Se esiste uno stile architettonico che in misura superiore a tutti gli altri (invero comunque tanti) rappresenta la cultura europea nella sua interezza, questo è sicuramente il gotico delle innumerevoli cattedrali costruite in età tardo-medievale e di cui l’Europa è disseminata. Con i suoi archi a sesto acuto, i suoi pinnacoli, le sue volte a crociera, i suoi archi rampanti, le sue piante a croce latina, le sue guglie dalle altezze vertiginose, le sue spaziose vetrate…, l’architettura gotica è uno dei tratti più distintivi dell’intera Civiltà (questa scritta con la C maiuscola) europea, summa artistica e tecnologia, nonché spirituale, di un’epoca ingiustamente definita come oscurantista. L’elemento architettonico basilare nell’architettura gotica è sicuramente l’arco a sesto acuto, la cui progressiva diffusione ha consentito la costruzione di edifici sempre più alti e slanciati, abbelliti da ampie vetrate e luminosi rosoni, grazie al fatto che le sue caratteristiche statiche hanno permesso di ridurre lo spessore dei muri portanti, rendendo nel contempo possibile l’utilizzo delle volte a crociera sorrette da colonne sempre più proiettate verso l’alto.

Si capisce bene perché l’incendio che poco più di un anno fa ha devastato la cattedrale di Notre-Dame a Parigi (probabilmente la più celebre delle cattedrali gotiche di Francia, ancorché non la più antica e forse neppure la più bella), nonché quello recentissimo che ha interessato la cattedrale di Nantes, abbiano suscitato non poco dolore. In molti vi avranno sicuramente intravisto un segno dei tempi: in particolar modo con Notre-Dame non è andata a fuoco una semplice chiesa, ma qualcosa di più. E’ stato un tuffo al cuore per tutti coloro che amano il bello, l’ordinato, il giusto: è una parte stessa della cultura europea che muore assieme a questa devastazione incendiaria, come se fosse il preludio di un’epoca infernale.

Quello che non tutti sanno è che le cattedrali gotiche sono state costruite con tecniche e metodologie altamente “raffinate”. Per essere maggiormente precisi, bisogna specificare che la suddetta raffinatezza non risiede tanto nel fatto che per la costruzione delle cattedrali si è reso necessario adottare un know-how tecnologico di livello elevato (si pensi, appunto, alla novità dell’arco a sesto acuto), quanto piuttosto nel fatto che ogni cattedrale è disseminata e racchiude in sé, sin dal momento della scelta del sito per la sua edificazione, una pletora di simboli la cui interpretazione non è alla portata di tutti. Difatti, occorrerebbe utilizzare l’aggettivo alchemico, che meglio rende l’idea dell’altissima valenza archetipica, proprio in senso junghiano, insita in questi simboli così specifici. Se la parola alchemico dovesse parere eccessiva, si osservi questo bassorilievo che è presente nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, davanti al sagrato: è detta La Dama alchemica ed è un’allegoria della stessa scienza alchemica. La dama con la propria fronte tocca le nubi, simbolo di elevazione spirituale, e seduta in trono porta nella mano sinistra uno scettro, segno di sovranità, mentre con la destra tiene due libri, il primo chiuso che rappresenta il sapere esoterico mentre il secondo è aperto rappresentando esso invece il sapere essoterico. Mantenuta tra le sue ginocchia e poggiata sul suo petto si eleva la scala dai nove gradini, detta scala philosophorum.

Lo stesso temine gotico è esemplificativo di quanto appena riportato. Contrariamente all’opinione comune, l’aggettivo gotico quando riferito alle cattedrali europee non ha attinenza con i Goti, antiche tribù germaniche originarie della Scandinavia, diffusesi poi in buona parte d’Europa ai tempi della caduta dell’Impero Romano. In questo caso, il termine gotico deriva dalla parola argot. Argot è una tipica espressione della lingua francese che può essere resa, ad esempio, con la parola inglese slang. Ma argot e slang non sono propriamente la stessa cosa: conditio sine qua non perché uno slang sia un argot a tutti gli effetti è che si trasformi in un linguaggio il cui lessico sia inteso solo dai membri di un ben determinato gruppo sociale, di fatto escludendo coloro che non ne fanno parte. Arte gotica sta dunque in realtà per ars argotique: una sorta di linguaggio iniziatico la cui piena comprensione è preclusa per chi non sia un adepto.

L’alto livello simbolico di ogni minimo elemento decorativo è evidente sin dal primo sguardo rivolto a queste maestose costruzioni. Il fedele, entrando all’interno di una cattedrale gotica, resta subito ammaliato della luce soffusa che, filtrando attraverso le vetrate ed i rosoni, invita al raccoglimento, come se la luce divina ricadesse su di lui. All’interno delle cattedrali, la luce è intesa come elemento di mediazione tra ciò che è immateriale e ciò che è materiale. Anche l’oscurità degli angoli più bui ha una sua enorme valenza simbolica. Il contrasto volutamente ricercato tra luce e buio rappresenta l’eterna lotta tra il bene ed il male, che dunque si perpetua anche all’interno del luogo di culto. Al contempo, tutti gli elementi della cattedrale gotica, come le alte navate, le colonne slanciate, gli archi a sesto acuto, trasmettono l’idea di uno sviluppo ascensionale dell’edificio, cioè verso l’alto. Il fedele, all’interno di una cattedrale che sembra volersi congiungere simbolicamente con il cielo, deve restare meravigliato dalla sua magnificenza in modo da sentire l’immensità e la potenza di Dio.

Le cattedrali gotiche, dunque, venivano ideate affinché il fedele esperimentasse una sorta di esperienza mistica, in cui anche una semplice esperienza fisica come il passeggiare tra le navate potesse diventare un momento di elevazione spirituale. Non è un caso che in molte cattedrali gotiche di Francia, come quella di Chartres, si trovassero spesso tratteggiati per terra dei labirinti. Essi andrebbero considerati come un invito al fedele affinché segua l’unica via possibile, quella dettata dalla religione cristiana, la sola in grado di portare alla salvezza eterna. Ma ciò poteva simboleggiare anche dell’altro, cioè un processo di crescita interiore, di tipo alchemico appunto, dove l’iniziato poteva aspirare ad assurgere ad un livello di conoscenza superiore.

Anche le proporzioni secondo cui le cattedrali venivano edificate rivestivano un’importanza simbolica tutt’altro che secondaria, dovendo i numeri e la forma trasmettere dei significati potenti in grado di comunicare all’inconscio un messaggio religioso, ma anche esoterico. Il numero infatti per i costruttori delle cattedrali rappresentava una qualità, ossia conteneva molteplici fattori simbolici e contenutistici che oggi noi non siamo più capaci di comprendere, avendo trasformato il numero in mera quantità. Le giuste proporzioni dovevano concorre a mettere in comunicazione l’umano col divino. Pare addirittura che la reale unità di misura utilizzata nella costruzione delle cattedrali gotiche fosse il cubito reale egizio1, ossia la medesima unità di misura con la quale vennero edificate le antiche piramidi. Al pari delle piramidi egizie, anche nelle cattedrali ogni minima proporzione veniva attentamente studiata e doveva rispondere a criteri ben precisi2, in modo da rimandare alla cosiddetta sezione aurea, pari a circa 1,6183.

Neppure la scelta del luogo in cui la cattedrale sarebbe stata edificata era casuale. Infatti, le cattedrali sono state costruite per lo più in luoghi dove in precedenza sorgevano tempi pagani o comunque al di sopra di vene d’acqua4. È opinione diffusa che le principali cattedrali gotiche dell’Île-de-France siano state costruite in modo da rispecchiare sulla terra la disposizione delle stelle che formano in cielo la costellazione della Vergine.

Si diceva sopra che non tutti sono in grado di comprendere il simbolismo racchiuso nelle cattedrali. Interi trattati sono stati scritti a tal riguardo. Si tratta di un argomento tanto vasto e complesso davanti al quale non possiamo che confessare i nostri limiti. Dunque, questa non può certo essere una trattazione esaustiva sull’argomento. Ma ciò che ci preme sottolineare è quanto profondi siano i simboli che ci circondano e che possiamo trovare ovunque, magari celati nelle proporzioni di un edificio. Siamo completamente circondati da simboli, ed il fatto che non siamo in grado di interpretarli o anche solo di percepirli in quanto tali non significa che essi non esistano e non svolgano una funzione ben precisa.

Eppure il simbolo per taluni è tutto. Per Jung “ciò che noi chiamiamo simbolo è un termine, un nome, o anche una rappresentazione che può essere familiare nella vita di tutti i giorni e che tuttavia, possiede connotati specifici oltre al suo significato ovvio e convenzionale. Esso implica qualcosa di vago, di sconosciuto o di inaccessibile per noi […]. Perciò una parola o un’immagine è simbolica quando implica qualcosa che sta al di là del suo significato ovvio e immediato. Essa possiede un aspetto più ampio, «inconscio», che non è mai definito con precisione o compiutamente spiegato. Né si può sperare di definirlo o spiegarlo. Quando la mente esplora il simbolo, essa viene portata a contatto con idee che stanno al di là delle capacità razionali”5. Quindi il simbolo è portatore di un contenuto che non può essere espresso in altro modo e che travalica i nostri sensi agendo direttamente sul nostro inconscio. Continua Jung: “Perciò esistono certi eventi che noi non abbiamo registrato consapevolmente: essi sono rimasti, per così dire, al di sotto della soglia della coscienza. Essi sono accaduti ma sono stati assorbiti subliminalmente senza la partecipazione della nostra conoscenza consapevole. Noi possiamo prender coscienza di questi avvenimenti solo in un momento di intuizione o tramite un processo profondo di pensiero che ci porti in un secondo momento alla consapevolezza del fatto che essi debbono essersi necessariamente realizzati. E benché si possa averne inizialmente ignorata l’importanza emotiva e vitale, essa riaffiora dall’inconscio come una specie di fenomeno riflesso”.

Jung diede enorme importanza allo studio dei sogni, poiché è in essi che si manifestano quei simboli che hanno un impatto così notevole sul nostro inconscio. In poche parole, non tutte le nozioni che apprendiamo o le emozioni che viviamo nel corso della nostra esistenza rimangono memorizzate nella nostra mente a livello cosciente; la maggior parte di esse, per così dire, sprofondano nel nostro inconscio e rimangono latenti, senza che se ne abbia, appunto, coscienza. Il simbolo è quel qualcosa che permette alla nostra coscienza di entrare più compiutamente in contatto con il nostro inconscio, proprio perché questo è ciò che fa affiorare quel vasto complesso di informazioni ed emozioni che avevamo rimosso dal nostro conscio.

Chi è in grado di padroneggiare i simboli gode di un enorme vantaggio nei confronti di chi al contrario, ignorandone il vero valore, rimane comunque soggetto al messaggio che il simbolo è in grado di veicolare verso il nostro inconscio. Agendo il simbolo direttamente sull’inconscio, padroneggiare il simbolo, almeno potenzialmente, potrebbe dare l’opportunità di condizionare la percezione della realtà, e dunque il comportamento, di coloro che del simbolo ignorano questa funzione. Si tratterebbe quindi di una formidabile forma di controllo sulle masse. Diventa pertanto fondamentale, oggi come non mai, saper scorgere i simboli ed interpretarli ogniqualvolta ne entriamo in contatto, soprattutto quando essi sono archetipi che si riproducono in ogni tempo e in qualunque parte del mondo.

E si dà il caso che i costruttori delle cattedrali gotiche non siano stati gli unici ad aver disseminato le proprie creazioni di così tanti elementi simbolici. Diamo un’occhiata più da vicino a qualche creazione dell’architettura moderna. Quella che segue è un’immagine della facciata principale della Chiesa di San Gaspare del Bufalo nel quartiere Toscolano a Roma:

La piccola vetrata ovale, congiuntamente alla facciata così come osservata da una data prospettiva, dà origine ad un simbolo ben singolare e distinguibile. È altresì degno di interesse ammirare la veduta dell’intero complesso architettonico dall’alto; giusto un aiutino per dimostrare dove si vuole andare a parare:

La suddetta chiesa di San Gaspare del Bufalo è stata uno delle ultime creazioni del celeberrimo ingegnere Pier Luigi Nervi6. A lui si deve un’altra famosa costruzione romana: l’Aula Paolo VI, ossia l’auditorium della Santa Sede. Notate qualcosa di insolito nella foto sottostante? Tipo una somiglianza assai accentuata ad un qualcosa a cui un auditorium vaticano si stenta a credere possa mai assomigliare?

Forse così è più chiaro:

Questa particolare “architettura” della sala fa sì che il Papa durante le udienze parli attraverso un qualcosa che possiamo definire come la bocca di un serpente: non solo metaforicamente ma letteralmente. In più, alle spalle del Pontefice, si trova questa particolare struttura bronzea che dovrebbe simboleggiare la Resurrezione del Cristo:

Personalmente, faccio fatico a capire come questa cosa possa essere definita arte. Ma quel che è peggio è come appare la statua quando ci si sofferma sulla testa del Cristo così come appare da un’altra angolazione:

Anche in questo caso, pare di aver a che fare con un serpente, o comunque con una figura spaventosa. Non certo il tipo di rappresentazione cui l’iconografia cristiana ci ha abituato.

Non sarà una cattedrale gotica, ma un’altra cattedrale meritevole di menzione, è la cattedrale di Saint John The Divine7, che sorge sull’isola di Manhattan, a New York. Per quanto a tutt’oggi incompleta, essa è considerata la cattedrale protestante più grande al mondo:

Sulla facciata occidentale dell’edificio, vi sono alcuni pilastri su cui sono stati scolpiti capitelli di genere apocalittico come quello che appare sopra. Sono sicuramente scene che sembrano parecchio fuori luogo per una cattedrale. Si tenga presente che queste opere risalgono al 1997: l’attentato alle Torri Gemelle sarebbe avvenuto solo quattro anni più tardi.

Questi non sono che esempi di moderne architetture religiose dove il simbolismo presente è particolarmente esplicito, manifesto, tanto che basta una semplice occhiata per averne percezione. In altri casi, invece, il simbolismo non è così evidente ma è ben celato nei numeri, nelle forme e nelle proporzioni, come per altro era già consuetudine nelle cattedrali gotiche medioevali. Si osservi il nuovo santuario dedicato a Padre Pio ed eretto a San Giovanni Rotondo, sul Gargano. Mentre nelle epoche passate le chiese venivano sempre costruite affinché l’intersezione tra la navata ed il transetto desse origine ad una croce, simbolo stesso della fede cristiana, il nuovo santuario di Padre Pio ha una singolare pianta a spirale, cosa questa che non ha praticamente alcun altro riscontro nel mondo cristiano.

Il “Dizionario massonico”, alla voce “spirale” riporta: «Antichissimo segno che simboleggia l’esistenza dell’uomo ed il suo ritorno all’origine… La spirale simboleggia anche la potenza dinamica dell’universo, il Principio Creatore, il G.A.D.U. (…)»8. Ma soprattutto, in massoneria la spirale rappresenta il percorso iniziatico che l’adepto è tenuto a compiere per adempiere al “disegno divino”. Per disegnare una spirale, solitamente si adotta un criterio geometrico assai semplice: si prende un cono dal raggio di base e dall’angolo al vertice ben definiti, quindi si traccia una linea dalla pendenza costante sulla sua superficie conica esterna, infine proiettando questa linea sulla base circolare del cono si ottiene proprio la spirale voluta. Dunque i valori degli angoli della pendenza della linea sulla superficie conica esterna e dell’angolo al vertice del cono sono fondamentali per determinare la forma stessa della spirale. Nel caso del santuario di Padre Pio, questi valori sono pari a 33 gradi.

Di esempi come questi se ne possono fare a bizzeffe. Probabilmente, sono migliaia in tutto il mondo i casi di chiese o comunque di strutture a carattere religioso in cui, in maniera più o meno velata, compaiono simboli che, per così dire, sono totalmente estranei alla tradizione cristiana, se non addirittura in aperto contrasto con essa. Sul web è facile approfondire il discorso. La stessa cattedrale gotica di Notre-Dame di Parigi – lo abbiamo visto sopra – pullula di simboli esoterici. Anzi, la sua famosa flèche, ossia la sua altissima guglia il cui crollo tra le fiamme nell’incendio dell’aprile 2019 ha suscitato tanto sgomento in tutto il mondo, fu un’aggiunta posteriore, eretta solo nel corso del XIX secolo ad opera dell’architetto Eugène Viollet-le-Duc, noto frammassone, che volle lasciare la seguente targa a testimonianza del messaggio che intendeva trasmettere alla posterità:

Gli edifici “laici” non sono certo da meno. Vi siete mai chiesti a cosa assomiglia l’edificio che ospita il Parlamento Europeo a Strasburgo? Alcuni maliziosi sostengono si scorgere una qual certa somiglianza con la biblica Torre di Babele, così come immortalata in un celebre dipinto del pittore fiammingo Pieter Brueghel il Vecchio:

Quelli sopra riportati non sono che pochi esempi che si è voluto menzionare allo scopo di mettere in chiaro quanto si diceva poc’anzi, e cioè che siamo completamente circondati da simboli che non siamo in grado di interpretare, anzi di cui spesso non siamo in grado di percepire la stessa presenza. Eppure il simbolo veicola un messaggio che colpisce direttamente il nostro inconscio, e soprattutto quando di tipo archetipo il simbolo è portatore di un messaggio per così dire universale, in quanto non direttamente riconducibile alla nostra esperienza personale, al nostro vissuto, quasi come se quella parte del nostro inconscio interessata dal simbolo fosse un qualcosa di istintivo e di innato nell’intero genere umano.

Ecco perché la furia iconoclasta che contraddistingue i movimenti di estrema sinistra che oggi stanno infuriando in occidente, ed in special modo negli Stati Uniti, devono destare preoccupazione. Per quanto di per sé stessi fatti molti gravi, queste non sono semplici jacquerie. Non vi è nulla di spontaneo in queste proteste. La verità è che a nessuno importa delle vite dei neri. Non importa ai neri stessi, visto che se a costoro interessasse veramente creare le condizioni per una crescita economica e civile della loro comunità, manifesterebbero in maniera pacifica. Invece per loro queste proteste sono solo occasione per darsi ad uno dei loro sport preferiti: il saccheggio fine a se stesso di beni materiali dozzinali, quali televisioni al plasma e scarpe sportive di gusto estremamente pacchiano. Ma soprattutto non importa a chi, agendo nell’ombra e senza mai esporsi in prima persona, fomenta queste stesse rivolte. A questi ultimi interessa al contrario proprio il valore simbolico che si nasconde negli atti compiuti in queste manifestazioni di violenza. Dietro l’abbattimento di statue di presunti schiavisti, di razzisti e suprematisti assortiti, ma anche di illustrissime personalità come Cristoforo Colombo, San Luigi IX, Cervantes, ecc… si cela in realtà l’intenzione di colpire la memoria sociale e collettiva dell’intero mondo occidentale. In vista di un nuovo ordine mondiale si deve creare un nuovo uomo, e questo deve essere sganciato dal proprio passato. Le statue lì a ricordarci continuamente chi siamo e da dove veniamo.

Questo è il motivo per il quale alcuni premono affinché le statue di famosi personaggi del passato siano abbattute. Il nuovo uomo, che deve essere modellato in vista del nuovo mondo, sarà tenuto a rigettare il proprio passato e la propria cultura in quanto espressione di razzismo e suprematismo. Egli non avrà più diritto a vivere in una comunità nazionale protetta da confini ben delimitati, che segnino una netta distinzione tra il sé e l’altro da sé, o dove persistano monumenti ed edifici che testimonino del suo glorioso passato e della peculiarità della sua cultura. Di tutto ciò deve essere fatto tabula rasa: il nuovo uomo dovrà essere amorfo, senza storia, senza cultura, senza radici, senza passato e pure dalla razza indefinita. Tutto ciò che gli ricorda chi è veramente deve essere cancellato bollandolo come espressione di razzismo. L’ordine e la bellezza, così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi, scompariranno: il brutto sarà il nuovo bello, il disordine l’ordine, la stortura la normalità.

L’incendio di Notre-Dame, al pari di tutti gli altri incendi che di continuo colpiscono al cuore la cristianità francese, hanno una valenza simbolica terrificante. In qualche modo, il crollo della famosa flèche simboleggia per la Francia la transizione tra il vecchio mondo tradizionale ed il nuovo mondo che ci è stato riservato: ormai ex “figlia primogenita” della Chiesa Cattolica, la Francia sta sempre più velocemente trasformandosi da paese bianco e cristiano in un paese meticcio e ateo e materialista, se non addirittura musulmano. È la fine stessa della civiltà occidentale: la sua morte allo stesso tempo nello spirito e nel sangue. Con la guglia di Notre-Dame, crolla anche l’Occidente cristiano. Le cattedrali gotiche sono un simbolo, e probabilmente anche qualcosa di più, che occorre cancellare per favorire la suddetta transizione.

Ma non tutto è perduto. C’è ancora chi si difende, e difendendo se stesso difende l’intera Civiltà Occidentale. C’è ancora chi riconosce il bello in quanto tale e non è disposto a farsi sopraffare dal brutto, chiamandolo bello.

Quelle che seguono sono immagini della nuovissima Cattedrale delle Forze Armate Russe, inaugurata solo poche settimana fa e fortissimamente voluta dal presidente Vladimir Putin (che a noi piace chiamare confidenzialmente zio Volodia) a testimonianza della ritrovata fede ortodossa del popolo russo dopo gli anni bui della dittatura comunista. Questa è l’esterno dell’edificio:

E questo l’interno:

Quale differenza rispetto alle precedenti immagini! Si rimane senza parole. Anche chi non è particolarmente devoto, o addirittura si professa ateo, non potrà che convenire che vi è una distanza abissale tra questa nuova cattedrale ortodossa moscovita e gli edifici che abbiamo visto nelle pagine precedenti. Qua troviamo l’armonia, l’eleganza, l’ordine, il calore, il buon gusto, la pace dei sensi che ti conciliano col divino: in una parola, il bello. Là, invece, il disordine, il cupo, l’angoscioso, il pacchiano, il freddo ed il sinistro, che portano invece a distaccarsi dal divino: in una parola, il brutto.

La bellezza ci salverà.

1 https://it.wikipedia.org/wiki/Cubito

2 http://www.sapienzamisterica.it/il-linguaggio-dei-numeri-delle-cattedrali-gotiche.html

3 https://it.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea

4 https://www.elapsus.it/2019/12/proporzioni-e-simboli-nelle-cattedrali.html

5 Jung Karl Gustav, L’Uomo e i suoi simboli, Tascabili Editori Associati , Milano 1991, pagg. 10-11

6 https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Luigi_Nervi

7 https://en.m.wikipedia.org/wiki/Cathedral_of_St._John_the_Divine

8 Cfr. Luigi Troisi, “Dizionario massonico” Bastogi Editrice Italiana, p. 377.