I trasportatori ferroviari statunitensi stanno annullando i loro contratti di consegna obbligatoria su centinaia di migliaia di vagoni di cereali sfusi al bestiame e alle aziende casearie in America. In questo momento, decine di migliaia di animali da latte rischiano di morire di fame nel giro di poche settimane, e le forniture di grano saranno finite in molte aree in pochi giorni. È importante notare che se gli animali da latte vengono abbattuti a causa della mancanza di grano, ci vorranno molti anni per ricostruire le aziende casearie al livello attuale.

Dite addio a latte, a quello artificiale, al formaggio, yogurt e proteine del siero di latte a prezzi accessibili.
Ovviamente sarà disponibile carne a buon mercato a breve termine a causa della macellazione di massa di animali che gli agricoltori non possono permettersi di nutrire.
Mentre la catastrofe logistica avanza, si vedrà crollare i prezzi della carne per un periodo breve. Questo perché gli agricoltori e gli operatori lattiero-caseari saranno costretti a vendere le loro mucche ai macelli perché non possono permettersi di nutrirle. Questo può essere causato sia da una mancanza di fornitura di mangime che dai prezzi del mangime alle stelle.
[NDR di Alessia: in tale contesto vanno inserite le carni suine e avicole]
Ma siamo ad aprile 2022 e l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti in UE non si ferma. Questo comporta che presto si innescherà l’effetto domino in cui i prezzi elevati dei cereali porteranno molti allevatori a non proseguire.
Anche gli alimenti vegetali stanno subendo un’inflazione allarmante dei prezzi, possiamo anche in massa diventare improvvisamente vegetariani, ma attualmente con la crisi dei fertilizzanti anche i cereali, i legumi, la frutta, le noci e le verdure stanno subendo livelli allarmanti di inflazione dei prezzi. Quindi la scarsità di questi articoli arriverà a peggiorare ulteriormente.
Per finire, i prezzi dei fertilizzanti stanno salendo alle stelle in tutto il mondo, il che significa che sempre meno agricoltori si prenderanno la briga di piantare colture di qualsiasi tipo, dato il rischio finanziario molto più alto associato ai costi dei fertilizzanti di 2.000 dollari/acro. (Che due anni fa erano solo 200 dollari/acro).
E poi c’è da considerare l’aumentato costo del carburante che colpisce il mondo agricolo, il trasporto e anche la disponibilità di pesticidi.
Quindi non un outlook positivo per il 2023/2024.
L’aumento dei prezzi del cibo porterà a rivolte, disordini civili e razionamento del cibo.

Ora vediamo la risposta Italiana al problema mondiale
Dall’Unione Europea arriva il via libera alla semina (ci viene concesso e non possiamo decidere n.d.r.) in Italia di altri 200mila ettari di terreno per una produzione aggiuntiva di circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione, necessari per ridurre la dipendenza dall’estero. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti al vertice con il Ministro Stefano Patuanelli in riferimento alle misure europee adottate per fronteggiare la crisi per la guerra in Ucraina con la messa a coltivazione di ulteriori quattro milioni di ettari nella Ue per ridurre la dipendenza dalle importazioni dei principali prodotti agricoli e dei fattori produttivi, che sta mettendo in difficoltà la capacità di approvvigionamento in Italia e nell’Unione Europea. Tra le regioni più interessate – sottolinea la Coldiretti – ci sono la Campania con 10.500 ettari, la Lombardia con 11.000, il Veneto con 12.300 ettari, il Piemonte con 17.544 e l’Emilia-Romagna con 20.200.
Con gli interventi straordinari decisi dalla Commissione Ue può essere garantita all’Italia una produzione aggiuntiva stimata dalla Coldiretti in circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e di tenero per fare il pane secondo l’analisi della Coldiretti, che sottolinea come nel medio periodo si tratti di un quantitativo che può aumentare di almeno cinque volte con la messa a coltura di un milione di ettari lasciati incolti per la insufficiente redditività …
… Un obiettivo raggiungibile per l’Italia che – secondo la Coldiretti – ha abbandonato negli ultimi 25 anni più di un appezzamento agricolo su quattro (il 28% della superficie coltivabile), perché molte industrie hanno preferito approvvigionarsi all’estero speculando sui bassi prezzi degli ultimi decenni anziché fare accordi di filiera con compensi equi come propone la Coldiretti per stabilizzare le quotazioni e garantire nel tempo l’approvvigionamento. Una soluzione che consentirebbe di limitare fortemente la dipendenza dell’Italia dall’estero da dove arriva ora – continua la Coldiretti – circa la metà (47%) del mais necessario all’alimentazione del bestiame il 35% del grano duro per la produzione di pasta e il 64% del grano tenero per la panificazione, che rende l’intero sistema e gli stessi consumatori in balia degli eventi internazionali.

Peccato che nello stesso report venga specificato che le aziende non sanno come affrontare gli aumenti insostenibili per energia, mangimi, concimi. Insufficienti secondo la Coldiretti anche i livelli di aiuto previsti dal Quadro temporaneo aiuti di Stato per la crisi Ucraina, appena pubblicato, che prevede un tetto massimo di 35.000 per azienda agricola, ampiamente al di sotto delle reali esigenze
In soli sei mesi di ci si accorge che non possiamo ripristinare la nostra sicurezza alimentare e ridurre la dipendenza dalle importazioni agricole.

GIORNATA MONDIALE DEL SUOLO: -28% DI TERRA COLTIVATA IN ITALIA – 5 Dicembre 2016 – Giornata Mondiale del Suolo: -28% di terra coltivata in Italia https://giovanimpresa.coldiretti.it/notizie/attualita/pub/giornata-mondiale-del-suolo-28-di-terra-coltivata-in-italia/

https://www.magredinatura2000.it/ripristino-incolti.html: il processo di ricostruzione dei magredi attraverso questa azione risulta molto lento in quanto le aree coltivate presentano un suolo alterato rispetto alle condizioni originarie che permettevano la presenza delle praterie aride. Anche dopo gli interventi di ripristino permangono nel terreno l’eccesso di nutrienti e più in generale una situazione condizionata per anni dall’uso di pesticidi e fitofarmaci, nonché dalla cospicua proliferazione di infestanti che possono persistere anche per alcune decine di anni prima di lasciar spazio alle componenti autoctone. Molte delle specie magredili ad avvenuto ripristino, anche quando tentano di attecchire, nelle aree zone più degradate si trovano spesso in condizioni di distribuzione frammentata e presentano scarse capacità di affermazione.
… le terre incolte sono le terre degradate e non utilizzate. Sono economicamente improduttivi, ecologicamente inadatti e soggetti a deterioramento ambientale. Le cattive pratiche di terra hanno portato alla malnutrizione e al declino della capacità produttiva del suolo. La produzione di biomassa in queste terre è inferiore al 20% del suo potenziale complessivo. Comprende le aree colpite dal disboscamento, dal burrone, dall’erosione dei burroni e dei burroni, dalle terre fluviali, dalle coltivazioni in movimento, dalla salinità e alcalinità, dalle dune di sabbia e spostamento, dall’erosione del vento, da un’estrema carenza di umidità, da sabbia costiere, ecc. Queste terre degradate sono ecologicamente instabili con perdita pressoché completa del terreno superiore e non sono adatte alla coltivazione a causa del declino della loro qualità e produttività. Diverse categorie di aree desolate degradate in termini di proprietà pubblica o privata sono state indicate in diverse relazioni. Le terre degradate pubbliche non forestali rappresentano la proprietà del governo, come il dipartimento delle entrate, il dipartimento dei lavori pubblici, le ferrovie, ecc.https://it.triangleinnovationhub.com/why-wastelands-are-ecologically-unsuitable-environmental-deterioration

E non costa poco pulire un terreno agricolo. Ho detto pulire, mica rendere fertile e produttivo. https://www.habitissimo.it/preventivi/pulire-terreno-agricolo

In Italia i terreni incolti sono tanti e da molti anni, a Roma pensano di ripristinare tutto in due giorni? E questa chicca se non sei preparato sfugge alla totalità degli italiani. Serve molto tempo per ricostituire un terreno e renderlo di nuovo fertile e adatto all’agricoltura. Nel medioevo lo capirono e ci impiegarono montagne secolari di tempo. In Italia da moltissimi anni ci sono estesi terreni agricoli non più coltivati. MA per renderli di nuovo performanti a tale scopo serve di nuovo una montagna di tempo e di investimenti che non abbiamo in riserva. Nemmeno in riserva abbiamo i fertilizzanti. Quindi cosa riconvertiamo chi e cosa in pochi mesi? No perché vorrei tanto capirlo!

Sempre Comunque Ovunque Alessia C. F. (ALKA)

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.