sergio pascarella – C.E.O. presso Powergas: E’ da qualche giorno che sto pensando di scrivere un post in merito alla attuale condizione in cui versa il mercato energetico in Italia. Ho atteso, sperando che la mia preoccupazione fosse solo infondata, ma purtroppo non lo è e non potrà esserlo. Sono preoccupato per cosa potrà riservarci il 2022, per gli scenari sui futures delle commodities e soprattutto sulla gestione dei flussi di cassa e delle probabili (ma sicure) gestioni delle insolvenze.
Purtroppo in Italia nulla viene fatto secondo una ratio ben delineata, ma sempre approssimativa e confusionale; le Utility sono quelle che pagheranno caro ed amaro il prezzo e lo scotto di una cattiva gestione politica ed economica del nostro paese. La mitigazione dei prezzi di gas ed energia è l’ultimo tassello di questa fantomatica gestione! l’azione portata avanti con il decreto energia, attraverso cui viene applicata l’iva al 5% sul gas indipendentemente dalla tipologia di fornitura e l’azzeramento degli oneri di sistema sull’energia (parziale in quanto non coinvolge direttamente la vera locomotiva dell’economia italiana) è un semplice effetto placebo rispetto allo tsunami che si sta abbattendo. Molti dei miei clienti non sanno se resteranno in “vita” nel 2022; altri preferiscono subire l’applicazioni di penali piuttosto che ottemperare a contratti con commesse già chiuse.
A tutto questo si aggiunge che qualcuno si sveglia la mattina e continua a legiferare in maniera astrusa e senza un senso logico (parlo delle dilazioni-mutuo delle fatture) che porteranno solamente ad accrescere lo stress-cash delle Utility che sono costrette a limitare i danni cessando amministrativamente clienti che non sono in grado di mantenere i ritmi e le condizioni attuali del mercato.
Ma in ogni caso noi, che siamo ormai esattori per conto dello stato, siamo costretti a versare l'”obolo” seppur gli incassi non ci sono; accise, addizionali regionali, iva e soprattutto le tasse! E se le oltre 400 società presenti sul territorio nazionale non versassero questi oneri? o meglio..li versassero solo all’atto dell’incasso effettivo delle fatture? cara Italia… siamo sempre sullo stesso punto: solo quando c’è il problema si cerca di correre ai ripari. Ogni tanto è però utile prevenire lo stesso prima ancora che si evidenzi; l’aumento dei prezzi e dell’inflazione in generale crea un blocco al sistema di sviluppo qualora il potere di acquisto resti uguale!
per crescere e per fare in modo che l’effettiva ripresa economica sia reale e non fittizia, c’è bisogno di iniezione di capitale, di taglio della tassazione e di sacrificio da parte dello Stato; ma questa in Italia si chiama UTOPIA. Tra l’altro i famosi “aumenti” del 30% o del 40% probabilmente sono mancanti di qualche zero..e sarebbe utile che i #media nazionali dedicassero qualche ora in più a questo argomento piuttosto che parlare sempre e solo del Covid da 2 anni a questa parte. Ci resta solo la fiducia.. ed il buon Dio #gas #energia #economia #covid
https://www.linkedin.com/posts/sergio-pascarella-67432863_media-gas-energia-activity-6879019705869377536-ao9-

Giuseppe Lorubio – Direttore Affari Pubblici del Gruppo Ariston | Amministratore non esecutivo di Enav: E la carneficina dei prezzi continua…
L’Italia è sparita dalla mappa, ma non temete, il nostro prezzo all’ingrosso è abbastanza allineato ai mercati vicini: 437,94 €/MWh (con prezzo di picco a 533,19 €/MWh).
Alcune considerazioni:
-Vedremo un bel po ‘ di vittime tra i rivenditori puri senza generazione di copertura contro – o quelli che non sono adeguatamente coperti nelle loro vendite
Questo avrà effetti a catena su tutta l’economia, con i produttori ad alta intensità energetica che chiuderanno i battenti e tutti i tipi di beni (pensiamo al cibo) vedranno il loro prezzo salire alle stelle
-Come si ripercuoterà questo attraverso la conversazione in corso sul Green Deal? Questo è il più difficile da prevedere e vorrei avere una sfera di cristallo!
Teniamoci tutti pronti per un caldo – su così tanti livelli – Natale. https://www.linkedin.com/posts/giuseppe-lorubio_and-the-price-carnage-continues-italy-activity-6879318363219259392-KXi7

https://www.investing.com/economic-calendar/italian-ppi-750: L’indice dei prezzi alla produzione (PPI) misura il cambiamento del prezzo dei beni venduti dai produttori. È un indicatore principale dell’inflazione dei prezzi al consumo, che rappresenta la maggior parte dell’inflazione complessiva.
Una lettura superiore al previsto dovrebbe essere presa come positiva/rialzista per l’EUR, mentre una lettura inferiore al previsto dovrebbe essere presa come negativa/paura per l’EUR.

Ecco, il grafico lo vedete: siamo al 22.1%

Sì sì, la baracca tiene. Buon Natale. La Vostra Cassandra