A Washington si specula molto sul fatto che la October Surprise sia stata progettata per cambiare l’esito delle prossime elezioni. In circolazione ci sono tante versioni dell’October Surprise, una di queste prevede l’inizio di una piccola guerra per dimostrare la determinazione e la volontà nazionale di affrontare direttamente i nemici dell’America. Si ipotizza che il Segretario di Stato Mike Pompeo potrebbe prendere in considerazione la possibilità di inscenare una sorta di provocazione o anche un’operazione false flag che porterebbe ad un conflitto aperto con l’Iran, o addirittura con la Siria, di natura “sia legale che difensiva”. Altri parlano di un conflitto Cina-USA combattuto a Taiwan. In questi giorni si sta intensificando la campagna di delegittimazione contro l’Iran, accuse non confermate (da fonti anonime del governo statunitense) stanno emergendo su un presunto complotto iraniano per uccidere l’ambasciatore statunitense in Sudafrica, mentre Washington sta ora attuando nuove sanzioni unilaterali contro Teheran e Damasco. Il Venezuela potrebbe essere considerato un obiettivo molto più semplice, lì già gli USA hanno in vigore sanzioni e un blocco navale.

Ovviamente rimangono in essere tutti gli sviluppi su Hunter Biden in Ucraina, ma questo non ha suscitato molta rabbia nell’opinione pubblica.

Altro scandalo che potrebbe emergere è una lettera declassificata inviata al presidente della Commissione giudiziaria del Senato Lindsey Graham dal direttore dei servizi segreti nazionali John Ratcliffe. Ratcliffe e Graham, stanno cercando di avere una visione d’insieme della comunità di intelligence sulla gestione di Crossfire Hurricane da parte dell’FBI. Crossfire Hurricane è la copertura data a Hillary Clinton quando quest’ultima iniziò una campagna diffamatoria clandestina dell’FBI diretta contro Trump. Tale operazione iniziò a luglio 2016.
Ratcliffe ha fornito tutto il materiale declassificato a Graham il 29 settembre, lo stesso giorno del primo dibattito presidenziale. Emergerebbe che: “Alla fine di luglio 2016, le agenzie di intelligence statunitensi hanno ottenuto informazioni sull’analisi dei servizi segreti russi, sostenendo che il candidato presidenziale statunitense Hillary Clinton aveva approvato un piano di campagna elettorale per scatenare uno scandalo contro il candidato presidenziale statunitense Donald Trump, legandolo a Putin e all’hacking dei russi del Comitato Nazionale Democratico. Il C.N.I. non conosce l’accuratezza di questa accusa o la misura in cui l’analisi dei servizi segreti russi possa riflettere esagerazioni o falsificazioni”.
Dagli appunti manoscritti dall’ex direttore della CIA Brennan, si apprende che è stato poi informato Obama e altri alti funzionari della sicurezza nazionale sull’intelligence, compresa la “presunta approvazione da parte di Hillary Clinton, il 26 luglio 2016, di una proposta di uno dei suoi consulenti di politica estera per diffamare Donald Trump fomentando uno scandalo che sostiene l’interferenza dei servizi di sicurezza russi.
Il 07 settembre 2016, i funzionari dei servizi segreti statunitensi hanno inoltrato un’indagine al direttore dell’FBI James Comey e al vicedirettore aggiunto del controspionaggio Peter Strzok in merito all’approvazione da parte della candidata alla presidenza statunitense Hillary Clinton di un piano riguardante il candidato presidenziale Donald Trump e gli hacker russi che ostacolano le elezioni negli Stati Uniti come mezzo per distrarre il pubblico dall’uso di un server di posta privato”.
Ma il Bureau non ha dato un seguito aggressivo alle affermazioni riguardanti Clinton, che ci si aspettava vincesse le elezioni, Graham ha successivamente commentato la lettera, dicendo: “Queste ultime informazioni fornite da Ratcliffe mostrano che ci potrebbe essere stato un doppio standard da parte dell’FBI per quanto riguarda le accuse contro la campagna di Clinton e la Russia. La questione non è se queste accuse siano accurate o meno, il fatto è che l’FBI non ha indagato sulle accuse allo stesso modo.

Donald Trump, appena informato, ordinò che tutti i documenti relativi all’indagine sul Russiagate fossero declassificati, ma né la CIA né l’FBI sembrano avere fretta di ottemperare tali richieste, quindi è improbabile che ci siano nuove rivelazioni prima delle elezioni. Gli americani probabilmente non si scuoteranno per il fatto che Hillary Clinton ha cospirato illegalmente coinvolgendo l’FBI e la comunità dei servizi segreti per distruggere un rivale politico. Comunque Barack Obama era stato informato di quanto stava accadendo e avrebbe firmato, di conseguenza anche Biden (in qualità di vicepresidente) era al corrente di quanto stava accadendo.

Purtroppo i media statunitensi sono sordi, non sentono nulla che coinvolga i DEM, l’odio dei media per Trump cancella tutto, soprattutto quando sono i democratici a comportarsi male. E ora il tempo sta per scadere.

Ultima novità: Il contenuto del laptop di Hunter Biden. Il 14 ottobre il New York Post ha pubblicato un articolo abbastanza censurato sui social media: l’articolo riguarda principalmente una e-mail con ulteriori prove che Joe e Hunter Biden sono coinvolti nello scandalo Burisma in cui ho parlato in precedenti articoli questa estate. Il New York Post afferma anche che una copia del disco rigido è attualmente in mano all’avvocato di Giuliani e a Steve Bannon.

Interessante fotografia: il whistleblower cinese incontra Rudy Giuliani, costui afferma che nel portatile di Hunter Biden non ci sono solo “video pedo estremamente inquietanti”, ma ci sono link che inchiodano e spiegano i legami tra la famiglia Biden e il Partito comunista cinese e il presidente Xi.

Trump continua a sottolineare che Biden vuole vendere gli Stati Uniti alla Cina, nel video si afferma che Joe Biden ha già fatto un accordo segreto con il presidente Xi, questo dovrebbe entrare in vigore se Biden dovesse vincere le elezioni. Il video mostra anche che la rivelazione di questi documenti potrebbe portare alla caduta del Partito comunista cinese.

Biden Email Scandal CONFIRMED, Biden Panics And Immediately Goes Into Hiding Shocking Reporters