La notizia: indagate 11 persone con l’accusa di vilipendio del Capo dello Stato tramite social. Tra gli indagati, gli unici nomi noti, direi dati in pasto ai media, lo storico nonchè opinionista sovranista Marco Gervasoni e la scrittrice e giornalista, anch’essa simpatizzante sovranista, Francesca Totolo.

Che strano!

Da brocardi.it:

Articolo 278 Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica

Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni(1).

Note

(1) Il reato si consuma quando sia comunicata con qualsiasi mezzo, un’offesa che relativa alla persona del Presidente della Repubblica sia in riferimento a fatti che ineriscono all’esercizio o alle funzioni cui è preposto, sia a fatti che riguardano l’individualità privata, anche in relazione anteriori all’attribuzione della carica.

Spiegazione dell’art. 278 Codice Penale

La norma provvede a tutelare l’onore ed il prestigio del Presidente della Repubblica.

Per quanto riguarda l’onore, esso rappresenta un bene che attiene strettamente alla sfera morale del Presidente inteso come individuo, mentre il prestigio riguarda il particolare decoro riferito all’intangibilità della sua posizione istituzionale.

Per integrare il delitto in questione è dunque sufficiente qualunque espressione o rappresentazione idonea a menomare il prestigio del Capo dello Stato ed è irrilevante, perciò, accertare se l’offesa sia arrecata al Presidente della Repubblica in rapporto all’istituzione che rappresenta o piuttosto in relazione alla sua persona privata, poiché, anche in quest’ultima ipotesi, è indubbia l’offesa al decoro della persona investita dell’augusta funzione.

Abbiamo accertato che l’articolo 278 del Codice Penale che “tutela l’onore e il prestigio del Presidente della Repubblica” è un retaggio dell’era fascista, essendo una norma varata in pieno ventennio – ci sarebbe da aprire una parentesi per parlare dello strano fatto per cui una Repubblica nata dalla resistenza e basata sull’antifascismo lasci ancora oggi in vigore norme varate da un regime considerato il male assoluto, quelle, per intenderci fatte evidentemente così bene che appare difficile sostituirle con qualcosa di meglio oppure che non conviene abrogare, che sta a testimoniare, probabilmente, come ci sia notevole differenza tra il fascismo storico e il fascismo inteso come regime oppressivo in senso lato, quello da cui l’appellativo di “fascista” dato a chiunque osi dissentire dalla narrazione dominante, viene elargito con molta generosità e spesso a cazzo di cane. Ma questa è un’altra storia e sarebbe opportuno parlarne in apposito thread (se qualcuno che se ne intende volesse buttare giù due righe, sarebbe una grande cosa) – La differenza è che all’epoca l’Italia era una monarchia, sia pure costituzionale, e che il Capo dello Stato era il Re. Oggi è una repubblica e il Capo dello Stato viene eletto e ha un mandato a tempo determinato.

Non è una differenza da poco: nel primo caso il Capo dello Stato lo è per diritto di sangue, è designato fin dalla nascita a ricoprire quel ruolo, e lo ricopre per tutta la vita. E poi rappresenta qualcosa che si pone assolutamente al di sopra delle mere questioni di carattere ideologico e di parte. E’ il re, lo è di tutti e non può essere ascritto a nessuna fazione o rappresentanza di carattere ideologico. Il presidente della repubblica, almeno in Italia è di solito, con qualche eccezione, un esponente di partito che rappresenta una precisa ideologia politica, che viene votato da una parte ben precisa del parlamento, sia pure allargata, e che solo in seguito si presenta come una figura super partes che rappresenta o cerca di rappresentare, il popolo italiano nella sua interezza, spesso, peraltro, senza riuscirci in pieno. Nel primo caso, cioè il Re, una legge che punisce chi attenta all’onore e al prestigio del capo dello Stato può avere senso. Nel secondo, Presidente della Repubblica, appare sempre più il retaggio di un passato che ormai non ha più solidi appigli con il presente di una democrazia moderna ed evoluta. Credo, correggetemi se sbaglio, che una legge come quella sancita dall’articolo 278 del Codice Penale italiano sia un’eccezione nel panorama delle democrazie dei paesi evoluti.

Giusto per fare due esempi facili, nella monarchia più famosa del mondo, quella del Regno Unito, non è difficile imbattersi in testi, articoli, manifestazioni parecchio critici, spesso pesantemente sarcastici, sulla famiglia reale e sul ruolo della Regina Elisabetta. Basti pensare al famosissimo brano dei Sex Pistols “God save the Queen”.

Nella repubblica più famosa del mondo, gli Stati Uniti d’America, la satira, gli sberleffi spesso pesanti contro il presidente Trump si sprecavano. Per non parlare del fatto che un film come W. di Oliver Stone, che dipingeva l’allora ancora in carica presidente degli USA George W. Bush in maniera non proprio positiva, fu girato e distribuito nelle sale cinematografiche propio nel periodo delle elezioni presidenziali, che videro Bush sconfitto da Obama.

In Italia quello che in UK e in USA è normale amministrazione, non sarebbe mai possibile!

Per tornare alla questione in sè, tra i fatti che hanno portato gli undici soggetti ad essere indagati per Lesa Maest…scusate, per vilipendio del Capo dello Stato, si parla di offese esplicite e minacce di morte. Fermo restando che le offese esplicite e le minacce palesi siano sempre da stigmatizzare, nei confronti di tutti, COMPRESO il Capo dello Stato, le critiche, la satira, persino lo sberleffo non dovrebbero mai essere sanzionate ma piuttosto considerate come libertà di critica e di espressione in uno stato di diritto, democratico e socialmente evoluto. E, secondo quanto si sa della vicenda, gli unici soggetti noti, i cui nomi sono stranamente trapelati e diventati di dominio pubblico, cioè Marco Gervasoni e Francesca Totolo, sembrerebbero “colpevoli” solo di aver criticato l’atteggiamento tenuto da presidente Mattarella in occasione di alcune vicende che hanno tenuto e tengono ancora banco sui media e sui social. Per la scrittrice e collaboratrice de Il Primato Nazionale la colpa sarebbe quella di aver criticato il Presidente della Repubblica reo di non aver difeso, secondo la Totolo, i diritti costituzionali in occasione delle misure prese per contrastare l’epidemia di covid. Per lo storico e opinionista sovranista, pare che la colpa principale risieda in questo tweet

Tutti, compreso Gervasoni, hanno subito perquisizioni da parte dei carabinieri del ROS. Ci sarebbe da chiedersi che cosa c’entrino le perquisizioni con quelli che sembrano veri e propri reati di opinione. La scusa ufficiale è che tramite le perquisizioni si è potuto appurare che alcuni degli indagati appartenevano nientepopodimenoché ad ambienti di estrema destra a vocazione sovranista, come se questo in sè costituisse una giustificazione, mentre il professore sovranista addirittura aveva tra i contatti nel suo profilo social sulla piattaforma russa VKontakte, una specie di facebook, personaggi appartenenti a gruppi suprematisti e antisemiti. Motivazioni che giustificano le perquisizioni abbastanza deboli, dal momento che non sono emersi collegamenti tra gli undici e nemmeno una regia comune. Sembra piuttosto un’azione di carattere intimidatorio per scoraggiare ulteriori azioni di legittima critica e dissenso nei confronti di una situazione che sta diventando sempre più insostenibile, alla maniera delle dittature di tipo sudamericano.

Corrono brutti tempi, in un periodo in cui se neghi le gioie che ci procura l’appartenenza alla UE sei un sovranista (appellativo usato con intenti dispregiativi), se non accetti la narrazione dominante sul covid sei un negazionista nonchè complice di una strage, se mostri dei dubbi sul vaccino salvifico sei “antiscientista” e no vax (e meritevole di essere isolato e perseguito), se sei contro il Ddl Zan sei omofobo, razzista e considerato come una merda, non poteva non mancare la giusta sanzione contro chi critica il “garante di tutto ciò”.

Per cui cari lettori, affezionati e occasionali, in un regime del “picorettismo” che su queste pagine abbiamo sempre criticato e contrastato, evitiamo di mettere nei guai l’intero blog con commenti che potrebbero causare seri problemi a tutta la redazione. Contro il picorettismo certamente ma kamikaze no.

Unitevi al coro: W il Presidente, che foruna averlo come Capo dello Stato. Non avremmo potuto aspirare a nessuno di meglio. E’ l’uomo giusto nel momento giusto.