La Corte costituzionale della Federazione russa il 2 ottobre 2022 ha emesso quattro decisioni, le numero 37, 37, 38 e 39 sulla legittimità costituzionale dei quattro Trattati di adesione alla Federazione russa dei Territori del Donetzk del Luhansk di Zaporizia e di Kherson.

Le motivazioni, comuni a tutte le Decisioni, sono di un certo interesse perché espongono le questioni e le ragioni giuridiche sottese alla drammatica vicenda in corso e suscitano il sospetto che l’incondizionato sostegno, morale, economico e, soprattutto, militare al Governo di Kiev, sia stato agevolato da una certa trascuratezza di alcune questioni sullo sfondo dello  scontro militare.

La Corte costituzionale russa premette una osservazione di natura storica che per quanto sintetica appare degna di considerazione e cioè che a seguito di provvedimenti discrezionali degli Organi del potere sovietico, la Repubblica ucraina sovietica si era formata in misura significativa da territori con popolazioni prevalentemente russe senza alcuna manifestazione di volontà dei Cittadini; tuttavia se in uno stato unitario come era l’Unione sovietica questo di per sé non ha comportato alcuna violazione dei diritti dei Cittadini che vivevano in quei territori, con la dissoluzione dell’Unione sovietica la situazione di fatto e giuridica era stata  modificata e diventata pregiudizievole.

La situazione si è aggravata nel 2014 con l’avvento di un Governo ucraino che ha condotto una politica di impedimento, nei confronti di quei Cittadini che si identificano con il Popolo russo, di conservazione della propria identità nazionale, linguistica, religiosa e culturale e la Popolazione russa ha subito attacchi, aggressioni e discriminazioni sostenuti anche da azioni e normative del Governo.

La Corte costituzionale russa poi prosegue con l’esposizione delle ragioni giuridiche della legittimità dei Trattati di adesione e, implicitamente, della Operazione Militare Speciale che si possono riassumere come segue.

Nella situazione descritta, soprattutto dopo il 2014, la popolazione russofona aveva il legittimo diritto di seguire il principio di autodeterminazione previsto dall’art. 1 comma 2 della Carta dell’Onu (1) e il principio di realizzazione della propria indipendenza previsto dall’art. 1 comma 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici (2).

Le diverse forme di esercizio di questi diritti, secondo la Risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite 2625 del 24 ottobre 1970 comprendono la costituzione di uno stato indipendente e la libertà di unione con un altro stato  (3).

Nel 2014 quindi sono state proclamate le due Repubbliche popolari del Donesk e del Luhansk ma i successivi tentativi di regolare i rapporti con l’Ucraina con gli Accordi di Minsk sono falliti.

Pertanto, dopo il riconoscimento delle due Repubbliche da parte della Federazione russa accompagnato da un accordo di amicizia ed aiuto reciproco, e la richiesta da parte delle Repubbliche di un soccorso per difendere la vita e la sicurezza della popolazione dagli attacchi di Kiev, è stata dapprima iniziata la Operazione Militare Speciale, che è stata compiuta in conformità all’art 51 della Carta dell’ONU (4) in quanto questa norma riconosce il diritto all’autodifesa;

Successivamente le Repubbliche Popolari  hanno indetto un referendum per l’adesione alla Russia che ha ottenuto un risultato  favorevole.

Altro aspetto della Legittimità dei Trattati di adesione riguarda il fatto che essi sono uno strumento per ottenere la protezione dei diritti fondamentali delle popolazioni di etnia russa che sono previsti dalla Costituzione della Federazione russa e che lo Stato russo è obbligato a tutelare.

Si tratta di un fascio di diritti che sono espressione in primo luogo dei diritti superiori del bene della vita ed della salute e dei beni, diritti e valori come la libertà, l’uguaglianza e l’autodeterminazione, riconosciuti e tutelati appunto dalla Costituzione (5).

E in virtù della propria Costituzione lo Stato della Federazione russa non può ignorare la violazione dei diritti e le  discriminazioni basate sulla appartenenza nazionale e linguistica delle popolazioni soprattutto se appartengono a territori e popolazioni con cui la Russia ha strette relazioni umane, storiche e culturali (6), diversamente verrebbe meno a suoi doveri costituzionali.

Riguardo il rapporto dei Trattati di Adesione con la Carta dell’Onu e i trattati internazionali la Corte costituzionale evidenzia che secondo l’art. 79 della Costituzione, la interpretazione e la applicazione di norme internazionali, debbono avvenire in conformità alla Costituzione e ai diritti in essa previsti e una interpretazione in contrasto con la Costituzione non ha efficacia.

Ma in ogni caso lo scopo di tutelare i beni fondamentali delle persone, della prevenzione e del contrasto alle minacce e al mantenimento della che si sono che si intende raggiungere con i Trattati di adesione concorda con lo scopo dell’art. 1 comma 1 della Carta dell’ONU (7 ) di prevenire e contrastare le minacce alla pace e i Trattati in ogni caso non agiscono come mezzo per risolvere le dispute territoriali che riguardano i confini degli stati e quindi non contrastano con l’art. 2 comma 4 della Carta dell’ONU (8) ma piuttosto pone in atto i principi previsti dalla Carta dell’ ONU secondo la Risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite 2625 (XXV) del 24 ottobre 1970.

Le accuse di violazione dei confini internazionali non tengono conto delle condizioni di fatto e non tengono conto della pratica di diritto internazionale della concorrenza di quel principio con i principi  di eguaglianza, di autodeterminazione e di autodifesa dei popoli.

A seguito delle conformi Decisioni della Corte costituzionale della Federazione russa sulla legittimità dei Trattati di adesione  il 4 ottobre 2022 sono state approvate le corrispondenti Leggi costituzionali che comprendono i nuovi Territori nel Territorio della Fedrazione russa.

Il 6 ottobre 2022 è stato pubblicato il nuovo testo della Costituzione della Federazione russa il cui articolo 65 ,che riguarda la composizione del Territorio dello Stato, contempla ora anche le Rebubbliche di Donesk e Luhansk e le regioni di Zaporizjia e Kherson.

Avv. Luca Granelli – https://studiogranelli.it/

  • (1) Art. 1 della Carta dell’Onu
    I fini delle Nazioni Unite sono:
    1. Mantenere la pace e la sicurezza internazionale, ed a questo fine: prendere efficaci misure collettive per prevenire e rimuovere le minacce alla pace e per reprimere gli atti di aggressione o le altre violazioni della pace, e conseguire con mezzi pacifici, ed in conformità ai princìpi della giustizia e del diritto internazionale, la composizione o la soluzione delle controversie o delle situazioni internazionali che potrebbero portare ad una violazione della pace.
    2. Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto e sul principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’auto-decisione dei popoli, e prendere altre misure atte a rafforzare la pace universale. 
  • (2) L’art. 1 comma 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici approvato il 16 dicembre 1966 dalla Assemblea Generale dell’ONU con la Risoluzione 2200° (XXI) dispone “Tutte le persone hanno il diritto di autodeterminazione . In virtù di questo diritto determinano liberamente il loro statu politico e perseguono liberamente il proprio sviluppo economico, sociale e culturale.
  • (3) La Risoluzione nel Paragrafo intitolato “Il principio dell’uguaglianza di diritti di tutti i popoli e del loro diritto
    all’autodeterminazione”  enuncia i seguenti principi ; “tutti i popoli hanno il diritto di determinare il proprio assetto politico, in piena libertà e senza ingerenze esterne e di perseguire il proprio sviluppo economico, sociale e culturale, ed ogni Stato ha il dovere di rispettare tale diritto in conformità con le disposizioni della Carta…. La creazione di uno Stato sovrano e indipendente, la libera associazione o integrazione con uno Stato indipendente o l’acquisto di ogni altro status politico liberamente deciso da un popolo costituiscono per tale popolo modi di esercitare il suo diritto all’autodeterminazione.
    Ogni Stato ha il dovere di astenersi dal ricorrere a misure coercitive di qualunque genere dirette a privare i popoli sopra menzionati nella formulazione di questo principio del loro diritto all’autodeterminazione, della loro libertà e della loro indipendenza. “
  • (4) Art 51 della Carta dell’ONU :  “Nessuna disposizione del presente Statuto pregiudica il diritto naturale di autotutela individuale o collettiva, nel caso che abbia luogo un attacco armato contro un Membro delle Nazioni Unite, fintantoché il Consiglio di Sicurezza non abbia preso le misure necessarie per mantenere la pace e la sicurezza internazionale. Le misure prese da Membri nell’esercizio di questo diritto di autotutela sono immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza e non pregiudicano in alcun modo il potere e il compito spettanti, secondo il presente Statuto, al Consiglio di Sicurezza, di intraprendere in qualsiasi momento quell’azione che esso ritenga necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale “
  • (5) La Corte costituzionale , in particolare , considera le Annessioni come strumento per realizzare i valori della  persona, dei suoi diritti e della sua liberta (art. 2 Cost.) alla vita e ad uno sviluppo della persona liberi e dignitosi (art. 7 Cost.) il diritto alla vita (art. 20 Cost.) il diritto alla tutela della salute (art 41 Cost.), nonché i valori e gli scopi indicati nel Preambolo tra cui il sostegno ai diritti ed alla libertà della persona, l’unità nazionale storica, i principi di uguaglianza e autodeterminazione dei popoli; l’Annessione è poi conforme all’art. 18 il quale dispone che si tratta di diritti immediatamente applicabili che determinano l’azione degli organi legislativi ed esecutivi dello Stato.
  • (6) Art. 1 comma 1 della Carta dell’ONU: vedi nota 1
  • (7) Art. 2 comma 4 della Carta dell’ONU : “  I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”