Su Padre Pio si è scritto e detto di tutto sia contro che a favore. Ancor oggi il frate di Pietrelcina divide nelle sue affermazioni e scelte nette essendosi messo contro buona parte del clero dialogante con i poteri luciferici del mondo1. Vi sono sinceri amici del Padre che hanno compreso il suo reale messaggio, laddove vi sono, allo stesso tempo, coloro che utilizzano il Padre come specchietto delle allodole per fare affari e per avere un’autorità che non possiedono per poi cadere negli scandali2.

In questo breve elaborato vorrei portare un contributo fondamentale alla conoscenza di aspetti, vicende ed atteggiamenti del Santo che è ancor oggi sono volutamente ignorate, se non profondamente combattute da “santa” madre chiesa, perché la Chiesa è tale solo in essa regna l’Amore di Dio e la sua Testimonianza, e non certamente la volontà di potenza o di dialogo con enti, forme psichiche e passioni del mondo.

Volendo andare nelle minuzie, si è fatta un’opera di completa disinformazione e di rielaborazione in chiave modernista e controllabile della sua figura specialmente dopo la sua dipartita. Si vede che il Padre rimane divisivo anche dopo morto per la sua opposizione al Concilio Vaticano II che il Padre considerava un’opera satanica, ed anche per il suo amore verso la Monarchia italiana perché spesso il Padre diceva: «la Repubblica divide, la Monarchia unisce» riprendendo una citazione di Francesco Crispi3.

Pertanto non scriverò della sua vera bontà, del suo sguardo penetrante, della sua capacità di leggere le anime, nemmeno toccherò il numero di miracoli che il frate ha potuto ottenere da Dio per molte persone che si erano recate da lui con fiducia, così come la sua capacità di vedere il profondo del cuore degli uomini e delle malefatte dei suoi confratelli ancor oggi al centro dell’attenzione di vari giornalisti4. Non toccherò neppure la sua indubbia santità che alla fine si è dovuta accettare e validare, perché le evidenze erano tali che si sarebbe rischiato l’ira del popolo5.

Parlerò di chi egli era veramente, di che ruolo aveva nella Cristianità e del mistero di alcune sue scelte di uomini laici, che sono stati i suoi aiutanti diffidando, il padre, ed a ragione, della fedeltà e delle capacità dei suoi confratelli, che oggi si sciacquano la bocca mettendo in giro frasi e realtà parziali, se non parimenti menzogne su di lui e le sue persone di fiducia.

Padre Pio, ancor oggi, è un personaggio scomodo6, come lo sono i grandi santi che Dio invia ogni tanto sulla terra e che sono dei separatori, dividendo con la spada della parola, la menzogna dalla Verità.

Intorno al Padre è stato costruito un business di miliardi di Euro, si sono scritti libri, storie e contro-storie, si è parlato dei suoi miracoli straordinari, ma non si è mai, ribadisco mai, parlato del suo incarico più vero nella Cristianità. I Santi che Dio manda hanno sempre degli incarichi speciali, non sono delle casualità. Purtroppo vi sono santi che santi non sono (anche se sono creduti tali) e santi che conosce solo Dio e che gli uomini capiranno nei tempi.

La sua severità si accompagnava alla dolcezza ed a volte era misterioso come approcciasse le persone. Una volta, mi raccontò un suo figlio spirituale, il dottor Luigi Gaspari7 (anch’egli perseguitato dalla chiesa e trattato come eretico), di come il Padre intervenne in una situazione complicata. Un uomo aveva rubato alcuni gioielli della statua della Madonna nella chiesetta del convento. Dopo un’accurata ricerca molti, specialmente i più fanatici del Padre, trovarono il ladro e lo portarono al suo cospetto. Il Padre li rimproverò dicendo loro: «ma che fate, lui e la sua famiglia stanno morendo di fame; i gioielli glieli aveva dati la Madonna, affinché li vendesse per portar da mangiare. Cosa state facendo, come vi siete permessi?!» Le persone rimasero allibite perché non riuscivano a capire come il Padre non avesse esercitato la stessa severità che adoperava con loro. Era severo con loro perché sapeva che non erano persone di cuore, e pertanto esercitava con essi la durezza della Legge. Questo è uno degli episodi più interessanti affinché si possa avere una maggior conoscenza di tanti particolari omessi dalla vulgata ufficiale.

Ciò che andrò pertanto ad esporre è tratto da materiale che misi da parte negli anni ‘80 per tempi migliori, e probabilmente sono questi tempi difficili ed onerosi per l’umanità, la base più valida per parlare del suo ruolo spirituale come annunciatore. Padre Pio era in principio più che un Santo, un Profeta. Egli doveva annunziare il nuovo eone che avrebbe sostituito i tempi della Legge Mosaica che per duemila anni aveva regnato e che nel terzo millennio si sarebbe dovuta evolvere e completare durante il terzo millennio nell’amore unificatore in linea con i desideri di Cristo che lasciò appunto solo due comandamenti.

Cristo è stato sepolto tre giorni che rappresentano tremila anni, perché per Dio un giorno è un millennio; infatti sta scritto: “Perché mille anni, agli occhi tuoi, sono come il giorno di ieri quand’è passato…” (Salmo 90:4). Pietro conferma lo stesso concetto nel Nuovo Testamento: “Ma voi, diletti, non dimenticate questa unica cosa, che per il Signore, un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno” (2 Piet. 3:8).

Cristo infatti disse nel discorso di addio ai suoi discepoli: «vi do un comandamento nuovo, che (vi) amiate gli uni gli altri; come (io) ho amato voi, (vi comando) che anche voi (vi) amiate gli uni gli altri» (Gv 13,34)8.

Questo comandamento dell’amore è l’unico che rivolta completamente la Legge mosaica che è fonte di maledizione, se non la esegui alla lettera e che non contempla debolezze nell’uomo9. Pertanto se si ama non si ruba, non si desidera la donna d’altri, non si nomina il nome di Dio invano, non ci si dimentica di onorare il padre e la madre (con buona pace dei distruttori genderisti della sacralità della famiglia), non si uccide, non si commettono atti impuri (quindi non si cade in passioni umane), non si da falsa testimonianza (quante persone sono state incastrate e finite a giudizio anche da parte della chiesa per una falsa testimonianza? (l’inquisizione ne è un esempio; oggi si usa internet per dare false informazioni, deformare il messaggio di un santo ad esempio), non si amano altri dei che non sono Cristo-Gesù che è Via, Verità e Vita (abbiamo già spiegato, ma non è stato compreso, come il Modernismo alteri questa percezione della unicità di Cristo stemperandolo nel dialogo con forme religiose che sono solamente strutture psichiche).

Padre Pio si definì, e l’ho ascoltato negli anni ‘80 da un suo vecchio figlio spirituale ora deceduto, Primo Capponcelli, come il Battista della Nuova Era dell’Amore ma per entrare nell’amore bisogna avere un linguaggio nuovo che perdoni le debolezze degli uomini che non osano avvicinarsi a Dio nel timore di essere giudicati10. Il linguaggio del nuovo eone che annunciava Padre Pio era un richiamo, con parole nuove, all’amore come ultimo unificatore che ringiovanirà l’Europa.

Per questo progetto Padre Pio si affidò ad alcune persone vari compiti. Alcuni dovevano smascherare come fece il fedele giornalista Luciano Cirri che scrisse un libro intitolato “Padre Pio ed i papponi di Dio11” o l’amico industriale di Padova, Giuseppe Pagnossin, il quale fece scrivere un libro intitolato “Il calvario di Padre Pio”, Emanuele Brunatto, industriale della moda.12 Ma di Gaspari che era amico di tutti e tre e del Sindaco Morcaldi di S.G.Rotondo, al quel Padre Pio facilitò dei finanziamenti della allora Cassa del Mezzogiorno13, assoluto silenzio. I vari persecutori del Santo frate erano, molto spesso proprio i suoi confratelli, poi il più grande nemico fu il “papa buono” Giovanni XXIII14 e Padre Agostino Gemelli15 ed altre persone molto legate alla “compagnia cantante” dei vari frati sospettosi ed invidiosi del Padre16; quelli, per esser chiari, favorevoli a mettere i microfoni nel confessionale del Padre per controllarlo17. “La cosa che più dispiaceva a Padre Pio era proprio questo. Diceva: «Tanti figli che vengono qui, che si definiscono figli, che ho accettato come figli, non vengono in realtà per cercare il Regno di Dio, ma per cercare un regno personale». E Padre Pio soffriva molto perché si andava da lui soprattutto per chiedere dei miracoli, per chiedere un benessere superiore, ma mai, quasi mai, per mettersi al servizio di Dio. E allora anche i Santi, a volte, sono interpretati male e diventano centro di confusione più che di ordine. Quando non si è capito che il Santo deve aiutare gli uomini a capire che cosa è il Regno di Dio e a conquistarlo, allora anche i santi diventano centri di ricerca di benessere materiale, di accrescimento di ricchezza, di potere… Così come è avvenuto a San Giovanni Rotondo. Padre Pio ha fatto tanto per il mondo, ha attirato l’attenzione su di sé, soprattutto per aiutare gli uomini a capire che si deve cercare prima il Regno di Dio e la Sua Giustizia. Ma finora poco è stato capito, anche se è stato fatto tanto chiasso, non è stato ancora fatto quello che Padre Pio voleva: cioè che noi imparassimo a diventare Apostoli del Regno di Dio, non a correre da lui solo per cercare miracoli e prodigi.

Ma purtroppo quelli che sono stati intorno a Padre Pio non hanno molto aiutato le persone che vanno a San Giovanni a mettersi in questo piano, piuttosto li hanno aiutati a credere nei miracoli, che sono senz’altro delle realtà, ma sono solo un mezzo, non sono il fine: il fine è l’Amore. Ma per quanto il Padre l’abbia predicato tutta la vita, non è stato capito, perché la massa degli uomini, fuori e dentro del convento, si sono attaccati al grande carisma, ai poteri straordinari di trasformare la materia e di fare prodigi, a questa grande potenza di Padre Pio, che è poi la potenza di Dio. E questo che cosa ha creato? Solo degli idoli e dei nuovi esseri che si sono proclamati, se non uguali, eredi di Padre Pio nello spirito; si sono creati tanti equivoci che non hanno portato tutto il beneficio che Padre Pio intendeva portare all’umanità18”.

Padre Pio pertanto spesso diceva che era circondato da diavoli perché molte persone cercavano beni personali19 non certamente il Regno di Dio ed il Suo Amore che salva perché –

Amare è donare amore

– a chi non lo conosce

– a chi non lo chiede

– a chi non lo possiede

– a chi non lo ha ricevuto in dono

– a chi non sa domandarlo

– a chi non sa cosa sia

– a chi non conosce il suo potere

– a chi si crede indegno di riaverlo ancora per essergli stato infedele20

Queste parole che aprono il nuovo eone del comandamento dell’Amore erano state volute dal Santo Padre Pio che incaricò un laico, il dr. Luigi Gaspari, farmacista itinerante, non fidandosi dei suoi confratelli sottoposti all’obbedienza cieca alle nuove idee moderniste21, di scrivere le parole agapiche che, se fossero state comprese dalla chiesa, avrebbero nuovamente riempito le cattedrali, ma poiché l’Amore è Volontà di Dio alla fine a questa voce “l’Europa invecchiata ringiovanirà dal suo torpore e il calore dell’Amore divino l’infiammerà nuovamente”22 nonostante le resistenze, le calunnie, le diffamazioni e le cattiverie che il Gaspari dovette subire in vita.

Padre Pio in segreto preparò il Gaspari sin dall’età di quattordici anni, quando lo incontrò per la prima volta, a questa missione di fare conoscere quanto era importante che gli uomini conoscessero l’Amore di Dio.

Una volta una persona che era stata fortemente punita dal Padre, ebbe da lui una strana indicazione: «vai da lui (il Gaspari) perché quello e l’uomo più buono del mondo». Il Gaspari rimase molto imbarazzato da questa presa di posizione del padre e non gli rimase altro che consolare la persona dicendogli di non prendersela tanto perché la bontà del Padre si celava sotto questa apparente durezza. In realtà questa opera consolatoria era esattamente ciò che il Padre voleva da lui: consolare tutti coloro che avevano sensi di colpa perché l’Amore è perdono per tutti.

Una volta ad un altro figlio spirituale, Primo Capponcelli, amico del Gaspari, che aveva la tessera del Partito Socialista, recatosi per conoscere il Santo ne fu cacciato con parole urlanti: «Vai via traditore del popolo italiano». In seguito il Capponcelli, che poi diventerà uno dei suoi più ferventi figli spirituali, strappò la tessera del PSI, e seguì le indicazioni di Padre Pio che lo voleva collaboratore del Gaspari. Un’altra volta accadde che l’attore Carlo Campanini, figlio spirituale di Padre Pio ed amico del Gaspari, avesse intenzione di recarsi a Garabandal per vedere le apparizioni della Madonna. Campanini era un uomo buono e si era fatto convincere e così chiese al Gaspari di seguirlo. Gaspari chiese al Padre l’autorizzazione e Padre Pio, come al solito chiaro e semplice così gli rispose: «piano con tutte queste apparizioni, perché anche il demonio può apparire in forma di Madonna per confondere gli uomini. Se vuoi andare in Spagna per una gita vai pure, ma a Garabandal no». Il Padre non aveva esitazioni e separava sempre con grande discernimento fatti, richieste e suppliche. Con il Gaspari, Padre Pio, aveva un atteggiamento invece sempre bonario, dolce e sorridente, esattamente il contrario del suo normale comportamento con le persone che lo circondavano e lo assillavano per avere miracoli e beni materiali. Una volta, mi raccontò un figlio spirituale di Padre Pio, come il Padre fu feroce con uno svedese che, arrivato a San Giovanni Rotondo, si permise di giudicare l’inefficienza e l’ordine di una nazione appena uscita distrutta dalla seconda guerra mondiale. Un’altra volta cacciò un prete perché durante la fila di persone voleva passare davanti agli altri e diceva: «sono un prete debbo passare, sono un prete». Arrivato al cospetto del Padre venne cacciato con queste parole: «Sarai prete quando sarai prete».

Questi erano i modi misteriosi con i quali il padre sintetizzava, alla maniera dei Padri del deserto, i suoi pensieri, le sue risposte, ed anche il suo aiuto a chi era sinceramente desideroso di capire il senso della vita, la finalità dell’esistenza che è ritrovare l’Amore Materno che perdona di Dio. Tuttavia vi erano tanti e tante persone che si era creato un vero caos in aggiunta alle persecuzioni nei confronti del Padre.

Gaspari si era un po’ stancato del fatto che Padre Pio gli desse troppi incarichi a Roma, incarichi che doveva eseguire solo confidando nella fiducia nel Padre che gli avrebbe aperto da lontano i giusti canali per gli incontri più pregevoli. Si era anche affaticato dell’ambiente un po’ fanatico che ruotava attorno al Padre e meditava di ritornarsene a casa sua per sempre. Una sera nella chiesetta del convento stava pregando la Madonna di dargli la forza di abbandonare Padre Pio, in quel preciso momento sulla spalla sentì una mano: il Padre gli disse: «cosa stai meditando? Se tu ti rifiutassi Dio non ti sostituirebbe». A queste parole Gaspari alla fine cedette alla volontà del Padre, con l’amara certezza, che tutto un mondo, che non avrebbe mai compreso il suo sacrificio, si sarebbe scagliato contro di lui come è infatti avvenuto.

A Mosca nella Chiesa dei SS. Cosma e Damiano il 6 aprile 1994 il Gaspari23 disse: «Il convento di San Giovanni Rotondo, quando io mi ci recai nel 1940, era molto affascinante e nella mia immaginazione di bambino lo vedevo, chissà perché, come un convento russo, come uno di quelli che poi avrei visto qui. Forse fin da allora intuivo un grosso legame fra la Russia ortodossa e Padre Pio da Pietrelcina che aveva, come ripeto, rigore di disciplina e immenso amore del cuore che sono le caratteristiche principali del buon clero ortodosso… Padre Pio, alla fine dell’anno 1967, mi disse: – Dobbiamo prepararci perché io me ne andrò, lascerò questa terra il prossimo anno e tu dovrai continuare la mia opera, anzi dovrai portare nel mondo l’Amore, perché il mondo sta vivendo in un clima di odio. Sarà la guerra di tutti contro tutti e solo l’Amore di Dio potrà dare un senso alla vita di tutti i popoli della terra; sarà solo l’Amore di Dio che salverà il mondo… “Nella Chiesa Ortodossa, ancor più che nella Cattolica, è stato innalzato l’amore di Gesù e di Giovanni e quindi voi non farete fatica ad accogliere queste parole dell’Apostolo Giovanni perché nei vostri cuori, la santa Chiesa Ortodossa ha già provveduto a seminare l’immenso fuoco d’amore di Gesù e di Giovanni ed è per questo, cari amici dell’ortodossia di Russia, che la Madonna a Fatima ha parlato di voi, ha parlato della Santa Russia, dei popoli della Santa Russia come di coloro che sono i più idonei a portare l’Amore nel mondo. L’Amore è stato posto nei vostri cuori da quando vi siete convertiti al cristianesimo per opera della Principessa Olga di Kiev e questo vostro cristianesimo è rimasto sempre puro, non si è compromesso con altre ideologie. Avete mantenuto fede al comando della lettera di Giovanni che dice che tutti quelli che non confessano che Cristo è Dio e si è incarnato, sono l’anticristo24. Oggi, in questo tempo di confusione, l’Apostolo Giovanni è qui vicino a voi in questo libretto, in queste parole che sono resurrezione e vita per tutti i cuori buoni come i vostri…25”. Nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, sempre a Mosca il 13 aprile 1994, nuovamente il Gaspari affermò: «Padre Pio mi disse che la Madonna a Fatima parlò della Russia come del popolo eletto. La sofferenza del popolo russo, sopportata con pazienza e bontà, sono un esempio per tutto l’Occidente. L’Occidente deve imparare dalla Russia l’Amore e deve perciò aiutare la Russia a ritrovare tutte le sue energie. Questo vuole Dio per evitare nuove guerre, perché la pace verrà solo quando la Russia rioccuperà pienamente il suo posto nel mondo. Ciò che vi dico è confermato da un fatto importante. Nel 1968, quando ancora il Libretto26 non era stampato, Padre Pio incaricò un direttore d’orchestra americano che si confessava da lui, Alfonso d’Artega27, affinché il “Quaderno dell’Amore” fosse trasmesso da “Radio St. Louis”, una emittente di Saint. Louis, negli U.S.A., tanto potente da poter essere captata anche in Russia. Alfonso d’Artega era fratello del direttore di questa radio. Il 24 Maggio 1968 era la festa del SS. Cuore di Gesù a St. Louis. Gesù e Padre Pio volevano che le parole del Quaderno dell’Amore fossero trasmesse anche alla Russia tramite Radio S. Louis. Ma poi, con grande dolore di Padre Pio, il maestro d’Artega … non fece questa trasmissione… “probabilmente per le pressioni dei Cappuccini di S.G. Rotondo28”.

Comunque Dio non cambia mai parere e perciò, nonostante la mia asma, sono venuto io direttamente in Russia a portarvi questo dono di amore che Gesù vi vuole offrire per essere finalmente felici, perché l’uomo non può essere pienamente felice fino a quando non ha il linguaggio dell’amore. L’uomo è felice quando può esprimere con parole tutto l’amore del suo cuore. Questo libro vi dona la grazia di poter esprimere l’amore, di donarlo anche ai Caino perché diventino Abele».

Questa opera di Padre Pio, lasciata in eredità al Gaspari, gli portò l’odio ed il disprezzo della Chiesa che lo giudicò eretico, diffamandolo in ogni modo e spesso è accaduto, e lo posso testimoniare, di persone che erano entusiaste degli scritti del dr. Gaspari, per poi scappare via perché la maldicenza correva nei confessionali o via internet o fatta viaggiare a San Giovanni Rotondo in un demonico passa parola all’epoca a mezzo lettera e fax. Di Gaspari non si doveva parlare e ove ci fosse qualcuno interessato occorreva insistere sulla presunta eresia del Quaderno dell’Amore29. Non gli si doveva dare accesso a nessuna Chiesa, a nessun convento e conveniva evitare il contatto con i Gruppi di Preghiera fondati dal Padre Pio per essere testimoni dell’Amore e non per farsi strumentalizzare da quello o quell’altro prete e soprattutto dalla Chiesa che non diede mai l’imprimatur al testo scritto dal Dr. Gaspari.

Basta usare il senno per capire come Padre Pio avesse un piano per il futuro del mondo al quale teneva essendo stato inviato come profeta. Il piano è stato scegliere alcune persone con differenti compiti ed educare uno dei suoi figli, il Gaspari, il non detto del Santo, a tenere in vita la Parola di perdono per tutti coloro che vorranno accoglierla, perché l’uomo ha la libertà di accogliere o respingere la Volontà di Amore che un Santo desidera, ma non potrà mai fare nulla contro la Volontà di Dio.

Dio, attraverso il suo Santo Padre Pio aveva deciso dell’avvenire del Gaspari dall’età di quattordici anni, solo per la fede della madre del Gaspari, Ida Tibaldi, che riconobbe, in tempi non sospetti, la santità del Padre, inviandole il decimo figlio per farlo diventare suo figlio spirituale. Un episodio interessante ascoltato dalla viva voce del figlio spirituale di Padre Pio, fu quando raccontò che sulla culla la madre aveva messo una foto del Santo. Alla visita del parroco, questi gli ordinò di rimuovere «la foto di quel mago». La mamma allora, che aveva un grande discernimento, lo cacciò immediatamente dalla casa.

Di questi fatti non si fa menzione in nessun libro sul Padre. Vi è una sorta di auto-censura per silenziare le parole che sono state scritte in seguito nella maturità da questo uomo investito di un incarico sovrumano, sopportando con pazienza, quasi a specchio del Padre Pio, tutte le malignità, le perfidie, gli asti e le animosità della chiesa e dei Gruppi di preghiera avvertiti di non leggere né ascoltare anche molte storie segrete del Padre che sono una testimonianza non solo spirituale ma anche storica.

Io ho visto con i miei occhi un uomo anziano piangere per le cattiverie che gli furono inflitte e come, nonostante tutto andasse avanti, nel mantenere viva la sua promessa a Padre Pio. Vedere una persona anziana piangere di dolore per il male scatenatogli contro fu un fatto che sconvolse e commosse molte persone che volevano bene e sostenevano quest’uomo che aveva la sola missione di amare anche coloro che erano caduti nei peggiori peccati.

Concludo con una frase del dr. Gaspari, in visita in Unione Sovietica, facendo parte di una delegazione pubblica del Ministero della Sanità, invitato dal suo amico, il Prof. Roberto Intonti, il quale scrisse: «Vedevo quei soldati dagli occhi azzurri e tanto Amore di Dio nascosto in loro». Per quanto mi riguarda l’autore di questo articolo non si è mai lasciato incantare né dai preti traditori, dialoganti, cattocomunisti e uomini dal cuore indurito. La Gestapo della chiesa cattolica alla fine crollerà nella sua perdizione ed il mysterium iniquitatis30 si realizzerà e allo stesso tempo l’Amore di Dio trionferà in ogni caso. Padre Pio disse una volta che lui avrebbe fatto più chiasso da morto che da vivo.

È probabile che i tempi siano maturi per un po’ di chiasso attraverso questo primo articolo su materiale raccolto dal 1987 al 1995 dalla viva voce di questi figli spirituali31.

Il Separatore – ilseparatore@protonmail.com

  • NOTE:
  • 1 http://regina-pacis.weebly.com/uploads/2/9/5/9/29596581/lo_scanlo_scandalo_del_tempio_satanico_a_san_giovanni_rotondo_dedicato_a_san_padre_pio.pdf
  • 2 https://retelabuso.org/2017/08/30/abusi-nel-santuario-di-padre-pio-e-benedetta-sirignano-lavvocato-di-anna-verde/
  • 3 Una volta mi raccontò un suo figlio spirituale, che il Padre ricevette la Regina Maria José, Regina d’Italia e moglie, divorziata dell’ultimo Re Umberto II, la quale chiese una benedizione per sé ed i suoi figli. Il Padre rispose così: benedico il Re, la Regina ed i loro figli. Lo scopo del Padre era di fare capire che non era d’accordo con il divorzio dal buon Re Umberto II e che voleva la famiglia reale unita.
  • 4https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/abusi_santuario_di_padre_pio_lusso_sfrenato_convento_le_iene-983085.html
    Vedasi anche: https://www.ilgiornale.it/news/scandalo-san-giovanni-rotondo-dei-frati-finisce-sotto.html
    Ed anche: https://it.wikipedia.org/wiki/Vatileaks
  • 5 Un grande merito di Papa Woytila fu quello di averne certificato la Santità: https://www.lalucedimaria.it/padre-pio-santo-giovanni-paolo-ii/
  • 6 Il frate con le stigmate divenne un problema di ordine pubblico già durante l’estate del 1919. Poteva ben darsi che all’origine di denunce come quella presentata al Sant’Uffizio dai fedeli di Manfredonia fossero regolamenti di conti interni alla comunità ecclesiale. L’arcivescovo della diocesi, monsignor Pasquale Gagliardi, era un prelato che la vox populi diceva sessualmente corrotto 69, e che forse provava verso l’ambiente cappuccino di San Giovanni Rotondo il genere di diffidenza che i chierici secolari provano talvolta verso i regolari; senza dire delle implicazioni economiche del culto per padre Pio, che minacciava di drenare verso il convento di Santa Maria delle Grazie risorse altrimenti destinate alla vita religiosa dell’intero Gargano. Fatto sta che il rapido espandersi della devozione per il cappuccino investi presto le autorità civili oltreché le autorità ecclesiastiche. Nei giorni stessi in cui il Santo Uffizio riceveva a Roma le prime lettere anonime, la prefettura di Foggia registrò l’arrivo di un esposto firmato da «un gruppo di cittadini» di San Giovanni. Al prefetto si chiedeva di indagare sui pretesi miracoli e sulle asserite stigmate di padre Pio. Si chiedeva inoltre di garantire che al massiccio concorso di devoti corrispondessero sia misure di pubblica sicurezza contro quanti approfittavano della «lurida industria», sia misure profilattiche: giacché molti pellegrini provenivano da paesi «infetti di vaiolo e forse anche di tifo», e quando si accalcavano intorno a padre Pio, a sua volta malato di tubercolosi polmonare, ne «raccatta[va]no gli sputi sanguinolenti» Rapporto del prefetto di Capitanata, Camillo De Fabritiis, Foggia, 19 giugno 1919 (che cita dall’esposto del dott. Ortensio Lecce): riprodotto in G. PAGNOSSIN, Il Calvario di Padre Pio, Tipografia Suman, Padova 1978, vol. I, p. 33.
  • 7 La cosa più sconvolgente è che il Gaspari difendesse la Chiesa i tutti i modi citandone i meriti e mettendo in luce la galassia dei Santi che sono stati il suo lievito. Infatti la maggior parte dei suoi discorsi furono tenuti in varie chiese d’Italia, in Francia ed in Russia. La chiesa che Gaspari difendeva divenne la sua acerrima nemica ed alla fine gli impedì di parlare nelle parrocchie e nei conventi.
  • 8 Il termine comandamento richiama l’Alleanza, non più quella affidata a Mosè, ma la nuova Alleanza offerta da Cristo stesso. I discepoli devono amarsi gli uni gli altri. L’avverbio kathos viene solitamente tradotto come, ma ha un significato un po’ più profondo che si può rendere meglio con le parole dal momento che… Quindi si può leggere “poiché io vi ho amato, amatevi (anche voi) gli uni gli altri”. Grazie all’amore che i discepoli hanno ricevuto dal Cristo, e in base al suo esempio, anche i discepoli possono amarsi gli uni gli altri.35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”. Fonte: https://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=28225
  • 9 “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, diventando lui stesso maledizione per noi, come sta scritto: Maledetto chi pende dal legno.” (Galati 3, 13)
  • 10 Gli uomini di oggi spesso non credono più che Dio li ama e ciò è dovuto al fatto che non si vive più delle memorie delle promesse di Dio e perciò l’oblio della verità porta lo sconforto e la sfiducia. L’uomo si sente solo e non crede alla bontà di Dio perché non vuole ricordare ciò che la bontà di Dio ha detto, promesso e mantenuto. Se noi facciamo questo sforzo di ricordare bene tutto ciò che è scritto allora lo Spirito Santo si ravviva nei nostri cuori e ci porta la certezza che tutto ciò che Dio ha promesso per il bene dell’umanità si avvererà e sarà compiuto quanto prima, quanto più noi pregheremo e ricorderemo la volontà di Dio espressa nel Suo testamento. La negligenza nel ricordo è la causa dei mali del mondo ma la bontà di Dio ha provveduto affinché ci siano sulla terra uomini capaci di ricordare continuamente l’Amore di Dio e la Parola di Dio. Infatti la Chiesa è stata istituita a questo scopo perché gli uomini devono ricordare, cioè portare al cuore tutto ciò che è scritto se vogliono trovare un senso alla loro vita, se vogliono ritrovare l’immortalità perduta in Adamo ed Eva. Miraporte – Chiesa di San Marco – 21/10/1990 – Conferenza del dr. Luigi Gaspari
  • 11 https://www.sursumcorda.cloud/images/Padre-Pio-e-papponi/Padre-Pio-e-papponi.pdf
  • 12 Emmanuele Brunatto nacque a Torino il 9 settembre 1892. Attore, cantante, impresario di moda, passava da una città all’altra in Italia e all’estero, e si tuffò nella vita mondana. Nel 1920 sentì parlare di Padre Pio e decise bruscamente di partire per San Giovanni Rotondo. Quando giunse nella chiesetta, Padre Pio, avendolo notato, lo fulminò con uno sguardo come se avesse visto il diavolo in persona. Brunatto, definendosi il “pubblicano” perché consapevole di aver peccato molto nella sua vita precedente, fece pentito l’accusa dei peccati. Mentre riceveva l’assoluzione, avvertì effluvi di rose e di violette. Padre Pio lo accettò come figlio spirituale. Visse nel convento di San Giovanni Rotondo dal 1920 al 1925. Fonte: https://www.conventosantuariopadrepio.it/it/i-figli-spirituali/brunatto-emmanuele.html
  • 13 Estratto dall’autobiografia del Gaspari: Circa due mesi dopo, ai primi di marzo 1957, ero di nuovo nei corridoi del convento di S. Giovanni Rotondo. Incontrai il Padre intento ad ascoltare le parole del Sindaco (Morcaldi) di quel paese e del Padre Guardiano del Convento.
    Il Sindaco stava dicendo a Padre Pio che la richiesta fatta dal Comune di S. Giovanni Rotondo alla Cassa del Mezzogiorno a Roma per ottenere finanziamenti per lavori stradali ed altri urgenti era stata respinta. Involontariamente udivo le parole del Sindaco, trovandomi alle spalle del Padre. Improvvisamente Padre Pio si girò verso di me e mi disse: «Tu devi andare a Roma e occuparti di questa faccenda presso la Cassa del Mezzogiorno». Rimasi sorpreso ed allibito e risposi: «Padre io non conosco Roma e non ho amici che mi possano aiutare per questo compito».
    Il Padre con dolcezza e sicurezza rispose: «Non devi attraversare l’oceano per andare a Roma. Su via parti subito con la Benedizione di Dio ed io ti accompagnerò». Il Sindaco ed il Padre Guardiano mi illustrarono la situazione e le richieste giuste da farsi alla Cassa del Mezzogiorno…Mi recai alla Cassa del Mezzogiorno dalle persone autorevoli incontrate, una in treno e l’altra a Roma il giorno stesso dell’arrivo. Dopo un periodo di tempo ricevetti a Bologna una lettera, che conservo, dal Vice Presidente della Cassa del Mezzogiorno. Mi assicurava che i finanziamenti per i lavori stradali per il piazzale del Convento e altro erano stati approvati (Dalla nota autobiografica) © CDOLG Via San Felice 91 – 40122 Bologna.
  • 14 http://www.freepdf.info/index.php?post/Bellegrandi-Franco-Nichitaroncalli-Controvita-di-un-Papa – I segugi dell’informazione fanno a gara nella caccia ai compagni compromessi con le opere e con l’azione. Ma quando la pista eccitante si infila nel portone di bronzo, quei segugi si arrestano di botto ad un fischio imperioso. Fino a quando durerà questa quiescente omertà, questo silentium ufficiale su una politica vaticana e su un orientamento ecclesiale responsabili e benemeriti di una sì lunga stagione di vacche grasse per i partiti comunisti del nostro tempo? Oggi che il coperchio è saltato dalla marmitta dell’Est e lo scoperchiato brodetto marxista ha fatto arricciare i nasi di tutto il mondo, la soglia della Città Leonina e della sua politica compromessa col comunismo sono rigidamente precluse all’informazione.
  • 15 Nel 1926, dopo essere stato raggiunto da alcuni devoti di padre Pio, Gemelli scrisse una nuova lettera al Sant’Uffizio. Questa volta affermò che per lui Padre Pio era “uno psicopatico ignorante e che indulgeva in automutilazione e si procurava artificialmente le stigmate allo scopo di sfruttare la credulità della gente”
  • 16 Vedasi http://www.albergosanmichele.com/le-indagini-e-la-condanna-del-sant-uffizio.html
  • 17 La secolarizzazione non ha ucciso la religione: né avrebbe potuto farlo, dal momento che il progresso politico, culturale, scientifico non ha cancellato dalle nostre vite la dimensione del male, e con essa – per molti – l’esigenza di collocare la sventura entro la cornice di un disegno provvidenziale. Storie come quella di padre Pio non si capiscono senza tenere a mente un giudizioso bilancio di Ignazio Silone: i sindacati non bastano per fare a meno dei santi. Perché «la povera gente è sempre in paura». La malattia, l’alluvione, la guerra stanno sempre in agguato, e non c’è tutela sindacale che tenga, «non si sta mica più sicuri di prima, la paura è rimasta» I. SILONE, Vino e pane (1955), Mondadori, Milano 1981, p. 169.
  • 18 © CDOLG Bologna – Via San Felice 91 40122 – Luigi Gaspari – Chiesa di San Girolamo – Aversa (Na) 05/11/1988
  • 19 Si veda https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/08/30/maxi-truffa-in-nome-di-padre-pio.html ed anche: http://www1.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200803articoli/31068girata.asp ed anche: https://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2002/08_Agosto/29/padrepio.shtml ed anche: https://www.padrepio.it/padre-pio-sotto-inchiesta/
  • 20 © Dal Quaderno dell’Amore – Luigi Gaspari CDOLG Via San Felice 91 40122 Bologna
  • 21 Avvenire 19/08/1978 pg.5 “…causa l’ingiustizia dilagante e l’abuso di potere siamo giunti al compromesso col materialismo ateo negatore dei Diritti di Dio. Questo è il castigo preannunciato a Fatima e riconfermato a Siracusa dalle lacrime della Madonna. Tutti i sacerdoti che sostengono la possibilità di un dialogo con i negatori di Dio e coi poteri luciferici del mondo sono ammattiti, hanno perduto la fede, non credono più nel Vangelo. Così facendo tradiscono la Parola di Dio perché Cristo venne a portare sulla terra perpetua alleanza solamente agli uomini di cuore…il gregge è disperso quando i pastori si alleano con i nemici della Verità di Cristo… San Padre Pio da Pietrelcina.
  • 22 © Testo – Padre Pio Profeta dell’Era dell’Amore – CDOLG – Via San Felice 91 40122 Bologna
  • 23 A lui, Padre Pio, avevo già dedicato una buona parte della mia esistenza e da allora ho sentito il dovere di dedicarmi pienamente alla missione di diffondere il suo messaggio di amore. Dal 1985 ho iniziato a tenere conferenze in Italia ed in diverse parti d’Europa. Sono stato anche in Russia non molto tempo fa. Devo dire che non ho mai avuto il minimo rimpianto per aver rinunciato, per lui, a farmi una famiglia…© GENTE MESE maggio 1995 N.5 Anno X.
  • 24 7Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo! 8Fate attenzione a voi stessi, perché non abbiate a perdere quello che avete conseguito, ma possiate ricevere una ricompensa piena. 9Chi va oltre e non si attiene alla dottrina del Cristo, non possiede Dio. Chi si attiene alla dottrina, possiede il Padre e il Figlio. 10Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo; 11poiché chi lo saluta partecipa alle sue opere perverse. (II L.et Gv. 7,11)
  • 25 Mosca Chiesa dei SS Cosma e Damiano 06 aprile 1994 – Luigi Gaspari conferenza su Padre Pio ed il Quaderno dell’Amore © CDOLG Bologna – Via San Felice 91 40122
  • 26 Il Quaderno dell’Amore (n.d.A.) © CDOLG Bologna – Via San Felice 91 40122 –
  • 27 https://en.wikipedia.org/wiki/Alfonso_D%27Artega
  • 28 n.d.A.
  • 29 L’autore con molti amici preparati e con alcuni amici teologi, tra i quali un Ortodosso, non ha riscontrato nulla di eretico nelle parole del Quaderno dell’Amore trovandone nel contempo ricche di Sapienza e di Speranza. Sono parole che dovrebbero essere mangiate dosandole con il bilancino di un farmacista.
  • 30 Cfr. in Fabrizio Bosin – Carmelo Dotolo (a cura di), Patì sotto Ponzio Pilato…, Dehoniane, Bologna, 2007, pp. 159-178
    Tale deviazione, in una parola, viene definita da Quinzio come riduzione del cristianesimo ad etica, cioè come riduzione della salvezza da intervento posto nelle mani di Dio in possibilità posta nelle mani dell’uomo. In questo si sostanzia il mysterium iniquitatis che coinvolge la Chiesa stessa, e che l’immaginario papa Pietro II sancisce nella seconda delle sue definizioni dogmatiche. Quinzio comincia con il richiamo di 2 Tess 2, 3-9, il passo classico sul mistero dell’iniquità, interpretando quest’ultimo come l’avvento dell’anticristo non dal di fuori della Chiesa, ma dal suo interno, in un clima di globale perversione. Constatando poi che «il mistero dell’iniquità, il mistero dell’apostasia anticristica, sebbene già allora additato come all’opera, non ci viene svelato in nessun luogo: né nei testi sacri né nella tradizione della Chiesa», ne tenta una interpretazione, centrandolo sulla scomparsa della coscienza del peccato come fulcro dell’anticristicità. Se “«Dio inizia la sua opera salvifica proprio ‘costituendoci in peccato, dandoci cioè la consapevolezza – che ‘l’uomo naturale’ non ha – della totale insufficienza nostra e delle nostre opere, della nostra difformità dalla giustizia di Dio […, allora] il primo carattere dell’anticristo è la negazione del peccato, cioè dell’incapacità degli uomini di salvare le loro vite, e la negazione quindi del bisogno stesso di salvezza» Fonte: http://www.giorgiogiovanni.it/wp-content/uploads/2007a-Il-mistero-delliniquit%C3%A0-in-Sergio-Quinzio.pdf
  • 31 Per leggere scritti, conferenze e fare una donazione per avere le opere del Dottor Gaspari fare riferimento a: http://www.archiviogaspari.it/html/index1.htm
    Gaspari ha elaborato migliaia di scritti ed alcuni libri. Gli scritti sono stati ripresi e catalogati da un Comitato che provvede alla diffusione delle conferenze e dei testi: Padre Pio Profeta dell’era dell’Amore, Padre Pio mi ha detto…, Testamento-promessa di Grazia, Amore alla Verità, Amore a Maria. Il Quaderno dell’Amore è stato tradotto, nonostante le difficoltà e gli ostacoli posti contro il Gaspari nelle seguenti lingue: inglese, fiammingo, tedesco, spagnolo, cinese, armeno, ungherese, serbo-croato, russo, portoghese, greco, francese, polacco. Molte traduzioni sono state partorite dalla volontà di preti fedeli all’Amore di Dio che hanno deciso pur nella lontananza delle loro residenze aiutarne la diffusione. Molte richieste arrivano dall’Africa.