Tratto da qsstudy.com Scelto e tradotto da Gustavo Kulpe

L’epidemia di Covid-19 segue sul pianeta una lunga storia di inquinamento atmosferico e di emissioni di gas serra, ma senza un attimo di respiro, sta causando alla Terra un nuovo disastro ambientale: mascherine e guanti sulle spiagge e agli sbocchi fognari. Diverse organizzazioni ambientaliste hanno mostrato preoccupazione per oceani, fiumi e condotte fognarie sempre più invasi da maschere facciali usa e getta, guanti in lattice, bottiglie di disinfettante per le mani e altri dispositivi di protezione individuale (DPI) non riciclabili.

Il gruppo francese di salvaguardia degli oceani Opération Mer Propre registra regolarmente le sue operazioni di pulizia dei mare sui social media e dichiara di vedere molti più resti di DPI nel Mediterraneo, in questo periodo. Opération Mer Propre scrive su Facebook il 20 maggio: “Molto preoccupati per i nuovi rifiuti legati al Covid… Raccogliamo [questo tipo di oggetti inquinanti] ad ogni pulizia in questo periodo, soprattutto guanti di lattice”.

“Questa è la prima maschera monouso che raggiunge il Mediterraneo”, ha scritto il gruppo dopo l’operazione di pulizia del 23 maggio. “Se questo è solo l’inizio e non si fa nulla al riguardo, diventerà un disastro ecologico e [anche] sanitario”.

Non è solo l’Europa o l’ambiente naturale ad avere la sensazione di un incendio imminente. Diverse autorità cittadine negli Stati Uniti hanno riferito che le stazioni di pompaggio delle fogne e delle acque piovane sono ricoperte da guanti di lattice e maschere per il viso, che secondo loro stanno intasando gli scarichi di molte abitazioni. Anche se non ci sono ancora informazioni sull’entità del problema, l’Associated Press ha contattato 15 autorità cittadine negli Stati Uniti, tutte hanno detto di aver avuto problemi significativi riguardo a fognature e acque reflue dall’inizio dell’epidemia. Tutto ciò potrebbe essere legato al comportamento di persone che scaricano i DPI in maniera sbagliata o, come si dice, potrebbe essere dovuto al fatto che questi DPI vengano buttati nello scarico del WC come se fossero carta igienica, sin dalle prime fasi di diffusione del panico durante il blocco.

Alla luce di questo problema di inquinamento, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti ha rilasciato una dichiarazione che esorta i cittadini a smaltire correttamente i DPI. Salviette disinfettanti, guanti, maschere, DPI, o qualsiasi altro rifiuto medico utilizzato nella prevenzione non devono essere posti nei bidoni del riciclabile in quanto questi possono essere contaminati da germi e sono da considerare un rischio per la salute.

Un certo numero di organizzazioni per il riciclaggio dei rifiuti hanno invitato il pubblico a smaltire maschere e guanti usati in modo sicuro. Va anche notato che gettare i DPI è deprecabile, sbagliato e pericoloso, quindi assicuratevi di mettere in un posto sicuro i DPI usati in mancanza di un adeguato bidone della spazzatura generica se siete in pubblico.

David Biderman, direttore esecutivo e CEO della Solid Waste Association of North America (SWANA), ha rilasciato questa dichiarazione: “Nessuno dovrebbe gettare guanti di plastica e mascherine usati per terra, in qualsiasi parcheggio o dietro qualche cespuglio”. “Buttare i DPI contaminati dove capita aumenta il rischio di esposizione al COVID-19 e ha un impatto negativo sull’ambiente”.

Nota della redazione

L’articolo, piuttosto povero e banale, in realtà è interessante per le implicazioni che contiene.

Come avevamo largamente anticipato su OZ

le conseguenze non tanto del covid quanto delle misure prese per contrastare l’epidemia rischiano di creare problemi e danni superiori a quelli del virus stesso.

Avevamo previsto il disastro economico, che si sta puntualmente concretizzando (anche se le maggiori ripercussioni si avranno più avanti), il disastro sociale, quello della scuola e pure il disastro ambientale causato da miliardi e miliardi di mascherine (oltre allo spropositato aumento dell’uso di disinfettanti per mani e ambiente), guanti e altro materiale di prevenzione. Naturalmente i comportamenti poco virtuosi dei cittadini aumentano il rischio di disastro ambientale: il non corretto smaltimento dei rifiuti è sempre un grossissimo problema. Ma è un problema, evidentemente, di difficile soluzione. Per la plastica, verso cui da anni è stato lanciato l’allarme, si è pensato di implementare la raccolta differenziata. Molti paesi hanno adottato la plastic tax, per cercare di disincentivare l’uso eccessivo di involucri di plastica e, in teoria, ricavare denaro da utilizzare per lo smaltimento degli stessi. Ma per i rifiuti costituiti da DPI contro il covid, non si può fare la raccolta differenziata, per gli ovvi motivi citati nell’articolo, e non si può disincentivarne l’uso se invece la propaganda massiccia, o le leggi, lo impongono. Già raccoglierli nella spazzatura non riciclabile è di per se un grave problema ambientale. Ma naturalmente, salvo eccezioni come questo articolo, le organizzazioni ambientaliste tacciono, Greta è desaparecita, e dei rifiuti nei fiumi, nei mari, nei parchi o semplicemente dell’inquinamento dovuto all’enorme quantità di DPI da smaltire, non frega nulla a nessuno. Ora importa sempre e solo il covid!