L’ ex Primo Ministro britannico in visita al leader dell’estrema destra italiana a Roma

Tratto da independent.co.uk traduzione di Gustavo Kulpe

Salvini ha pubblicato sui social una foto che lo vede ritratto con l’ex Primo Ministro britannico, entrambi sorridenti sullo sfondo della residenza ufficiale a Roma del Ministro degli Interni.

Blair ha lavorato come consulente del regime autoritario dell’ Azerbaigian, e si ritiene che le due personalità politiche abbiano approfittato dell’incontro per discutere del gasdotto dall’ Azerbaigian all’Italia meridionale, il controverso TAP.

“Oggi sono al Viminale in compagnia dell’ex Primo Ministro Tony Blair per discutere di immigrazione, brexit e politiche energetiche” ha scritto Salvini nel post che accompagna la foto sui social.

“Ho proposto una conferenza sugli investimenti e lo sviluppo dell’Africa, in un incontro amichevole e positivo. Abbiamo entrambi apprezzato la concretezza dei temi trattati” ha continuato il leader della Lega.

Un portavoce di Blair non ha rilasciato ulteriori commenti all’inviato dell’Independent sulla natura e il contenuto dell’incontro.

La Lega, il partito di estrema destra guidato da Salvini, ha formato un governo di coalizione col Movimento 5 Stelle, movimento politico populista e anti establishment. Come Mmnistro degli Interni e vice premier Salvini è stato indicato come il principale responsabile dei respingimenti delle navi che trasportavano migranti e dell’idea di indire un censimento dei rom, oltre che essere accusato del brusco aumento degli attacchi a sfondo razziale degli ultimi mesi.

Da quando ha lasciato la poltrona di Primo Ministro, Tony Blair ha lavorato per un certo numero di regimi autoritari accusati di non rispettare i diritti umani. Non solo per l’Azerbaigian ma anche per ilKazakistan e l’Arabia Saudita.

Durante la primavera araba nel 2011, appoggiò apertamente l’allora presidente egiziano Mubarak descrivendolo come “estremamente coraggioso  e una forza positiva” anche dopo la dura repressione delle manifestazioni a Suez che causò parecchie vittime.

Lo scorso anno il regime azero ha intensificato un giro di vite sulla libertà di espressione, in seguito alle rivelazioni su larga scala di notizie riguardanti la corruzione della classe governativa del paese, secondo quanto dichiarato da Amnesty International.

L’ONG afferma che la stampa indipendente è stata bloccata e i suoi esponenti incarcerati o sottoposti a procedimenti giudiziari, aggiungendo che tutte le voci critiche al governo subiscono trattamenti simili, con pene detentive comminate in seguito a processi farsa, con aumenti di morti sospette durante la detenzione, senza che ci siano adeguate indagini per stabilire la verità. Si registra anche una limitazione dei diritti delle persone LGBT, con arresti e maltrattamenti del tutto arbitrari.

Nelle recenti elezioni il presidente Ilham Aliyev è stato rieletto per altri sette anni di mandato con l’ 86% dei voti. L’OSCE che ha osservato le elezioni, ha ritenuto antidemocratiche le procedure di voto, con violazione delle regole, brogli e mancanza assoluta di trasparenza nelle operazioni di spoglio delle schede.

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