Leggevo attentamente l’articolo di Mitt Dolcino sui minibot

Io rimango convinta che per raddrizzare i conti sia preferibile utilizzare una patrimoniale che non i minibot. Comunque il sunto è che prima o poi arriva una bella imposta straordinaria che pagheremo tutti. Da lì non si scappa. Poi davanti agli occhi mi ritrovo una nota di Paolo Becchi del 13 marzo 2019: “Nel contratto non è prevista l’uscita dall’euro, bensì la revisione dei Trattati europei e i cosiddetti minibot.”

https://www.liberoquotidiano.it/news/opinioni/13439866/paolo-becchi-patto-luigi-di-maio-matteo-salvini-ormai-riscrivere.html

Quindi i minibot sono già pronti? Oppure stanno valutando quale è la migliore soluzione tra le due opzioni?

I Minibot erano presenti nel programma della Lega per le elezioni politiche del 2018. Sono titoli di stato al portatore e di piccolo taglio, destinati al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, non sarebbero convertibili in euro. Si potrebbe utilizzarli per pagare tasse, fornitori, banche e dipendenti. Sempre che la BCE ce lo permetta di fare. Un debito cartolarizzato per evitare un default. Qua un brevissimo articolo li descrive https://www.investireoggi.it/economia/moneta-fiscale-cosa-sono-i-minibot-proposti-da-borghi-e-quali-rischi-comportano/

Ma questi titoli – entrati in circolazione – nel momento in cui vengono scambiati potrebbero perdere di valore, magari a causa di una forte sfiducia da parte dei cittadini. Quindi avrebbero un valore di mercato minore rispetto al valore di facciata. Parere mio i minibot evidenziano solo il default dello stato e non serviranno per farci uscire dai nostri problemi di debito. Alessia C. F. (ALKA)

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.