Voglio mettervi due figurine a confronto.
Questa é la prima

e questa é la seconda

Noterete che entrambi i grafici scendono all’inizio, ma dopo il 2014 quello di sopra si riprende, alla grande direi, e passa da un indice 95 a un indice 130, mentre il secondo é in caduta libera, e sembra aver raggiunto una “resistenza” intorno al 2016. Di fatto, scende ancora ma impercettibilmente.
Cosa sono questi grafici? Sono la rappresentazione plastica dell’Olanda e dell’Italia. Quello che vedete è il confronto fra l’indice immobiliare per abitazioni ad uso residenza (tradotto: misura i prezzi delle case) olandese, sopra, e italiano, sotto.
L’Olanda sta vivendo un boom immobiliare superiore al picco del 2007-2008. Per l’Italia è stagnazione.
Quando vi dicono che i bassi tassi di interesse hanno sorretto il mercato immobiliare italiano, hanno ragione. Perché se i tassi fossero stati più alti e non ci fosse stato quantitative easing, i prezzi delle case italiane sarebbero precipati a capofitto, non scesi. Di fatto l’Italia è in stagnazione da anni, ed è tenuta in piedi dalla Banca Centrale Europea che compra debito pubblico italiano e offre liquidità alle banche le quali, altrimenti, fallirebbero una dopo l’altra. Questo serve per ricattare politicamente il paese, ma di fatto abbiamo messo il cappio al collo da quando abbiamo messo in mano il ns. debito pubblico a banche e fondi di investimento stranieri.
Vediamo di spiegare il legame tassi di interesse – implosione dell’economia attraverso il mercato immobiliare.
In Olanda, come in Inghilterra, i prezzi delle case sono alle stelle. Anche in Italia lo sono, rispetto agli stipendi che ci sono in giro. In altri termini, l’immobiliare è salito, o ha tenuto meglio botta nel caso italiano, molto più della crescita dei salari, e molti giovani non hanno liquidità a sufficienza per comprare casa. In Olanda c’è una enorme domanda per case a prezzi abbordabili, ma non ci sono abitazioni a sufficienza. I prezzi delle case in Olanda sono in continua ascesa dal 2015 e molta gente deve stare in affitto. Studenti non trovano camere vicino alle università (Leida, Amsterdam, Delfi) se non a costi proibitivi.
Tutto ciò è effetto delle decisioni delle banche centrali, che tengono i tassi di interesse a breve bassissimi quindi, chi può, fa mutuo, e i prezzi schizzano in alto perché l’Olanda è densamente popolata e le case sono poche rispetto alla domanda. L’Olanda è molto gettonata per le università, perché c’è molto lavoro per expat visto che hanno sede molte multinazionali (FCA, per dirne una) che godono di tassazione bassa e un forte stato di diritto. La Brexit da questo punto di vista dà una mano all’Olanda.

Cosa succederebbe se i tassi salissero? Per quanti hanno mutuo a tasso fisso, cambia poco, ma per coloro che hanno un mutuo indicizzato o vogliono vendere casa,  sarebbe una debacle.  
Vediamo perché.
Se i tassi salgono, chi vuole comprare si trova davanti una rata più alta del mutuo, quindi può offrire di meno. Questo impone, a chi ha necessità di vendere, di accettare di vendere ad un prezzo più basso.Chi ha un mutuo a tasso variabile, e scopre che non ce la fa più a pagare la rata (o anche a tasso fisso prossimo a scadenza: calcolate che in Olanda gli interessi sono bloccati per dieci anni, dopo i dieci anni si rinegoziano gli interessi quindi anche chi ha il mutuo a tasso fisso in realtà ce l’ha solo per intervalli di dieci anni), si trova a dover vendere in fretta, pena vedersi la casa presa dalla banca, che la vuole vendere subito e quindi accetta compratori che offrono poco.
Siccome le banche hanno un bilancio che, in attivo, riporta il valore degli asset immobiliari, se le case perdono di valore perché improvvisamente la gente deve vendere, i bilanci bancari si contraggono. L’effetto è che le banche non prestano piú denaro. Credit crunch, in gergo. Se le banche non prestano, le imprese non possono indebitarsi per fare investimenti, o pagare gli stipendi, i fornitori etc. Le imprese chiudono i battenti, e la disoccupazione sale. Sale la disoccupazione, scende il gettito fiscale, diminuiscono le spese per il welfare, sale il malcontento, sale la rabbia, si rovesciano i governi. 

Capite quindi la relazione tra gli attuali bassissimi, al limite nulli o persino negativi, tassi di interesse e il rischio recessione di un paese. Molto passa attraverso il valore delle abitazioni. Una abitazione che, sulla carta, acquista valore, induce anche una certa tranquillità psicologica (“se le cose si mettono male, vendo..”) e la gente è più propensa a spendere (a consumare, e i consumi sono una voce del PIL).
Il problema di fondo è la stagnazione dei salari. Che è connessa alla produttività. Un paese che innova, e spende in deficit per finanziare ricerca, ponti, fibra ottica, etc. nel medio lungo periodo ha CRESCITA; la crescita porta ad avere salari più alti che riescono a tenere il passo con la crescita dell’economia e dei costi delle case. Se la produttività non SALE, e si ricorre solo al debito per mantenere lo stile di vita, i conti prima o poi arrivano.

Oggi invece viviamo il paradosso che le case costano di più ma la crescita non c’è, o è risibile (Zero virgola…). O che le case sono scese di valore ma i salari sono talmente ridicoli che in ogni caso le case costano troppo.
Prima Soluzione immediata: stringere le possibilità al “buy to rent”, perché chi ha i soldi in questa maniera compra per mettere in affitto, tipicamente 10 immigrati in uno stabile, e fa profitti su profitti, e chi vuole mettere su famiglia si trova a decidere tra mettere un tetto sulla testa o avere un figlio. Il buy to rent aumenta la povertà, aumenta la denatalità, facilita politiche immigratorie fuori controllo (vedi cooperative rosse per la gestione degli immigrati), porta al degrado dei quartieri. 
Seconda Soluzione di lungo periodo: investire, investire, investire a deficit in nuove tecnologie, università e istruzione. La produttività del paese deve aumentare, non ci sono altre strade per la crescita. PD e M5S sono su posizioni antitetiche entrambe sbagliate. Uno è per i tagli alla Monti, l’altro per spesa a sussidio. Entrambe le soluzioni portano a recessione, fuga di cervelli, denatalità.
Terza Soluzione immediata: separare banche di investimento dalle banche commerciali che concedono prestiti a famiglie e imprese sul territorio. Casa mia è parte del MIO territorio, non ha senso che il mio mutuo venga diviso in tante piccole fettine (in gergo si chiama cartolarizzazione) che vengono vendute a persone e banche che vivono all’altro capo del pianeta. La storia secondo cui con la cartolarizzazione il rischio del cigno nero (crisi devastante mondiale) viene spalmato su tutto il pianeta è una stronzata venduta da squali finanziari ai creduloni: senza camere stagne in una nave, anche una falla localizzata affonda il natante. Il credito deve poter sì circolare nel mondo, ma anche avere ecosistemi locali dove famiglie e imprese sono protette se nei mercati finanziari infuria la tempesta.

Le sopraesposte soluzioni coinvolgono la collettività .Il sistema democratico italiano consente di formare maggioranze parlamentari che riescono ad alternarsi nel giro di un mese, proponendo soluzioni economiche disastrose nell’uno o nell’altro verso con gli stessi membri del parlamento. Una democrazia siffatta non consente di governare un paese. La classe dirigente è talmente frammentata e poco preparata che di fatto è eterodiretta, dall’Europa o dal FMI. La costituzione italiana è assolutamente inefficace a proteggere la parte produttiva del paese e lo vediamo in questi giorni. Quindi capisco chi, esasperato e con competenze rivendibili altrove, scappa e va all’estero. Ma si scappa, si va soltanto in un altro posto dove gli stessi problemi potrebbero riapparire. Si perdono le radici, si lasciano amici e parenti. Possibile che DEBBA andare così? No.

Le soluzioni individuali sono sempre possibili (emigrare, fare corsi su corsi per migliorare la propria rivendibilità, fottere il prossimo, ottenere un posto pubblico strapagato ottenuto grazie ad una telefonata dello zio dell’amico, vendere consulenze su strumenti speculativi garantiti al 100% risk free, fare marketing piramidale), ma hanno il respiro di una generazione. Personalmente credo che lo scopo di ogni generazione sia lasciare un mondo migliore ai propri figli e nipoti.
La via maestra per una paese sano, con fiducia nel futuro, e con poco crimine è avere una classe media che sia la più estesa possibile.
Per avere una classe media, occorre riprendersi un po’ di sovranità (controllo degli interessi sul credito messo in circolo nell’economia) e mettere delle barriere alla libera circolazione del credito per comprare strumenti finanziari a leva (così proteggendo famiglie e imprese), investire in istruzione sulle nuove tecnologie, dare spazio alle scuole professionali e investire in opere pubbliche e in ricerca di base.

Personalmente non ho una predilezione per il colore verde, ma per come la vedo io è la Lega in Italia a proporre soluzioni che più si avvicinano a quelle che ho indicato. Se arrivasse un partito X a promuovere le idee che io porto avanti, voterei il partito X.
Non vedo altre alternative. Stronzate come chiacchiere vaghe senza progettualità sulla Green Economy, treni ultraveloci, sul più Europa (sì dei poveracci disoccupati, aggiungo io), diminuire le tasse a chi guadagna poco (ormai guadagnare 30 mila euro lordi l’anno in Italia è avere un OTTIMO salario quindi si è fra i ricchi) etc lasciamole al presidente del consiglio con il fazzoletto sulla giacca e al PD.

Posted by ExitEconomics Link articolo originale https://exiteconomics.blogspot.com/2019/08/economia-mercato-immobiliare-e-proposte.html