La European Joint Action on Vaccination (EUJAV) è un progetto europeo, finanziato dallo European Union’s Health Programme, che mira a promuovere una stretta collaborazione a livello europeo per combattere le malattie prevenibili con i vaccini. La EU-JAV mette insieme molte istituzioni che si occupano di servizi per la salute e politiche di vaccinazione, quali la Commissione Europea, ministeri della salute, organizzazioni internazionali, università e istituti di 20 Paesi diversi e vari stakeholder, inclusi società civile e rappresentanti dell’industria.
Il progetto è organizzato in 8 work package (WP) con diversi obiettivi: l’analisi dei fattori che portano all’esitazione vaccinale, la condivisone delle migliori pratiche per migliorare l’adesione alle vaccinazioni in Europa, il miglioramento delle attività di sorveglianza delle coperture vaccinali, il design di un data warehouse concept europeo per la condivisione di dati su fabbisogno e distribuzione dei vaccini all’identificazione delle priorità della ricerca sui vaccini.
Il WP8, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall’Istituto Finlandese per la Salute e il Welfare (THL) si focalizza sul miglioramento dell’accettazione dei vaccini nella popolazione, con tre principali obiettivi:

  • eseguire una mappatura degli strumenti utilizzati da Stati membri, stakeholder e comunità scientifica per identificare i determinanti di alte o basse coperture vaccinali;
  • sviluppare dei meccanismi di divulgazione di best practice e di conoscenza scientifica negli Stati membri;
  • monitorare la fiducia nei confronti dei vaccini su web e social media.

L’esitazione vaccinale viene definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “ritardo o rifiuto della vaccinazione, nonostante la disponibilità di servizi vaccinali” ed è considerata dall’OMS una minaccia per la salute globale. Negli ultimi anni la sovrabbondanza di informazioni presenti online sui vaccini, accompagnata spesso alla condivisione di dubbi, paure e fake news, ha avuto un ruolo importante nella riduzione della fiducia della popolazione nei confronti dei vaccini. Per questa ragione, il monitoraggio delle ricerche sul web e delle conversazioni sui social media riguardanti i vaccini rappresenta una importantissima fonte di informazioni che dovrebbe integrare la tradizionale sorveglianza delle coperture vaccinali e le tecniche di valutazione dei programmi vaccinali a livello locale ed europeo.

La mappatura della conversazione online sui vaccini, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, è uno strumento imprescindibile per comprendere la posizione degli utenti riguardo i vaccini, studiare le comunità coinvolte nel discorso e intercettare precocemente la diffusione di fake news, con l’obiettivo di controllare e contrastare la loro diffusione.

L’ISS, in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha sviluppato, per il WP8 dell’EU-JAV, una piattaforma online per la raccolta e la visualizzazione in tempo reale di dati da alcuni social network, motori di ricerca, pagine web, con lo scopo di tracciare la conversazione online sulle vaccinazioni, mappare le comunità coinvolte, identificare temi emergenti, intercettare i contenuti più condivisi e le richieste informative degli utenti. In questo articolo verrà descritta la metodologia seguita per lo sviluppo della piattaforma europea e verranno presentati i dati relativi all’Italia.
Trovate tutto su https://www.epicentro.iss.it/ben/2021/2/conversazioni-vaccini-web-social-network

Sempre dal sito si apprende che il monitoraggio delle conversazioni sui vaccini è stata, in questa fase iniziale del progetto, sviluppata in tre lingue: italiano, francese e spagnolo.
Emerge però un dettaglio a mio parere stranissimo:
La piattaforma EU-JAV per il monitoraggio della conversazione sui vaccini su web e social media è attiva dalla fine del 2019 e disponibile ai membri della EU-JAV da luglio 2020.
Scusa ma il covid non è esploso nel 2020?
Era già tutto previsto?

La piattaforma monitorerà le conversazioni sui vaccini su web e social media l’interesse del pubblico di internet nei confronti dei vaccini.
In futuro la useranno per tutto, statene certi.
Saranno seguiti tutti quegli influencer, molto seguiti e molto retwittati, che promuovono i vaccini oppure che, al contrario, ne scoraggiano l’uso, spesso diffondendo sistematicamente paure e fake news.
E poi che fanno, mandano i militari a casa? La Digos?
E’ vietato il dissenso?
E’ in arrivo la psicopolizia? A quanto pare sì, perché ecco di cosa si occuperanno:

  • intercettazione precoce degli argomenti di interesse;
  • intercettazione precoce di paure;
  • intercettazione precoce delle fake news;
  • sorveglianza degli utenti più coinvolti nella diffusione di disinformazione;
  • identificazione degli utenti in grado di diffondere più efficientemente messaggi di promozione delle vaccinazioni; E ovviamente io aggiungo anche di identificare gli utenti novax (se la volete capire)
  • misurazione in tempo reale della portata e dell’efficacia di eventuali campagne di comunicazione.

Dunque allora è sicuro, finirò nella nuova black list.
Allora anche quando traduco studi medici faccio disinformazione?
La piattaforma europea è un altro grande fratello che monitora i dissidenti, analizzando ogni nostra interazione alla faccia della privacy. Oggi è il vaccino, domani le critiche alla dittatura di regime.
E studiano anche in tempo reale come realizzare una contronarrazione controllata.
Anzi siamo già in psicodittatura perché deve intercettare tutto prima.