A causa della battaglia politico-mediatica contro Nord Stream 2, questa notizia difficilmente circolerà. Il freddo inverno ha dimostrato quanto sia importante il gas naturale russo per l’Europa. E diventerà ancora più importante.
Già a metà febbraio circolava la notizia https://www.anti-spiegel.ru/2021/kaeltewelle-leert-die-europaeischen-gasspeicher-im-rekordtempo/ che il freddo inverno ha svuotato gli impianti di stoccaggio del gas in Europa a velocità record e anche se il periodo di freddo estremo è finito, il riscaldamento è ancora necessario e nel frattempo gli impianti di stoccaggio del gas in Europa hanno raggiunto un livello critico. Attualmente Gazprom sta già fornendo all’UE la metà del gas dell’anno scorso per mantenere la fornitura di gas.

I media russi così dicono https://www.vesti.ru/finance/article/2542211: << Le riserve di gas negli impianti di stoccaggio sotterraneo europei sono scese al di sotto del 30%, per ricostituire le riserve quest’estate, 1,6 volte più gas dell’anno scorso dovrà essere pompato nell’UE, ha riferito Gazprom. Dall’inizio dell’anno, Gazprom ha raddoppiato le forniture di gas all’UE per diversi paesi. “Al 25 di marzo, un totale di 65,5 miliardi di metri cubi di gas era stato ritirato dagli impianti di stoccaggio europei. Per riempirli di nuovo, ci vorrà almeno il 57% in più di gas rispetto a quello fornito l’anno scorso. La stagione del riscaldamento non è ancora finita”, ha spiegato Gazprom.>>

Di fatto la Russia non ha bisogno delle esportazioni di gas per sopravvivere, 25 miliardi di dollari all’anno sono un numero molto piccolo rispetto al PIL della Russia. E’ più importante per la Russia il reddito derivante dalle esportazioni di petrolio, che supera abbondantemente i cento miliardi. Per l’Europa, tuttavia, il gas è vitale, perché senza il gas russo, le luci si spegnerebbero letteralmente in Europa. Il gas russo non è sostituibile per l’Europa nemmeno a medio termine e, inoltre, una sostituzione diventerebbe molto più costosa. La Russia è stata un fornitore affidabile per l’Europa e l’Europa è stata un cliente affidabile per la Russia. Entrambi beneficiano l’uno dell’altro. Gli impianti di stoccaggio del gas menzionati nell’articolo della TV russa sono necessari perché i gasdotti non possono pompare abbastanza gas in Europa per soddisfare la domanda invernale. Pertanto, gli impianti di stoccaggio del gas sono riempiti in estate in modo che ci sia abbastanza gas per l’inverno. La piccola quantità al di sotto del 30% in deposito significa che attualmente non ci sono riserve rimaste in Europa per carenze impreviste.

La disputa su Nord Stream 2 non riguarda la sicurezza energetica, come sostengono gli Stati Uniti e altri oppositori del gasdotto. La Russia e precedentemente l’Unione Sovietica hanno fornito gas all’Europa per quasi 50 anni e questo non è mai stato usato come leva né dalla Russia né dall’Unione Sovietica, nemmeno al culmine della guerra fredda o oggi in risposta alle sanzioni dell’UE. Le uniche interruzioni delle forniture di gas dalla Russia si sono verificate quando l’Ucraina ha fatto ricorso al ricatto in una disputa con Gazprom e ha bloccato sommariamente il transito del gas russo in Europa.

Né la disputa su Nord Stream 2 riguarda la protezione del clima, come altri sostengono. L’UE, e anche la Germania, avranno bisogno di combustibili fossili per almeno altri due o tre decenni. Il gas, a differenza del carbone, è ancora insostituibile. Bisogna poi ricordarsi che le energie alternative non forniscono elettricità stabile e le centrali elettriche convenzionali devono essere tenute a portata di mano per compensare le fluttuazioni. E a differenza delle centrali a carbone, le centrali a gas possono essere aumentate e ridotte con maggiore velocità. Il consumo di elettricità aumenterà in futuro anche a causa dell’aumento delle auto elettriche, quindi sarà necessario più gas in futuro (anche sullo sfondo del phase-out del carbone e del nucleare). https://www.anti-spiegel.ru/2021/2021-muss-die-eu-60-prozent-mehr-gas-aus-russland-importieren-als-2020/

Nei prossimi decenni la UE non riuscirà ad aggirare il gas naturale. Quindi l’unica questione è quale gas l’Europa compra e da chi, soprattutto perché la produzione di gas dell’UE sta diminuendo.

Il gasdotto che attraversa l’Ucraina è probabile che possa soffrire di problemi tecnici, è ormai solo una questione di tempo, l’Ucraina non ha investito nella manutenzione e nella modernizzazione del suo gasdotto nei 30 anni successivi al crollo dell’Unione Sovietica. Il Turk Stream non è in grado da solo di sostenere la domanda. Infatti per fornire ulteriore gas all’Europa si sta ultimando il Nord Stream 2.

Nella loro lotta contro Nord Stream 2, gli USA non si preoccupano della sicurezza energetica europea, ma solo di vendere il loro gas che trasportano in Europa (gas naturale liquefatto GNL) in grandi navi cisterna. Il gas statunitense è circa il 30 per cento più costoso del gas russo, perché sia l’estrazione tramite fracking che il trasporto con navi cisterna, compresa la liquefazione del gas, sono più costosi. Nessuno lo vuole comprare e gli USA faranno di tutto per bloccare il completamento del Nord Stream 2. Anche se gli Stati Uniti riuscissero a impedire il Nord Stream 2, difficilmente riuscirebbero a tenere il gas russo fuori dall’Europa. Nel 2020 la Russia superò gli Stati Uniti nella fornitura di gas naturale liquefatto all’UE, la Russia lo sta esportando ad un ritmo crescente per poter rifornire i paesi verso i quali non si possono costruire gasdotti. Ovviamente il gas russo è e rimane il più economico rispetto al gas proveniente dagli USA. Quindi il GNL russo in UE sta crescendo, semplicemente perché è più economico. Forse Biden dovrebbe farsene una ragione.

Previous articleReddito di Clandestinità ai migranti. Parola di Pasquale Tridico
Next articleDiario di una quarantena
Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.