Da sempre evito le etichette e pure di darle, ho maturato un’età per cui posso fottermi delle etichette e anche di appiccicarle, analizzo quello che vedo senza nessuna pietà, solidale con gli intelligenti e spietata con gli stupidi.

Sin da inizio novecento presso alcune università si iniziò a discutere un tema scomodo, erano state ammesse studentesse, ma dopo poco tempo alcune università iniziarono a limitare fortemente il numero delle donne. Già all’epoca si parlava di dover “alterare il carattere dell’insegnamento” e che tutto ciò avrebbe portato un “governo femminile”, e si parlava già di politica e di università. Un mondo rigoroso, poco emotivo e che freddamente ragionava su fatti e argomenti, si scontrava con un mondo emotivo e troppo empatico.

Alcuni spigolosi studiosi affermano che la femminilizzazione sta distruggendo il mondo accademico https://www.takimag.com/article/the-university-of-narcissism/. Ormai sono in molti ad affermare che il dominio femminile – tra università e politica – impedisce o distrugge il formarsi di idee originali.

Del resto vedo ogni giorno in politica donne altamente istruite – vantano pedigree notevoli – che si schiantano carriera e credibilità con temi accoglioni, LGBT, e una fantastica nuvola di numerose neo-fantascientifiche-libertà santificate e pontificate che nella vita reale di tutti i giorni non servono a un cazzo di nulla. Emanano e scatenano lotte a zero impatto: sia economico che ambientale. Scatenano un mondo di diritti e non si curano di bisogni reali.

Il primo uomo politico o accademico che sbaglia una battuta su una donna si ritrova alla gogna, con tanto di moderno sistema taglia-gola. https://link.springer.com/article/10.1007/s40806-018-0168-2 Di fatto si evolve, dopo il femminismo, una nuova evoluzione dell’orientamento sessuale femminile umano, nascono 1000 gender da proteggere, dove politici e studenti geniali si ritrovano annichiliti e silenziati se non supportano certi dogmi politicamente corretti.

Con la promozione accademico-politica femminile si assiste alla nascita di matrimonio gay, promozione del mondo LGBTQ, nasce la difesa di “categorie a rischio”, un mondo popolato di abusi e danni psicologici. Preziosi sentimenti che cancellano i diritti, in pratica se nasci uomo adesso nasci già svantaggiato, una sorta di olocausto che si abbatte sul sesso maschile, abbiamo preso il bruto sesso e lo abbiamo appeso al lampione.

Un bel istituto rosa che non è amazzone, mica vedo fiere guerriere, vedo solo una cattiveria secolare che ha voglia di vendicarsi di un millennio di non parità, e che non porta progresso. Se per 1000 anni sei stata relegata al focolare e vuoi essere trattata alla pari devi apportare progresso, non scudarti dietro mille leggi, devi analizzare comprendere e modificare per migliorare. Se vuoi comandare diventa una Zarina e non diventare una protettrice di senza categoria e senza tetto. Una zarina vede il popolo e le sue necessità, alle ricche dame di carità affida la cura degli ultimi.

Vorrei vedere zarine, ma vedo in ambiente universitario e politico solo idee dibattute, dove viene espresso e sostenuto uno spazio sicuro per sentimenti irrazionali. Così vedo che in ogni dibattito prevale non l’idea ma solo le emozioni. Con questo mondo femminile approda prima il fattore sentimento e mai arriva il pensiero logico.

Il femminismo sta distruggendo il mondo accademico politico perché ha danneggiato il luogo dove le idee possono essere seriamente dibattute. Si viene a creare un mondo dove il dominio femminile crea grossa burocrazia governata dalle regole, ci si rotola in tante pubblicazioni ma non si da spazio a idee e non può nascere nessun genio o idea geniale. Ho visto solo il procrearsi di una burocrazia che si auto-alimenta.

In un mondo femminile dove è vietato “offendere o creare situazioni di possibile offesa”, il secondario diventa primario, ovvero si uccide in questo ambiente ogni idea e scoperta geniale, che come al solito recano offesa a questo o a quello. Si cade in un mondo costruito di “Verità” sistematizzate, dove l’attenzione femminile e la sua empatia creano diritti e non risposte a reali necessità.

Di questo passo per salvarsi molti uomini si spingeranno verso ambienti dove si possono trovare studi indipendenti e mecenati provenienti da ambienti molto ricchi. Ambienti dove si tornerà ad odiare un certo pensiero. Donne che hanno segato il ramo che le ha sostenute e supportate. Alessia C. F. (ALKA)

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità. SEMPRE COMUNQUE OVUNQUE ALESSIA C. F. (ALKA)