Tratto da tomluongo.me Scelto e tradotto da Gustavo Kulpe

Donald Trump oggi sta vincendo la guerra di propaganda contro la Cina. Ma questo non implica che questa guerra vada combattuta o che sia in grado di vincere quella vera.

E qual è la guerra vera??

Mantenere il dominio degli Stati Uniti sul flusso di capitale internazionale per le prossime quattro generazioni.

Perché è questo ad essere in gioco.

Le politiche di Trump di fare terra bruciata contro la Cina sono sempre state irte di incongruenze. Da “Le guerre commerciali sono facili da vincere” (una bugia) all’attuale reazione eccessiva al COVID-19 (“l’influenza cinese”) Trump sta fondendo in un unica guerra le due principali che sta combattendo.

Stop al marciume istituzionale

La prima delle due guerre principali che sta combattendo è quella contro i globalisti, che io chiamo la Gente di Davos. La sua fondamentale sfiducia nei confronti dell’architettura istituzionale post-Seconda Guerra Mondiale è il motivo principale del perché tratta l’Europa nel modo in cui sappiamo.

Trump comprende che l’obiettivo della Gente di Davos è la distruzione culturale ed economica degli Stati Uniti mediante la creazione di un superstato transnazionale che esiste come un quadro normativo e monetario basato sull’Unione europea.

Questo è il motivo per cui le sue prime mosse dopo l’entrata in carica sono state quelle di ritirarsi dagli Accordi di Parigi sui cambiamenti climatici e darci un taglio col TPP e col TTIP.

È anche il motivo per cui voleva che il JCPOA venisse cancellato. Ha ricavato un ulteriore vantaggio nell’ aiutare gli obiettivi di Israele in Medio Oriente, ma penso che questo sia secondario rispetto al suo scopo principale, che era quello di invertire la dinamica di cedere la sovranità degli Stati Uniti all’Europa mentre ci dissanguavano.

Lo strascico alle sue lamentele sulla NATO.

La Cina è un partner disponibile nel piano della Gente di Davos e per questo fa parte della strategia di guerra di Trump. Egli, giustamente, si rende conto, che la Cina ha corteggiato l’Europa, acquistando beni strategici lì – porti greci, Borsa dei metalli di Londra, ecc. – e aumentando la loro influenza nelle istituzioni internazionali che gli Stati Uniti hanno creato e hanno dominato per decenni.

E giustamente vede anche come gli Stati Uniti si siano scavati la fossa da soli dando soldi alla Cina per iniziare, in termini di politica estera degli Stati Uniti, a colonizzare l’Asia, in particolare Iraq, Afghanistan e Iran.

Queste istituzioni sono ora, dal punto di vista di Trump, totalmente compromesse. Ed è disposto a gettare come esca per i suoi sostenitori nell’anno delle elezioni quanta più propaganda anti-cinese possibile per ottenere ciò che vuole. Allo stesso tempo, sta permettendo al suo Dipartimento di Stato e alla CIA, gestiti dagli arci-neocon Mike Pompeo e Gina Haspel, di appiccare incendi nel cortile di casa cinese, vale a dire Hong Kong, Kashmir e Taiwan.

Ma, non dimentichiamo, Trump vede questa come una guerra difensiva, non offensiva. E penso che abbia ragione a pensarla in questi termini. Esiste davvero un’oligarchia transnazionale che cerca di distruggere gli Stati Uniti. Il suo narcisismo e la sua natura limbica lo rendono suscettibile a reazioni eccessive e interpretazioni errate.

Ha combattuto una guerra politica e mediatica ingiustamente scatenata per quasi quattro anni a livello nazionale e sta finalmente passando all’offensiva per queste elezioni. La maggior parte delle persone che sta combattendo hanno venduto gli Stati Uniti alla Cina, ma sono anche schiavi della Gente di Davos .

Il vero marciume che sta combattendo è qui in casa, facendo un ottimo lavoro rendendolo pubblico.

Questo lo rende più facilmente manipolabile nel vedere cose su COVID-19 che probabilmente non sono vere. Quindi, come ho detto nel mio ultimo articolo …

Sono convinto che le circostanze intorno al COVID-19 siano state un complotto di persone malvagie per uccidere milioni di persone e inaugurare un incubo cupo e autoritario che ha creato leggi e piani d’azione appositi che avranno esecuzione per anni. Non sono convinto soltanto sul fatto che dietro ci sia esclusivamente la Cina (articolo tradotto su OZ, n.d.t)

Ma per Trump, le prove circostanziali di illeciti e la stessa statistica cinese rendono il “Coronapocalypse” una comoda scusa per portare le cose con la Cina al livello superiore.

Lo sta facendo anche se il vero nemico da combattere è proprio qui in casa, alcuni dei quali sono nel suo stesso gabinetto.

Il paradosso cinese

Ed è qui che Trump sta mescolando le sue due guerre in maniera non sol pericolosa ma anche del tutto controproducente.

Perché l’avventurismo degli Stati Uniti e le vestigia della sua mentalità coloniale, ereditata e ancora modellata dagli inglesi, sono radicate nelle sue classi militari e intellettuali che plasmano la politica estera.

Siamo ancora dominati dalla riscoperta da parte di Brzezinski della visione del mondo di Halford Mackinder basata su Heartland. Chi controlla Heartland – la massa terrestre dell’Asia centrale – controlla il mondo.

L’ultimo scritto di Pepe Escobar ce lo ricorda in relazione all’intesificazione degli attacchi di Trump a tutti i livelli contro i progressi della Cina in Eurasia, specialmente a Hong Kong. Parlando dell’ultima nota politica di H.R.McMaster sugli obiettivi di politica estera degli Stati Uniti, Escobar afferma:

{McMaster} suggerisce – che altro – “contenimento”, che dovrebbe significare “fermo e vigile”. E riconosce, a suo merito, che andrebbe “basato su una comprensione della storia cinese e della geografia indo-pacifica”. Ma poi, ancora una volta, scopre le carte – in vero stile Zbigniew Brzezinski: ciò che conta di più è “la necessità di impedire a un potere ostile di controllare i principali centri di potere della massa terrestre eurasiatica”.

Non c’è da meravigliarsi che il Deep State negli Stati Uniti identifichi Belt and Road e i suoi spin-off come la via della seta digitale e la via della seta sanitaria attraverso l’Eurasia come manifestazioni di un “potere ostile”.

L’intero fulcro della politica estera degli Stati Uniti fin dalla Seconda Guerra Mondiale è stato quello di impedire l’integrazione dell’Eurasia, ora attivamente perseguito dall’alleanza strategica Russia-Cina. Le nuove strade della seta in tutta la Russia – parte della Grande partnership Eurasia di Putin – sono destinate a fondersi con Belt and Road. Putin e Xi si incontreranno di nuovo, faccia a faccia, a metà luglio a San Pietroburgo, per i vertici gemelli di BRICS e l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, e ne discuteranno ulteriormente in dettaglio.

Hong Kong è nel mirino degli Stati Uniti e del Regno Unito da anni ormai, tornando alle proteste sul Trattato di estradizione. E l’ultimo mandato della Cina in materia di sicurezza per Hong Kong è indirizzato direttamente alle interferenze straniere nel futuro della città-stato.

Questa mossa della Cina era attesa da tempo dal momento che il tentativo dell’anno scorso di una rivoluzione colorata fallì. La ricaduta economica del Coronapocalypse è qui ed è il momento perfetto per la Cina per reagire.

Perché con la mossa cinese di porre fine all’approccio “One Nation, Two Systems” degli ultimi 23 anni, Hong Kong, come la conosciamo, non c’è più. E la Cina ha appena alzato la posta in gioco sull’attività di Stati Uniti/Regno Unito in zona per innescare un rovesciamento delle sue regole.

Perché ciò che verrà messo a fuoco in seguito è rompere l’aggancio tra il dollaro di Hong Kong e il dollaro USA che ha alimentato così tanto l’immagine che ci siamo fatti di Hong Kong.

La bolla immobiliare scoppierà presto mentre la pressione al rialzo sull’HKD minaccia di far esplodere gli spread dei rendimenti tra Hong Kong e il debito degli Stati Uniti, il fulcro su cui poggia l’aggancio. Come ho detto nell’articolo per Money and Markets collegati sopra:

Quel {rendimento} distribuito tra le scadenze dovrebbe estendersi man mano che la situazione sul campo peggiora e c’è una pressione al rialzo sul dollaro di Hong Kong a causa del crollo dell’economia globale. I tassi a breve aumenteranno più rapidamente dei tassi a lungo termine, e ciò potrebbe accadere mentre i tassi negli Stati Uniti restano stabili o continuano a scendere.

L’HKMA {Hong Kong Monetary Authority} non può in alcun modo mantenere l’aggancio in tali condizioni.

Al momento giusto ci sono proteste contro la dichiarazione della Cina organizzate frettolosamente per questo fine settimana.

Quelle proteste per la mescolanza tipicamente instabile di disordini sociali organici e attività provocatorie di agenti sponsorizzati dalle ONG occuperanno i titoli dei giornali per le prossime settimane.

Ed è per questo che l’assalto su più fronti di Trump alla Cina è sconsiderato. La Cina e la Russia hanno entrambe chiesto agli Stati Uniti di sedersi al tavolo dei negoziati su come potrebbe essere il mondo post-unipolare e non hanno incontrato altro che una folle ostilità.

Per questo le loro risposte qui saranno per attaccare i pilastri del sistema finanziario targato U.S.A./U.K. per erodere l’efficacia della loro guerra ibrida. Hong Kong come operazione di riciclaggio di denaro sotto il controllo occidentale è uno di questi pilastri.

Questo è ciò che la Cina ha appena attaccato. È una mossa enorme. E Trump farebbe bene a fidarsi del suo istinto di mantenere un impero in tutto il mondo, mentre il suo deficit di bilancio sul PIL sale a livelli superiori a quelli visti durante la seconda guerra mondiale.

Nel frattempo la Cina sta sostenendo una leggera spesa per deficit (3,6% del PIL) e una leggera contrazione dovuta alle circostanze globali.

Trump pensa di combattere una nuova guerra fredda contro la Cina, ma in realtà sta combattendo il round successivo di una vecchia guerra in Asia che ha più di 200 anni.

Ed è una guerra che non può vincere.

Perché la maggior parte del mondo, grazie alla militarizzazione del dollaro in decenni di abusi geopolitici e avventurismo, ora vede gli Stati Uniti sfavoriti. E con qualsiasi ulteriore atto di aggressione finanziaria e diplomatica accelererà la percezione della necessità di abbandonare il dollaro in favore di qualsiasi altra cosa.

Questo è ciò che alla fine alimenterà il passaggio da un mondo unipolare a quello cosiddetto multipolare. Trump ha avuto l’opportunità di rendere questo cambiamento più favorevole. Ma penso che l’opportunità sia ormai alle spalle.

Purtroppo, non credo che abbia alcuna intenzione di lasciar perdere, non in un anno elettorale, e non quando ha finalmente convinto più della metà degli americani che la Cina sia il loro problema più grande.

Ma ora che sappiamo che Trump pensa che queste guerre siano necessarie, almeno possiamo essere chiari su cosa fare dopo.

Tom Luongo