Le piazze sono il termometro politico, indicatrici della tendenza di quel che verrà.

Una volta la sinistra e il PD radunavano folle oceaniche nelle piazze durante i loro infuocati comizi.
Furono portati in spalla al governo ed occuparono il Palazzo.
Ma poi le folle si sentirono tradite nelle aspettative che aveano suscitato i loro beniamini e si pentirono. Le piazze un poco alla volta iniziarono a svuotarsi mentre i loro  beniamini alle piazze preferivano consessi, convegni, teatri, stazioni ferroviarie dismesse della Leopolda e ex stabilimenti  della Fiat del Lingotto circondandosi da ben altra folla composta dal gota, dai potentati economici e dai burocrati e referenti della finanza brussellese.

Allora sulla scena apparve un comico con i suoi seguaci che dopo aver tentato invano la scalata dall’interno di quel partito che aveva tradito le folle, fondò il suo partito della rivincita, della riscossa morale e del riscatto sociale.
Un poco alla volta quelle stesse piazze iniziarono di nuovo a riempirsi delle stesse genti deluse e tradite.
Furono portati anch’essi in spalla al governo ed occuparono il Palazzo.
Ma poi le folle si sentirono nuovamente tradite nelle aspettative che avevano suscitato i loro beniamini, traditi ancor più velocemente e ferocemente rispetto ai primi. Le piazze allora nuovamente iniziarono a svuotarsi velocemente, mentre i loro beniamini comici dai portavoce buffi, iniziarono a disertare le piazze a favore degli stessi luoghi di culto del gota dei loro predecessori. Dell’Agorà non si seppe più nulla. Svanita, sparita. Tanto che alcuni ipotizzano un occultamento da Lupara Bianca.

Allora sulla scena appare un Barbaro, un tanghero ruvido e spigoloso, dalle ridotte capacità visive e temporali ma su quelle poche ben determinato, dotato com’è di uno spiccato senso pragmatico ed innato senso pratico, talmente determinato e concreto da non esitare a brandire un randello nodoso e ruvido, usandolo con destrezza e maestria per richiamare all’ordine colpendo tutto e tutti indistintamente, non avendo remore e reverenza a colpire anche i suoi alleati ritenuti perdenti poiché esautorati dalle piazze, e le Istituzioni viste come castelli medioevali dove risiedono arroccati parrucconi fuori dal tempo e dalla realtà pressoché inamovibili.
Il successo è enorme! Le piazze sono stracolme e lo acclamano ad ogni ogni sua apparizione persino sulle spiagge,  è tutto un  tripudio e un incitamento a battere ancor più forte con il randello nodoso e ruvido, incitandolo ad usare anche il Piccone per demolire i Palazzi come fece un famoso antenato politico decenni fa.
La risposta dal Palazzo non tarda ad arrivare ed è scontentante: Alzano i ponti levatoi e quelli che erano nemici giurati diventano tutti amici.

Sguinzagliano i Miliziani dello Spread, dell’€uro, dei Mercati, del Debito Pubblico, del default nel disperato tentativo di spaventare le folle, mentre i Pretoriani del Palazzo denunciano per blasfemia  le folle che  bestemmiano sulle sacre scritture dei conti in ordine, del pareggio di bilancio, della stabilità politica, dell’accoglienza incondizionata, dei diritti civili, dei diritti umani, e di apostasia tutti coloro che non riconoscono i sacri luoghi di culto come il parlamento, quello U€, le Istituzioni, il Palazzo di Vetro, UNCHR, la Commissione €uropea. Tutto ciò segno del terrore che alberga tra quelle mura al sentire le folle che contrariamente rispetto al passato, ora non chiedono attenzioni e soluzioni ai loro problemi al beniamino, ma invocano giustizia per esser stati vilipesi nella loro dignità di Popolo  e traditi due volte con l’inganno. Vogliono vedere i due traditori trascinati nelle piazze, umiliati quanto loro umiliarono il popolo ed esposti al pubblico ludibrio. Giustizia… giustizia! Queste le parole che si levano da quelle piazze eccitate, parole gridate con rabbia e liberatorie per una riscossa.

La Morale

  • La storia non si ripete mai, quando accade è in farsa.
  • La farsa oggi è compiuta.
  • Ma è anche vero che non c’è il due senza il tre.
  • Ed il tre sarà Giustizia. Non sarà il tempo della remissione, ma quello dell’espiazione.
  • La resa dei conti è vicina, sarà il giorno dell’Apocalisse e il Ciclo si compirà.
  • La distruzione porta alla rinascita e la rinascita alla vita.
  • La vita conduce alla morte.
  • E’ il Ciclo che si ripete.
  • Stiamo entrando nell’epoca della distruzione.
  • La Giustizia è la distruzione.

EUGENIO BONGIORNO