La Francia sta vivendo le conseguenze della più grande sconfitta in politica estera e questo potrebbe influenzare la campagna elettorale di Macron. L’Australia ha rifiutato la costruzione di 12 nuovi sottomarini nucleari di classe Attack. Era stato concluso dopo lunghi e difficili negoziati, ma è stato rescisso in 48 ore su richiesta degli Stati Uniti e della Gran Bretagna.

Ma a quanto pare, non si tratta di soldi, ma di geopolitica. E ora Macron deve digerire lo schiaffo in faccia dall’alleanza britannico-americana. Per la cultura politica francese, nota per la sua arroganza, questo schiaffo è estremamente doloroso e umiliante.
Il fatto è che Macron ha investito molto in questi negoziati con l’Australia – soldi, tempo, energia. È stato umiliato di fronte al mondo intero, e in una forma piuttosto dura.

MA la storia non insegna nulla a i francesi, ehm hanno la tendenza ad avere la memoria molto corta. Vi ricordate del caso Mistral? All’epoca fu la Francia a rescindere il contratto con la Russia per le navi da sbarco per elicotteri che erano già state pagate e costruite.
Ovviamente accadde sempre su pressione da parte degli Stati Uniti.
E Macron prende ceffoni senza fine, perché ha sostenuto gli Stati Uniti contro il Nord Stream 2, ha sostenuto il Regno Unito nel caso Skripal, nello scandalo del doping, nella storia dell’avvelenamento di Navalny, e sul problema dell’Ucraina. Per quanto riguarda le questioni politiche più importanti per gli Stati Uniti in Europa, la Francia era in prima linea tra gli alleati.
MA la sberla fa male anche per come è stata data. In soli due giorni, i frutti a lungo termine degli sforzi francesi sono stati abbandonati lì. Allo stesso tempo, alcuni media e partiti politici australiani parlano male della Francia. Ebbene la Francia avrebbe dovuto capire che non è in grado di prevenire e neutralizzare i rischi politici in questa tipologia di contratti, perché non si tratta di soldi, o meglio, non solo di quelli. Si tratta di una grande geopolitica, più precisamente dell’influenza della Francia nella regione indopacifica, che è inaccettabile per il Regno Unito e gli Stati Uniti. La strategia francese ha puntato molto nell’Oceano Indiano e Pacifico, il 93% della zona economica esclusiva della Francia si trova lì con 1,5 milioni di cittadini francesi più 8.000 soldati francesi. La Francia rivendica lo status di potenza non solo europea, ma anche africana. Secondo gli esperti, individualmente, tutti i territori della presenza francese in Africa non hanno peso, ma tutti insieme sì.

Il problema è che l’Australia è coinvolta nella coalizione USA-UK contro la Cina. La Francia ha sempre rivendicato una politica indipendente, pur rendendosi conto di tutta la sua illusorietà, tenendo conto della sua inclusione nella sfera d’influenza degli Stati Uniti. Washington ha sbandierato a Parigi il suo posto e il suo ruolo nel mondo: gli Stati Uniti hanno mostrato disprezzo per la Francia, non preoccupandosi di “salvare la faccia” del presidente francese. Alla fine diventa davvero insensato farsi coinvolgere in un grande affare di importanza militare e geopolitica in una zona completamente controllata dagli anglosassoni.

In ogni caso, le relazioni tra la Francia e gli Stati Uniti sono rovinate e, purtroppo i francesi hanno la tendenza ad essere molto vendicativi. Tanto che a distanza di alcuni giorni mi rendo conto che il famoso cavo tranciato https://www.orazero.org/il-misterioso-incendio-del-cavo-sottomarino-che-fornisce-elettricita-al-regno-unito/ ha più senso come vendetta francese e non come vendetta russa. O forse è anche una sberla a doppia mano visto che la Perfida Albione ha silenziato i media e non si è messa ad abbaiare come al suo solito. Eh sì, la faccenda inizia a essere più chiara. E temo che da ora in poi Parigi inizierà a muoversi in modo ancora più torbido. Con tutti gli applausi e gli incoraggiamenti di Russia e Cina.

Per Taiwan il Pentagono necessita di non meno di 180.000-200.000 soldati e ufficiali. L’America ha urgente bisogno di una nuova area da dove dominare, e questa volta non bastavano Corea del Sud, Giappone e Filippine, nel caso di uno scontro armato diretto americano contro la Cina. Necessita di un nuovo porto per le sue operazioni, ecco perché l’Australia.

Di fatto la US NAVY fornirà alla marina australiana un noleggio a lungo termine di 8 sottomarini nucleari d’attacco per 18 mesi. Ovviamente non di tipologia recentissima, si presume quelli della precedente generazione del tipo “Los Angeles”. Canberra ha trovato l’offerta allettante. Sottomarini nucleari e in leasing, un sistema atto anche a fornire all’alleato le tecnologie che le permettono di costruire tali sottomarini in modo indipendente.

Taiwan inizia a farsi calda. Ma mi chiedo se gli australiani sanno cosa stanno facendo.

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