<<We are accustomed to thinking that modern democracies are always like a pendulum—a swing far in one direction is balanced by a swing back in the other direction. But the descent into tyranny can mess with the whole pendulum mechanism, preventing the counter-swing. We are concerned that the mechanisms that, thankfully, have thus far prevented us from reaching the tipping point and capsizing are being dismantled. The dismantling is being done to some extent intentionally, by despots and wannabe despots, who act variously from greed, depravity, delusion—God knows what!>> The Descent into Tyranny – Michael Munger Daniel B Klein – September 18, 2022

La NATO sta subendo la più grande “revisione” delle sue strutture militari dal 1949. L’alleanza sta ora attuando i piani che ha iniziato a elaborare anni fa. Questa dichiarazione dell‘ammiraglio olandese Rob Bauer a seguito della riunione di ieri del Comitato militare della NATO, da lui presieduto, vale molto. Lo spingersi della NATO verso i confini russi fu presentata in occidente come “una risposta forzata all’aggressione di Mosca in Ucraina”. Ma Bauer ha ora rivelato che siamo di fronte a un piano pluriennale ed elaborato. Creato ad arte per costruire e scatenare un conflitto armato su larga scala in Ucraina e usarlo come ariete contro la Russia.
La riunione del Comitato militare della NATO del 17 settembre e avvenuta a Tallinn e non a Bruxelles. Erano presenti i rappresentanti di Svezia e Finlandia visto che la loro adesione all’alleanza è passata alla fase finale. E’ chiaramente tutto preordinato. Del resto la decisione strategica di avvicinare la NATO ai confini della Russia fu presa da Washington nel 1996.

Aleksandr Dugin afferma che siamo “SULL’ORLO DELLA TERZA GUERRA MONDIALE“: <<Se si arriverà all’uso di armi nucleari è una questione aperta. Ma la probabilità di un Armageddon nucleare cresce di giorno in giorno. È abbastanza chiaro, e molti comandanti militari americani (come l’ex comandante americano in Europa Ben Hodges) lo dichiarano apertamente, che l’Occidente non si accontenterà nemmeno del nostro ritiro completo dal territorio dell’ex Ucraina, ci finirà sul nostro suolo, insistendo sulla “resa incondizionata” (Jens Stoltenberg), sulla “de-imperializzazione” (Ben Hodges), sullo smembramento della Russia.>>

<<Chiaramente, l’unica cosa certa in Ucraina è che l’aggressione occidentale è ‘mostruosa’ centralmente dal Pentagono e da Bruxelles. Gli attuali contrattacchi delle forze di Kiev guidate dalla NATO, mercenarie occidentali e armate occidentali intorno a Kharkov, Kherson e altrove nell’Ucraina orientale contro gli Alleati, i nuovi attacchi dell’Azerbaigian all’Armenia, le nuove esercitazioni delle forze speciali nel sud della Moldova, il nuovo minaccia di guerra contro la Russia dalla Georgia ‘per referendum’, la nuova slealtà nei confronti della Russia da parte del leader kazako, il nuovo attrito sul confine Tadzhik-Kirghiz il 14 settembre, i continui attacchi alla Russia e ai russi negli Stati baltici e a tutti gli ultra -la parola aggressiva e le azioni di USA/Regno Unito/UE nei confronti della Russia non sono casuali. Hanno portato alcuni a prevedere un’imminente terza guerra mondiale e un olocausto nucleare.>>
<<L’Occidente ancora non capisce che questo conflitto è una guerra esistenziale per la Russia. La Crimea, il Donbass e altre parti dell’Ucraina orientale sono parti integranti della Russia. Non si arrenderanno mai, proprio come gli Stati Uniti non rinuncerebbero a California, Virginia o Florida. E non permetterà in nessuna parte dell’Ucraina di essere una minaccia militare, nucleare o di armi biologiche per la Russia, solo perché i membri del regime statunitense violentemente installato a Kiev sono stati pagati per accettarlo. Gli Stati Uniti lo permetterebbero in Canada o in Messico? La Russia non si arrenderà solo a causa di alcuni mercenari della NATO e delle armi della NATO. Se l’Occidente cerca di cancellare la Russia dalla faccia della Terra, la Russia farà lo stesso con l’Occidente. E ha sostenitori in tutto il mondo. Aspetta che la Cina si riprenda Taiwan, come si prepara a fare.>> By Batiushka for The Saker blog https://thesaker.is/apocalypse-later/

Nel frattempo la temeraria Nancy Pelosi è pronta per l’Armenia, si sa che vuole contrastare la fedifraga Turchia, e la guerra crea strani amici di letto, roba da ginnastica geopolitica.
Il Nagorno-Karabakh è tradizionalmente una polveriera. 30 anni fa, l’Armenia vinse la guerra e occupò il conteso Nagorno-Karabakh. 2 anni fa, l’Azerbaigian ha contrattaccato con l’aiuto turco e ha riconquistato gran parte del territorio. Un cessate il fuoco fu concordato con la mediazione russa. Ora l’Armenia è attualmente il paese militarmente più debole nel conflitto, mentre l’Azerbaigian è apertamente sostenuto dalla Turchia e militarmente si trova in posizione molto forte. Tuttavia, l’Armenia mantiene buone relazioni sia con la Russia che con l’Occidente. Ecco perché gli Stati Uniti sono subito corsi in Armenia, e Nancy Pelosi, presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, che si è immediatamente diretta per sostenerli. 
Pelosi ha dichiarato il 18 settembre nella capitale armena Yerevan: “A nome del Congresso degli Stati Uniti, condanniamo fermamente i mortali attacchi dell’Azerbaigian al territorio e ai confini dell’Armenia”.
La risposta del presidente del parlamento armeno è stata : “Qualsiasi aiuto dagli Stati Uniti è vitale per noi. Forti sanzioni contro l’Azerbaigian potrebbero essere un’altra leva contro le ambizioni espansionistiche dell’Azerbaigian”.
Per gli USA questa escalation è molto allettante, perché con l’Armenia si accende un nuovo contesto di guerra a sud della Russia, e ogni ex-cortile russo contro la stessa Russia è un chiaro obiettivo degli USA. Gli Stati Uniti cercheranno di convincere l’Armenia che gli aiuti statunitensi sono i migliori contro l’arcinemico Azerbaigian, infatti in questo momento la Russia è riluttante a farlo, ciò sarebbe una vittoria degli Stati Uniti.

La società RAND, che è molto influente negli Stati Uniti, pubblicò uno studio nel 2019 intitolato “Extending Russia – competing from advantageous ground – https://www.rand.org/content/dam/rand/pubs/research_reports/RR3000/RR3063/RAND_RR3063.pdf “, che è fondamentalmente una guida alla guerra economica, politica e mediatica contro la Russia. Tutte le misure contro la Russia furono discusse e raccomandate, ad eccezione di una guerra calda. In esso si trovavano anche le chiavi di estensione nella zona tra Armenia e Azerbaigian: “Gli Stati Uniti potrebbero sovraccaricare la Russia nel Caucaso in due modi. In primo luogo, gli Stati Uniti potrebbero spingere per legami NATO più stretti con Georgia e Azerbaigian, il che probabilmente spingerebbe la Russia ad aumentare la sua presenza militare in Ossezia meridionale, Abkhazia, Armenia e Russia meridionale.
In alternativa, gli Stati Uniti potrebbero tentare di persuadere l’Armenia a rompere con la Russia. Sebbene l’Armenia sia un partner di lunga data della Russia, ha anche sviluppato legami con l’Occidente: fornisce truppe per le operazioni a guida NATO in Afghanistan, è membro del Partenariato per la Pace della NATO e ha recentemente accettato di troncare i suoi legami politici per rafforzare l’Unione Europea. Gli Stati Uniti potrebbero cercare di incoraggiare l’Armenia a entrare completamente nell’orbita della NATO. Se gli Stati Uniti dovessero riuscire con questa politica, la Russia potrebbe essere costretta a ritirarsi dalla sua base militare a Gyumri e da una base militare e aerea vicino a Yerevan (attualmente affittata fino al 2044) e reindirizzare ancora più risorse al suo distretto militare meridionale”.

Per inciso, il conflitto potrebbe esacerbare ulteriormente la crisi energetica nell’UE, parlo del gasdotto dall’Azerbaigian all’Europa, che è una delle rotte su cui la Commissione europea punta da quando cerca un sostituto per il gas russo. Il fatto che gli Usa, che ovviamente lo sanno, si siano espressi contro l’Azerbaigian con parole così chiare nella persona di Pelosi dovrebbe far suonare tutti i campanelli d’allarme a Bruxelles. Verrebbe a mancare, in caso di sanzioni, l’ultimo accesso a fonti energetiche a basso costo (che ovviamenete proviene dall’Azerbaigian, ma tu guarda il caso).

In Europa ora scoppierà il dilemma Turchia, ma sarà per tutti non compito facile disinnescare Erdogan. Perché tutti abbiamo usato il ponte turco per allacciarci a due mondi, e la Turchia è un ponte millenario che è pure diventato un battitore libero, capace di innescare catastrofi su ogni versante. Sta per creare il Grande Turan, vuole mettere mano nel Mediterraneo su Grecia e Cipro, e vuole espandersi all’intero Caucaso.
Sarà per Russia e USA una Turchia molto difficile da fronteggiare, se geopolitica mi conferma non dovrebbero sfruttarla, ovvero mi spiego: dovrebbero sfruttarla così tanto fino ad abbatterla, con nuovi sanguinosi fronti e scontri nel mediterraneo, ma non credo che l’ambiguo sultanato turco abbia la capacità di entrare nel nuovo mondo geopolitico. Non è economicamente forte, per fronteggiare quello che desidera. Vuole assumere un ruolo di primaria importanza, ma forse non ha la base per sostenerlo.
In momenti diversi avrebbe vinto la partita, ma forse non ora. Comunque ribadisco il concetto: Il Sultano Turco può creare un piccolo polo geostrategico, ma dovrà giocarsi bene le carte sul tavolo. Può farcela, ma vuol dire che abbiamo tutti sottovalutato la capacità turca in campo geostrategico. E fidatevi che non escludo nulla.

Sempre Comunque Ovunque Alessia C. F. (ALKA)


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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.