Tratto da thenationalpulse.com scelto e tradotto da Gustavo Kulpe

LE STATISTICHE CONTINUANO A METTERE IN DUBBIO LA PROBABILITÀ CHE IL PRESIDENTE TRUMP ABBIA PERSO LE ELEZIONI.

Da premettere che i casi statistici costituiscono più un indizio che una prova.

Ma i numeri indicano anche l’intensa improbabilità della precisione dell’attuale vantaggio di Biden. Il caso statistico fornisce un ragionevole sospetto più che sufficiente per richiedere un conteggio manuale e un’indagine immediata sulle attività fraudolente, comprese le schiaccianti rivelazioni degli informatori ufficiali.

La tesi numerica si basa su quattro elementi chiave:

1. L’AFFLUENZA

Chiaramente, ci si aspettava un’alta affluenza alle urne in un anno politicamente intenso, con un ricorso molto più ampio al voto per corrispondenza. Ma il tipo di numeri segnalati è semplicemente in contrasto con le aspettative più ragionevoli.
Per il Wisconsin nel complesso, l’affluenza alle urne è stata superiore al 90% degli elettori registrati. Anche in uno Stato con la possibilità di registrarsi nello stesso giorno, un numero del genere non sembra plausibile.
Dopo tutto, in Australia, un luogo dove il voto è obbligatorio, e non votare è punibile con multe salate, l’affluenza totale alle urne per le elezioni più recenti è stata comunque solo del 92%.
Ancora più importante, guardando al voto del Wisconsin, il distretto decisivo per Biden è stato, non è una sorpresa, Milwaukee. La più grande città del Wisconsin ha registrato un’affluenza alle urne dell’84% che ha assicurato un vantaggio di 145.916 voti per Biden.
Consideriamo un confronto con un’altra città del Midwest molto simile, Cleveland, OH. Milwaukee ha una popolazione di 590.000 abitanti, di cui il 67% è costituito da minoranze. Cleveland ha 381.000 abitanti, di cui il 60% è costituito da minoranze.
Ma il tasso di affluenza alle urne di Milwaukee, pari all’84%, sovrasta il più credibile 51% di Cleveland. Come molti dei trend statistici sospetti evidenziati da martedì scorso, i fattori anomali che favoriscono Biden sembrano presenti solo negli stati chiave in bilico che Biden avrebbe conquistato.

2. SOVRAPERFORMANCE RISPETTO A OBAMA

Gli exploit di Biden rispetto alle performance di Obama in settori chiave semplicemente non sembrano credibili.
Un candidato così schivo e grigio come Biden avrebbe potuto davvero superare di gran lunga i voti totali di un politico che si vantava del suo appeal da rock star?
Per esempio, si consideri che nelle contee chiave della Pennsylvania, Chester, Cumberland e Montgomery, Biden ha superato le prestazioni elettorali di Obama per fattori di 1,24-1,43 volte. Riguardo la contea di Montgomery, Obama ha vinto in questo distretto elettorale in bilico con 59.000 voti nella sua rielezione del 2012.
Ma nel 2020, Biden ha vinto nella contea di Montgomery con 131.000 voti, più del doppio del precedente risultato di Obama.
Il voto totale di Biden nel 2020 a Montgomery è stato riportato a 313.000, schiacciando i 233.000 voti di Obama nel 2012 – e la crescita della popolazione non spiega tale aumento, in quanto la contea è cresciuta solo di 22.000 residenti durante quegli otto anni.
Una tale sovraperformance rispetto a Obama, nei posti giusti, suscita naturalmente molti sospetti.

3. SCHEDE CON VOTI SOLO PER BIDEN

Il consulente legale della campagna elettorale di Trump, Sidney Powell, riferisce che, a livello nazionale, sono stati espressi oltre 450.000 voti indicanti solo Biden, il che significa che l’elettore ha presumibilmente scelto Biden, ma poi ha trascurato di indicare i candidati di livello più basso, incluse le votazioni per Senato e Camera, che sono state molto combattute.
Anche in questo caso, il fenomeno appare molto più evidente negli Stati che si trovano sul filo del rasoio, alimentando il sospetto di manipolazioni.
Perché così tante persone avrebbero votato Biden solo in Georgia, ma non nel rosso intenso del Wyoming, per esempio?
Nello “Stato delle pesche” [Georgia n.d.t.], il voto per il presidente Trump ha registrato quasi esattamente il totale dei voti ricevuti dai candidati repubblicani al Senato, con una differenza di soli 818 voti su 2,43 milioni ottenuti da Trump. Ma Joe Biden ha visto uno stupefacente surplus di 95.801 voti rispetto ai candidati al Senato per il Partito Democratico.
In confronto, nel Wyoming Biden ha registrato solo un’eccedenza di appena 725 voti sul candidato Democratico al Senato, o circa un quarto dei suoi voti in Georgia, su base percentuale.
Le schede riportanti il solo Biden non provano in modo conclusivo la frode, ma di sicuro puzzano di qualcosa di molto strano.

4. MANCANZA DI CONTROLLO SUI VOTI PER CORRISPONDENZA

I governatori democratici hanno chiesto a gran voce l’aumento del ricorso al voto per corrispondenza, sapendo benissimo che la maggior parte degli Stati sarebbe stata sopraffatta e del tutto incapace di stabilire la validità e la legalità di quasi tutti i voti espressi via posta.
Nel caso della Pennsylvania, il governatore Wolf ha apportato modifiche in tal senso, unilaterali, in netta violazione della legge della Pennsylvania e in contraddizione con la Costituzionale statunitense che assegna l’autorità di regolamentazione del voto alle legislature statali, non ai governatori. Le commissioni elettorali del governatore Wolf hanno chiaramente appena accettato le schede… in massa, senza un’adeguata verifica.
Per loro stessa ammissione, lo scarso 0,03% di schede dichiarate nulle rappresenta un tasso di rifiuto che è solo 1/30 del livello del 2016 in Pennsylvania.
Gli elettori che votano per la prima volta per corrispondenza vedono tipicamente un tasso di rigetto di circa il 3% storicamente, o 100 volte il tasso di rifiuto della Pennsylvania nel 2020.
Quando il vicino stato di New York si è spostato al voto per corrispondenza diffuso quest’estate, i loro funzionari elettorali hanno respinto il 21% dei voti per corrispondenza a giugno, rappresentando un tasso 700 volte superiore a quello della Pennsylvania.
Questa totale mancanza di filtri o controlli solleva enormi sospetti riguardo a una serie di schede seriamente contaminate nello Stato di Keystone.

DIRETTO?

Il caso statistico, da solo, non dimostra la frode. Ma la confluenza di risultati altamente improbabili dipinge, enfaticamente, un quadro di assoluta improbabilità.

Ognuno di questi quattro fattori da solo getterebbe forti dubbi sui risultati delle elezioni.

Metteteli tutti e quattro insieme e il risultato è una tempesta statistica apparentemente impossibile.

Per usare un’analogia sportiva, sarebbe come una squadra che vince una partita con un lancio perfeto nelle World Series.

Non una partita, né due… ma in tutte e quattro le partite domina l’incontro attraverso la perfezione del lancio.

È possibile?

Teoricamente, certo. È probabile?

Diavolo no – e quindi, dobbiamo iniziare con una vigorosa verifica, visto che il futuro della nostra repubblica è in bilico.

Steve Cortes