Mi è venuta voglia di aprire FB. Non lo faccio mai. Ma a tutti capita nella vita di fare errori clamorosi. Era un momento tranquillo, di trastullo privato, avevo finito di leggere la mia personale rassegna stampa e non so per quale motivo, presa dal breve momento di relax mi è nato il desiderio di curiosare, di leggere appunti personali altrui.
Del resto FB incita a ficcanasare, a leggere cosa pensa la gente. Per me è nocivo e deleterio, ma ho commesso questo immondo peccato.
Mi sono imbattuta per puro caso in questa domanda: “Manca un po’ di prossemica in giro?”. Ammetto che mi ha fatto profondamente riflettere, in positivo e in negativo, la domanda sibillina. Ne è nata una linea sinusoidale di riflessioni.

“La prossemica è quel campo di studi che si occupa della percezione, dell’uso e dell’organizzazione dello spazio. Essa consiste nello studio dei movimenti dell’individuo nell’ambiente fisico, del livello di contatto fisico o della distanza che tende a stabilire tra sé e gli altri.” https://www.alessiorastrelli.it/prossemica/

Quale spazio e distanza vuoi assegnare al Nuovo Mondo?
Quale spazio e distanza vuoi attribuire alla nuova vita post pandemia? Guerra? Clima? Crisi energetica?

Beh vale la pena ricordare il giusto sunto:<<ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l’etichetta e il contenuto. L’etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore>> https://twitter.com/RomanatoM/status/1522143851091218432

Chi può decidere quale distanze e spazio deve esistere tra le persone? Esiste un report/studio che decide tale misura?
Sì, in base alle fobie e alle convinzioni.

Ma l’umanità ha la sua memoria storica. Una tensegrità che la rende unica. Nel mondo umano esiste il famoso collante che collega tra di loro gli elementi della medesima tensione.
E non parlo solo di antropologia.

L’umanità ha la sua gravità, la coesione, ha la sua massa strutturale multidimensionale, tanto da permettere a differenti e diversi soggetti che indagano/studiano di arrivare ai medesimi differenti piani ortogonali.
Non mancano mai i piani ortogonali inclinati.
Ma si arriva allo stesso punto.

La matrice prossemica ha i suoi opposti, umani e integrativi, dove nessuna risposta è giusta e sbagliata, tanto che è capace di rimbalzare all’infinito la stessa domanda di richiesta di spazio prossemico.

La distanza prossemica serve e non serve, è una chiave dichiarata di paura di non saper condurre una interazione, quindi chi sbaglia è chi si pone il problema.
Credo che chi si pone tale domanda abbia con se stesso grossi problemi interni di mancata comunicazione. Se si pone la domanda dello spazio tra persone e come vanno gestite è perché ha problemi di comunicazione emozionale, dove è di concerto sicuro di sbagliare. O forse sa bene di aver agito correttamente ma ha paura di essere criticato superficialmente.
Più che mentalmente e matematicamente abbandonarsi agli algoritmi di gestione dello spazio personale, ritengo che sia naturale abbandonarsi a ciò che si prova in quel momento.

E dalla prossemica si ritorna alla tensegrità.
Esiste solo un campo prossemico che richiede totale analisi distaccata. Il mondo umano che va analizzato quando si nasconde negli abissi di ciò che desidera e ciò che teme. Ma qua parliamo di molto altro.
Davvero il mondo manca di prossemica?
E’ un mondo differito e distante che sobbalza al minimo lato umano dove teme l’emergere di paure interne che nessuno voleva analizzare.
Ma il soggetto ponendosi tale domanda cosa ha indicato?
Etichette, mere etichette. Meglio non darle, forse?

Parlandone con due cari amici – che ringrazio moltissimo per il loro immane acume e raffinatezza intellettuale – ho ricevuto queste nette, affilate e meravigliose riflessioni:

1)La distanza sociale (che considero simile alla fiducia sociale) la puoi decidere consciamente. Ma vale solo per le categorie (principalmente quella “sconosciuti”). Quando li conosci personalmente, allora puoi cambiare il livello di fiducia anche inconsciamente.

2)Per le limitazioni prossemiche passa il nuovo indottrinamento dell’individuo. Che oggi é un consumatore, ieri era una persona e domani sará semplicemente un automa che di etero avrá solo la direzione. Da remoto.

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.