BY PAUL C. F. – Da più di due decenni nei Paesi membri della UE, ed in particolare nei Paesi dell’area Euro, si sono venute a creare nell’opinione pubblica tutta una serie di “narrative” che condizionano fortemente le scelte politiche ed economiche dei singoli governi nei confronti della UE e degli altri paesi che ne fanno parte.

Cosa intendo per “narrative”? Intendo tutta una serie di idee, concetti, convinzioni in ambito economico che sono state inculcate agli abitanti delle singole nazioni europee attraverso una martellante ripetizione da parte dei media e delle classi politiche dei singoli Paesi, e che sono ormai date per certe, assodate e ovvie, tali che ora difficilmente possono essere messe in discussione. Ogni narrativa è un misto di verità, mezze verità e palesi menzogne (con preponderanza degli ultimi due elementi), poco importa, infatti, che esse siano reali e verificate, ciò che conta è l’effetto sull’opinione pubblica. Ogni narrativa è infatti funzionale a portare avanti una determinata agenda politica.

In fin dei conti, come diceva il vecchio Goebbels “Se dici una menzogna enorme e continui a ripeterla, prima o poi il popolo ci crederà”.

Ogni Paese ha sviluppato una propria peculiare narrativa, in funzione dell’agenda dei politici al governo e degli interessi delle élite economiche di quella Nazione, tuttavia, per semplificare, si può dire che esistano due filoni principali: la narrativa del Nord e la narrativa del Sud.

Per descriverle mi limiterò ad elencare i “meme” che le compongono, poiché ciò che alla fine arriva concretamente all’opinione pubblica sono dei concetti molto semplici e basici, dato che la loro funzione è di essere incisivi ed immediati, senza lasciare troppo spazio ad analisi complesse.

Cominciamo da quella del Nord:

Noi del Nord lavoriamo sodo e risparmiamo – Noi siamo il motore economico di tutta la UE – i corrotti Paesi del Sud sprecano le risorse spendendo più di quanto risparmiano – La Grecia è stata salvata con i soldi del Nord – Noi diamo un sacco di soldi alla UE per mantenere i paesi del Sud è per questo che per noi non ci sono risorse – Se mettiamo in comune il nostro debito i paesi spreconi vivranno alle nostre spalle – Le politiche dei tassi bassi della BCE e il QE stanno erodendo i nostri risparmi e sono portate avanti da Draghi per solo salvare il Sud (visto che Draghi è italiano) – l’Euro è uno svantaggio per noi e non fa crescere i nostri salari – i saldi sbilanciati del TARGET 2 sono un’enorme frode nei confronti del Nord e vanno ripianati – l’Italia è una bomba ad orologeria che farà esplodere l’Eurozona.

Quanto sopra è ciò che per anni è stato inculcato all’opinione pubblica del Nord Europa; dentro a questo minestrone di concetti le verità fattuali vengono abbondantemente mescolate a distorsioni e bugie, il tutto funzionale, ad esempio, a trovare un capro espiatorio da offrire a molti dei lavoratori tedeschi che in questi anni poco o nulla hanno guadagnato dall’espansione economica della Germania, e che magari vivono col sussidio Hartz4.

Ma ormai la maggior parte dell’opinione pubblica le ha fatte proprie e cambiarle è molto difficile, anche se proprio la crisi attuale richiederebbe un cambio di paradigma per non fare saltare in aria tutta la struttura dell’Eurozona. L’esempio perfetto in tal senso sono proprio i Paesi Bassi: tutti conoscono la contrarietà olandese a qualsiasi misura di aiuto che non preveda rigide e pesanti condizionalità, esemplificate dalla sgradevole dichiarazione del ministro delle finanze olandese Wopke Hoekstra di qualche giorno fa; tuttavia la settimana scorsa 80 economisti olandesi hanno scritto una lettera aperta al Governo di Rutte spiegando quanto questo atteggiamento sia controproducente anche per gli stessi Paesi Bassi e lo stesso Hoekstra si è scusato per l’uscita infelice. Dall’altro lato però, secondo un recente sondaggio olandese, il sostegno al Premier Rutte per la gestione della crisi è schizzato al 75%, e le posizioni oltranziste di Hoekstra al 68%. A questo punto i politici olandesi si trovano ad un bivio: Fare la cosa più sensata e accettare posizioni più accomodanti sugli aiuti europei, oppure inseguire il consenso popolare che richiede assoluto rigore con i paesi del Sud Europa secondo la Narrativa del Nord che loro stessi hanno creato?

Veniamo ora alla Narrativa del Sud, in particolare quella italiana:

Per anni abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità – Ci siamo finanziati a debito e ora il debito pubblico è insostenibile – dobbiamo tagliare e fare sacrifici oggi per abbassare il debito pubblico e stare meglio domani – Gli italiani non possono riformarsi e hanno bisogno dell’Europa che li guidi – l’Europa ha sempre ragione -L’Euro è la nostra salvezza, chissà dove saremmo ora con la Liretta – La BCE ci ha salvati dall’abisso – il pareggio di bilancio è intoccabile -Non possiamo fare investimenti perché le regole di bilancio ce lo vietano – Col nostro debito pubblico non possiamo mettere in campo abbastanza denaro per fronteggiare la crisi.

Anche qui un ricco minestrone di verità fattuali, distorsioni della realtà e menzogne, che ci sono stati propinate per anni al fine di giustificare l’architettura insostenibile dell’Euro, la repressione salariale, la tassazione elevatissima, la dittatura dello spread e dei mercati, i continui tagli alla spesa pubblica.

Fedelissimo alla linea l’attuale Governo, ed in particolare Gualtieri, il più sbiadito e inconsistente Ministro delle Finanze di tutta la storia repubblicana, non possono, non sanno e non vogliono mettere in campo le misure adeguate per fronteggiare questa crisi epocale che stiamo affrontando.

Essendo prigionieri dei paradigmi economici che la loro classe politica ha creato. Cincischiano da settimane con annunci su annunci, per mettere poi a disposizione quattro spicci, totalmente insufficienti a fronteggiare l’emergenza. Vagheggiano di aiuti europei attraverso il MES, che forse ci verrà concesso, e forse, magari, può darsi senza troppe condizionalità…

Una linea di finanziamento europea è senza dubbio necessaria e sarebbe sicuramente fondamentale, tuttavia questo sarebbe il momento di scelte coraggiose, innovative e se necessario anche poco ortodosse (ne parlerò in un prossimo articolo). L’atteggiamento attendista e i messaggi contraddittori e che vengono dall’esecutivo non fanno che aumentare lo scoraggiamento di cittadini e imprese, che certi di non avere sostegno dal Governo, applicheranno le poche strategie di difesa a loro disposizione tagliando consumi e investimenti, andando così ad alimentare ulteriormente la crisi che tra poco si dispiegherà. Senza contare i futuri disoccupati e le imprese che senza aiuti concreti e immediati semplicemente non riapriranno dopo la quarantena.

Martedì 7 aprile ci sarà la riunione dell’Eurogruppo (la riunione dei ministri delle finanze della zona Euro) a cui si uniranno anche gli altri ministri delle finanze della UE: in questa riunione si dovrà in teoria decidere una linea comune d’azione al fine di dare una risposta economica convincente all’incombente crisi economica e elaborare un piano di aiuti per i paesi più colpiti dall’epidemia.

Ciò che temo è che i politici europei, prigionieri delle narrative che hanno contribuito a creare, troveranno alla fine un compromesso a ribasso, comprando solamente tempo, lasciando che ogni paese, se ne ha le risorse e le capacità politiche si arrangi da sé.

P.S. Mettiamo in chiaro che quanto scritto sopra, non racconta la contrapposizione tra i “kattifi teteschi” ed i poveri italiani: La Narrativa del Sud, con tutte le sue conseguenze è stata creata, sostenuta e messa in atto dalla classe politica italiana per proprio tornaconto e per quello dell’élite economiche che la sostengono. I media nostrani l’hanno fatta ingoiare agli italiani, che se la sono bevuta di buon grado, salvo poi pentirsene solo ora. Che poi i Paesi del Nord facciamo principalmente il loro interesse è ormai dimostrato, ma comunque resta il fatto che “chi si fa pecora, il lupo se lo mangia”.

PAUL C. F.