Peter Thiel (https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Thiel), un player potente di Silicon Valley e già membro del consiglio di Facebook, afferma che bisognerebbe indagare Google, a suo parere ci sono state infiltrazioni con l’intelligence e l’esercito cinese, ne parla anche il rapporto Axios https://www.axios.com/peter-thiel-says-fbi-cia-should-probe-google-9846a042-e689-49bc-bdc7-595988ce5d8c.html.

Il rapporto Axios afferma che Google (in particolare Alphabet Inc., qua trovate la sua struttura https://it.wikipedia.org/wiki/Alphabet_(azienda) )ha collaborato molto con l’esercito cinese ma non con quello americano.

La accusa più pesante è che Google sarebbe infiltrata da molte agenzie straniere di intelligence https://www.cnbc.com/2019/07/15/peter-thiel-reportedly-says-the-fbi-and-cia-should-investigate-google.html e avrebbe dato vita a una sorta di “Progetto Manhattan” per l’intelligenza artificiale. Sempre Alphabet (Google) stava lavorando su un controverso progetto per lanciare un servizio di ricerca censurato in Cina, un tentativo di rientrare nel settore della ricerca web cinese dopo anni di assenza. Molti dipendenti protestarono su questo il progetto (noto come Dragonfly) e il progetto di ricerca terminò https://www.cnbc.com/2018/12/17/google-has-reportedly-effectively-ended-china-search-project.html.

In molti attendono il rinnovo del contratto tra Google e il Dipartimento della Difesa statunitense, scaduto all’inizio 2019. Il Pentagono vorrebbe utilizzare le AI di Google per analizzare e interpretare i video dei droni. Ma al momento Google non intende collaborare (a seguito di ulteriore forte protesta dei dipendenti) col Dipartimento della Difesa, in modo particolare i dipendenti non intendono lavorare al Project Maven.

Dopo aver interrotto i rapporti col Pentagono e aver perso un introito di 250 milioni di dollari all’anno, Google ha rimosso dal Codice di Condotta aziendale il motto “Don’t be evil”. I numerosi problemi coi dipendenti e la perdita del grosso contratto, hanno condotto Google a cambiare il testo del Codice di Condotta aziendale. Questo è il testo precedente https://web.archive.org/web/20180421105327/https://abc.xyz/investor/other/google-code-of-conduct.html

Questo è il nuovo testo https://web.archive.org/web/20180504211806/https://abc.xyz/investor/other/google-code-of-conduct.html.

Google passa finalmente al lato oscuro?

PS: di norma non leggo “certe cose”, non sono mai stata complottista, non credo a favole di nessun genere e sto ben lontana da certi ambienti. Chiaro il concetto? Ma a volte leggo articoli che mi vengono segnalati. In effetti, dopo scientifica scrematura, mi vedo costretta a dare ragione all’autore di https://ningizhzidda.blogspot.com/2019/07/loscura-eta-della-censura-di-internet.html. In effetti descrive quello che io stessa sto già facendo: da molto tempo uso nuovi motori di ricerca, uso nuove piattaforme. L’articolo suggerisce e spiega perché cambiare abitudini e utilizzo di internet. In modo particolare l’autore marca un dettaglio che recentemente anche a me è balzato all’occhio, se utilizzate le normali ricerche web vi accorgerete che (censura non visibile) non si riesce più a trovare argomenti su no-vax, OGM, cure differenti sul cancro… spariscono le chiavi di ricerca di argomenti scomodi e che danno fastidio a un certo tipo di media. Troverete sempre meno sul web “chi ha opposti pensieri e visioni”, è una censura no legislate/non dichiarata che “altri” hanno deciso per Voi. https://gigazine.net/gsc_news/en/20180910-dweb

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.