Wednesday, August 12, 2020 – https://exiteconomics.blogspot.com/2020/08/mi-avventuro-nei-derivati.html

I am talking on top off my head…sto parlando senza pensarci troppo. Serve a schiarirmi le idee.

Oggi riflettevo che quando compro una azione per il lungo periodo lo faccio con i seguenti principi guida: l’azione in questione, 

  1. Rilascia cospicui dividendi, storicamente parlando
  2. Ha una prospettiva di salita
  3. sta attualmente in una condizione di minimo pluriennale 

Quindi mi faccio le mie belle analisi macro, demografiche, tecniche, insomma anything che mi dia la sensazione di controllare il rischio. 

E quindi compro.

I Pro’s di questa strategia.

  • siccome l’azione sta ai minimi da tanto tempo, ma il business é solido e prevedo crescita, i dividendi saliranno
  • ho un TEMPO INFINITO, se mi sbaglio, per aspettare che l’azione risalga se l’ho comprata in un punto che é solo un minimo relativo, ma puó scendere ancora.
  • Poco stressante: siccome il tempo é infinito, me la prendo comoda, e questo si sposa 

Quali sono i difetti, i Con’s,  di questo approccio?

  • tocca aspettare anche molto tempo prima di trovare una compagnia le cui azioni soddisfano tutti e tre i punti. Il coronavirus ha rappresentato una condizione eccezionale.
  • guadagno solo se l’azione sale
  • non ho controllo di medio periodo se l’ azione si muove lateralmente
  • richiede il 100% del capitale, cioé é capital intensive. Per controllare, diciamo, 100 azioni a 20 euro l’una, devo sborsare seduta stante 2000 euro. E questi 2000 euro rimangono vincolati anche per anni se l’azione non sale a sufficienza. Certo, ci sono i dividendi, ma ammesso che trovo una compagnia che produca dividendi per il 3%, ci vogliono 33 anni per rientrarci coi dividendi.

Quindi?

Quindi occorre rivedere i 3 punti per l’ingresso. E poi vedere se esistono strumenti che possono essere utilizzati SAGGIAMENTE a leva per controllare il pacchetto di azioni che si acquista. Tali strumenti richiedono poi da parte mia un controllo dei mercati non superiore a 30 minuti al giorno. 

Immaginiamo che le mie analisi macro siano fatte bene. Perché non combinarle con strumenti che consentano di amplificarne i risultati controllando peró il rischio di sbagliarsi?

In effetti, come ingegnere di prodotto, il risk management é il mio pane quotidiano. La forma mentis me l’ha data il lavoro. Costo vs. beneficio, costo vs. rischio accettabile, resource deployment vs. time schedule. Ogni volta che faccio qualcosa per lavoro mi interrogo sul fatto se lo sforzo profuso sia in linea con l’obiettivo o se non sto spendendo troppe energie. 

Sembra che i contratti con opzioni possano fare al mio caso.

E ho iniziato a studiarli. 

Posted by ExitEconomics