Il leader della Lega, Matteo Salvini con un cappellino della Guardia Costiera nell’aula del Senato prima del voto sull’autorizzazione a procedere per la vicenda Open Arms, Roma 30 luglio 2020. POOL/ANSA/LIVIO ANTICOLI

Il senato, come ormai tutti sappiamo, ha votato per mandare a processo l’ex Ministro dell’Interno nonché leader del primo partito d’opposizione, Matteo Salvini, in relazione alla vicenda Open Arms, la nave ONG che trasportava migranti “salvati in mare” e che Salvini, nella sua funzione di ministro, bloccò al largo di Lampedusa per 19 giorni.

Precedentemente, il Senato aveva negato l’autorizzazione a procedere per una vicenda simile, quella relativa alla nave Diciotti. Anche quell’imbarcazione trasportava migranti e fu bloccata diversi giorni in mare dallo stesso Salvini. Le due vicende sono molto simili, due navi trasportanti migranti bloccati al largo diversi giorni, per ordine di Salvini, che poi dopo un tira e molla comunque alla fine riuscirono ad attraccare in porto e a far sbarcare i clandestini.

Perchè un finale diverso per episodi simili? Gli episodi sono appunto simili, ma non uguali: la Diciotti è una nave militare italiana, bloccata al largo di Lampedusa, doveva comunque attraccare in un porto italiano. La Open Arms è una nave di una ONG privata, non c’era nessun obbligo per tale imbarcazione, di attraccare in un porto italiano. Poteva andarsene affanculo ovunque volesse, ma ha scelto di rimanere per 19 giorni al largo di Lampedusa in attesa di poter entrare in porto, invece di dirigersi verso altri lidi. Ecco, se proprio si doveva mandare a processo Salvini per aver impedito troppo a lungo che una nave carica di migranti attraccasse in un porto italiano, sarebbe stato più logico farlo per la Diciotti, non per la Open Arms. Dirò di più: se proprio si doveva processare qualcuno per sequestro di persona, bisognava incriminare il comandante della Open Arms, la famigerata Carola Rackete, che ha preferito rimanere giorni e giorni al largo di Lampedusa in attesa del permesso di attraccare in porto, piuttosto che scegliere un altro approdo. Questo perchè la Rackete, spalleggiata dal Primo Ministro del suo paese, cioè Angela Merkel, aveva avuto il preciso compito di “rompere i coglioni” al governo giallo-verde, presunto sovranista quindi “il nemico” utilizzando i migranti come strumento di pressione politica. La vera sequestratrice si può considerare proprio la Rackete, con Merkel complice.

Ma allora come si spiega l’autorizzazione del senato per la Open Arms e per la Diciotti no? Se ci pensiamo bene, la questione è abbastanza semplice.

Abbiamo già specificato che la Diciotti è una nave militare italiana, a bloccarla fuori dal porto di Lampedusa fu certamente una decisione di Salvini, ma essendo la nave appunto, italiana ci voleva anche l’accordo con il Ministro dei Trasporti. Ed essendo nave militare anche il Ministro della Difesa era competente nella vicenda. Quindi tre ministri di cui 2 in quota M5s, più il Primo Ministro, cioè Giuseppe Conte, il cui ruolo non poteva essere in alcun modo tenuto fuori dalla vicenda. Negare l’autorizzazione a procedere per il Ministro dell’Interno ha significato tenere fuori dai guai anche gli altri tre soggetti, tra cui l’attuale Primo Ministro, quindi in qualche modo salvare il governo e la poltrona dell’attuale maggioranza.

Per la Open Arms le cose sono leggermente diverse: è vero che è difficile pensare che una simile decisione, cioè impedire l’attracco a una nave carica di migranti, sia stata presa in totale autonomia dall’ex Ministro dell’Interno senza il coinvolgimento di altri ministri e soprattutto del Primo Ministro, è vero che esiste una imbarazzante dichiarazione in presa diretta dall’ex ministro delle infrastrutture Toninelli in cui afferma che la decisione è stata presa in accordo tra lui, Salvini e Conte, ma è pur vero che tale dichiarazione probabilmente non sarà ammissibile come prova a discarico di Salvini e che potrebbero esserci documenti scritti in cui Conte consigliava a Salvini di permettere lo sbarco dei migranti. Certamente, visto che l’accusa è di sequestro di persona, Salvini sarebbe il mandante, e quindi ovviamente ci sono gli esecutori materiali del presunto sequestro. Dovrebbero pertanto essere rinviati a giudizio anche coloro che hanno messo in pratica il blocco e i fiancheggiatori del sequestro, cioè il governo tutto, che non potevano non sapere e che hanno avallato o comunque non impedito il presunto reato. Se fossimo in un paese normale, tale processo non sarebbe nemmeno possibile immaginarlo, perchè semplicemente non sta in piedi. Ma siccome non è un paese normale, visto che esiste una magistratura palamarizzata capace di combinarne di ogni colore, io al posto di Salvini comincerei a preoccuparmi. Del resto le intercettazioni parlano chiaro, Salvini aveva ragione a fare come ha fatto ma va comunque fermato. E la magistratura in Italia fa un po’ come cazzo le pare, visto che è un potere totalmente inattaccabile nonchè strumento di pressione politica, come del resto la vicenda della condanna di Silvio Berlusconi fa capire, con le sue incredibili irregolarità procedurali.

Un governo che proroga lo stato di emergenza senza che ci sia una emergenza, se non quella di non perdere la poltrona, che si ostina a tenere secretati, contro la sentenza del TAR, i dossier della comunità scientifica che hanno indotto lo stesso governo a decretare il blocco forzato del paese, che ora cerca di togliere da mezzo per via giudiziaria il leader dell’opposizione non può che essere considerato un governo da repubblica delle banane. Se poi ci mettiamo una magistratura corrotta, asservita a una precisa parte politica, il quadro da paese totalitario è completo.

Questo governo cerca di calciare il barattolo sempre un po’ più avanti, cercando di sopravvivere giorno per giorno, e la speranza è che si proceda per direttissima contro Salvini, lo si riconosca colpevole in primo grado e lo si butti fuori dal parlamento grazie alla legge Severino. Poi se tra 15 anni sarà completamente prosciolto chissenefrega, lo scopo di distruggere, disunire o intimorire l’opposizione sarà stato raggiunto.

Poi qualcuno si meraviglia del perchè di certe piroette nel centrodestra: sfido chiunque, dopo intimidazioni di tipo mafioso come quello che vede coinvolto Salvini, a non farsela nelle mutande e a venire a più miti consigli. Il centrodestra in Italia è debole, perchè può anche ottrenere la maggioranza assoluta dei seggi, ma se chi comanda davvero è contro, non c’è trippa per gatti. E se non si hanno le spalle coperte come si deve, si rischia solo di sbattere inutilmente contro un muro di granito. Vedremo, come dice qualcuno, che succede dopo il voto di novembre in USA: Salvini cerca l’aiuto di Trump?