Annegret Kramp-Karrenbauer (delfina di Angela Merkel) sta pensando di costruire con la Francia una portaerei europea comune. E’ stata la prima idea ufficiale dopo la “lettera aperta” agli europei di Macron per il concreto rilancio dell’integrazione, contro populisti e sovranisti. Collaborazione franco-tedesca che prosegue da anni e che già prevede il progetto di un aereo da caccia europeo. In pratica Parigi e Berlino pensano di costruire tutto questo per una maggiore unione europea basata su sicurezza e pace: equipaggiamenti militari europei per una difesa comune.

Karrenbauer ha proposto a Macron di riservare all’Europa un unico seggio nel Consiglio di sicurezza dell’ONU (e via che ci riprova!). Merkel stessa – parlando del progetto della portaerei europea – sottolinea il ruolo dell’Europa nel mantenimento della sicurezza globale.

Insistentemente Trump aveva chiesto che l’Europa spendesse molto di più per gli armamenti della NATO, chissà se la portaerei franco-tedesca sarà di suo gradimento.

Germania e Francia avanzano verso un nuovo paradigma, ovvero una nuova politica di sicurezza europea. Un nuovo simbolo di potere che a nulla serve come deterrente nei confronti di ISIS e terrorismo islamico, un mero strumento di repertorio che dimostra solo che Francia e Germania sono attaccate a vecchie concezioni di guerra (come la politica delle cannoniere dell’ottocento). E’ uno strumento fine a se stesso che serve per mostrare i muscoli contro Cina e Russia, e tutto questo lo trovo molto ridicolo. Anche in considerazione dei missili ipersonici sviluppati da questi due Paesi. La proiezione di un minuscolo potere, paragonabile a quello della Corea del Nord, tanto per capirci. La “guerra del potere” si combatte su nuovi terreni e l’iniziativa franco-tedesca di ammantarsi del ruolo di peacekeeper è assolutamente comica.

La UE è molto disunita, qualcuno ha buone relazioni internazionali, altri vogliono diventare nuovi mediatori e altri da una vita vivono da zona cuscinetto. Insomma la solita frittata per strizzare l’occhio a destra e a sinistra, sperando di rimanere un mondo di mezzo che funge da nuovo cuscinetto continentale.

La nave dei folli sarebbe quindi gestita da chi propone sempre regole teutoniche ferree e da chi ha ancora addosso l’odore della sahariana incrostata di colonialismo. Un affarone da black friday il “peace power Europe”, fantasie dal sapore di vetusto imperialismo. A quanto pare negli armadi “vecchie camice e vecchie giacche” vengono ogni tanto spolverate.

Nel Rinascimento apparve la “Nave dei Folli”, uno strano battello che navigava ubriaco tra i fiumi della Renania e i canali fiamminghi. Nave carica di eroi, modelli etici, carica zeppa di insensatezze che viaggiavano da una città all’altra. Folli dall’esistenza vagabonda, cacciati volentieri dalle città e che liberamente scorrazzavano sperando di essere seguiti da frotte di mercanti e pellegrini. Dopo secoli abbiamo ancora una nave stipata di folli e guidata da folli, che si dirige in un viaggio fantastico verso il paradiso dei folli. Alessia C. F. (ALKA)

https://rp-online.de/politik/eu/merkel-begruesst-europaeischen-flugzeugtraeger-mit-frankreich-vorschlag-von-annegret-kramp-karrenbauer_aid-37374567

https://it.wikipedia.org/wiki/La_nave_dei_folli_(Brant)

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.