Lo spettro della guerra nucleare non ha mai cessato di esistere, come non ci siamo mai sbarazzati da certi sistemi di governo. Da sempre si usa lo schema per manipolare il comportamento delle masse imponendo auto-controllo e conflitto costante. Una ricetta a 2 tempi sempre vincente:

  1. convincere le vittime a difendere i propri interessi/risorse/credo religioso/pregiudizi di ogni genere e/o tipo
  2. convincere le persone a dover difendere i summenzionati “interessi comuni” e indurli a combattere.

Dopo la seconda guerra mondiale la ricetta è stata migliorata, nacque il grande gioco delle olimpiadi atomiche, nasceva la paura di essere annientati ad alta velocità, un sistema che prevedeva nuove regole.

Nacque la minaccia di annientamento nucleare se non ci si sottometteva al potente governo unico (USA), la paura della punizione nucleare. Dominio brevissimo perché la Russia interruppe il monopolio americano. Negli anni della Guerra Fredda nacque la dottrina del “Mutually Assured Destruction” (MAD). Si può dire che il MAD ha determinato un equilibrio geopolitico del terrore, ma offriva un certo tipo di stabilità, nessuno si azzardava a usare l’atomica nelle guerre importanti e col passare degli anni si approdò alla guerra asimmetrica e ai cambi di regime.

Il costante terrore di annientamento però faceva produrre un numero incredibile di bombe atomiche e sempre più potenti. E sempre più Nazioni la volevano come deterrente in caso di minacce.

Con il crollo dell’Unione Sovietica e il costante espandersi della NATO – continuò la sua espansione anche quando non esisteva più il motivo – la Russia condivise molte conoscenze militari con la Cina Iran e Nord Corea, si trattava di creare una nuova base per sopravvivere al mondo unipolare.

Ma il bovaro mondo unipolare non smise mai di scatenare guerre in Medio Oriente, autore di primavere arabe e rivoluzioni colorate per esportare democrazia. Fu il caos.

Scatenò lo studio e la attuazione di nuove armi, nuove contromisure, ricerca affannosa per evitare di essere accerchiati e attaccati “perché ritenuti scomodi o non compiacenti”.

Cambia la geopolitica e il suo assetto, ora Putin e Xi Jinping danno forti segnali parlando sempre più spesso di Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces), il trattato sul controllo dei missili nucleari di raggio intermedio. Con ritiro di Usa e Russia non solo finisce l’era del controllo sul nucleare, ma la vera incognita è la Cina. La scelta dei bovari americani ha fatto salire le tensioni tra Stati Uniti Russia e Cina. Una crisi diplomatica che non diminuisce dopo la sospensione di Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces), infatti si assiste a una nuova corsa agli armamenti. Stanno nascendo una serie di nuove tecnologie militari dove la Russia investe in missili supersonici, droni sottomarini e altri missili a propulsione nucleare.

Ora sono tutti al vertice del G20 (28-29 giugno a Osaka, in Giappone), dove tutti aspettano mestamente un Trump che desidera negoziati bilaterali che poi (a causa di grossi problemi interni e Deep State) saboterà regolarmente… perché ha le mani legate e non può permettersi di mantenere la sua campagna elettorale e le sue promesse al fine di normalizzare e migliorare i rapporti con molte Nazioni.

Il bisonte americano è bicefalo e si auto-degrada in una parodia, una caricatura di se stesso. Un malato per un conflitto senza fine, infatti si assiste solo a guerre commerciali e molto altro. Un attore desideroso di imboccare la via dello scontro finale “di tutti contro tutti”. Alessia C. F. (ALKA)

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.