ha sognato un mondo migliore. Abbiamo rivolto un pensiero forte alla tranquillità personale, alla sicurezza generale e alla garanzia di salute, adattando contestualmente il modo di vivere alla situazione contingente, incluse le scelte sul piano dei consumi. Il lockdown infatti, ha portato un’accelerazione enorme alla tendenza già in atto da anni del progressivo aumento degli acquisti che transitano online, ed è evidente quanto gli attuali giganti del settore ne abbiano beneficiato. Siamo tutti, chi più chi meno, utilizzatori dei più grandi marketplace online per soddisfare ogni nostro desiderio o necessità, per ogni cosa, ora anche di più, alla ricerca del risparmio del denaro e del tempo. Ma qual è il vero prezzo che stiamo pagando? Ormai nessun esercizio con affaccio su strada è immune dall’azione fagocitatoria dell’ecommerce che inesorabilmente ingloba online e polverizza offline. Se ne apprezzano gli effetti guardando le serrande abbassate e i locali vuoti che allietano le nostre passeggiate, nelle grandi città, come nelle medie e piccole realtà. Le botteghe che animano il nostro quartiere, quell’eterogeneità di attività, colori, profumi, odori e rumori che tiene vivo il nostro mondo oltre la soglia dello schermo o del divano, sta agonizzando da anni e questa potrebbe essere la stretta finale. Quante volte al momento di comprare in rete ci siamo interrogati se il negozietto all’angolo avesse ciò che cerchiamo? Forse sì, ma è più comodo clic to clic e arriva tutto domani, o forse anche oggi. Certamente, e gli effetti collaterali di queste azioni sono devastanti sul nostro meraviglioso tessuto sociale. È possibile supportarlo mantenendo le comodità che il commercio elettronico offre? Negli ultimi tempi sono nate diverse iniziative digitali per promuovere i negozi di quartiere, la produzione e le attività locali. Di queste proposte condividiamo l’obiettivo, ma, per raggiungere una dimensione tale che garantisca un reale beneficio per la collettività, riteniamo che il progetto dovrebbe essere pensato da subito come un movimento globale, che raccolga in un unico contesto, gli sforzi le risorse e le energie. Quindi, per affrontare un Titano ci vuole un altro Titano? Si, dovremmo crearne un altro che abbia un’intenzione diversa. Ecco perché nasce AmazNO.net È un riferimento certamente sfacciato, ambizioso e un omaggio al movimento nato a NY un paio d’anni fa. In quel NO sta la presa di coscienza dello status quo e la voglia di cambiamento. Il suffisso .net indica che questo progetto può nascere, crescere e prosperare se, e solo se, c’è un fortissimo coinvolgimento della popolazione a livello globale. Noi, individualmente, non abbiamo le risorse, ma insieme si può fare tanto. AmazNo.net sarà il forum di discussione per proporre idee funzionali ad un obiettivo ben preciso: realizzare insieme un’alternativa che dia massima visibilità a tutti ma soprattutto ai negozi di prossimità, che favorisca il rapporto face-to-face e offra un e-commerce local, dove tributi e profitti vengono ridistribuiti nel tessuto che li ha generati, a vantaggio di tutti. Rilanciare le economie locali e nazionali SI PUO’ FARE!

Vorremmo attivare una nuova scintilla di un confronto aperto, che scaturisce in Italia per poi crescere in tutto il mondo. Un sogno che risvegli la nostra coscienza, che ci faccia sperare, divertire e vivere un atteggiamento più responsabile per il miglioramento del Paese. Un glocal a tutto tondo. La nuova soluzione sarà il risultato dei contributi di tutti a partire dal nome, che sarà una meraviglia! Per realizzarla serve subito l’aiuto di chi sa fare e ha voglia di fare, con spirito di iniziativa.

Eh già, è bello scoprire che esistono Fratelli Giardinieri Verdissimo-Splendenti che incuranti della vastità delle praterie americane, impugnano una singola Falce e iniziano a tagliare l’erba. Veri apostoli della Liberia Giardineria.

Perché il Profeta Machete ha detto: “Non importa quanto sia grande il prato ma quanto è affilata la Falce. Se il cuore è puro il taglio è netto.” – Parole sante, verdissime e senza tempo. Consulente dei Nuovi Schiavi