“Ogni cosa capiterà a suo tempo. Vi sarà maggior sicurezza in Media che in Assiria o in Babilonia. Perché io so e credo che quanto Dio ha detto si compirà e avverrà e non cadrà una sola parola delle profezie. I nostri fratelli che abitano il paese d’Israele saranno tutti dispersi e deportati lontano dal loro bel paese e tutto il paese d’Israele sarà ridotto a un deserto. Anche Samaria e Gerusalemme diventeranno un deserto e il tempio di Dio sarà nell’afflizione e resterà bruciato fino ad un certo tempo. 5 Poi di nuovo Dio avrà pietà di loro e li ricondurrà nel paese d’Israele. Essi ricostruiranno il tempio, ma non uguale al primo, finché sarà completo il computo dei tempi. Dopo, torneranno tutti dall’esilio e ricostruiranno Gerusalemme nella sua magnificenza e il tempio di Dio sarà ricostruito, come hanno preannunziato i profeti di Israele. 6 Tutte le genti che si trovano su tutta la terra si convertiranno e temeranno Dio nella verità. Tutti abbandoneranno i loro idoli, che li hanno fatti errare nella menzogna, e benediranno il Dio dei secoli nella giustizia”.
Tobia 14,6

Le varie enunciazioni pilatesche della post-modernità, si riversano come una cascata sulle menti dei popoli, per mezzo di forme reiterate del menzognero che si presenta incessantemente con vestiti disparati.

La menzogna prevede idolatria e complicità, è nemica dell’amicizia, e della Parola di Verità.

La società oscura della fine della storia, vale a dire della fine prossima del periodo tenebroso, governato da bugiardi e idolatri, sta emettendo gli ultimi respiri di un morente. I governi dei potenti del mondo sono nella piena complementarietà di finzioni, propongono progetti insensati, si fanno promotori di agende alienate e si collocano a neo-creatori di un mondo inesistente che poi vogliono distruggere essendo nemici della vita. Il loro disordine interiore si rispecchia nelle parole, nelle elucubrazioni, nelle metodiche di trarre profitto dalla narcosi nella quale hanno indotto i popoli. Possiamo osservare come anche nelle famiglie si innalzino le persone o i parenti, perché il fascino dei titoli svolge troppo spesso una funzione sovversiva della mente. La menzogna strepita, litiga, impone, è rozza, invadente, presuntuosa ed i suoi figli ne sono volti complementari. Il notevole grado di “perfezione” raggiunto dall’idolatria è in realtà un’apparenza, perché ha dimensioni minori della lunghezza delle parole che proferisce attraverso i suoi servi. I servitori della menzogna sviluppano una continua metamorfosi, al fine di presentarsi sempre come una novità, con un abito risplendente di una luce che è in realtà una variazione di dottrine incarnate dalla storia di un tempo che sarà breve. La dimensione storico-psicologica della menzogna si attua per mezzo di attori, di coloro che debbono recitare un brogliaccio di verità mentali, giacché tali processi possono aumentare il grado di confusione generale, seppur per un tempo. Il pensiero negativo generato opera ovunque, ha i suoi adepti, si manifesta oramai pubblicamente, proprio perché non teme l’Ira di Dio, perché non Lo conosce, non Lo ama, non Lo percepisce. Le menti di costoro sono impregnate di pensieri racchiusi in un mondo inferiore dove non può vedere il modello che è nei Cieli1.

“Vi è un modello fissato nei cieli per chiunque voglia vederlo e, avendolo visto conformarvisi in sé stesso. Ma che esista in qualche luogo o abbia mai ad esistere, è cosa priva di importanza, perché questo è il solo stato della politica di cui egli possa considerarsi parte”
Platone – La Repubblica

Contro queste tre cose soprattutto il monaco deve condurre una guerra implacabile: contro la golosità sfrenata, contro la gloria dannosa e l’amore per la ricchezza, che è idolatria.
San Giovanni Carpazio – Filocalia

«Mai le mie labbra diranno falsità e la mia lingua mai pronunzierà menzogna!».
Giobbe 27,4

L’inquietudine “rivoluzionaria” cerca sempre un metodo interpretativo per contrapporsi alla natura reale della Creazione; essa evoca delle fumose “alternative” che sono strutture autoritarie, per mezzo delle quali gli sprovveduti ed inconsapevoli discepoli, vengono assorbiti dal sistema e narcotizzati nel pensiero critico.

Costoro pensano di essere liberi, ma in realtà hanno una maschera che inconsapevolmente indossano e che li anestetizza al punto tale che diventano volti tristi ed oscuri del padre della menzogna. Essi sono duri di cuore, perfidi nei loro pensieri, incapaci di slancio creativo, con una personalità deforme, incline al male ed all’impostura.

Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? Perché amate cose vane e cercate la menzogna?
Salmi 4,3

I ribelli all’Amore di Dio sono abbracciati al freddo della durezza dei loro cuori di pietra, non conoscono la dolcezza, la compassione, la lealtà, il sacrificio, anzi costoro, per i loro sporchi interessi, sacrificano il prossimo, senza curarsi che poi tutte queste cose sono viste dall’alto dei Cieli.

L’edonismo montato dei nemici della Civiltà si manifesta in atteggiamenti carnevaleschi, voluttuosi e lascivi, dove si evidenzia la totale mancanza di saggezza, perché sono sfruttatori del tempo, un tempo che presto finirà riportando tutto ad un rinnovamento completo, dove il “dio mercato”, il turbo-capitalismo globalista ed i neo-creatori saranno sconfitti insieme ai loro alleati che sono nemici dei loro popoli2. Costoro hanno il pensiero in perfetta schiavitù e tanto di imporlo con la violenza e con una religiosità autoritaria generica e che si adatta a nuove forme di tirannia. Questa è la natura dell’Europa giacobina3.

“Ecco, l’empio produce ingiustizia, concepisce malizia, partorisce menzogna”.
Salmi 7,15

“Sono traviati gli empi fin dal seno materno, si pervertono fin dal grembo gli operatori di menzogna”.
Salmi 57,4

“Tramano solo di precipitarlo dall’alto, si compiacciono della menzogna.
Con la bocca benedicono, e maledicono nel loro cuore”.
Salmi 61,5

Il concetto rivoluzionario giustifica ogni difetto, ogni debolezza, perfino il peccato, lo rende accettabile perché rientrano nell’idea iper-liberista e neo-massonica, temperata da un vago umanitarismo generico, buonista, sociologico, astratto ed arrogante proponente un modello di comportamento demenziale. Pur anche il papato non è esente da questa congiuntura destabilizzante, avendo sposato la volontà del mondo, e, seppur con astuzia, cerca di mitigare, attraverso parole rassicuranti, il proprio lato oscuro, quello che fu al contrario correttamente individuato in Italia dal giornalista Mino Pecorelli4, assassinato dalla “mafia” perché aveva scoperto le liste dei massoni che aveva inviato poi a Papa Luciani5.

Il giorno dopo aver ricevuto la lista, il Papa venne trovato morto nel suo letto e la lista scomparsa ma qualcuno, che ne è venuto in possesso l’ha messa in rete, ed è scaricabile dal seguente link:
https://wikileaksitalian.files.wordpress.com/2020/01/massoni-del-vaticano-poletti-casaroli-marcinkus-ecc.pdf

Gli idoli sono come uno spauracchio in un campo di cocomeri, non sanno parlare, bisogna portarli, perché non camminano. Non temeteli, perché non fanno alcun male, come non è loro potere fare il bene.
Geremia 10:3-5

Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria.
Colossesi 3:5

L’attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da sé stessi tormentati con molti dolori.
1 Timoteo 6:10

«Perché non scegliamo i beni migliori, Dio invece del maligno, la Sapienza invece della idolatria, la Vita in cambio della morte?».
Clemente Alessandrino – Protrettrico 95, 1.

Rigettando dunque questi fallaci oggetti al maligno ingannatore non usino ornamenti da etère e non pratichino l’idolatria per lo specioso pretesto dell’eleganza.
Clemente Alessandrino – 127,1 Cap. XII – Protrettrico

Un problema ancora più complesso ed attuale di fronte a una crisi spirituale che sovverte tutti i punti di riferimento della Tradizione, ma anche i modelli, i pensieri e le evidenze, è dovuto a questa capacità dell’ipnotismo di massa che è un addormentamento, un appiattimento alle caricature dei falsi creatori, che si innalzano come idoli da adorare6. In questa operazione si risvegliano i più bassi istinti rendendo gli individui rozzi, zotici, maleducati, corrotti ed irrispettosi con desideri avventuristici e con la caratteristica di una volgarità di comportamento esaltata come modello di emancipazione.

Per il mondo psicotico non è importante se quanto viene considerato sia o meno la “verità”, conta soprattutto l’effetto emotivo che genera.

Gli idoli martellano continuamente la mente degli uomini, affinché essi non riescano ad ascoltare altro che le nefandezze fatte passare per “conquiste della libertà, per conquiste sociali”, le quali rientrano in quel progetto demonico globale denominato Grande Reset.

Da questo possiamo ricavare che la menzogna non opera sull’intelletto, ma sulla psiche, quindi ad un livello meramente basso, ed il male infatti non può sopportare l’uomo saggio che valuta con equilibrio i fatti del mondo, con la potenza dello Spirito, cogliendo con estrema attenzione dove sta la Verità e dove la menzogna si è manifestata.

Ed è per questo che l’idolatria è un tradimento verso Dio, perché essa è sempre figlia della bugia, innalzando ciò che deve essere contenuto nel suo ordine strutturale di appiattimento. La società si è talmente abituata alla menzogna ed al feticismo che quando qualcuno dice la Verità, viene guardato come un folle, come un essere fuori dal tempo, come qualcuno che non capisce i vari codici delle parole raffinate dei “maestri culturali” soporiferi, che distraggono i popoli con le loro vaniloqui inutili, pensando di essere proprietari del tempo, mentre ne sono una parte momentanea, seppur apparentemente potente7.

“A ciascuno Dio ha concesso una certa misura di fede, cioè “una convinzione di cose invisibili. Il pensiero può essere sano soltanto entro i limiti di questa fede, fuori dei quali diventa deforme”. 
Pavel Aleksandrovič Florenskij – Le porte regali: saggio sull’icona

“L’essenza stessa della percezione geniale del mondo sta nella capacità di penetrare nel profondo delle cose, mentre l’essenza della percezione illusoria sta nel nascondere a sé stessi la realtà”.
Pavel Aleksandrovič Florenskij – Non dimenticatemi

“Chi agisce con approssimazione si abitua anche a parlare con approssimazione, e il parlare grossolano, impreciso e sciatto coinvolge in questa indeterminatezza anche il pensiero […] Il pensiero è un dono di Dio ed esige che si abbia cura di sé. Essere precisi e chiari nei propri pensieri è il pegno della libertà spirituale”.
Pavel Aleksandrovič Florenskij – Non dimenticatemi

Il proposito dell’idolatra è quello di innalzarsi, in maniera del tutto primitiva, col fine di mentire, di portare, per mezzo di parole rivestite di “erudizione”, coloro che la adorano, a dissimulare, ad ingannare come se tutto fosse normalità. L’idolatra non desidera la libera coscienza, è nemica della capacità critica, della volontà di indagare e di capire se ciò che si dice è in linea con la propria coscienza8. Gli idoli sono tali perché innalzati dalle masse rese irresponsabili e senza coscienza autonoma, mentre invece sono abbattuti dai Sapienti con poche parole perché non meritano altro.

Gli idoli odiano la Saggezza e la Sapienza, perché queste penetrano immediatamente nella falsificazione delle parole, nei linguaggi non verbali, in tutte le alterazioni della Verità.

Nel tempo della post-modernità, l’idolatria per i potenti e per i menzogneri ha raggiunto il suo culmine, e di conseguenza la sua menzogna si presenta sotto vesti raccomandabili che ne mitigano l’impatto sociale. Ma i tempi oramai sono giunti a conclusione, ed anche i più malvagi, se si pentono, possono lasciare questo mondo in Grazia di Dio, altrimenti…

Falsità, raggiro e disonestà spartiscono la determinazione ad imbrogliare, ma divergono tra loro poiché l’idolatria, rimane tale anche se non sopraggiunge nel suo dovere di ingannare, mentre l’imbroglio e la disonestà sono tali solo se hanno successo9.

Gli idoli innalzati impongono una tirannide del pensiero, decidono ciò che si può o non si può dire, impartiscono ordini ai loro servi, impostano nuove dottrine, forme filosofiche, pseudo-etiche, ermeneutiche folli che possano plasmare la società secondo la deità malefica che servono. Il peccato originale diventa così il delitto formale continuo.

“C’è un culto idolatrico deteriore e più basso, per il quale gli uomini adorano le proprie immaginazioni e rispettano con il nome di religione tutto ciò che, nella loro mente in disordine, hanno immaginato pensando con superbia ed orgoglio, fino a che l’anima non prende coscienza che nulla affatto si deve adorare e che errano gli uomini che si avvolgono nella superstizione, impigliandosi in una misera schiavitù”.
Agostino d’Ippona – La vera religione, 391

12L’invenzione degli idoli fu l’inizio della prostituzione, la loro scoperta portò la corruzione nella vita. 13Essi non esistevano al principio né mai esisteranno. 14Entrarono nel mondo per la vanità dell’uomo, per questo è stata decretata per loro una rapida fine.
15Un padre, consumato da un lutto prematuro, ordinò un’immagine di quel suo figlio così presto rapito, e onorò come un dio chi poco prima era solo un defunto ordinò ai suoi dipendenti riti misterici e di iniziazione.
16Poi l’empia usanza, rafforzatasi con il tempo, fu osservata come una legge.
17Le statue si adoravano anche per ordine dei sovrani: i sudditi, non potendo onorarli di persona a distanza, riprodotte con arte le sembianze lontane,
fecero un’immagine visibile del re venerato, per adulare con zelo l’assente, quasi fosse presente. 18All’estensione del culto anche presso quanti non lo conoscevano, spinse l’ambizione dell’artista.
19Questi infatti, desideroso di piacere al potente, si sforzò con l’arte di renderne più bella l’immagine; 20il popolo, attratto dalla leggiadria dell’opera, considerò oggetto di culto colui che poco prima onorava come uomo…
22Poi non bastò loro sbagliare circa la conoscenza di Dio; essi, pur vivendo in una grande guerra d’ignoranza, danno a sì grandi mali il nome di pace.
23Celebrando iniziazioni infanticide o misteri segreti, o banchetti orgiastici di strani riti 24non conservano più pure né vita né nozze e uno uccide l’altro a tradimento o l’affligge con l’adulterio.
25Tutto è una grande confusione: sangue e omicidio, furto e inganno,
corruzione, slealtà, tumulto, spergiuro; 26confusione dei buoni, ingratitudine per i favori, corruzione di anime, perversione sessuale, disordini matrimoniali, adulterio e dissolutezza.
27L’adorazione di idoli senza nome è principio, causa e fine di ogni male.
28Gli idolatri infatti o delirano nelle orge o sentenziano oracoli falsi o vivono da iniqui o spergiurano con facilità.
29Ponendo fiducia in idoli inanimati non si aspettano un castigo per avere giurato il falso…
Sapienza 12-28

Il destino degli idolatri è segnato dal loro stesso comportamento di cui si compiacciono, hanno avuto il libero arbitrio ed hanno scelto il male10, l’inimicizia con Dio che è Padre dell’amicizia.

Quante volte osserviamo, anche nel mondo del lavoro, quella sorta di strana idolatria per coloro che hanno raggiunto una certa posizione, attraverso la quale poi creano una loro personale volontà di potenza per schiacciare i loro sottoposti. Costoro pensano che Dio non guardi, non veda, che non esista, non conoscono la misericordia, la pietà, la bontà.

Dalla loro bocca escono parole seducenti, ma i loro cuori sono oscuri ed offuscati dal male che hanno scelto11.

Abbiamo conosciuto persone che sono state buttate in mezzo alla strada solo per una questione di costo, licenziate ad un’età dove lavoro non se ne trova. Queste imprese dove le persone non sono tali, ma solo centri di costo, sono pesi aziendali, i quali, se non allineati alla idolatria del capo, possono e debbono essere eliminati, non importa se hanno fatto del bene, se si sono comportati con decoro, se hanno dimostrato ai clienti una ottima immagine aziendale. Costoro sono costi, e poiché non si sono inchinati alla idolatria, possono essere, senza remore, licenziati.

Abbiamo ascoltato tante storie tremende da parte di povera gente, di ex dipendenti di famosissime multinazionali, aziende e società, che poi si sono trovati coinvolti, loro malgrado, in questo meccanismo perverso in una menomazione della loro vita, abbandonati in una strada di disperazione.

Tale strada disonora i loro capi davanti agli uomini e davanti a Dio, e poiché hanno messo al primo posto il denaro, il costo, quindi hanno innalzato questo idolo che vuole immolazioni, essi lo servono senza farsi problemi, senza coscienza, senza equilibrio12. Ma il denaro è materia, è il figlio di Mammona13 ed a Mammona risponderanno perché quella è la loro madre14.

È palese che poi l’Ira di Dio si abbatterà su costoro per la loro mancanza di sensibilità, di rispetto e di amore verso il prossimo indifeso, ma anche su queste “aziende” che operano nel completo ateismo, che hanno cenere al posto del cuore.

È altrettanto manifesto che tutti gli idoli15, tutti coloro che si sono posti su piedistalli d’argilla, crolleranno perché Dio vuole un mondo rinnovato dove l’amicizia con lo Spirito Santo sia la forza portante di una nuova civilizzazione, di un perfezionamento completo della Sua Nuova Civiltà che si sta formando malgrado tutto.

“Non è infatti, non è cosa gradita a Dio se noi facciamo pochissimo conto delle cose di grandissimo valore e facciamo maggior conto invece degli eccessi manifesti e dell’estrema empietà, dell’ignoranza, dell’inintelligenza, dell’indifferenza e dell’idolatria”.
Il Protrettrico – Clemente di Alessandria

Ci spiega Sant’Epifanio ne “L’ancora della Fede
Quest’espressione fu parola di vita, di quella che il Figlio Unigenito di Dio
diede di fatto ai suoi discepoli «perché – sta scritto – avessero in sé la vita» di quella vita di cui egli parlava dicendo: «affinché conoscano te, l’unico vero Dio e colui che tu hai mandato Gesù Cristo». Col dire «solo vero Dio» ci portò alla monarchia, cioè a non essere più «schiavi degli elementi del mondo», perché non regnasse più tra di noi il politeismo ma le menti umane non più disperse nelle vie della fornicazione, aderissero alla fede «nell’unità del solo vero Dio poiché sta scritto che la prima fornicazione è l’invenzione degli idoli»16.

NOTE:

  • 1 Cfr. Nikolaj A. Berdjaev – Dignità del Cristianesimo ed indegnità dei Cristiani” – Lindau – L’aspetto maggiormente negativo del cristianesimo nella storia consiste nel fatto che troppi uomini e troppe cose recavano insegne e simboli cristiani esteriori senza essere realmente cristiani. Non vi è nulla di più abietto della menzogna, della simulazione e dell’ipocrisia. Ciò ha provocato proteste e rivolte. Lo Stato si professava cristiano e recava insegne e simboli cristiani, si diceva cristiano senza esserlo effettivamente. Lo stesso si può dire della vita della scienza e dell’arte cristiane, dell’economia e del diritto cristiani, dell’intera cultura cristiana. Tutto si diceva cristiano, ma tale denominazione non corrispondeva a un cambiamento e un’illuminazione reali. Il cristianesimo serviva da giustificazione anche per lo sfruttamento dell’uomo nella vita sociale, per la difesa dei ricchi e potenti di questo mondo.
  • 2Cfr. Lettere di Cioran – testo: “L’agonia dell’Occidente – Lettere a Wofgang Kraus – 1971-1990” – Bietti Editore
    Parigi, 16 giugno 1974
    Caro Signor Kraus,
    La ringrazio molto per lettera e per l’Ausbruch aus dem babylonischen Turm1 [Fuga dalla Torre di Babele]. Ho apprezzato molto i suoi attacchi all’idolatria delle scienze naturali. A interessarmi particolarmente è quanto scrive sul superamento dell’idea di progresso. Alla fine del capitolo avrei aggiunto ancora qualche pagina, in merito alla necessità di un tale superamento anche in politica. La vita sarebbe molto più sopportabile qualora ci affrancassimo non solo dal fascino gradevole del progresso tecnico-scientifico, ma anche dal fascino delle ideologie. Poiché, in fondo, il tema del suo libro è la lotta ai falsi dei, agli ideologi, che sono peggiori dei tecnocrati.
  • 3 Cfr. J. Evola – Articolo Corriere Padano 29 novembre 1933 – “Quell’Europa, che ha proclamato giacobinamente il principio delle nazionalità, che ha immesso nelle altre razze il virus della civiltà meccanico-industriale “imperialista”, è destinata a vedere sorgere contro di sé in Asia, una schiera di potenze minacciose, organizzate all’Europea, pronte a strapparle o contenderle il primato, se non anche a travolgerla, a meno che non intervenga un nuovo processo spirituale di reintegrazione, di equilibrio che, al luogo dell’antagonismo materialistico, realizzi una intesa spirituale fra Oriente ed Occidente.”
  • 4 2/09/1978 il settimanale OP diretto da Mino Pecorelli (poi assassinato), pubblicò in un articolo dal titolo La grande loggia vaticana un elenco di oltre 100 nominativi di esponenti vaticani e di alti prelati indicati quali affiliati alla massoneria…Il 12 settembre 1978 la rivista Osservatore Politico del noto giornalista Mino Pecorelli (1928-1979) pubblicava un articolo intitolato «La Gran Loggia Vaticana» che destava notevole scalpore. In detto articolo, il Pecorelli, premesso che tanto in ambiente massonico quanto in ambiente cattolico tradizionalista correvano insistenti voci su una massiccia infiltrazione della Massoneria nelle più alte cariche ecclesiastiche e che l’agenzia di informazioni Euroitalia il 17 e il 25 agosto di quell’anno aveva diffuso, con tanto di numero e data di iscrizione alla setta addirittura i nomi di quattro «papabili» in vista dell’imminente Conclave, elencava 113 nominativi di ecclesiastici e otto di altre personalità influenti in ambiente cattolico. Il tutto corredato con data di adesione, numero di matricola e sigla massonica. Il giornalista non precisava come fosse venuto in possesso di quei nominativi, ma è noto che era persona molto vicina al «Venerabile» Licio Gelli e alla famigerata Loggia P2. Da notare che nella lista in questione erano indicati, con identici dati di immatricolazione e di iscrizione alla setta, anche i quattro cardinali di cui aveva parlato l’agenzia Euroitalia, e precisamente gli autorevolissimi Sebastiano Baggio (1913-1993), Salvatore Pappalardo (1918-2006), Ugo Poletti (1914-1997) e Jean Villot (1905-1979). Fonte: http://www.xamici.org/rs/2008eAnte/1978.09.12.OPdiPecorelliElencaOltre100nomiDiEcclesiasticiIscrittiAllaMassoneria.htm
  • 5 Cfr. In God’s name – David Yallop “Only thirty-three days after his election, Pope John Paul I, Albino Luciani, died in strange circumstances. Almost immediately rumours of a cover-up began to circulate around the Vatican. In his researches David Yallop uncovered an extraordinary story: behind the Pope’s death lay a dark and complex web of corruption within the Church that involved the Freemasons, Opus Dei and the Mafia and the murder of the ‘Pope’s Banker’ Roberto Calvi”.
  • 6 Cfr. “La verità sulla menzogna” di Liliana dell’Osso e Luciano Conti – Ed. ETS – “Si mente in mille modi, si mente non solo parlando ma anche tacendo, facendo ma anche omettendo. Esistono spie psicobiologiche che potrebbero aiutarci a riconoscere quando gli altri mentono, ma non sono piena-mente affidabili. L’esperienza e il buon senso consigliano, comunque, di drizzare le orecchie quando una conversazione è infarcita di «Voglio essere sincero», «Sarò franco», «A mio onesto parere», «In tutta franchezza» e altre promesse/premesse di sincerità. Il mentitore spesso fa leva sulle corde più sensibili dei nostri sentimenti a discapito della razionalità6.
    La menzogna ha radici profonde non solo nella vita dell’individuo ma nell’intera storia dell’umanità; basti pensare che gli archeologi, fino a poco più di cinquant’anni fa tutti maschi, pur disponendo di numerosissimi reperti significativi, non abbiano mai avanzato l’ipotesi che, alle origini, l’organizzazione sociale fosse matrilineare: una società pacifica…”
  • 7 La possibilità della menzogna completa e definitiva, che era sconosciuta nelle epoche precedenti, è il pericolo che deriva dalla moderna manipolazione dei fatti. Anche nel mondo libero, dove il governo non ha monopolizzato il potere di decidere e dire che cosa effettivamente è o non è, gigantesche organizzazioni di interesse hanno generalizzato una sorta di mentalità da “raison d’état”, che prima era circoscritta al trattamento degli affari esteri e, nei suoi peggiori eccessi, a situazioni di pericolo chiaro e presente. E la propaganda nazionale a livello governativo ha imparato non pochi trucchi dal mondo degli affari…
  • 8 Cfr. Hannah Arendt “Verità e politica – La conquista dello spazio e la statura dell’uomo” Editore Bollati Boringhieri, Torino, 1995. “La possibilità della menzogna completa e definitiva, che era sconosciuta nelle epoche precedenti, è il pericolo che deriva dalla moderna manipolazionene dei fatti. Anche nel mondo libero, dove il governo non ha monopolizzato il potere di decidere e dire che cosa effettivamente è o non è, gigantesche organizzazioni di interesse hanno generalizzato una sorta di mentalità da “raison d’état”, che prima era circoscritta al trattamento degli affari esteri e, nei suoi peggiori eccessi, a situazioni di pericolo chiaro e presente. E la propaganda nazionale a livello governativo ha imparato non pochi trucchi dal mondo degli affari.”
  • 9 Cfr. “La verità sulla menzogna” di Liliana dell’Osso e Luciano Conti – Ed. ETS. “La menzogna è vestita e truccata in mille modi, fino al completo mascheramento dei tratti originali: come una faccia, ravvivata da una pennellata di fard e di ombretto o deturpata irrimediabilmente da un chirurgo estetico maldestro”.
  • 10 Cfr. Aleksandrovič Berdjaev – Nuovo Medioevo – Fazi Editore – “Stiamo entrando nel regno dell’ignoto e dell’inesplorato, e vi entriamo senza gioia, senza radiose speranze”.
  • 11 Cfr. Dietrick Bonhoeffer – Etica – Bompiani 1949 – “L’uomo, creato ad immagine di Dio, si è fatto per usurpazione uguale a Dio. Finché rimane immagine di Lui, egli trae la vita dalla propria origine che è in Dio, ma fattosi uguale a Dio, dimentica la propria origine e si erige a creatore e giudice di sé stesso… Ciò che Dio donava all’uomo, questi l’ha voluto ottenere da sé. Ma il dono di Dio è per essenza un dono di Dio. L’origine è parte integrante del dono. Cambiata l’origine cambia anche il dono”.
  • 12 Cfr. Articolo “La grande usura” di Massimo Carota – Rivista “Orientamenti” Novembre/Dicembre 1998 “Il Presidente degli Stati Uniti di allora, poi, William Howard Thaft non aveva mai fatto nulla per nascondere il disprezzo per Aldrich. Fu così allora che gli “iniziati” decisero per il momento di accantonare il loro progetto in attesa di tempi più favorevoli. Per inciso, Taft aveva sempre disapprovato la politica di taluni capi filo-sionisti in relazione ai rapporti tra gli Stati Uniti e la Russia Imperiale, ed in particolare il fatto che molte banche, facenti capo agli “iniziati” di Jekil Island, fra cui Kuhn Loeb & Co, aveva favorito la caduta del regime zarista, colpevole, secondo loro, di opprimere gli ebrei russi e di opporsi alla creazione di una Banca Centrale in Russia. Per quanto riguarda la Russia zarista, risulta chiara la motivazione che spinse alcuni banchieri internazionali a finanziare la Rivoluzione Comunista del 1917; la volontà di cancellare l’ultima realtà politica rimasta legata all’antico mondo tradizionale e feudale che, per sua natura, si poneva mettere di traverso nel progetto egemonico portato avanti dall’alta finanza internazionale”
  • 13Cfr. “Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona” Matteo 8, 6:24
    Nessun domestico può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona». Luca 16:13
  • 14 Cfr. Santa Teresa d’Avila – Cammino di perfezione – Ed. Bompiani 2011 – “Ritengo che onori e soldi vadano quasi sempre uniti, e che chi cerca l’onore non disprezza il denaro; al contra-rio, chi aborrisce i denari avrà poco onore. Sia compreso a fondo, questo; essere legati all’onore, comporta infatti sempre un attaccamento nei confronti delle rendite e dei soldi. È assai raro trovare un uomo povero e al contempo oggetto di onori; anzi, pur essendo in sé uomo onorato, è poco stimato. La vera povertà comporta un’onoratezza visibile a tutti. La povertà scelta per il solo amore di Dio, non vuole soddisfare altri che lui. D’altronde si sa: chi non ha bisogno di nessuno, ha molti amici. Io l’ho constatato per esperienza”.
  • 15 Cfr. Emil Cioran – La caduta nel tempo, 1964 “Da quando la morte è apparsa a ognuno come un termine assoluto, tutti scrivono. Donde l’idolatria del successo, e di conseguenza l’asservimento al pubblico, potenza perniciosa e cieca, flagello del secolo, versione immonda della Fatalità”.
  • 16 EPIFANIO di Salamina, santo Vescovo e scrittore del secolo IV. Nacque a Besandirke, oggi Besanduc, in Palestina al principio del sec. IV. Andò ancor giovanetto in Egitto, trattovi dal fervore di quei monasteri copti, e tornato in patria fondò un monastero. Nel 367 fu eletto metropolita di Cipro, e consacrato vescovo di Salamina. Nella lotta contro Origene spese gli ultimi dieci anni della sua vita, scrivendo e accorrendo a Gerusalemme e a Costantinopoli, ove, per istigazione del patriarca alessandrino Teofilo, attaccò Giovanni Crisostomo, accusato di origenismo estremista; ma confessò poi di essere stato male informato. Morì nel 403, tornando da Cipro. Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/epifanio-di-salamina-santo_%28Enciclopedia-Italiana%29/