https://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2019/04/17/notre-dame-ricostruzione/231325/
“Il 17 aprile il premier Edouard Phillipe ha lanciato un concorso internazionale per architetti per la ricostruzione della guglia distrutta dalle fiamme: «L’obiettivo è ridare alla cattedrale una nuova guglia adatta alle tecniche e alle sfide della nostra era», ha spiegato in una conferenza stampa presentando un progetto di legge che prevede anche una sottoscrizione nazionale.”

Lo Stato francese è assicuratore di se stesso per gli edifici religiosi di cui è proprietario, e le spese del restauro di Notre Dame saranno a carico delle casse pubbliche.

E ora passiamo alle ARCHI.STAR:

https://www.domusweb.it/it/opinion/2019/04/18/un-concorso-propone-di-riprogettare-la-guglia-devastata-dal-fuoco-di-notre-dame-di-parigi-ancor-pi-stupenda-di-prima-e-tom-wilkinson-si-chiede-se-per-un-monumento-la-verit-non-sia-pi-adeguata-della-bellezza.html  ma un tipo di verità più politico, e quindi una bellezza più politica. Ricostruire la cattedrale “ancora più bella”, sotto questo aspetto potrebbe voler dire, per esempio, trasformare Notre Dame in un memoriale dedicato alle generazioni di contadini sfruttati per finanziarla, e agli eretici assassinati dai suoi fautori. Oppure, se la barbarie di cui questo edificio è documento si è fatta troppo sbiadita per commuoverci, perché non un monumento a una forma di verità politica più attuale? Perché, per esempio, non un monumento al gilé giallo ignoto, completo di guglia scintillante? O, se questo pare un po’ frivolo, perché non un monumento ai circa cento algerini uccisi nel 1961 dalla polizia francese mentre manifestavano contro la guerra d’Algeria, molti dei quali vennero gettati nella Senna ai piedi di Notre Dame? Queste vittime dello Stato potrebbero essere ricordate sostituendo alla guglia di Viollet-le-Duc – perché no? – un bel minareto.”

https://gloria.tv/article/3fj7PJEeKGvJDJD6s3caHW7WT

https://www.tpi.it/2019/04/18/chi-e-il-generale-georgelin-luomo-a-cui-macron-ha-affidato-la-ricostruzione-di-notre-dame/ Classe 1948 il generale Georgelin, uomo dedito a missioni delicate, pensionato dal 2017, ha detto che “Se il Paese avrà bisogno di me, tornerò”. L’arzillo pensionato è già sul campo, non si è tirato indietro.

https://www.elledecor.com/it/design/a27253769/notre-dame-ricostruzione-guglia-progetto-norman-foster/

http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/ricostruire-tetto-notre-dame-serra/

https://www.finestresullarte.info/flash-news/3783n_notre-dame-i-progetti-piu-originali-e-fantasiosi.php

L’intenzione non è quella di ricostruirla fedelmente, ma in modo coerente con una Francia “moderna” e “diversa”: non potrà mancare un grazioso Minareto, e perché no, tanto per ricordarci chi comanda… Vero Macron? Alessia C.F. Liberticida e OraZero.

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.