Gregor Ovitch intervista Lucien Cerise

Nato nel 1972, Lucien Cerise ha una formazione in scienze umane e sociali, con una specializzazione in linguaggio ed epistemologia. Un ritardatario della politica, ha capito che la questione della sovranità nazionale era essenziale durante il referendum del 2005. Spingendo la sua riflessione oltre, si interessa alle nozioni di frontiera e di limite, tanto nel campo politico quanto in quello psicologico, etico e comportamentale.”

Mentre il pianeta è in ipnosi, impedendo ai suoi abitanti di reagire all’evidente inganno, abbiamo chiesto a Lucien Cerise, specialista in ingegneria sociale, se e come questa potrebbe integrare una dimensione occulta.

  1. Buongiorno Lucien Cerise, un anno e mezzo dopo il primo COVID, come si presenta il prossimo anno?

Dovremmo forse dire: “Cosa ci riserva il futuro?” Infatti, come ci ha detto Klaus Schwab, non si prevede che usciremo mai dalla cosiddetta crisi sanitaria, che in realtà è puramente politica. Dal punto di vista sanitario, il Covid-19 non è un problema, ma serve come pretesto per portare il mondo intero in una “nuova normalità”, almeno questo è ciò che vuole il biopotere transumanista. Il suo progetto è la società “senza contatto”, cioè senza contatto umano, un programma sostenuto dal governo sudcoreano tra gli altri, dove le interazioni sociali dirette scompariranno e saranno supervisionate, mediatizzate e se possibile sostituite da tecno-scienza, computer e schermi [1]. Per raggiungere questo obiettivo passo dopo passo, le autorità stanno accumulando misure di controllo sociale senza che nessuna di esse annulli le altre e sperando di renderle irreversibili. La reclusione e il coprifuoco devono diventare perpetui, l’uso delle maschere deve essere permanente, anche l’allontanamento fisico, dovremo essere rivaccinati ogni sei mesi per aggiornare il nostro “passaporto sanitario”, una nuova versione del passaporto interno dei regimi totalitari, ecc. Ho preso il treno e l’aereo di recente: ci sono annunci scritti e vocali che ci parlano di “bio sicurezza”, obbligo di indossare maschere e allontanamento sociale anche per le persone già vaccinate o risultate negative al coronavirus. Quindi, per evitare di ammalarsi, ora dobbiamo tutti vivere come dei malati. Tutti – compresi i sani – devono adeguare il loro comportamento a quello dei malati e adottare uno stile di vita modellato su quello dei malati, accettando di sottoporsi quotidianamente a misure normalmente destinate solo ai malati.

Consigli a coloro che vogliono resistere al genocidio sanitario

Il confine tra malattia e salute sta scomparendo: siamo tutti potenzialmente malati, come il dottor Knock, e dobbiamo quindi tutti accettare di essere trattati come malati. Questa “nuova realtà” di malattia permanente e onnipresente dovrebbe permettere di mettere la salute nelle mani del biopotere cibernetico. Come? Impiantando nella mente delle persone un parallelo tra i rischi che corrono i nostri computer e i nostri corpi. La cibernetica non distingue tra il vivente e la macchina. Così, il biopotere pone diverse equazioni: uomo = computer; virus biologico = virus informatico; antivirus biologico = antivirus informatico. Bill Gates è l’uomo che incarna questa fusione di informatica e salute pubblica. Da dove viene l’interesse del fondatore di Microsoft per i virus biologici e i vaccini, in particolare attraverso la sua fondazione GAVI – Global Alliance for Vaccines and Immunization? Si sollevano delle domande. Lui e altri transumanisti stanno cercando di trasformarci in nevrotici ipocondriaci integrati volontariamente in un sistema che fonde il corpo umano e le macchine, trasponendo nel mondo biologico ciò che esiste nell’informatica: la paura permanente dei virus, un fenomeno puramente psicologico perché, in realtà, i virus pericolosi sono molto pochi, e l’obbligo di vivere con un antivirus fabbricato, un firewall nel linguaggio informatico, equivalente alla maschera e al vaccino. Tuttavia, l’antivirus biologico naturale esiste già – si chiama sistema immunitario – ma il progetto è di sostituire l’immunità naturale, che è gratuita e universale, con un’immunità artificiale, che sarà fatturata e dipendente da un produttore di antivirus. Come ha detto qualcuno su Twitter [2]:

<<Privatizzazione del sistema immunitario umano in corso: dove prima il tuo corpo faceva il lavoro da solo per ogni infezione, la risposta immunitaria durava tutta la vita, ora avrai bisogno di iniezioni ripetute per ogni variante di ogni virus.>> (Anonimo, Twitter)

  1. Alan Moore, autore dei fumetti V for Vendetta e Watchmen – accessoriamente un mago – ha dichiarato che i pubblicitari sono i nuovi sciamani…

Questo ragazzo è un genio. Ha compreso le costanti universali dell’occultismo, che mostrano la sua bruciante attualità, al di là delle variabili culturali e folcloristiche, che possono produrre una sensazione di lontananza o esotismo. L’occultismo è un rapporto proattivo e interventista con la percezione della realtà per modificarla. Non si tocca direttamente la realtà materiale, si tocca la sua percezione, e soprattutto la sua percezione narrata, inscritta in una narrazione. Possiamo quindi trasformare indirettamente la realtà agendo sulla mente delle persone che la percepiscono. E agire sulla mente significa agire sulla narrazione che racconta la storia della realtà, il principio della narrazione. Non c’è mente al di fuori di una narrazione, un linguaggio, un codice. La mente umana è linguistica, strutturata da una grammatica e una sintassi – i fenomeni psichici non avvengono per caso – e costituita fisicamente da segni linguistici, che sono le “unità discrete”, i mattoni elementari, gli atomi della mente. Per agire sulla mente di un altro come occultista, bisogna quindi agire sulla narrazione che struttura la sua mente, diventare un maestro linguista, un maestro del linguaggio – più semplicemente, un buon scrittore, un buon sceneggiatore – il che spiega il ruolo delle “formule magiche”, quelle che oggi chiamiamo slogan, e che sono onnipresenti nello spazio dei media e della pubblicità.

<<In origine tutti gli aspetti della nostra cultura, sia le arti che le scienze, appartenevano agli sciamani. Il fatto che nel nostro tempo questo potere magico sia degenerato in mero intrattenimento e manipolazione è una tragedia secondo me. In questo momento le persone che usano lo sciamanesimo e la magia per influenzare la nostra cultura sono i pubblicitari. Invece di cercare di risvegliare la coscienza delle persone, il loro sciamanesimo è usato come un oppiaceo per tranquillizzarle e renderle più malleabili. Con la loro scatola magica, la televisione, e le loro parole magiche, i loro slogan, fanno in modo che tutto il paese pensi le stesse parole e le stesse cose banali esattamente nello stesso momento.>> – Alan Moore [3]

Un buon slogan trasforma la tua percezione della realtà e innesca il comportamento, o almeno influenza il tuo comportamento riformulando la tua descrizione della realtà, o narrazione della realtà, e quindi la tua percezione della realtà. Ci sono due modi per influenzare il comportamento degli altri: direttamente attraverso la pressione fisica, o indirettamente attraverso la magia, quella che oggi chiamiamo psicologia, cioè passando attraverso il sistema di rappresentazione e percezione degli altri, quello che hanno in testa, il modo in cui si relazionano con il mondo e come si relazionano con se stessi. La relazione tra il linguaggio e la mente è ancora più stretta di un filtro attraverso il quale si percepirebbe la realtà da una mente che possiede la sua integrità. Infatti, la mente è intrinsecamente una struttura letteraria e linguistica, dipendente da una narrazione. Si entra nella mente, cioè nell’interiorità, dall’esterno del linguaggio e dei significanti, ascoltati foneticamente o letti su un supporto. Se eliminiamo il linguaggio, non c’è più una mente nel senso umano del termine. C’è un’esperienza al di fuori del linguaggio, cioè un’esperienza al di fuori del significato, ma nessuna mente nel senso umano. Provate a pensare qualcosa al di fuori del linguaggio, e capirete rapidamente come la vostra mente sia – e come voi siate – totalmente dipendente dal linguaggio, e in particolare dalla vostra lingua madre. Non c’è un linguaggio privato o interiore. Il solipsismo è una finzione teorica.

<<Non esiste una scienza occulta, esistono solo scienze occultate.>> – Alexandre de Saint-Yves d’Alveydre

In “Le mythe de l’intériorité”, [Ndt: Il mito dell’interiorità] Jacques Bouveresse attinge a Wittgenstein e ai suoi giochi linguistici pubblici per mostrare che siamo esseri intrinsecamente comunicanti, attraversati da un codice imparato e ricevuto dall’esterno. Anche le persone che credono in un’interiorità prelinguistica (ante-predicativa) sono obbligate a passare attraverso il linguaggio, e quindi attraverso l’esterno, per pensare e parlare di esso. La struttura della mente è la struttura del segno linguistico. La mente ha dunque una parte esterna, costituita dal significante, e una parte interna, costituita dal significato. Le due parti sono in un continuum, passiamo da una all’altra senza rendercene conto il più delle volte. L’occultismo non è altro che l’esplorazione di questo nastro di Möbius – per usare una figura della topologia lacaniana – che definisce la continuità semantica tra l’esteriorità ambientale e l’interiorità mentale, e di cui bisogna prendere il controllo se si vuole influenzare il comportamento degli altri. Questa è la Programmazione Neurolinguistica da tempo immemore, tutti la fanno senza saperlo e intuitivamente quando cerchiamo di influenzare gli altri, cioè quando cerchiamo di penetrare discretamente nell’interiorità degli altri per girarli a nostro favore, consapevolmente o no. La psicologia del condizionamento, specialmente il condizionamento furtivo, cioè il mind hacking, un altro nome per l’ingegneria sociale, cioè il passaggio furtivo dall’esterno all’interno della mente, è la forma scientifica dell’occultismo, come sforzo per influenzare gli altri.

A sinistra Sauron e la telecamera si mostrano, a destra l’anello che conferisce l’invisibilità e la macchina fotografica a forma di lampada sono usati per la furtività.

  1. Quindi, al di là dello PsyOp, è possibile considerare il “covidismo” come un rito sovradimensionato attraverso un’amplificazione mediatica senza precedenti?

Tecnicamente, il “covidismo” – la credenza nella narrazione politico-mediatica del Covid-19 – è effettivamente un egregore, un fattore di convergenza e uniformità di comportamento, che deve sincronizzare un numero massimo di individui per farli agire come uno solo. I mass media realizzano una sessione continua di ipnosi collettiva, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che può essere descritta, seguendo Chakhotin, come uno “stupro delle folle”, ma uno stupro consensuale, una penetrazione furtiva dell’interiorità degli altri, per teleguidare gli altri, per agire su di loro dalla loro esteriorità senza che ne siano pienamente coscienti. Tutto questo evoca il concetto di Inception, come nel film di Christopher Nolan, che consiste nel penetrare nell’inconscio di un’altra persona per depositare un’idea, una parola chiave, un significante scatenante che si attiverà in un dato momento, non sempre immediatamente, come una bomba a orologeria. Questo è il ruolo del simbolo dell’arcobaleno e di tutti i segnali di raduno, hashtag, graffiti, slogan, e la pratica di ingegneria sociale del phishing, basata sul doppio significato, l’ambivalenza semantica, che fa passare un significato sotto la copertura di un altro significato, con un significato nascosto in un altro significato, il principio della steganografia.

Una volta usato dalle cause ecologiste e LGBT globaliste, l’arcobaleno dello slogan #EverythingWillBeGood ha inondato le finestre del mondo al primo confinamento. PsyOp o noachide egregore?

In effetti, tutti noi facciamo il bagno in un ambiente semantico condiviso e tutti noi pratichiamo naturalmente questa influenza subliminale sugli altri, per programmarli, deprogrammarli o deprogrammare e riprogrammare noi stessi quando siamo a disagio con un’influenza psicosociale che riteniamo dannosa. L’occultismo e le sue versioni scientifiche come l’ingegneria sociale consistono dunque nel fare coscientemente e in modo razionale, metodico e pianificato ciò che già facciamo spontaneamente, come Monsieur Jourdain che prende coscienza di parlare in prosa da secoli. Il metodo Nudges, che consiste nell’avvolgere gli altri rivestendo il loro ambiente con incentivi soft o indiretti, sta diventando ben noto al grande pubblico. Portato alla sua conclusione logica, questo sforzo di influenzare gli altri culmina nella “zombificazione”, cioè l’abolizione della coscienza riflessiva per ridurre gli altri a schiavi mentali, marionette che obbediscono a comando. Per tornare al coronavirus, il risultato concreto di questa operazione di Mind Control di massa è questo balletto di zombie che vediamo svolgersi intorno a noi ogni giorno. Tutte queste persone che indossano maschere per strada o che sono inoculate con prodotti genetici sperimentali sono sotto l’effetto di un incantesimo, una vera e propria operazione psicologica di ingegneria sociale, cioè di hacking mentale o di rito occultista di massa, nel senso di Alan Moore.

  1. Se il legame tra ingegneria e magia può essere riassunto nella furtività, la cabala, abile nei piccoli calcoli e nei grandi segreti, ne è la quintessenza?

Maghi, illusionisti, prestidigitatori e altri mentalisti sfruttano i punti ciechi della percezione e dell’attenzione del pubblico, quelle zone schermo dietro le quali ci si può nascondere e che sono generate dai pregiudizi psicologici e cognitivi del normale funzionamento del cervello. Lo stesso vale per l’ingegneria sociale nel suo aspetto di hacking, che non è altro che hacking psicologico e cognitivo perché attacca non la macchina ma il suo utente lungo due assi, il furto d’identità e la violazione della fiducia, giocando con la sensibilità degli altri secondo la trilogia di Karpman di salvatore/scudo/vittima. In tutti i casi, una dose di furtività è necessaria per agire.

La realtà, cioè l’atto effettivo dell’ingegneria magica, cioè la modifica intenzionale del legame sociale, deve diventare invisibile ed essere sostituito da un’illusione di trasformazione spontanea. Per esempio: se i media non parlassero del Covid-19, la gente non saprebbe nemmeno che esiste. La realtà sarebbe diversa: i sintomi del Covid-19 verrebbero interpretati come una normale influenza o polmonite, e nessuno accetterebbe le cosiddette misure sanitarie totalitarie. Il nome, l’atto di nominare una cosa, la fa esistere, sia sottolineandola ed estraendola dal rumore di fondo, sia facendola diventare qualcosa dal nulla, creazione ex nihilo.

Nella controversia tra realismo e nominalismo, il linguaggio ha scelto: è nominalista. La magia cabalistica sfrutta le risorse nominaliste del linguaggio ma ha bisogno di farvi credere al realismo per produrre un’illusione di oggettività indiscutibile nascondendo il gesto soggettivo della costruzione linguistica della realtà. Mi sono divertito ad anglicizzare questo costruttivismo inventando il concetto di « reality-building ». L’ingegneria sociale, come la cabala, consiste nel nominare le cose per farle esistere, cancellando il gesto della denominazione creativa, il gesto della funzione performativa del linguaggio, per dare l’illusione che avvenga da sé.

Il potere politico in generale consiste nell’applicare tutte le risorse di questo nominalismo furtivo, per implicare che le cose nominate dal potere non dipendono dalla sua volontà ma esistono oggettivamente, il che permette di stabilire nella mente della gente il dominio simbolico della narrazione del potere.

Ogni fratello ne implica un altro!

  1. In questa prospettiva, il panopticon di Jeremy Bentham non è che l’applicazione dell’En To Pan caro alla Gnosis…

Michel Foucault ha il merito di aver mostrato l’attualità del concetto di Bentham del panopticon, quel modello di prigione in cui i prigionieri non sanno se sono osservati o meno dalle guardie, il che li porta a interiorizzare la sorveglianza come un rischio permanente e ad autodisciplinare il loro comportamento. Qui troviamo il punto di partenza per una riflessione sull’esercizio del potere nel campo sottile. I corpi non hanno più bisogno di essere disciplinati da altri corpi o dalla materia. Il dominio dei corpi è psicologico e interiorizzato, cioè è un’auto sottomissione dei corpi da parte della mente, sotto forma di una parola proveniente dall’esterno e assimilata, con la quale ci si identifica. La noosfera, la “sfera del pensiero umano” di Teilhard de Chardin [4], una nozione vicina al grande Altro di Lacan o all’inconscio collettivo junghiano, esercita una forza di costrizione sugli individui e ne plasma la realtà.

Ne vediamo i risultati con quelle persone che indossano ancora le maschere anche quando non è più obbligatorio. La mente, cioè l’informazione diffusa dal potere, controlla e disciplina i corpi senza bisogno di un poliziotto o di una guardia carceraria.

L’utilitarista inglese Bentham applica i precetti massonici e danteschi (bottom-up e outside-in) spostando le quattro torri di guardia della prigione all’interno per monitorarla dal panopticon. Fu anche questo autore che usò per la prima volta il neologismo “internazionale” nel 1780, in Un’introduzione ai principi della morale, per riferirsi al diritto delle nazioni. Capire il loro fine.

Negli esseri umani, l’informazione è più forte della materia prima, più forte dell’istinto di autoconservazione e può modellare il comportamento fino al suicidio collettivo. Questo è ciò che la psicologia chiama pulsioni di morte, che sono un effetto del linguaggio umano, assente negli animali. Cercate di far indossare volontariamente agli animali delle maschere che impediscano loro di respirare. Il loro istinto vitale si ribellerà rapidamente, a meno che non siano in un processo di umanizzazione, sensibilizzati al linguaggio umano e ai suoi effetti de-realizzanti, cioè addestrati come cani sotto l’influenza della parola di un padrone. Tutto il dominio del significato, della semantica, dell’informazione linguistica è esso stesso materia, ma organizzata in modo neghentropico per ridurre l’incertezza. Il suo carattere morboso ed entropico nasce quando cerca di inquadrare totalmente la realtà e il suo carattere sempre imprevedibile. L’utopia di porre fine all’incertezza è, del resto, il principio guida del bio-potere, un altro concetto ripreso dall’opera di Foucault e rielaborato da Giorgio Agamben. L’apice del potere è il controllo scientifico di ogni aspetto della vita, e l’artificializzazione del mondo naturale per quanto possibile. La ricerca sulle interfacce cervello/macchina o corpo/macchina, cioè l’accoppiamento diretto del cervello o del corpo con un dispositivo informatico chiuso o aperto come internet, è già vecchia. Un esempio ben noto è lo sviluppo di impianti elettronici sottocutanei, chip RFID o altri, e la ricerca su come farli accettare dalla popolazione in modo sorridente e rilassato. Ricordiamo le feste per l’impianto che hanno avuto luogo in vari paesi, tra cui Francia [5].

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  1. Secondo gli gnostici, il diavolo non avrebbe limiti [6]. Tutte le speculazioni sono dunque di natura diabolica? Questo evoca la dialettica della mappa e del territorio, e il tentativo del simbolo, o del pensiero, di modellare la realtà. Isteria, paranoia, schizofrenia sono nomi colti per sintomi identificati nella demonologia. Cambiano solo i significanti?

Per l’occultismo, il pensiero non deve accontentarsi di modellare la realtà, la mappa non deve limitarsi a rappresentare il territorio: il pensiero deve essere il reale, la mappa deve sostituire completamente il territorio. Per qualificare questo momento in cui l’immagine della realtà soppianta la realtà, Jean Baudrillard ha parlato di iper-realtà. Per ottenere questo, il reale deve essere relegato definitivamente ai margini, in modo che il reale non sia più il punto di riferimento del pensiero, in modo che non ponga più un limite al libero gioco del pensiero speculativo. Dobbiamo essere in grado di riconoscere senza battere ciglio e senza dissonanza cognitiva che 2 + 2 = 5, o che una donna che dice di essere un uomo è un uomo.

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Dictionnaire infernal di Jacques Collin de Plancy.

Vedi anche il capitolo XX (Gog e Magog) dell’Abrégé de démonologie di Jean Vaquié.

Per l’occultista, il pensiero, la rappresentazione della realtà, deve essere libero rispetto alla realtà: libero di deformarla, ma soprattutto libero di non essere più indicizzato alla realtà al di fuori di sé, quindi libero di essere autoreferenziale. In economia, la speculazione infinita, senza limiti, appare quando il valore d’uso scompare a favore del valore di scambio, quando il denaro si riduce a un segno. La perdita di contatto con un referente reale e la preferenza data ai segni, cioè alle idee, è sintomatica dell’entrata nella follia, che è una specie di ubriacatura del linguaggio, un’ubriacatura delle idee, un’ubriacatura semantica, perché il pensiero non vuole più tener conto dei limiti di significato, limiti materiali, oggettivi, che smorzano la deriva interpretativa. Per il paranoico, tutto ha senso, tutto è interpretabile, non ci sono limiti alla sua interpretazione della realtà e al suo sistema di idee. La trasgressione di tutti i limiti, l’eccessività, l’arroganza, la negazione della realtà e i deliri di onnipotenza caratterizzano molte patologie mentali e comportamentali che un tempo venivano descritte come stati di possessione demoniaca. I significanti sono cambiati, il che ha avuto un impatto anche sulla formulazione dei sintomi e sul loro significato. Oggi, un’isterica non dirà che è posseduta dal diavolo ma che vuole divertirsi e divertire, o che sta conducendo una lotta femminista contro il patriarcato.

  1. L’armonia giacobina egualitaria, tutto è pesato, anche sanificato, e dopo aver cercato di mettere la Francia in scacco, ora fa fiorire i cubi attraverso un mondo degno del computer di 2001, Odissea nello spazio. Programmazione genocida in vista?

Lo spirito giacobino della rivoluzione francese è lo spirito del progressismo massonico, cioè lo spirito scientista, matematico, geometrico. Naturalmente, questo approccio interamente quantitativo al mondo, che riduce tutto a numeri, è abbastanza diffuso al di là del pensiero massonico e si può trovare in vari tempi e in vari luoghi. Le culture ebraica e arabo-musulmana assegnano un valore numerico alle lettere dei loro alfabeti, il che ha dato origine alla numerologia mistica, o gematria, che si sviluppò anche nell’antica Grecia al tempo di Pitagora, continuò con Platone e la famosa frase incisa all’ingresso della sua scuola – “Nessuno entra qui se non è un geometra” e fiorì nella tecno-scienza occidentale. Un’espressione politica di questo può essere trovata nel progetto di una griglia amministrativa della Francia in dipartimenti disegnati in quadrati, racchiudendo la vita in forme ortogonali, [Ndt: come la divisione dell’Africa e del medio oriente] un programma elaborato sotto l’Ancien Régime e che fu ripreso dai primi rivoluzionari nel 1790 prima di essere abbandonato sotto la pressione della realtà. Il cubo è la proiezione tridimensionale del quadrato, cioè dell’angolo retto, che non esiste in natura. Trovare una forma ad angolo retto in natura significa che un’intelligenza deve essere andata lì per farla.

Questo è l’intero significato del monolite nero, come un cubo allungato, nel famoso film di Stanley Kubrick che lei cita. È totalmente nero e senza significato, il che significa che può ricevere tutti i significati perché non ne porta nessuno da solo. Perché? Perché, come direbbe Marshall McLuan: “Il mezzo è il messaggio”. Perché è la forma materiale ortogonale che conta, che è significativa, nel senso che contrasta con tutto ciò che la natura può produrre naturalmente, e che quindi si segnala come necessariamente un prodotto culturale, un artefatto, e quindi la traccia di un’intelligenza. Il monolito nero di 2001 simboleggia l’emergere del puro intelletto e della cultura soprannaturale: appare nei primati quando inventano il primo strumento, la prima protesi; appare sulla Luna come simbolo del passaggio di un’intelligenza extraterrestre, che la squadra di astronauti umani scopre con stupore; riappare alla fine, come specchio dell’intelligenza artificiale Hal, il computer ammazza uomini, per suggerire allo spettatore qual è il senso della Storia, che può essere riassunto in poche parole: “La cultura deve sostituire la natura.” Sostituire significa uccidere. La cultura deve uccidere la natura, lo spirito deve uccidere il corpo, questo è il nucleo concettuale del pensiero gnostico, progressista, utopico, prometeico, transumanista e massonico. Ciò che era impossibile in natura diventerà possibile culturalmente, attraverso la tecno-scienza, e renderà la natura obsoleta. Lo spirito vincerà la materia. L’anima vincerà il corpo. L’utopia supererà la realtà.

  1. Poiché la massoneria costruisce la città come un quadro di una loggia per acclimatare la popolazione, lasciare questa ideologia non implica la distruzione dei suoi punti di riferimento [7] urbani che danno ritmo alla vita e quindi al pensiero?

Il principio progressista “La cultura deve uccidere la natura” trasposto nell’ambito estetico significa che l’angolo retto deve sostituire, o uccidere, la forma naturale, piuttosto arrotondata. L’architettura contemporanea ha diffuso questo nuovo ordine visivo massonico in tutto il mondo con l’emergere del cosiddetto “stile internazionale” nel XX secolo, cioè l’uso diffuso di torri rettangolari fredde e senza anima. Queste forme geometriche pure e impersonali sono in contrasto con tutta l’architettura tradizionale e ancestrale, che imita la natura ed è spesso antropomorfa, disegnata a immagine del corpo umano, o in cerchi concentrici, volte, archi, talvolta decorati con statue, il che spiega perché la gente si riconosce in esse. D’altra parte, l’architettura moderna, così come la pittura astratta, non assomiglia a nulla di ciò che esiste in natura e non è fatta per gli esseri umani.

Lo zoo di piante della BNF è molto ben inquadrato. Presto un anteprima di mondi fantasma?

L’edificio della nuova Bibliothèque nationale de France radicalizza l’antinaturalismo con la sua vegetazione totalmente incorniciata, letteralmente circondata e cinta da una costruzione minerale interamente ad angolo retto, e dove gli alberi del giardino interno devono essere sostenuti da cavi metallici per non cadere. Il messaggio è forte: la natura non deve più essere autosufficiente, indipendente, autonoma, deve essere riscritta, ridisegnata, ricomposta, ristrutturata, posta sotto la dipendenza della cultura. Lo spirito massonico è l’odio della natura e il progetto di rieducarla, di trasformarla, di ucciderla mettendola sotto la tutela della cultura. Applicato alla natura umana, è il programma transumanista, il Grande Reset, ecc. Per far accettare questo progetto globale, useremo termini con connotazioni positive e parleremo di civilizzare la natura, come parliamo anche di aumentare l’uomo con nuove capacità e nuove protesi. Ma non dobbiamo illuderci: con il pretesto di civilizzare, aumentare o riparare il mondo naturale, l’obiettivo è distruggerlo, come vuole la Cabala con la nozione di Tikkun Olam. Per distruggere la natura e sostituirla interamente con la cultura, bisogna cominciare a sterilizzare la natura. La sostituzione di frutta e verdura fertile, con semi e noccioli, con frutta e verdura sterile, senza semi e noccioli, è l’obiettivo dello sviluppo degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), introdotti anche nelle terapie genetiche inoculate con il pretesto del Covid-19, e che sterilizzeranno la specie umana. I semi vegetali e animali devono diventare oggetto di un mercato, ma soprattutto di un controllo. Trasposto agli esseri umani, la procreazione deve diventare interamente assistita – dal punto di vista medico e scientifico – per mezzo di uteri artificiali o altri dispositivi di laboratorio. Se questa logica viene portata alla sua conclusione logica, il mondo reale è ridotto a una terra desolata, e interamente riprodotto in un simulacro virtuale sotto controllo totale, come nel film Matrix. La sterilizzazione dei vivi è il filo conduttore del capitalismo Globalista. È anche, purtroppo, ciò che definisce il nostro ambiente socio-economico globale, attaccando la nostra specie con la LGBT, una vasta operazione di normalizzazione e promozione di una sessualità sterile, e che dal 2020 ha ingranato una marcia in più con la dittatura sanitaria. Di fronte a questo disastro, i pensatori naturalisti e ambientalisti sono davvero stimolanti fonti d’ispirazione.

  1. Per raggiungere questo obiettivo, non dovremmo puntare su questi punti di riferimento, perché anche se ce ne sono di più, non c’è possibilità di scappare, come attesta il dominio bi-secolare?

L’obelisco verso il quale concordano tutti gli apparati repubblicani

Dobbiamo puntare alla qualità nella metapolitica, ma nella politica concreta sul terreno, dobbiamo puntare alla quantità, cioè alla media, e non temere una forma di livellamento verso il basso, perché è così che funzionano le società umane. Si dice che la democrazia sia nata nell’antica Grecia, ma in realtà è consustanziale a tutte le forme di organizzazione umana, poiché è il regno della media e del consenso. Anche i dittatori si preoccupano di ciò che pensano le masse, almeno per plasmare ciò che pensano e cercare di stroncare sul nascere qualsiasi dissenso emergente. Qualsiasi tribù preistorica o isolata nel profondo della foresta amazzonica deve sviluppare un consenso tra i suoi membri, con negoziazioni, compromessi e strategie di persuasione, che tirano l’intelligenza collettiva verso una media. Questo è ciò che dà fastidio all’attuale potere Globalista, che ha deciso di sostituire le persone con delle macchine per non dover più lavorare alla costruzione di questo consenso per tutto il tempo. La fabbricazione del consenso e dell’opinione pubblica ha un costo, e le autorità non ne possono più. È una buona cosa per loro, perché oggi possiamo automatizzare praticamente tutto. Allora, per sfuggire alla sterilizzazione, allo spopolamento e al genocidio, bisogna capire che il problema non può essere ridotto alla cabala o alla massoneria. La decostruzione completa di tutti i loro simboli architettonici purificherebbe certamente l’ambiente visivo, ma non metterebbe fine alla dialettica della natura e della cultura, che è universale. Personalmente, considero addirittura questo come senso problematico della storia. Come possiamo gestire il progresso tecnico in modo che non diventi una minaccia per la vita? La prima risposta è anti-progressista, o “luddista”: rifiutare il progresso tecnico. La seconda risposta è massonica: la cultura ucciderà inevitabilmente la natura, quindi tanto vale andare fino in fondo. Guillaume Faye ha proposto una soluzione intermedia con l’archeo-futurismo, ma pone un problema di coerenza interna. Nessuna di queste tre risposte è soddisfacente. Nella misura in cui questa problematica è universale, è presente anche nella cabala e nella massoneria, ovviamente. Ma se contiamo il numero di persone che accettano di uccidere la natura – di uccidere la loro natura – in nome del progresso culturale, dobbiamo ammettere che questo è ben oltre i numeri della cabala e della massoneria. Queste forze occulte e occultiste hanno molti relais compiacenti tra la gente. Il loro dominio bi-secolare si realizza con una vera complicità popolare, basta uscire in strada e contare le maschere per rendersene conto. Oggi, da parte mia, penso che dobbiamo smettere di dare la colpa di tutto alle minoranze attive e chiederci se, alla fine, la maggioranza silenziosa non abbia più responsabilità in quello che sta succedendo. Questo discorso, che consiste nell’esonerare le persone buone, o gli individui che provengono da esse nelle “forze dell’ordine”, dalla situazione, per accusare solo gli oligarchi, è controproducente. Direi che il poliziotto comune, che proviene dalla classe media come me, ma che tuttavia mi multa perché non indosso una maschera per strada, ha più responsabilità della situazione di Jacques Attali, Bill Gates o Klaus Schwab. Queste tre figure del Grande Reset credono di avere interesse a distruggere tutto, e fanno il loro lavoro con molta applicazione e coscienza professionale, ma dov’è l’interesse del poliziotto di base, che sarà lui stesso sacrificato alla fine, e sostituito da un drone di sorveglianza? Qual è l’interesse dei poliziotti che verranno a prenderci a casa per portarci al centro di vaccinazione obbligatorio? Questo divario tra l’interesse ben compreso dell’individuo e il suo comportamento rende questo comportamento ancora più imperdonabile quando l’individuo non ne beneficia.

  1. Grazie per le tue risposte, noto la pubblicazione del tuo ultimo libro sul suprematismo bianco e le sue origini – anche occulte – e il Grande Reset…

Negli ultimi anni, il discorso politico e mediatico si è impadronito della questione del suprematismo bianco e lo ha presentato come una minaccia universale…

Che cos’è veramente? Il suprematismo razziale in generale è la dottrina che afferma l’esistenza di una gerarchia tra le razze e la superiorità di alcune razze sulle altre. La sua espressione meglio documentata è il suprematismo bianco, che ha avuto quattro tentativi storici di trovare forma istituzionale in regimi politici: la Confederazione del Sud, estesa nel Ku Klux Klan; l’apartheid in Sud Africa; il Terzo Reich; e l’Ucraina post-sovietica. Quattro tentativi, ma anche quattro fallimenti.

Prima di esprimere un giudizio sul suprematismo bianco in quanto tale, questo studio mira soprattutto a rispondere alla domanda: “Perché questi fallimenti?”. Sono cause interne o esterne? Sono endogene o esogene? I ripetuti fallimenti sono dovuti a un difetto di progettazione o a nemici troppo potenti? Forse entrambi, dato che il suprematismo bianco può essere di fatto il suo miglior nemico.

È vero che i “bianchi” sono minacciati di estinzione a medio termine dalla globalizzazione del commercio e della tecnologia, ma non sono i soli. I nazionalismi indigeni di tutti gli orizzonti possono e devono unire le forze per rivendicare i loro diritti e combattere insieme contro i loro nemici comuni, appoggiandosi giuridicamente alla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni.

I nazionalisti bianchi, finalmente liberati dalla tentazione del suprematismo, e le loro controparti – nazionalisti arabi, nazionalisti africani, ecc – hanno del lavoro da fare, perché il compito non è facile. Il compito che ci aspetta è immenso. Determinerà se la specie umana sopravvivrà o meno alla bio-politica Globalista e al Grande Reset, cioè la Grande Sostituzione con l’intelligenza artificiale, la robotizzazione e le chimere genetiche umane/animali.

Il nuovo libro di Lucien Cerise

In questo ultimo libro, Lucien Cerise condivide le sue riflessioni sui pericoli mortali che minacciano i popoli indigeni del pianeta, e più particolarmente i popoli indigeni d’Europa. Presi tra il Grande Reset Globalista, da un lato, e la tentazione suprematista, dall’altro, e sapendo che queste opzioni apparentemente antagoniste alla fine convergono sul transumanesimo, i popoli indigeni non hanno altra scelta che respingere entrambi. Allora, qual è la soluzione per uscire vivi da questa situazione? Il Nazionalismo indigeno.

Gregor Ovitch

Scelto e curato da Jean Gabin