Un report (del 16 maggio 2021) sul Mozambico indica che la Francia potrebbe lanciare un intervento militare limitato alla provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, al fine di proteggere i depositi di energia offshore di Total, il che rende necessaria un’analisi delle conseguenze strategiche di una tale mossa, se dovesse effettivamente verificarsi. https://www.open.ac.uk/technology/mozambique/sites/www.open.ac.uk.technology.mozambique/files/files/Mozambique_545-16May2021_SpecRep_Moz-gas-future.pdf

La zona sarebbe minacciata da una nuova insurrezione che alcuni hanno collegato all’ISIS.

  • C’è un forte dibattito se tale operazione militare debba essere condotta dalla Francia o dal Portogallo. Tale operazione chiederebbe almeno
  • due anni prima prima di osservare i progressi sul territorio nel contrastare gli insorti/terroristi.
  • L’ISIS probabilmente sfrutterà tale intervento militare straniero per aumentare il suo nella zona e il suo reclutamento internazionale.
  • Le lotte politiche interne in Mozambico e la conseguente politicizzazione del conflitto suggeriscono che non ci sarà un chiaro consenso su tale azione fino a dopo le prossime elezioni presidenziali del 2025.
  • La regione offshore del Mozambico settentrionale viene considerata come una zona di conflitto a rischio di pirateria e altre minacce, aumentando così i costi di assicurazione per le navi che operano in quelle acque. Per conseguire la sicurezza marittima bisognerebbe coinvolgere il Sudafrica, l’India (che ha una base nelle vicine Mauritius) e il Mozambico nei pattugliamenti.
  • La zona potrebbe essere controllata dalla Francia dalla vicina isola di Vamizi, luogo di villeggiatura, per basarvi elicotteri, barche d’attacco e di sorveglianza e sistemi di controllo dei droni.
  • Tale intervento militare potrebbe non risolvere le radici socio-economiche e politiche del conflitto, ma solo combattere le sue manifestazioni terroristiche, creando potenzialmente un altro Mali, Somalia o Libia.

Se effettivamente la Francia interverrà, si riconfermerà nuovamente la sua egemonia militare in Africa, oltre alle ben note influenze sulle ex colonie “Françafrique”. Tuttavia il Mozambico è estraneo alla sfera d’influenza della Francia in Africa.

L’interesse di Parigi nel Paese deriva dalle sue vaste riserve energetiche offshore che Total ha sviluppato prima che il conflitto scoppiasse qualche anno fa. Inizialmente le risorse dovevano essere una svolta per il popolo mozambicano, ma la corruzione interna – nonostante la ricchezza di idrocarburi – non hanno apportato miglioramenti alla popolazione.

Gli esperti valutano anche la posizione geostrategica del Mozambico nella regione dell’Oceano Indiano, anche se non si trova vicino a nessuna rotta commerciale europeo-asiatica, si trova comunque vicino alle isole francesi di Mayotte e Réunion. Questa vicinanza facilita un intervento militare francese, che in quello scenario segnerebbe la partecipazione del paese al suo primo conflitto nell’Oceano Indiano. Quest’ultima regione è al centro di quattro conflitti armati: Mozambico settentrionale, Somalia, Yemen e Myanmar. In queste zone l’ISIS entra spesso in gioco nei conflitti. L’India considera l’Oceano Indiano una sua zona di “sfera di influenza”, ma attualmente non ha le capacità militari per attuare tale dominio, comunque non si può escludere che Nuova Delhi possa considerare di giocare un ruolo nel conflitto, anche solo per motivi di prestigio. India e Francia hanno firmato un patto di logistica militare nel 2018 che permette loro di utilizzare le basi l’una dell’altra, in tale ottica il Mozambico si ritroverebbe chiuso a tenaglia dalle due potenze.

La Francia farà di tutto per salvare gli investimenti della Total, quindi è reale una sua imminente discesa in campo. Per evitare aspre critiche cercherà partner per avviare una forza multinazionale, ma anche così (visto che a nessuno poi in pratica interessa fermare l’insurrezione/terrorismo) potrebbe non fare molti progressi subito. Bisognerà quindi vedere se gli interessi energetici porteranno a un semplice contenimento dell’insurrezione/minaccia terroristica, o se al contrario la spazzeranno via completamente per aumentare le relazioni con l’India e il Sudafrica.