“Le esportazioni totali della Germania verso il Regno Unito ammontano a 85miliardi di euro all’anno. Dopo gli Stati Uniti, la Francia e la Cina, il Regno Unito rappresenta il quarto partner commerciale in tema di export per l’economia tedesca.”  Tratto da  https://www.ildeutschitalia.com/scenari/ahi-ahi-quanto-fa-male-la-brexit-alleconomia-tedesca/   La Germania sarebbe molto danneggiata da una Brexit senza accordi  visto che UK è un importatore netto.

http://www.spiegel.de/wirtschaft/unternehmen/brexit-das-fuerchten-deutschlands-firmen-a-1248501.html   Dopo il tanto decantato scenario catastrofico che terrorizza metà UK, si scopre che i veri terrorizzati sono i tedeschi. Ma tu guarda che coincidenza!

Gli economisti tedeschi temono che ci sia a rischio qualche posto di lavoro in Germania in seguito ad una hard Brexit.

Casualmente mi imbatto in una trasmissione del Berlusca (guarda te chi mi tocca nominare!)  “Un mese alla Brexit” dove emerge un ragionamento chiaro e cristallino. Chi ha una attività legata alle importazioni sta facendo scorte record in magazzino per affrontare il piccolo periodo di disagio.  Qualcuno è certamente preoccupato, ma di fatto chi ha un’attività sta facendo scorte per affrontare il mese dove si riscontreranno sicuramente difficoltà nelle importazioni, ma tutti sanno che le cose ritorneranno alla normalità in tempi abbastanza brevi o quanto meno ragionevoli.  Ecco che con un minimo di ragionevolezza il negoziante di Edimburgo squarcia il velo e dice le cose come stanno.

Già nel lontano 2016 chi innescò la campagna contro Brexit fu proprio la Germania. E Der Spiegel disse chiaramente che la Germania ha bisogno dei britannici. Già tre anni fa la vera paura era tutta europea causata dalla già traballante UE. Sempre ascoltando lo speciale del TG5 dove venivano intervistati molti italiani che lavorano in UK, nessuno pensa di tornare in Italia e nessuno è troppo preoccupato:  sono tantissimi gli italiani che lavorano in UK, molti nel settore medico, finanziario, universitario, multinazionali, studenti a tanti altri lavoratori che non appaiono particolarmente preoccupati.

Previous articleCuore di tenebra: Germania
Next articleIL PINOLO DI DIO
Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.