I meccanismi di manipolazione e le tecniche di controllo mentale sono molte, l’aguzzino/il burattinaio/il manipolatore è capace di indebolire la volontà della vittima e di forzare la sua mente a grosse forme di condizionamento. Spesso però questo processo è inconscio, il manipolato difficilmente capirà o riconoscerà tali meccanismi. Proviamo a prenderne alcuni a caso.

– Si associa a uno stimolo una reazione, Ivan Pavlov dimostrò che è possibile associare degli stati emotivi (e le conseguenti reazioni fisiche) a elementi esterni e variabili. Quando continuano a ripetersi queste reazioni diventano “riflessi condizionati” e sono alla base dello sviluppo delle tecniche di condizionamento mentale. Il virus è pericoloso e inarrestabile → il popolo viene pressato dai media → si scatena la paura e si mantiene alto questo livello per molto tempo → il popolo sta in casa e non si muove.

– Sempre con Pavlov si capì che esistono altre tecniche che sfruttano un meccanismo innato che è il processo di apprendimento, attraverso stimoli positivi (ma anche negativi) o la dissuasione si apprende più rapidamente, sappiamo sin da bambini che verremo ricompensati o puniti. Il popolo incauto o irrispettoso delle regole che usciva senza un valido motivo dimostrabile veniva multato (questa è una fase recente appena terminata e molto ben presente in tutti quanti). E’ stata una semplicissima operazione, neppure ben pianificata, ma il condizionamento è stato quasi totale.

– Tra i sistemi più efficaci per controllare la mente c’è l’isolamento degli individui, dove si rimane lontani da casa, dagli affetti, dalle amicizie. La privazione di questi elementi indebolisce le vittime e le rende più vulnerabili agli attacchi di tipo mentale. Durante la pandemia si sono sviluppati i riflessi condizionati perché molti vivevano isolati in casa, questa è un ambiente privo di disturbo, è un impatto emotivo così sconvolgente paragonabile al carcere, arriva anche a modificare l’immagine di noi stessi. Rinchiusi in casa ma bombardati giornalmente dalla stessa monotematica notizia mediatica → il virus è diventato una sorta di guerra da combattere con ogni mezzo, tutto assume proporzioni epiche → il popolo vive un incubo che diventa collettivo.

– Spezzati i legami affettivi con l’isolamento forzato abbiamo cercato di avere un contatto coi nostri simili. Però questo meccanismo in condizioni di prigionia crea un legame perverso tra la vittima e il carceriere, tra il popolo e il burattinaio. Attenzione perché è in questa fase che molte persone non si sono più sentite riconosciute e per questa necessità hanno stabilito di essere riconosciuti come prigioniero, ovvero la vittima sceglie quasi sempre il male minore. In Italia si è creato una sorta di patto masochistico.

– Arrivati al controllo sociale le forme di condizionamento sono precise, ad esempio un individuo che esce da un periodo di isolamento (dai legami affettivi) viene inserito in una cerchia di persone che hanno già aderito alla nuova ideologia. Egli si legherà ai nuovi contatti affettivi e sarà bendisposto ad accettarne le regole (= controllo sociale). Mille esempi a nostra disposizione: una popolazione normale si rivolta mentre “l’italico popolo controllato” fa una manifestazione statica: in un colpo fai fuori anarchici, rivoltosi e black block. Roba da sta facendo impallidire svizzeri, tedeschi e francesi, si stanno chiedendo come “sono messi” i cugini del sud Europa.

– Si è formato un gruppo pensante unidirezionale soggiogato, un “group thinking” fortemente condizionato dalle opinioni del gruppo. Gente che si lascia condizionare. I media ci hanno esposti “solo alla loro verità”, per mesi abbiamo visto che la pandemia era mondiale, che quello che succedeva in Italia succedeva in tutto il mondo e che il modo di combattere il virus era uguale. Ci hanno anche fatto credere che gli altri sistemi di affrontarlo (ovvero le diverse soluzioni nazioni) avrebbero scatenato milioni e milioni di morti: non ci sono mai stati tutti i milioni di morti preventivati, ma ci siamo ripiegati su noi stessi perché erano limitati gli stimoli esterni, non avevamo in mano gli elementi per definire la realtà circostante.

– Si arriva a una inconsapevole sottomissione, si elimina la combattività, l’orgoglio, la percezione del sé, la dignità e l’autostima. Il processo di controllo mentale in corso è riuscito nell’impresa di dirci cosa è universalmente (per noi italiani) sbagliato/malato, viviamo nell’urgente (infatti siamo vittime) meccanismo che sopravviveremo solo se arriverà il vaccino della salvezza. Viviamo come da vaccino dipendenti, ci siamo arresi totalmente al manipolatore anche se sappiamo che esistono cure efficaci e ormai consolidate. Una parte della società, pur di liberarsi dal giogo e di riavere l’anelata libertà, si sottoporrebbe a ogni tipo di vaccino e chip sottocutaneo.

– Ci hanno esauriti e sfiancati, siamo disoccupati e senza reddito, destrutturati, feriti quindi ormai aperti alla pratica del mindfucking. Del resto l’indottrinamento non è un processo veloce e ci hanno tenuto segregati per un lungo periodo di tempo. Il tempo è un’arma micidiale perché più a lungo l’individuo rimane in isolamento, in costante stato di ansia e di paura, più si abitua alla sua condizione in modo permanente. A questo punto è facilissimo accedere alla sua mente, esaurite le energie del soggetto otterremo da lui tutto, la vittima desidera solo uscire dalla situazione in cui si trova.

– Si è arrivati all’ipnosi di massa, un popolo che ha modificato il proprio comportamento e ha sospeso molti vettori con la sua originale coscienza. Infatti molti europei pensano che abbiamo obnubilato la nostra coscienza e ci comportiamo in modo atipico (anomala distorsione comportamentale). Se parlate di futuro ritorno del virus, gli italiani lo vivono subito in modo traumatico, solo ad immaginarlo in tutti compare una sofferenza emotiva tipica della vittima. Non tutti cadono nel tranello dell’ipnosi di massa, ma stavolta la manipolazione è stata pressante. Infatti in molti ora escono di malavoglia, escono solo se è necessario, preferiscono lavorare connessi da casa, le implicazioni iniziano ad essere evidenti.

Il laboratorio Italia è stato poi fenomenale, la maggioranza della popolazione ha subito il processo di indottrinamento, la politica e la psicosi covid19 ha avuto un profondo successo: il condizionamento. Ormai troppe persone vivono nella nuova realtà mutata, credono che l’intero universo sia così definitivamente cambiato. Il condizionamento “come mutamento della propria realtà” è l’obiettivo vero di qualsiasi indottrinamento. Qua ci sono riusciti in modo quasi perfetto. Quasi nessuno si è ribellato tanto era alto il pressing mediatico.

Fame, miseria, decadimento, disoccupazione esplosiva, per molto tempo la popolazione non si sveglierà, ora il burattinaio è libero di fare qualsiasi cosa. Si leverà qualche piccola contumelia, qualche sommesso borbottio, ma nessuno lo noterà.