BY PAUL C. F. – Nel novembre 2019 l’Unione Europea annuncia in pompa magna il varo del “Green New Deal”, un ambiziosissimo piano per rendere i Paesi dell’Unione carbon neutral entro il 2050, per fare tutto ciò viene previsto, oltre alla necessità di ingentissimi investimenti pubblici, che anche l’industria privata e soprattutto il sistema bancario orientino i loro investimenti verso attività a zero emissioni.

La stessa commissione conferma che il sistema di finanziamento delle imprese è un fattore chiave nel rendere possibile il rinnovamento e l’orientamento in senso ecologico degli investimenti all’interno dell’Unione, pertanto il sistema bancario e le sue decisioni di finanziamento diventano fondamentali per la riuscita del progetto. Quindi la Commissione Europea decide di indire un bando di gara per trovare un consulente che fornisca alla commissione un piano per elaborare le linee guida per il sistema bancario europeo, e indovinate un po’ chi viene scelto come consulente della Commissione? La banca d’affari BlacK Rock.

Oltre a essere uno dei giganti mondiali della finanza con ingenti partecipazioni in tutti i gruppi bancari europei, Black Rock possiede anche importati partecipazioni in tutta una serie di grandi aziende che, dal punto di vista delle emissioni sono tutt’altro che green: aziende petrolifere, miniere di carbone, acciaierie, cementifici, imprese coinvolte nella deforestazione dell’Amazzonia ecc. Per inciso, tutte partecipazioni che la banca d’affari non ha al momento alcuna intenzione di dismettere. Al massimo ha portato avanti alcune azioni di facciata, come quando nel gennaio 2020, Il CEO Larry Fink, annuncia in una lettera agli investitori di voler dismettere il suo portafoglio di investimenti in aziende che generano più del 25% dei loro profitti dalla produzione di energia con il carbone. Peccato che in realtà l’azione riguardasse le aziende che commerciano in energia prodotta con carbone, non gli investimenti nelle imprese stesse che producono energia col carbone. Inoltre Blackrock è tra i tre azionisti maggiori in 25 delle più grandi aziende al mondo a rischio di deforestazione quotate in borsa, e tra i primi dieci azionisti delle 50 delle maggiori aziende implicate nella deforestazione del mondo.

AmazonWatch, BlackRock’s big deforestation problem, August 2019. https://amazonwatch.org/ assets/files/2019-blackrocks-big-deforestation-problem.pdf

IEEFA, BlackRock’s fossil fuel investments wipe US$90 billion in massive investor value destruction, 1 August 2019. https://ieefa.org/ieefa-report-blackrocks-fossil-fuel-investments-wipeus90-billion-in-massive-investor-value-destruction/

Questo “leggerissimo” conflitto di interessi non è sfuggito al Mediatore Europeo, un organismo interno dell’Unione che ha il compito di fare le pulci alla Commissione, il cui potere di incidere sulle decisone degli enti europei è però ZERO. Nel novembre di quest’anno il Mediatore ha fortemente criticato il palese conflitto di interessi nel conferire alla banca americana un compito di tale importanza: “Il Mediatore ha constatato che l’offerta della società suscitava preoccupazioni. In primo luogo, se un offerente ha un interesse finanziario diretto o indiretto negli sviluppi di un mercato, in quanto investe in tale mercato, o gestisce investimenti in tale mercato, vi è un chiaro rischio che tali interessi possano influenzare l’esito del suo lavoro a proprio favore. Questo vale per la società in questione. In secondo luogo, a causa della ponderazione applicata dalla Commissione nella sua valutazione, il prezzo basso offerto dalla società ha ottimizzato le possibilità di ottenere il contratto. La vittoria del contratto può consentire all’azienda di acquisire conoscenze e di affermare l’influenza su un’area di investimento in crescita di maggiore e crescente rilevanza per i propri clienti e quindi per l’azienda stessa.”

https://www.ombudsman.europa.eu/it/decision/en/135363

Black Rock è inoltre uno dei più attivi lobbisti registrati all’interno dell’Unione Europea, aggiudicandosi questo appalto, che ha avuto offrendo i sui servigi ad un prezzo molto basso per questo tipo di appalti (280.000 Euro), ma il vero interesse non era certo ottenere l’appalto, Black Rock potrà di fatto indirizzare uno degli elementi chiave del Green new Deal, il sistema di finanziamento bancario, oltre ad avere una finestra privilegiata sull’attività della Commissione.

Il timore ed il rischio concreto è che la lobby finanziaria possa dirottare le decisioni della Commissione in modo da garantire i propri interessi senza portare alla svolta auspicata dal piano europeo, in sostanza dipingendo con tanta bella vernice verde ciò che verde non è, garantendo al contempo che gli introiti per le banche restino elevati e gli investimenti pubblici vadano nella direzione ”giusta”.

A prescindere da ciò che si pensa del riscaldamento globale, la questione ecologica è una questione terribilmente seria ed importante che investe la vita di tutti e riguarda la maggior parte delle attività umane, limitare tutto alle emissioni di co2, è limitato e fuorviante, ancora di più se le misure da prendere vengono affidate a dei banchieri con un curriculum tutt’altro che immacolato.

Quando nel precedente articolo osservavo che il pretesto della scienza viene utilizzata per tacitare qualsiasi critica, mi riferivo proprio a cose come questa: qualunque cosa verrà deciso non sarà criticabile perché “lo dice Lascienza”, che però si scrive Lascienza, ma si legge Black Rock.