Tratto da tomluongo.me Scelto e tradotto da Gustavo Kulpe

Nota della redazione. Non è un mistero che Tom Luongo riscuota su OraZero un certo apprezzamento. Lo abbiamo tradotto e pubblicato spesso, perchè spesso si occupa di politica italiana. E lo fa con una attenzione e una conoscenza decisamente superiore a quella di altri autori internazionali che abbiamo proposto in passato. La sua visione della politica italiana è frutto di opinioni sue personali, magari non da tutti condivisibili, magari sbilanciate a favore delle forze politiche cosiddette sovraniste, con un occhio di riguardo nei confronti di Matteo Salvini, ma sicuramente frutto di sue riflessioni autonome e non mutuate dalla stampa mainstream italiana, di solito schierata massicciamente verso la controparte. E un autore apertamente “non picoret” costituisce merce rara, e per questo continueremo, quando è possibile, a proporlo ai nostri lettori.

L’Italia scivola verso nuove elezioni di Tom Luongo

Non è un mistero che Tom Luongo sia un blogger che su questi lidi trova particolari apprezzamenti, in particolare i miei, visto che lo traduco spesso. Mi è capitato di tradurre diversi articoli in lingua inglese sulla situazione politica italiana, ma indubbiamente Tom Luongo ha dimostrato una conoscenza e una attenzione che negli altri giornalisti internazionale che ho tradotto, non trovo, limitandosi a riportare i “rumors” mutuati dalla stampa italiana mainstream, per la maggior parte schierata verso il “picorettismo” [neologismo coniato da un nostro collaboratore per definire il politicamante corretto] militante. Luongo, pur non essendo “indifferente” alle politiche di Salvini e al sovranismo europeo e mondiale, offre comunque mspunti e considerazioni personali in controtendenza. E non è poco! Per questo, quando è possibile, continuerò a offrire articoli di questo blogger americano.

L’Italia rappresenta sempre un buon teatro politico. Ricordo anni fa quando mi importava più della poesia che della politica, un mio amico mi diceva: “Tom, seriamente, non sai che ti stai perdendo, il parlamento italiano è meglio della TV via cavo”. E agli albori dei reality televisivi, probabilmente aveva ragione .

Quella grande tradizione del governo italiano di essere più vicino alla performance artistica piuttosto che alla politica pubblica continua ancora oggi. Certamente sono un po’ faceto, poiché questo gioco è mortalmente serio. L’Italia è un perno centrale del grande sogno della “gente di Davos” per il dominio socio-economico globale, quindi ciò che vi accade politicamente è di vitale importanza per il mondo intero.

E dato che l’assemblea annuale di quegli aspiranti dominatori del mondo sta avvenendo proprio in questo periodo a Davos, è perfettamente comprensibile che si stiano verificando cambiamenti nel sempre fluido panorama politico italiano.

Dalla caduta del governo populista ad agosto, quando Matteo Salvini della Lega ha cercato di forzare le elezioni anticipate che avrebbe vinto a man bassa, la situazione a Roma è diventata tesa, a dir poco.

Il leader dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, ha tradito Salvini pur di restare al potere, strappando un accordo con i globalisti Democratici (PD). Ma il tradimento di Di Maio va ben oltre quello verso il suo ex compagno di coalizione. Perché la ragione d’essere dei Cinque Stelle era quella di opporsi a un’ulteriore sottomissione di Roma a Bruxelles e all’Unione Europea.

Ha tradito quella che era sulla carta la sinistra tradizionale in Italia che il PD aveva dato per scontata nella sua svolta globalista programmata negli ultimi decenni.

Allo stesso modo  dei democratici negli Stati Uniti e dei laburisti nel Regno Unito, che hanno dato per scontato il voto sindacale, pensando che non sarebbe mai andato ai “conservatori”, il PD ha trascurato quelle persone in favore di un’ulteriore integrazione nell’UE.

Parlare a nome di quelle persone e degli altri era l’attrattiva dei Cinque Stelle. È stato il motivo per cui circa il 35% dei votanti alle elezioni del marzo 2018 li ha premiati. È per questo che il presidente Sergio Mattarella ha sciolto il parlamento all’inizio di quell’anno, per prevenire un aumento ancora maggiore nei sondaggi di entrambi i partiti populisti, M5S e Lega.

Quando Di Maio ha tradito Salvini per stringere un accordo con il PD l’anno scorso, ho detto che non sarebbe durato. Che mentre i voti dei Cinque Stelle sarebbero scesi, quelli della Lega si sarebbero rafforzati e la coalizione sarebbe stata lentamente dominata dalle forze globaliste all’interno dell’establishment politico italiano, dopo aver ripreso il controllo.

Oggi siamo così:

Inoltre, ho scritto:

Di Maio si trova ora nella stessa posizione in cui si è trovato un altro riformatore, trasformatosi in un lacchè dopo aver tradito il suo paese nel 2015, il greco Alexis Tsipras.

Giusto per ricordare a tutti, Tsipras ora è “ai giardinetti”, nonchè una delle persone più odiate in Grecia. La sua svendita del popolo greco fu così totale da riportare al potere un governo di centrodestra a luglio.

Oggi Di Maio non è più a capo del M5S. Il partito è in subbuglio. Resta come ministro degli Esteri perché ha svenduto il suo paese e il suo partito. La sua carriera è al capolinea e quando Salvini tornerà al potere senza di lui, il Movimento affonderà nell’irrilevanza.

Sta scherzando con la temuta soglia del 16% che, una volta infranta, significherà che l’elettorato lo ha abbandonato.

Questo indebolimento dei Cinque Stelle ha avuto il suo prezzo. Quasi 20 deputati dalla nascita del nuovo governo, sono fuoriusciti. Le ultime tre defezioni verso il gruppo di opposizione di Salvini, si sono verificate a metà dicembre.

Ora la coalizione di governo resta aggrappata a una maggioranza di 5 seggi. L’opposizione sta diventando irrequieta. Ed è il voto di questo fine settimana nella culla del comunismo italiano, l’Emilia Romagna, che sta spingendo l’attuale governo sull’orlo della crisi.

Con Di Maio che accusa apertamente Salvini di aver corrotto i senatori per indurli a lasciare  il M5S, il dramma sta raggiungendo livelli di mistificazione e auto-illusione raramente riscontrati al di fuori di Washington D.C.

Ad ottobre, la coalizione di centrodestra di Salvini ha ottenuto la vittoria in Umbria, un’altra ex roccaforte della sinistra. M5S ha una presenza nulla in Emilia Romagna ora, con i sondaggi al 5% circa.

Se Salvini riuscisse a ottenere la vittoria lì, significhebbe chiaramente che l’Italia è un territorio occupato e la pressione sul Primo Ministro Giuseppe Conte per sciogliere il governo, aumenterà.

Ma Conte, in passato colto in un fuori onda mentre promette al cancelliere tedesco Angela Merkel, che consegnerà l’Italia a Bruxelles, rimarrà al potere il più a lungo possibile.

Il sondaggio in Emilia Romagna parla di un testa a testa tra i due schieramenti contendenti. Il nocciolo della questione è lo stesso che ha trasformato il voto sulla Brexit nel trionfo della fuoriuscita e della elezione di Trump del 2016n

I lavoratori della classe media in Italia continueranno a sfogare la loro rabbia e frustrazione contro le élite indifferenti o si faranno dominare da vecchi pregiudizi?

Se le elezioni britanniche di dicembre fossero indicative del livello di malcontento in Europa, non vorrei essere nei panni di Conte tra un paio di mesi.

Perché a questo punto le uniche cose che tengono insieme i mercati obbligazionari italiani dal momento che il paese e le sue banche sono in bancarotta, sono la fragile coalizione di Roma e l’impegno della BCE a annullare la valutazione del rischio all’interno della zona euro.

Questo è il motivo per cui il teatro politico italiano non è più uno spettacolo secondario ma la principale attrazione per l’implosione dell’Europa.

Tom Luongo