Alla fine Emmanuel Macron ha osato varcare quella linea rossa che aveva giurato e spergiurato che non avrebbe mai superato: ha di fatto reso obbligatorio in Francia il vaccino anti-covid.

Formalmente, anche in Francia il vaccino non è obbligatorio se non – come già avvenuto in Italia – per alcune categorie professionali, tipo gli operatori del sistema sanitario, i cosiddetti soignants1. Però è evidente a tutti che estendere l’uso del cosiddetto green pass non solo per viaggiare da un paese straniero all’altro ma anche solo per accedere a bar, caffè, ristoranti, bistrot, teatri, sale da concerti, stadi, treni, aerei, pullman e persino centri commerciali, equivale nei fatti ad un vero e proprio obbligo mascherato per buona parte della popolazione transalpina. C’è da chiedersi inoltre cosa ne sarà di quelle categorie professionali che, seppur non ancora soggette a questo obbligo come già nel caso di quella dei soignants, si trova a lavorare in luoghi per accedere ai quali ai clienti è richiesta l’esibizione del pass vaccinale. Cosa succederà a gente come cuochi, baristi, ristoratori, camerieri, autisti, bigliettai e quant’altro? Potranno continuare ad operare come se nulla fosse, anche quando ai loro stessi clienti viene imposto il passaporto vaccinale, oppure verrà richiesto pure a loro di farsi inoculare l’alteratore generico sperimentale conosciuto impropriamente col nome di vaccino? Sia come sia, molti lo faranno sicuramente, percependo la decisione di Macron come un obbligo imperativo al quale non potranno sottrarsi. Ma questa non è più una scelta libera: è appunto un obbligo, peggio, una costrizione, andandoci di mezzo la necessità di lavorare per guadagnarsi la pagnotta per sé e per la propria famiglia. E così il libero arbitrio delle persone va a farsi benedire.

Per di più, va tenuto conto che l’obbligo del green pass anche per poter accedere ad un centro commerciale creerà non poche difficoltà ovunque nell’Esagono. La Francia è nota per le sue grosse società attive nella Grande Distribuzione Organizzata, come Carrefour, Leclerc, Casino, Auchan, Decathlon, Castorama, Leroy Merlin, Darty, FNAC, ecc…, che sono tra le più grandi società al mondo nel settore. Che succederà? Occorrerà sottoporsi a tampone anche nel caso in cui si abbia solo bisogno di acquistare un cacciavite? E le migliaia e migliaia di dipendenti che vi lavorano? Fino a che punto potranno scampare dall’obbligo vaccinale? Oltretutto, il 70% degli acquisti di generi alimentari da parte dei francesi avviene proprio all’interno di questi ipermercati2. Nelle zone più periferiche, e comunque là dove la grande distribuzione ha ormai da tempo soppiantato il piccolo commerciante di paese, potrebbero sorgere difficoltà inaspettate per coloro che non vorranno sottostare al diktat di Macron. A loro non resterà altra scelta che fare ordinazioni su internet, ricorrendo magari al sempre più diffuso servizio Drive (che consiste nel fare preventivamente la spesa on line per poi successivamente passare in negozio per ritirare al volo la merce già pagata)3.

La volontà di Macron di rendere obbligatorio il pass vaccinale per svolgere funzioni tra le più normali che esistano cozza apertamente con quanto la stessa UE ha appena stabilito: che non si possono discriminare nella libera circolazione tutti coloro che non hanno ancora avuto la possibilità, o che non hanno alcuna intenzione, di vaccinarsi4. Persino la Merkel, per quanto ci si possa fidare della sua parola (come abbiamo visto anche Macron aveva rassicurato i francesi in tal senso), ha appena annunciato che in Germania non vi è alcuna intenzione da parte del governo federale di introdurre una qualche forma di obbligo vaccinale5. Il fatto è che queste misure sono apertamente discriminatorie. Solo un decerebrato ipocondriaco seguace di un Burioni qualsiasi non sarebbe in grado di rendersene conto. Macron ha veramente superato una linea rossa (anche se – inutile nasconderselo – è la che più o meno tutti i paesi occidentali tendono ad andare a parare, ahinoi). Fa una certa impressione dover constatare come per tornare all’ultima volta in cui in Francia furono emanate leggi così restrittive verso una parte precisa della popolazione sia necessario risalire agli anni della seconda guerra mondiale e del regime collaborazionista di Vichy, allorché furono varate da parte delle autorità militari tedesche leggi altamente restrittive nei confronti degli ebrei.

Anche in quel caso, venne vietato alle persone interdette l’accesso a bar, ristoranti, teatri, cinema, concerti, music-hall… né fa differenza il fatto che, almeno teoricamente, basterebbe oggi presentare un certificato di avvenuta vaccinazione per essere esentati da queste restrizioni. Si tratta chiaramente di una violazione dei più elementari diritti costituzionali del cittadino nonché un insulto alle capacità di raziocinio proprie di un essere umano degno di tale definizione. Da quando in qua i sani vengono trattati non solo peggio di malati ma addirittura considerati possibili untori? Perché mai ci si deve sentire in colpa per il solo fatto di godere di buona salute? Come è possibile che quello che non è che un vile ricatto (della serie: se non ti vaccini non ti faccio fare niente) sia diventato un metodo di profilassi dalle solide basi scientifiche? Che tutto questo succeda proprio in quella viene abitualmente chiamata come la patria dei diritti dell’uomo6 non è senza ironia.

Verrebbe da chiedersi dove sia l’Unione Europea in un momento così delicato. Troppo impegnata forse a belare contro l’ungherese Orban reo di aver fatto varare una legge che, secondo i soloni di Bruxelles, discriminerebbe i gay quando di fatto viene semplicemente vietata la possibilità di fare propaganda pro-gay davanti ai bambini e non certo il diritto stesso di una persona di essere gay e di comportarsi come tale7? Grave, gravissimo. Se vi è un paese il cui governo viola apertamente le stesse disposizioni comunitarie e discrimina apertamente, tanto da rimandare agli anni bui della seconda guerra mondiale, una parte dei propri cittadini, ebbene, questo paese non è l’Ungheria, ma la Francia di Macron.

D’altronde, Macron non è un personaggio qualsiasi. Tutti sanno che ha lavorato per la banca Rothschild e che il suo mentore è il mefistofelico Jacques Attali8, che soleva dire quanto segue:

Ovviamente quelli come Attali quando dicono che certe cose devono capitare, intendono dire che devono capitare agli altri, mai a sé stessi. Altrimenti non si spiega perché il padre putativo del presidente francese non si sia già levato dai cogl…, pardon, eclissato, avendo egli ormai abbondantemente superato quella soglia di 65 anni di età. E lo stesso si dovrebbe dire pure della Première Dame francese Brigitte, la quale, avendo 24 anni in più del maritino, è già nonna di 7 nipotini, avuti da figli che sono anche più vecchi del suo giovane consorte9. Insomma, una famiglia non proprio di tipo tradizionale, si direbbe. Infatti, eccone qua una plastica rappresentazione:

Che la vittoria di Macron alle elezioni presidenziali del 2017 ed il suo ingresso all’Eliseo avrebbero portato di lì a qualche anno la Francia ed il mondo intero a vivere momenti che potremmo definire strani e anormali, lo si era già capito sin dalle prime battute, e non solo perché già all’indomani del suo successo elettorale già c’era chi ne metteva in luce l’indole poco rassicurante:

Vi ricordate dove Macron andò a festeggiare la propria affermazione elettorale? Sotto la piramide del Louvre:

Ma così è forse più chiaro:

Oppure così:

Ma tutto questo certo non può sorprendere. In fin dei conti, si scopre l’acqua calda nel dire certe cose, sapendo già da dove Macron proviene. Perché dunque meravigliarsi? D’altronde, ci si rammenti del modo in cui si sono svolte le elezioni presidenziali francesi nel 2017. Alla vigilia, il favorito numero uno appariva François Fillon, già primo ministro sotto Sarkozy10. Era lui il candidato che sembrava possedere le carte in regola per insediarsi all’Eliseo. Macron al contrario, essendo piuttosto inviso all’elettorato moderato proprio perché riconosciuto come il delfino di Attali, pareva in grado al massimo di aspirare a fare da terzo incomodo, dato che verosimilmente al ballottaggio assieme a Fillon ci sarebbe andata Marine Le Pen. Chiaramente, quest’ultima al secondo turno avrebbe perso contro chiunque, visto che il modo in cui sono strutturate le elezioni oltralpe, col doppio turno, è stato espressamente studiato per impedire l’affermazione del Front National. Quindi le chances di Fillon di diventare presidente erano più che concrete: gli sarebbe bastato arrivare al ballottaggio, anche come secondo candidato più votato, per poi trionfare contro la Le Pen al secondo turno.

Ma ecco il colpo di scena che stravolge la campagna elettorale. A gennaio 2017, il settimanale satirico Le Canard Enchaîné, che malgrado la fama di ammazzagrandi pare essere vicino a certi circoli di potere11, fa uscire uno scoop che devasta completamente la campagna elettorale di Fillon. Si tratta del cosiddetto Penelopegate12, dal nome della moglie di origine inglese dello stesso Fillon. Si apprende che Fillon abbia distolto fondi pubblici per assumere fittiziamente la moglie a carico dello stato, ricompensandola per prestazioni lavorative che non avrebbe mai svolto e che non era competente a svolgere. Noi italiani, abituati come siamo alla cialtroneria e alle continue malversazioni dei nostri politicanti da quattro soldi, ci saremmo messi a sorridere di questo scandaletto. Sta di fatto però che col passare delle settimane l’affaire si ingigantisce, i media ne parlano morbosamente, Fillon inizia a perdere consensi, tutto a vantaggio del rampante Macron, nei confronti del quale la stampa si dimostra al contrario particolarmente benevola:

Alla fine Fillon ne è completamente travolto. Dovrà dire addio già al primo turno alle proprie ambizioni personali per poche centinaia di migliaia di voti13. Il resto è storia: Macron, banchiere dei Rothschild, soprattutto grazie all’elettorato di sinistra surclasserà nettamente la Le Pen vincendo al secondo turno col 66,06% dei voti totali.

Insomma, sarebbe veramente un ingenuo chi non scorgesse una longa manus che si è rivelata in grado di portare Macron all’Eliseo. Non ci è finito certo per caso; anzi, vi era in qualche modo “destinato”. Proprio Emmanuel Macron pare credere molto nel destino. Durante la primavera 2020, mentre tutta Europa faticosamente affrontava lo choc coronavirus, il presidente francese rilasciò un’intervista al giornale britannico Financial Time nel corso della quale fece alcune bizzarre dichiarazioni. Prima di tutto, gli fu chiesto se si fosse mai immaginato di potersi trovare in una situazione simile (il riferimento ovviamente era alle chiusure decretate da tutti i governi occidentali). Ecco la risposta di Macron: “Ascolti, non mi sarei mai immaginato questo, ma sono sempre stato sottomesso al destino, e in fondo è la cosa più semplice a farsi. Bisogna essere disponibili ad esso e perciò mi sono reso ben disposto ad agire”14.

Fin qui nulla di sconvolgente, anche se appare evidente come Macron veda se stesso come strumento del destino. Difatti, già nel 2016, prima ancora di candidarsi alla presidenza, aveva rilasciato un’altra intervista in cui all’intervistatore che gli chiedeva se si sentisse in missione aveva voluto puntualizzare quanto segue: “Sì, è così che la vivo, non sono in procinto di fare carriera… non ho d’altra parte mai ricercato questo nella mia vita, ho perseguito degli obiettivi, ho cercato di comprendere e apprendere delle cose… a combattere, ma non ho mai pensato di fare carriera e dopo che sono entrato nel campo politico vivo questo come una Missione”15. Quindi Macron non starebbe perseguendo una sua propria carriera politica, né sarebbe divenuto presidente per mera ambizione personale… Almeno, questo è quanto si desume dalle sue stesse parole. Che un politico decida di non perseguire il proprio interesse personale nel corso della sua carriera, anche solo tentando di mantenere la cosiddetta cadrega, è una cosa alla quale si fa fatica a credere. In ogni caso, dovendosi dare credito a questa sua confessione, rimangono da porsi alcune domande. Quale sarebbe questa sua Missione trascendente? Per quale fine ultimo si è candidato all’Eliseo? E a chi risponde?

Nel corso della suddetta intervista al Financial Time, Macron, subito dopo aver specificato come si percepisca lui stesso come guidato dal destino, ha aggiunto una frase molto strana, ambigua, criptica; una di quelle frasi che lasciano un po’ sbigottiti perché mai ci si immaginerebbe di sentirle pronunciare da un presidente della repubblica francese: “Credo che la nostra generazione debba sapere che la Bestia dell’Avvenimento è qui… Ed essa arriva”. Ha detto proprio così: la Bestia dell’Avvenimento!

Certo, immediatamente Macron ha fatto intendere di volersi riferire a eventi drammatici come il terrorismo, la pandemia, ecc… Ma che c’entra la Bestia dell’Avvenimento? Perché usare una terminologia così forte? Questa espressione così particolare non può che ricordare le profezie apocalittiche di san Giovanni sulla fine dei tempi e sul marchio della bestia. Nel capitolo 13 del Libro dell’Apocalisse, che chiude la Bibbia, si parla esplicitamente di due bestie demoniache, su cui da secoli savi o semplici fedeli si interrogano costantemente. La prima è la bestia che viene dal mare: “E si fermò sulla riva del mare. E vidi salir dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, e sulle corna dieci diademi, e sulle teste nomi di bestemmia. E la bestia ch’io vidi era simile a un leopardo, e i suoi piedi erano come di orso, e la sua bocca come bocca di leone; e il dragone le diede la propria potenza e il proprio trono e grande potestà”16. La seconda bestia è quella che sale sulla terra: “Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, ed aveva due corna come quelle d’un agnello, ma parlava come un dragone. Ed esercitava tutta la potestà della prima bestia, alla sua presenza; e faceva sì che la terra e quelli che abitano in essa adorassero la prima bestia la cui piaga mortale era stata sanata”17.

Il capitolo 13 dell’Apocalisse è proprio quello che si conclude menzionando il marchio della bestia, senza il quale non sarebbe possibile né vendere né comprare. Di fatto, il pass vaccinale porta alle medesime conseguenze; per lo meno, in parte è sicuramente così. Ci manca solo che aboliscano il contante, istituiscano la moneta digitale, subordino l’uso della medesima ad un attestato di avvenuta vaccinazione e… les jeux sont faits! Ma meglio passare ad altro…

In ogni caso, ci si chiede dove voglia realmente andare a parare Macron. Egli non può non sapere che questo suo sciagurato provvedimento, che lui stesso ha fortissimamente voluto scavalcando gli stessi uomini del suo gabinetto di governo attraverso l’esercizio di un potere quasi da monarca assoluto18, porterà ad una situazione a dir poco caotica. La Francia è già in subbuglio. Decine e decine di manifestazioni antigovernative sono già state annunciate in questi giorni. Mercoledì 14 luglio, festa nazionale francese, centinaia di migliaia di cittadini sono scesi in piazza in pressoché tutte le maggiori città di Francia per protestare contro Macron, al grido: “le pass ne passera pas”:

C’è da scommettere che i media mainstream faranno di tutto per sottacere l’ampiezza delle proteste. Ma basta farsi un giro in rete per rendersi conto di quanto siano oceaniche le folle di manifestanti. Eppure questo è un provvedimento di difficile attuazione, quantunque oggi la tecnologia metta a disposizione ammennicoli sempre più sofisticati ed invasivi della privacy personale e malgrado le pesantissime multe (fino a 45.000 euro19) di cui sono minacciati gli esercenti che si dovessero rifiutare di effettuare i controlli richiesti. Di fatto, si sta chiedendo a tutti coloro che lavorano in quegli spazi pubblici per accedere ai quali è richiesto il pass vaccinale di trasformarsi in veri e propri gendarmi, i quali dovranno vigilare sulla stretta osservanza delle norme al posto dello stesso stato francese. Il che è assolutamente ingiusto. Lo stato è stato proprio perché detiene il monopolio dell’uso della violenza per far rispettare la legge. Questo monopolio si concretizza appunto nell’istituzione delle forze non a caso dette dell’ordine.

Nessun cittadino comune è tenuto a comportarsi da gendarme quando non lo è, proprio perché non è autorizzato all’uso della violenza, se non per legittima difesa. A maggior ragione non è tenuto a farlo qualora questo comportamento, cui lo stato lo obbliga, potrebbe esporlo a rischi altrimenti evitabili. Cosa succederà, ad esempio, se un ristoratore dovesse avere un alterco con – immaginiamoci – un gruppo di magrebini non vaccinati a cui lui conformemente alla legge ha negato l’accesso al proprio locale ma che insistono per potervi entrare comunque? Oppure, chi verificherà che i clienti di una discoteca in cui si balla musica afro, chiaramente tutti energumeni melanodermi, abbiano realmente titolarità all’accesso? E quale forma di controllo vi potrà mai essere nelle banlieus, visto che ormai queste sono di fatto già sottratte alla sovranità dello stato francese? In tantissime situazioni, o per meglio dire in certi quartieri delle città francesi, non ci sarà proprio materialmente la possibilità di controllare se la legge verrà o meno rispettata. Senza contare poi che si sprecheranno le cause da parte di persone che, giustamente, si sentono lese nei propri diritti fondamentali così come sanciti dalle costituzioni occidentali. Che poi sia solo un ingenuo chi si illude che si viva veramente in democrazia, su questo non ci piove. Ma resta il fatto che almeno le apparenze vanno salvate e le cause in tribunale si sprecheranno, causando comunque ritardi e sospensioni nell’applicazione delle norme.

Verrebbe da dire in definitiva: can che abbaia non morde. Ma il punto è che queste norme, proprie perché ingiuste, anticostituzionali, discriminatorie e lesive dei diritti fondamentali della persona, sembrano studiate apposta per creare quanto più malumore possibile. Anche la stessa data dell’annuncio di Macron, alla vigilia quasi della festa nazionale del 14 luglio, è alquanto sospetta perché sembra una mossa studiata proprio per suscitare il massimo di irritazione presso i francesi; molti di loro avranno sicuramente percepito come un affronto il fatto che il giorno della presa della Bastiglia, quello in cui secondo leggenda il popolo oppresso dall’aristocrazia si sarebbe riappropriato della propria libertà, venga in qualche modo infangato dall’annuncio di misure così palesemente liberticide.

Inoltre, si è nel bel mezzo della stagione turistica. Per mesi avenue e boulevard delle città francesi, solitamente così brulicanti di vita per l’affollarsi di clienti presso bistrot, caffè, brasserie, sono apparsi così desolatamente vuoti e spenti a causa delle serrande abbassate per via delle misure di rigido lockdown imposte dal governo francese. Proprio ora che gli esercenti speravano di potersi rifare delle perdite dei mesi precedenti si mettono loro i bastoni fra le ruote in maniera tanto stupida e plateale? Perché è evidente che tantissime persone, anche solo per una questione di principio, diserteranno i locali che saranno comunque costretti a chieder loro il pass vaccinale. Senza contare le disdette che pioveranno da tutta Europa. Il rischio che si affossi definitivamente in Francia turismo e commercio è più che concreto.

Le tensioni, che già hanno iniziato a manifestarsi con una certa virulenza in tutta la Francia20, sono destinate ad aumentare. I francesi ci tengono molto all’epiteto di patria dei diritti dell’uomo e non tollereranno oltremodo un presidente che, comportandosi da despota, renderebbe senza significato concreto il fin troppo celebrato motto liberté, égalité, fraternité. Inoltre, è anche facile ipotizzare che i flics (gli sbirri), che guarda caso sono stati esentati dall’obbligo vaccinale a differenza dei soignants21, si accaniranno particolarmente contro i francesi autoctoni, che verranno sistematicamente martoriati dalle multe, mentre si metteranno due belle fette di salame sugli occhi quando avranno a che fare con africani e musulmani, per i quali la vita continuerà sostanzialmente come prima.

Ma perché mai Macron ha scelto di addentrarsi in questo ginepraio? Eppure dovrebbe sapere che il malcontento popolare lo travolgerà. Già privo di un grosso consenso elettorale, varcando una linea rossa che non avrebbe mai dovuto superare, ha pressoché annichilito le sue possibilità di riconfermarsi all’Eliseo in occasione delle prossime elezioni. In realtà, non si ignora come Ezra Pound fosse nel giusto quando affermava che i politicanti non sono altro che i camerieri dei banchieri. Macron, in quanto ex dirigente della banca Rothschild, non è certo l’eccezione che conferma la regola. Ma in lui vi è un qualcosa che lo differenzia notevolmente dagli altri politicanti camerieri. Quelle sue parole sulla Bestia dell’Avvenimento… A cosa si riferiva concretamente? Era davvero un rimando al libro dell’Apocalisse? E se sì, a quale delle due bestie faceva riferimento (fermo restando che sono millenni che ci si interroga su che cosa possano essere realmente)? Forse Macron diceva il vero quando sosteneva che non era entrato in politica per pura ambizione personale. Vi è un aspetto quasi messianico, o quanto meno millenaristico, nel suo essere politico; cosa questa che traspare costantemente dalle sue parole e dalle sue azioni, nonché da quei suoi gelidi occhi azzurri che sembrano persi nel vuoto quando comunica con sincerità.

«Forse non potrò essere candidato. Forse dovrò fare delle cose nell’ultimo anno, negli ultimi mesi, cose dure perché le circostanze lo esigeranno e renderanno impossibile il fatto che io possa essere candidato»22. Macron ha spiazzato tutti con quest’asserzione, rilasciata ormai mesi fa, in cui si dimostra consapevole del fatto che il destino lo porterà a fare cose talmente invise alla popolazione da negargli ogni possibilità di ricandidatura. Non si è mai visto un politico agire in questo modo.

Dunque è proprio vero che Macron, seguendo il suo destino, sta volgendo una missione? Ma quale sarà mai questa missione? Forse portare la Francia al caos? La società francese alla dissoluzione? Perché è questo che presto succederà. Sono troppe, letteralmente innumerevoli, le tensioni che lacerano il tessuto sociale di Francia: le banlieus e la violenza di strada fine a se stessa da parte degli immigrati afro-islamici, un corpo tuttora estraneo alla società francese anche a distanza di generazioni; le proteste assolutamente legittime dei gilets jaunes di fronte alle vessazioni dello stato; le tasse esageratamente alte che soffocano la classe media riducendola in miseria; il debito pubblico sempre più vicino a standard italiani (ma noi almeno conserviamo una capacità di produzione manifatturiera decisamente superiore); le difficoltà crescenti dell’industria francese, ormai ridotta al rango di comprimaria dell’industria germanica; la crisi della famiglia con più bambini che nascono al di fuori del matrimonio che dentro; il crollo generalizzato della fede e della morale cristiane in Francia, una volta detta figlia primogenita della Chiesa, cosa questa accentuata dagli incendi più o meno misteriosi che continuamente inceneriscono edifici di culto cattolico, mentre moschee sorgono un po’ ovunque…

La Francia è un paese in via di dissoluzione e le improvvide decisioni prese di imperio da Macron non faranno altro che accelerare questo processo. A proposito di dissoluzione… Viene da pensare ad un vecchio motto caro agli alchimisti, solve et coagula. In alchimia questa espressione sta ad indicare quella particolare procedura finalizzata alla trasformazione degli elementi vili in elementi nobili: prima si tenta di dissolvere la materia che si intende trasformare, riducendola nei suoi elementi più puri; successivamente la si ricompone, dando vita ad una trasformazione che si vorrebbe come migliorativa. Questo è ciò che si ha l’impressione che stia avvenendo oggi in Francia: si sta portando la società francese al collasso, la si sta dissolvendo, per poi successivamente plasmarla e portarla ad assumere forme nuove.

«Come possono essere cambiati l’uomo e l’umanità?», si domanda l’intellettuale romeno Bogdan Herzog, di cui solo pochi giorni fa sulle pagine di OraZero è apparso un bellissimo articolo alla cui lettura si rimanda ancora una volta23. Egli aggiunge: «Le fasi del processo alchemico sono sempre le stesse: si individua un agente dissolvente capace di rompere l’ordine naturale delle cose, la materia esistente si dissolve in materia primordiale (materia prima) e una volta raggiunto questo punto, la ri-formazione o ri- organizzazione (coagulazione) in -un nuovo tipo di ordine secondo il desiderio dell’alchimista»24.

È forse proprio questo ciò che sta oggi avvenendo oltralpe? Si tratta firse di un gigantesco procedimento alchemico in cui quella che una volta era nota come la douce France viene sempre più rapidamente portata alla dissoluzione? È dunque questa la missione trascendente di cui Macron si sente intimamente investito? Portare quanto più velocemente possibile l’ex figlia primogenita della Chiesa a dissolversi in modo tale da rendere possibile una ricostruzione su basi completamente nuove è in ultima istanza il suo vero destino? È forse per questo che Macron stesso è consapevole di non potersi più ricandidare? Sa che il suo compito è quello di dissolvere, ma non necessariamente di coagulare? Cosa è in definitiva la bestia che secondo lui sarebbe in procinto di arrivare? È forse la nuova Francia che nascerà dopo la dissoluzione della precedente attraverso il processo di coagulazione?

Domande queste a cui non siamo in grado di rispondere. Come si direbbe in Francia, “qui vivra verra” (ossia, appunto, chi vivrà vedrà). Sarebbe in ogni caso terribile se tutto questo fosse anche solo parzialmente vero. Significherebbe che stiamo assistendo alla trasmutazione della Francia da paese bianco e cattolico a paese non necessariamente islamico, ma comunque senza alcuna identità razziale e religiosa, un paese dissolto in un miscuglio inestricabile, o per meglio dire in una soluzione indistinta, dove ogni differenziazione scomparirebbe o sarebbe persino bandita per legge. In un certo modo, l’incendio alla cattedrale di Notre-Dame di Parigi simboleggia questa trasmutazione. Nelle fiamme che poco più di due anni fa devastarono la chiesa simbolo dell’intera Francia è andata persa anche una parte molto consistente dell’anima dei francesi. Colpiti in quello che era uno dei loro più autentici e potenti simboli nazionali, i francesi sono oggi smarriti, demotivati e senza punti di riferimento. Sono queste le condizioni che facilitano la dissoluzione. E di conseguenza pure la successiva coagulazione.

Ma ci sentiamo di dire che non tutto è perduto per la nostra douce France, per quanto la situazione sia a dir poco drammatica. Come nel caso degli USA, in Francia esiste ancora un potere statale che in qualche potrà fungere da punto di riferimento per l’intera popolazione francese nel momento in cui le cose dovessero peggiorare oltre il limite dell’umanamente tollerabile. Si tratta dell’Armée Française, ossia dell’esercito, spesso in Francia confidenzialmente soprannominato La Grande Muette, ossia il grande muto, per la sua pedissequa obbedienza ai valori dello stato repubblicano. Ma per quanto tempo ancora l’esercito francese sarà disposto a restare muto prima di alzare in maniera stentorea una volta per tutte la voce? Nelle alte sfere, ma non solo in quelle, si ha una piena consapevolezza della gravità della situazione che sta oggi vivendo la Francia25. Già in più di un’occasione la Grande Muette ha messo in guardia Macron26. Non sono queste parole al vento. Se si è arrivati al punto di intimare a Macron un cambio di rotta, è perché si è disposti ad andare fino in fondo. Non ci possono più essere ripensamenti.

L’ostinazione con la quale – c’è da scommetterci – Macron proseguirà nell’imporre l’uso del passaporto vaccinale nonché nel reprimere violentemente ogni forma di dissenso da parte del popolo riottoso grazie alla complicità delle forze di polizia opportunamente blandite, potrebbe presto portare ad una frattura insanabile con l’Armée Française. A quel punto, la redde rationem sarebbe inevitabile. Si finisce dunque col capire le parole del mistico e veggente bavarese Alois Irlmaier, cui spesso abbiamo accennato in altri articoli: “La grande città con l’alta torre di ferro (cioè la Tour Eiffel) è in fiamme, ma questo è stato fatto dalla propria gente”27.

  • 1 https://www.lemonde.fr/politique/article/2021/07/12/allocution-d-emmanuel-macron-passe-sanitaire-etendu-tests-pcr-payants-obligation-vaccinale-pour-les-soignants-le-resume_6088062_823448.htm
  • 2 https://jebosseengrandedistribution.fr/2020/05/21/chiffres-grande-distribution-france/
  • 3 https://www.ladepeche.fr/2019/05/24/grande-distribution-le-nombre-de-drives-passe-les-5000-en-france,8218363.php
  • 4 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021R0953&from=EN]
  • 5 https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/covid-Merkel-nessuna-intenzione-di-rendere-obbligatorio-il-vaccino-c93d8ab0-3e0d-42a5-9b8d-915a85880dbd.html
  • 6 https://it.m.wikipedia.org/wiki/Locuzioni_indicanti_la_Francia
  • 7 https://www.orazero.org/la-divisione-dellue/
  • 8 https://comedonchisciotte.org/attali-supermassone-oligarchico-macron-una-mia-creatura/
  • 9 https://www.sudouest.fr/2017/05/07/brigitte-macron-7-choses-a-savoir-sur-la-premiere-dame-de-france-3424496-7527.php?nic
  • 10 https://www.europe1.fr/emissions/ledito-politique-dyves-threard/francois-fillon-loutsider-devient-le-favori-de-2017-2912993.amp
  • 11 https://www.lemonde.fr/livres/article/2008/12/04/le-vrai-canard-de-karl-laske-et-laurent-valdiguie_1126812_3260.html
  • 12 https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Affaire_Fillon
  • 13 https://fr.wikipedia.org/wiki/Élection_présidentielle_française_de_2017
  • 14 https://youtu.be/DPGfKhCICC0
  • 15 https://www.youtube.com/watch?v=tMpXAW7Kb34
  • 16 Apocalisse, 13,1-2
  • 17 Apocalisse, 13, 11-12
  • 18 https://www.liberation.fr/international/europe/pass-sanitaire-emmanuel-macron-monarque-absolu-en-cdd-20210714_5HL5UB5S5VEN5HVBEN27MIEOMA/
  • 19 https://www.lefigaro.fr/conjoncture/amende-de-45-000-euros-prevue-pour-les-etablissements-ne-controlant-pas-le-pass-sanitaire-20210714?fbclid=IwAR3EqQk4V6ymzm_2ALBhCBUjlnAkzyvYq-nCquQk7lTW601oRN_nWmo4jY8
  • 20 https://www.affaritaliani.it/esteri/francia-tornano-i-gilet-gialli-proteste-vs-il-green-pass-vaccinale-di-macron-749979.html
  • 21 https://www.ouest-france.fr/societe/police/covid-19-les-policiers-et-les-gendarmes-ne-seront-pas-soumis-a-l-obligation-vaccinale-en-septembre-c0f847b6-e3d1-11eb-b87a-1551c9be1e86
  • 22 https://www.ladepeche.fr/amp/2020/12/06/peut-etre-que-je-devrais-faire-des-choses-qui-mempecheront-detre-candidat-les-propos-enigmatiques-de-macron-sur-2022-9241845.php
  • 23 https://www.orazero.org/sul-significato-occulto-del-termine-covid/
  • 24 https://yogaesoteric.net/despre-intelesul-ascuns-al-termenului-covid-este-necesar-sa-fie-citit-in-ebraica-inseamna-cumva-posesie-demonica/
  • 25 https://www.orazero.org/allarme-un-ufficiale-paracadutista-invoca-da-subito-la-guerra-civile/
  • 26 https://www.analisidifesa.it/2021/04/la-fronda-dei-generali-contro-macron/
  • 27 https://www.maurizioblondet.it/irlmaier-parlava-del-nosto-tempo/