A proseguimento del pregresso articolo, su questa seconda parte, andrò a toccare alcune affermazioni del Padre ed il suo rapporto profondo con il Gaspari. Come avevo anticipato, la madre del Gaspari, Ida Tibaldi, in tempi non sospetti, riconobbe nel frate di Pietrelcina la santità che in seguito venne confermata da Papa Woytila1.

Questo strano rapporto a distanza tra la Tibaldi e Padre Pio venne confermato solo da una visita che ella fece a San Giovanni Rotondo, durante la quale decise di affidargli il suo decimo figlio, per farlo figlio spirituale, poiché la nascita del Gaspari fu un vero miracolo. La Tibaldi infatti aveva un tumore alle ossa ed era incinta. Allora, con fiducia e con pieno abbandono, si recò presso la tomba di San Antonio da Padova e poggiò il suo viso sul marmo che la adornava.

Il tumore improvvisamente rallentò e poi scomparse e già questa fatto fu un vero miracolo2, perché si vede che i Santi intervengono quando esiste un certo disegno che Dio desidera e si comprende anche come Sant’Antonio3 fosse in contatto con il frate di Pietrelcina. La comunione dei Santi è infatti un punto basilare della dottrina della Chiesa. Il termine «comunione dei santi» ha pertanto due significati, strettamente legati: «comunione alle cose sante (sancta) e «comunione tra le persone sante (Sancti)». «Sancta Sanctis!» – le cose sante ai santi – viene proclamato dal celebrante nella maggior parte delle liturgie orientali, al momento dell’elevazione dei santi Doni, prima della distribuzione della Comunione. I fedeli (sancti) vengono nutriti del Corpo e del Sangue di Cristo (sancta) per crescere nella comunione dello Spirito Santo (Koinonia) e comunicarla al mondo. Questo aspetto della comunione dei Santi era sempre stato ribadito dal Gaspari in età matura.

All’età di quattordici anni venne inviato dal Padre appunto per farlo suo figlio spirituale che il Padre accettò avendo avuto da Gesù precise istruzioni sul controllo dello studio ed in seguito sulla laurea in Farmacia del Gaspari.

Gaspari poi ritornò dal Padre all’età di ventotto anni, per poi rimanere stabilmente a San Giovanni Rotondo per cercare di aiutare il frate nelle sue necessità all’età di 42 anni, tempo in cui scrisse il Quaderno dell’Amore su ordine del Padre.

La famiglia del Gaspari era benestante ed il Padre Augusto possedeva dei molini nel modenese. La famiglia Gaspari era pertanto, ed ancor oggi, specializzata nella produzione di farine di ogni tipo; un discendente è infatti proprietario di un molino a Stuffione di Ravarino nella provincia di Modena.

Lo stare sempre in mezzo alla farina, aveva portato come conseguenza al Gaspari una brutta asma, che gli rimase per tutta la vita, e che, ricordo molto bene, riusciva a curare, per quel poco che poteva, con la Teofillina e l’Efedrina. Nonostante questa asma tremenda, che dal 19941995 lo costrinse a stare su una sedia a rotelle, per l’impossibilità di camminare per lo sforzo respiratorio, continuò fino alla morte a parlare apertamente al pubblico ed ai pochi che desideravano ascoltare e comprendere, gli aspetti misteriosi e non detti del frate di Pietrelcina che gli ripeteva durante la confessione molto prima del tempo dei microfoni4.

La vita attorno al Santo era fervida di cose da fare e problemi da risolvere, sia per la questione dell’Ospedale che alla fine, dopo mille peripezie, incluso lo scandalo Giuffrè5, venne inaugurato col nome di “Casa Sollievo della Sofferenza”, anche se i danni della Chiesa modernista6 si addensavano come nubi nere sulla testa del Frate7. Qui c’è un particolare da raccontare proprio relativamente allo scandalo Giuffrè: i frati erano caduti nel tranello dello schema Ponzi, che utilizzava quest’uomo, il quale prometteva loro tra il 70 % sino al 100% di interessi sulla gestione del patrimonio che aveva ricevuto dai questi sciocchi. Questi soldi erano stati distratti dalle donazioni che pervenivano a S.G. Rotondo per la costruzione dell’ospedale. Atterriti per lo scandalo, questi stupidi traditori si rivolsero, senza ritegno e senza vergogna, al Frate di Pietrelcina, chiedendogli di mettergli a disposizione parte del denaro ricevuto per la costruzione dell’Ospedale, per compensare la perdita. Questa volta il Padre ebbe il coltello dalla parte del manico e respinse senza sé e senza ma la richiesta. Questo avvenimento gli attirò ancor di più gli odi della maggior parte dei frati legionari che silenziavano con accurata perfidia ed attraverso malignità, quei pochissimi in buona fede che difendevano il Padre con saldezza.

Questo scandalo fu il primo di una lunga serie ed è veramente complesso capire come ancor oggi si continui con questi mercanti del tempio. Ma prima o poi accadrà qualcosa che farà crollare tutto ed il popolo vedrà la Verità davanti agli scandali che si estenderanno ovunque.

La costruzione della orrida nuova chiesa, che sembra una palestra moderna, con lo scopo di raggruppare molte più persone, è la fotografia di come il modernismo trasformasse anche l’architettura sacra8. Un interessante episodio del Padre, accadde quando dei fedeli che venivano da Napoli si recarono dal frate per avere la sua benedizione. Il frate, con grande stupore. Rispose loro: «cosa venite a fare da me che avete Don Dolindo?” Il Padre si incontrò una sola volta con Don Dolindo Ruotolo e gli disse: «tutto il Paradiso è in te». Don Dolindo scrisse una dei più grandi commenti alla Bibbia che si possono trovare in circolazione, ricco di sapienza e di grande meditazione. Questi documenti, questi libri ricchissimi, sono disponibili presso l’Apostolato Stampa che li diffonde9 e che per chi ha voglia di approfondire gli studi biblici si suggerisce di acquistare. Ovviamente anche di Don Dolindo, in odor di santità, si parla il meno possibile.

Il frate iniziò a fare selezione delle persone più affidabili specialmente tra i laici ognuno con un preciso compito.

La Chiesa di Giovanni XXIII era in piena effervescenza per il Concilio Vaticano II che avrebbe poi aperto al dialogo con tutte le religioni e respinto, attraverso il Modernismo10, l’unicità di Cristo. Se bisognava dialogare con ebrei, musulmani, indiani ed altre forme religiose non faceva comodo questa unicità del Cristo come unica Via, Verità e Vita ed anche la Resurrezione era di intralcio alla “politica” delle porte aperte al caos eretico.

Le voci su una possibile influenza della Massoneria erano già qualcosa di felpato; si diceva, infatti, che papa Roncalli si fosse iscritto a questa organizzazione quando era nunzio apostolico ad Ankara. Ovviamente la chiesa negò11 e fece pressioni per fare ritirare un libro scritto da una persona perbene che frequentava gli ambienti vaticani: Franco Bellegrandi. Quest’uomo onesto subì una potente offensiva e fu vittima di maldicenze e calunnie solo perché disse e scrisse la verità in un suo libro che suggerisco di acquistare: Nichita Roncalli – Controvita di un Papa. Tornando al Gaspari, gli incarichi che gli dava Padre Pio erano continui e molto spesso lo portavano in giro per l’Italia. Un punto fermo fu l’amicizia con la Baronessa Bianca Remy de Turicque,12 che aveva una bellissima villa a Tivoli, e che gli aprì molte porte nella Roma che contava per volontà segreta ed ancor non manifestata di Padre Pio.

Successivamente il Padre iniziò ad insistere che il suo figlio spirituale viaggiasse tra Roma e San Giovanni Rotondo per i vari incarichi che gli commissionava e che erano tutti improntati ad aiutare delle persone che ad esempio volevano suicidarsi o avevano altri tipi di problemi. Questo continuo lavorio era in realtà un addestramento per avere nel Gaspari una presa di coscienza del suo ruolo consolatorio. Ad un professore di Roma, che aveva una grave depressione e teneva sempre la pastiglia di cianuro vicino al comodino, Padre Pio inviò il Gaspari, il quale divenne poi grande amico di quest’uomo che gli rimase affezionato sino alla morte. L’amicizia del Gaspari e la costanza della vicinanza nell’impedire il suicidio ebbe i risultati che si aspettava Padre Pio. Il Gaspari in seguito tornò a San Giovanni Rotondo, ma mal sopportava il fanatismo di tante persone che si era formato attorno al frate. Infatti spesso Padre Pio gli diceva: «sono circondato da diavoli». È palese che i diavoli si mischino tra le persone perbene, che erano sinceramente desiderose di dare un senso spirituale alla propria esistenza, e Padre Pio provvedeva a volte con una dolce spintarella, altre volte con urla e strilli ed altre ancora cacciando il malcapitato che magari era andato a conoscerlo solo per curiosità.

Con il Gaspari invece aveva sempre un atteggiamento sempre bonario, affettuoso e gentile. Il Gaspari, forzando un po’ la mano al Padre, ritornava nella sua amata Bologna e tentava di avere la propria vita di uomo e farsi una famiglia; conosceva delle donne con cui si era fidanzato e le presentava ogni volta a Padre Pio ed il padre trovava sempre questo o quel difetto, prima in una, poi in un’altra ed in un’altra ancora. Il Gaspari da giovane era un bell’uomo ed era anche nell’aspetto e nei modi un vero galantuomo, di quelli che oggi sembra che non ne esistano più. Aveva un animo tenero e tendeva sempre a consolare le persone che erano state rimproverate bruscamente dal Padre, avendo una profonda e naturale predisposizione ad una mistica profonda che probabilmente era ciò che aveva individuato in lui il frate di Pietrelcina. La sua casa, dopo aver scritto il Quadernino, era aperta a tutti, un vero porto di mare, dove lui accoglieva qualsiasi persona buona, cattiva, folle, sconsiderata, legionaria, fanatica e specialmente aveva una grande tenerezza consolatoria con coloro che avevano il peso di tanti sensi di colpa. Spesso ripeteva una frase di Giovanni: se il tuo cuore ti condanna, ricordati che Dio è più grande del tuo cuore13.

Una volta stanco di queste continue richieste del Padre, gli chiese il perché ogni volta che gli presentasse una fidanzata, questa o quella non sarebbe stata adatta e Padre Pio, sempre in modo misterioso gli rispose: «Dio ti vuole libero per un compito che Gesù ti indicherà»14. In realtà questo disegno di Gesù fu anticipato da una lettera che ricevette in giovane età da una figlia spirituale di Padre Pio, Olimpia Pia Cristallini, che, a nome del Padre (essendo questi già sotto il duro controllo delle legioni dei frati di S.G.Rotondo), gli scrisse che doveva studiare perché “Gesù aveva deciso del suo avvenire”.

Il Gaspari rimase molto perplesso di fronte a queste affermazioni del padre e di come Gesù avesse giù deciso del suo futuro. Temeva, infatti, che il frate volesse farlo diventare prete, laddove lui era un uomo libero e voleva mantenere la sua libertà. Invece era proprio questa libertà che il Padre voleva dal Gaspari, la libertà di scrivere le parole di Amore che il Cuore di Gesù gli avrebbe dettato nei tempi e nei modi che erano stati stabiliti.

Padre Pio lo definiva sempre, per il suo atteggiamento consolatorio con tutti, come il Bambino suo, di Maria e di Gesù; come se, tramite l’azione del Padre, di Gesù e di Maria, potesse raggiungere un’ascesi straordinaria. Per capire cosa significa la coscienza del Bambino bisogna rivolgersi al grande mistico russo Pavel Florenskij il quale ci testimonia cosa significa questo termine; egli, infatti, scrive nel testo “Non dimenticatemi” le seguenti parole: “Il bambino …emana una sapienza straordinaria, e solo un uomo eccezionale può raggiungere da adulto questa sapienza, e con l’ascesi di tutta la vita… Sembra volermi chiedere come mai ritorno sempre alle impressioni dell’infanzia. Prima di tutto perché il mondo interiore si cristallizza attorno ad esse e da esse viene sostanzialmente determinato. Se la vita in genere ha senso e valore, dimenticare il passato è ingratitudine e insensatezza, poiché tutto diventa passato, e allora tutta la vita, tirate le somme, deve rivelarsi uno zero… Il segreto dell’attività creativa sta nel conservare la giovinezza. Il segreto della genialità, nel conservare l’infanzia, la disposizione d’animo dell’infanzia per tutta la vita. È proprio questa disposizione che dà al genio una percezione obiettiva del mondo, non centripeta, una sorte di prospettiva rovesciata del mondo, e per questo tale percezione è integrale e reale. La percezione illusoria del mondo invece, per quanto splendente e chiara possa essere, non sarà mai definita geniale. Infatti, l’essenza stessa della concezione geniale del mondo sta nella capacità di penetrare nel profondo delle cose, mentre l’essenza della concezione illusoria sta nel nascondere a sé stessi la realtà”. Questa è la realtà del bambino alla quale noi cristiani dobbiamo tendere avendo avuto, attraverso il Gaspari un esempio di come è possibile tendere verso questa visione dell’infanzia. Infatti Cristo disse: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?» – allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.
E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli». Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli» (Matteo18,1-5.10.12-14).

Padre Pio disse al Gaspari che il Cuore di Gesù gli avrebbe dettato le parole di Amore15 che sarebbero state l’apertura della centralità del mondo giovanneo che avrebbe facilitato la nascita della Civiltà dell’Amore. Un compito sovrumano e che chiarisce anche come le battaglie contro il Frate di Pietrelcina si sarebbero riversate su di lui cercando di silenziarlo e di cancellarne il ricordo, alla maniera di Stalin che faceva rimuovere dalle sue foto le persone che erano incappate nelle sue purghe o iscriverlo nella lista degli eretici sempre in linea con la condotta inquisitoria che si ebbe anche col frate, tanto celebrato oggi, perché non può più dire nulla. Gaspari era ed è scomodo in vita ed anche dopo morto perché la Chiesa ha scelto il dialogo col mondo invece che l’Amore gratuito di Gesù, donatole attraverso il sacrificio del frate di Pietrelcina e del suo amico Luigi. Il Santo Padre Pio voleva donare attraverso il suo testamento nascosto, scritto dal Gaspari la Bellezza al mondo intero e “se dunque il Regno contemplato è la Bellezza, la terza Persona della Trinità si rivela Spirito della Bellezza. Dostoevskij l’ha compreso bene: «Lo Spirito Santo — dice — è la percezione diretta della Bellezza», egli comunica lo splendore della Santità. Perciò, secondo S. Gregorio Palamas, in seno alla Trinità lo Spirito è «la gioia eterna… in cui i Tre si compiacciono insieme»16.”

Questi fatti sono stati visti ed ascoltati personalmente quando mi recai a S.G.Rotondo e chiesi ad un frate molto anziano negli anni ‘80, non sapendo che ero amico del Gaspari, se lo conoscesse. Notai subito un certo imbarazzo e sobbalzò con evidenza, ma la risposta fu sempre la stessa: «non ne ho mai sentito parlare». Pertanto la piena rimozione e silenziamento in obbedienza agli ordini dall’alto. Fortunatamente vi sono foto, conferenze, articoli di giornale che non potevano essere silenziati. Ma quando qualcosa fa parte della Volontà di Dio non può essere fermato dai preti sotto obbedienza o anche dai vari traditori di Cristo perché costoro hanno avuto in gestione la Vigna ma poi viene il Padrone della Vigna a far giustizia17.

Sempre Florenskij ci chiarisce come sia Giovanni, l’Apostolo che ha ascoltato i battiti di amore del Cuore di Gesù ad avere questo compito, scrivendo nella sua Teodicea “Stolp i utverzdenie istiny” (La colonna e il fondamento della verità) dove nel capitolo 10 intitolato “L’amicizia” scrive: nella comunità cristiana tutti sono uguali e allo stesso tempo tutta la struttura della comunità è gerarchica. Intorno al Cristo ci sono alcuni circoli concentrici che conoscono più e più profondamente, a misura che si restringono. Partendo dall’esterno ci sono “le masse del popolo”; poi l’entourage del Cristo; poi i discepoli e seguaci segreti come Nicodemo18, Giuseppe d’Arimatea, Lazzaro e le sorelle, le donne che seguivano Cristo, ecc.; poi ancora gli eletti, “i settanta”, poi “i dodici”, poi “i tre”, cioè Pietro, Giacomo e Giovanni, infine “uno che il Signore amava” (Gv. 13, 23; 19, 26; 20, 2; 21, 7, 20). Occorre ancora ricordare la predicazione per parabole, la scelta dei testimoni, la spiegazione delle parabole in privato? “I suoi discepoli poi lo interrogavano sul significato di quella parabola. Egli disse: – A voi è stato dato di conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri sono proposti in parabole, affinché vedano senza vedere e ascoltino senza ascoltare -” (Lc. 8, 9-10).

Scrive il Gaspari: “nel mese di giugno 1956, esattamente il giorno sei, mi trovavo a S. Giovanni Rotondo. Dopo la S. Messa Padre Pio mi vide in sacrestia. Si avvicinò e disse: «Che fai qui? Non perdere tempo, vai a casa subito». Rimasi molto turbato dall’invito a partire subito per Decima19. Partii col primo treno diretto a Bologna. Arrivai a S. Matteo il giorno successivo. Trovai la cara mamma in fin di vita, ma ancora lucida di mente. Vedendomi accanto al letto di morte, mamma si illuminò di una gioia indescrivibile e mi disse: «Sei qui Luigi! Ho tanto pregato Padre Pio di mandarti a casa. Volevo rivederti ancora una volta prima di morire. Sono grata a Dio ed a Padre Pio di avere esaudito il mio desiderio. Ora muoio contenta perché so …20»”.

Dopo la morte dell’adorata madre, Ida Tibaldi avvenuta l’8 giugno, giorno del Sacro Cuore, Gaspari si recò da Padre Pio “Mi trovavo nel corridoio del convento alle pareti erano appese numerose stampe. Padre Pio uscì dalla cella, ebbi la possibilità di ricevere parole confortanti per il mio grande dolore del quale egli si rese partecipe. Gli occhi del Padre, tanto pieni di Amore per tutti gli uomini, in quel momento, non seppero placare il dolore del mio cuore.

Riuscii a dire soltanto queste parole: «La mamma le voleva tanto bene, Padre, aveva fede e sembrava che la conoscesse intimamente nonostante non avesse mai parlato con lei». Padre Pio camminava lentamente nel corridoio per dirigersi al coro della vecchia Chiesetta.

Alle mie parole sembrava non voler rispondere, mi guardava fisso coi suoi grandi occhi pieni di Bontà e d’Amore. Si fermò improvvisamente, alzò la mano e col dito indicò una delle stampe appese alle pareti come se la vedesse per la prima volta. Lesse quanto era scritto ed io lessi insieme a Lui. Stava scritto: “La Comunione dei Santi21”.

Padre Pio operò lentamente col Gaspari per prepararlo alla stesura del Quaderno dell’Amore che sarebbe avvenuta nell’anno1968 con un primo scritto il 22 febbraio intitolato “La primavera” ed i seguenti capitoli: Bologna 8-9 aprile 1968, Bologna 9 aprile 1968, Mattino del 9 aprile 1968, Bologna 9 aprile 1968 – ore 9,00, Bologna sera del 9 aprile 1968, Roma 11 aprile 1968 – Giovedì Santo, San Giovanni Rotondo, 13 aprile 1968 – Sabato Santo, San Giovanni Rotondo 14 aprile 1968 – Santa Pasqua di Resurrezione, San Giovanni Rotondo 15 aprile 1968, San Giovanni Rotondo 16 aprile 1968.

Dopo la pubblicazione il Padre, felice che il primo obiettivo fosse stato raggiunto, a fine aprile 1968 Padre Pio raccomandò al Gaspari di pubblicare e far giungere il Quadernino giovanneo alla gerarchia ecclesiastica che si rivelò invece alquanto fredda in generale allo scritto22.

Il collaboratore, e figlio spirituale di Padre Pio, Primo Capponcelli ebbe dal Padre l’ordine di provvedere alla stampa di svariate copie dell’opera per recarsi a S.G. Rotondo in occasione dei 50 anni delle stigmate e provvedere ad una distribuzione tra i fedeli del Padre. Il Capponcelli portò molti Quaderni il 20 settembre 1968.

Immediatamente scattò il comando dei frati e preti, nemici di Padre Pio e, in seguito, del Gaspari, per proibire la diffusione dei Quaderni.

Scrisse il Gaspari “rividi il Padre amatissimo per l’ultima volta nel riposo mortale del suo corpo santo. In pochi attimi ho rivissuta tutta la mia vita – difesa e diretta dalle Ali dell’Aquila del Cielo – venuta sulla terra a difendere i deboli. Il Padre che è stato il mio amico fedele, la mia forza, non parlava più23”. Nonostante tutto il Gaspari riuscì, aiutato da persone di cuore, realmente straordinarie e poco influenzabili dalle chiacchere e dalle maldicenze, a tenere conferenze in varie chiese e luoghi d’Italia, in Francia, in Belgio ed in Russia. Alcune sono leggibili nel seguente link: http://www.archiviogaspari.it/conferenze/conferenze56k.htm

30/04/1995Sala Conferenze Hotel Mosé – Villaggio MoséAgrigento
24/06/1989Chiesa di S. SofiaAnacapri 1° (Na)
25/06/1989Chiesa di S. SofiaAnacapri 2° (Na)
20/03/1994Sala meeting HotelArezzo
05/11/1988Chiesa di S. GirolamoAversa (Na)
05/01/1993Istituto “ Don Guanella ” Sala TeatroBari
02/10/1994Sala convegni Hotel BrigantinoBarletta 1° (Ba)
14/10/1995Castello SvevoBarletta 2° (Ba)
08/06/1993Istituto Maria AusiliatriceBiancavilla (Ct)
11/04/1993Salle Paix – Eglise de Ste. ThereseBiarritz (Francia)
24/10/1991Chiesa di S. MicheleBitetto (Ba)
13/06/1988Chiesa di S. AndreaBitonto (Ba)
11/04/1993Salle parroissialle de Ste. GenevieveBordeaux (Francia)
22/10/1990Chiesa ParrocchialeBorgomeduna (Pn)
04/03/1988Chiesa delle AncelleBrescia
27/11/1988Salle Saint MichelBruxelles (Belgio)
21/09/1987CattedraleCaltanissetta 1°
06/05/1995Hotel VenturaCaltanissetta 2°
23/09/1987Chiesa di S. DiegoCanicattì (Ct)
06/09/1992Chiesa di S. GaetanoCaorle (Ve)
17/10/1993Casa di riposo “ Conte Busi ”Casalmaggiore (Cr)
28/11/1993Sala meeting Hotel Holiday – via VaranoCastell. di Stabia (Na)
15/04/1989Sala consiglio comunaleCastronno 1° (Va)
07/12/1991Sala consiglio comunaleCastronno 2° ( Va)
02/06/1993Ist. S.Giuseppe Serve della Div. Provv.Catania
03/06/1995Chiesa di San LorenzoCave ( Rm )
04/03/1989Chiesa dell’OsservanzaCesena (Fc)
11/09/1994Palazzo del TurismoCesenatico (Fc)
25/11/1988Sala ConferenzeCharleroi (Francia)
14/02/1989Cinisello BalsamoCinesello Balsamo 1° (Mi)
14/02/1992Cinisello BalsamoCinisello Balsamo 2° (Mi)
20/06/1989Santuario di S. GeminianoCognento ( Mo )
05/08/1989Santuario Madonna della NeveCoppito ( Aq )
07/07/1994Chiesa di San NicolaCosenza
06/06/1993Sala Conferenze Hotel GardenEnna – Lago Pergusa
25/02/1988Sala dopolavoro ACLIFerrara
19/09/1993Santuario Beata Vergine del CastelloFiorano (Mo)
18/04/1992Sala “Pace e Bene” Chiesa ImmacolataFoggia
08/04/1995Saletta della cultura – via Roma 133Follonica ( Gr)
20/04/1989Parrocchia di Gera – via ReginaGera Lario (Co)
02/01/1991Chiesa di S. FrancescoGioia del Colle 1° (Ba)
02/01/1992Chiesa di S. RoccoGioia del Colle 2° (Ba)
02/01/1993Chiesa di S. RoccoGioia del Colle 3° (Ba)
31/05/1993Sala Ristorante “Gole d’Alcantara”Graniti (Ct)
14/01/1995Hotel GranducaGrosseto
29/07/1989Chiesa di S. BernardinoL’Aquila 1°
25/07/1993Chiesa di Santa Giusta – Piazzetta S. GiustaL’Aquila 2°
17/06/1994Sala Teatro Chiesa di S. BartolomeoLanghirano (Pr)
26/11/1988Sala ConferenzeLiegi (Belgio)
11/12/1988Palais des CongrésLione (Francia)
27/02/1994Palazzo dei CongressiLugano (Svizzera)
12/10/1991Santuario Madonna dell’Eterno – matr. di Giuseppe ed Immacolata – M.te Corvino Rovella 1°Rovella 1° (Sa)
28/11/1993Hotel Sica – sala conferenze M.te Corvino Rovella 1°Rovella 2° (Sa)
30/12/1993CattedraleManduria (Ta)
29/05/1994Palazzo TeMantova
02/06/1988Chiesa di S. GiacomoMatera
25/05/1991SuoreMattarello ( Tn )
30/05/1993Chiesa di S. LucaMessina
14/04/1989Chiesa del Sacro CuoreMilano 1°
08/12/1989Chiesa del Sacro CuoreMilano 2°
08/12/1990Parrocchia S.Giovanni e S. GiacomoMilano 3°
08/12/1991Suore SacramentineMilano 4°
08/12/1992Chiesa della Medaglia MiracolosaMilano 5°
07/02/1993Chiesa S.S. Apostoli e Nazzaro MaggioreMilano 6°
08/12/1993Palazzo delle Stelline – c.so MagentaMilano 7°
08/12/1994Palazzo delle StellineMilano 8°
21/10/1990Chiesa di S. MarcoMiraporte 1° (Ve)
24/03/1988Chiesa di S. MarcoMiraporte 2° (Ve)
21/11/1990Convento di S. AntonioModena 1°
23/09/1988Chiesa di S. CroceModena 2°
23/09/1988Chiesa di S. CroceModena 3°
01/04/1995Chiesa di S.Francesco – Via VeientanaMontefiascone (Vt)
19/04/1992Chiesa di S. IsidoroMontegrosso ( Ba )
01/11/1993Chiesa S.S. AnnunziataMonteparano (Ta)
06/04/1994Chiesa S.S. Cosma e Damiano – ortodossaMosca 1° (Russia)
13/04/1994Chiesa Luigi de’ Francesi – cattolicaMosca 2° (Russia)
29/11/1988Salle BoyerNamur (Belgio)
06/04/1988Chiesa Regina CoeliNapoli 1°
11/06/1988Chiesa del Corpus ChristiNapoli 2°
09/07/1989Chiesa di S. CrispinoNapoli 3°
12/11/1989Chiesa di S. Anna all’ArenellaNapoli 4°
18/11/1992Chiesa di S. ChiaraNapoli 5°
16/06/1993Chiesa Maria SS. del Buon ConsiglioNapoli 6°
09/07/1994Istituto Martuscelli – CappellaNapoli 7°
26/05/1995Teatro CileaNapoli 8°
28/05/1995Circolo Sottufficiali del Presidio – Via Monte di DioNapoli 9°
23/04/1989Salle BreàNizza 1° (Francia)
16/12/1991Palazzo dei CongressiNizza 2° (Francia)
29/05/1988Conv. Suore ClarisseNocera Inferiore 1° (Sa)
18/11/1989Chiesa di S. Chiara Monastero ClarisseNocera Inferiore 2° (Sa)
28/12/1993Istituto Antoniano maschile – TeatroOria (Br)
30/07/1995Palazzo del MuseoOrtisei (Bz)
03/05/1995Teatro – Parrocchia S. CorradoPachino (Sr)
21/04/1992Basilica di S. Antonio – Sala del SantoPadova 1°
19/05/1995Sala della Gran Guardia – Palazzo dei SignoriPadova 2°
22/11/1992Chiesa del CarminePagani (Sa)
31/10/1992Salle St. Leon – Eglise St. LeonParigi (Francia)
23/09/1990Chiesa dedicata a Padre PioPau (Francia)
29/08/1990Sala amministrazione provincialePesaro
30/10/1988Casa del PellegrinoPompei (Na )
13/11/1993Casa preghiera Gesù-AmorePontassieve (Fi)
12/11/1989Istituto Landriani – Padri ScolopiPortici-Bellavista (Na)
09/10/1993Sala conf. “ Il Pino ” Cassa Risp. di PratoPrato
10/06/1993Parrocchia Sacra FamigliaRavanusa (Ct)
17/03/1991Chiesa dei CappucciniRavenna 1°
03/11/1995Associazione “Amare Ravenna”Ravenna 2°
12/06/1993Chiesa di S. NicolaReggio Calabria 1°
30/06/1994Auditorium Missionari MonfortaniReggio Calabria 2°
24/01/1988Chiesa parrocchiale di Cà di SottoReggio Emilia 1°
21/03/1988Chiesa di S. PellegrinoReggio Emilia 2°
18/04/1988Chiesa di S. PellegrinoReggio Emilia 3°
02/01/1994Chiesa S.S. TrinitàRoccaforzata (Ta)
19/10/1989Chiesa di S. Paola RomanaRoma 1°
25/09/1994Palazzo Filippini – Sala BorrominiRoma 2°
08/10/1995Hotel Ergife – Sala dei milleRoma 3°
09/05/1995Oratorio S. Domenico SavioRosolini (Sr)
26/06/1994Teatro S. MarcoRossano Scalo (Cs)
19/03/1995Centro giovanile S.Giovanni Bosco – V.le MarconiRovigo
03/01/1993Parrocchia di S. DomenicoRutigliano (Ba)
20/08/1995Chiesa di S. AntonioS. Benedetto del Tronto (Ap)
15/11/1992Chiesa di S. Vincenzo a PostiglioneS. Maria La Bruna (Na)
03/01/1992Chiesa S. Maria del CarmineS. Michele di Bari (Ba)
28/12/1994Loc. San Leonardo Hotel “La Zagara” Sala conferenzeSalerno
22/05/1994Palazzo dei CongressiSalsomaggiore Terme (Pr)
04/04/1994Istituto Blagoslovji di Filosofia – ortodossaSan Pietroburgo (Russia)
30/01/1994Parr. S. Martino vesc. sala oratorioSergnano ( Cr )
28/02/1991Chiesa di S. VincenzoSettimo Torinese (To)
07/05/1995Palazzo della ProvinciaSiracusa
02/07/1994Sala Conferenze Hotel CaparenaTaormina Mare (Me)
03/12/1994Hotel SportingTarquinia (Vt)
31/10/1993Chiesa di S. Maria della StellaTerlizzi (Ba)
06/11/1994Salle BoyerTolone (Francia)
27/02/1991Suore ImmacolatineTorino 1°
14/04/1991Istituto “Edoardo Agnelli”Torino 2°
27/04/1991Chiesa S. Famiglia di NazarethTorino 3°
22/02/1992Chiesa S. Famiglia di NazarethTorino 4°
28/02/1993Chiesa S. Famiglia di NazarethTorino 5°
06/03/1994Collegio Artigianelli – Corso Palestro 14Torino 6°
04/03/1995Collegio Artigianelli – Corso Palestro 14Torino 7°
16/10/1991Chiesa S. Maria delle Grazie – suffragio per Anna De FilippisTorre del Greco (Na) 1°
30/11/1993Sala Meeting – Valle dell’OrsoTorre del Greco (Na) 2°
22/03/1992Chiesa ParrocchialeTorri di Quartesolo (Vi)
26/12/1993Museo diocesanoTrani (Ba)
30/05/1988CattedraleTrapani
26/05/1991Istituto Suore di “Maria Bambina”Trento
26/03/1995Casa TonioloTreviso
26/11/1994Chiesa del Sacro Cuore via F. BaraccaTuscania (Vt)
11/03/1995Istituto Sta. Caterina Via S. Bartolomeo, 3Varazze (Sv)
13/12/1989Sala amministrazione provincialeVarese
16/10/1994Sala San LeonardoVenezia
23/10/1988Sala parrocchialeViareggio (Pt)
26/06/1993Università CattolicaVienna 1° (Austria)
27/06/1993Kapuziner KlosterVienna 2° (Austria)
22/04/1995Castello di Vignale – Sala EnotecaVignale Monferrato (Al)
21/03/1993Chiesa di S. Leonardo MurialdoViterbo 1°
21/01/1995Chiesa di S Valentino ed Ilario via B. PecchiViterbo 2°

Vi sono ancora migliaia di scritti inediti del Dottor Gaspari e svariati libri e raccolte da proporre a coloro che non si faranno influenzare dalle maldicenze e dalle cattiverie poste contro di lui perché rimane sempre valida la risposta a Nicodemo: …ed il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo ma gli uomini hanno amato più le tenebre della luce. Chiunque infatti fa il male odia la luce…invece chi fa la Verità viene verso la luce perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte da Dio (Gv, 3,1-.21). Una cosa fondamentale per Gaspari era il Rosario che ripeteva costantemente perché, come gli confermò Padre Pio, il Rosario è l’arma più potente contro le legioni che vogliono oscurare la Luce dell’Amore della Trinità24. Il piccolo Quaderno dell’Amore è stato letto, riletto e comparato con ciò che i Padri della Chiesa ribadiscono. Nulla è stato trovato in esso di incoerente, solo parole ripiene di amore consolatorio per tutti coloro che cercano nel silenzio la vera gioia interiore. Questo libretto è profondamente giovanneo profondamente materno e trinitario25 e può essere compreso solo in questa chiave, come anticipò il Florenskij nella sua Teodicea. L’autore del presente articolo non ha mai ascoltato le voci calunniose, denigratorie e menzognere e si è sempre basato sul cuore e sull’amicizia con un galantuomo sorprendente, gentile e sapiente. Ha dato il Quaderno a molti, anche atei, a molti amici personali. Molti, di questi, lo hanno abbandonato, non credevano in nulla nemmeno in Dio, ma hanno creduto alle calunnie scritte su internet o veicolati da pretacci nemici della Verità. Mi dispiace per loro, l’autore ha molto sofferto, ma la Verità è questa e bisogna mantenere una grande forza interiore per non farsi influenzare da nessuno ed andare avanti sapendo di non essere compreso perché preferisce la Luce in solitaria che le tenebre in compagnia.

Dichiarò il Gaspari nella sua ultima conferenza prima della morte, avvenuta il 19 novembre 1995 a Cesenatico, le seguenti parole:

…Ogni tanto cerco di ricordare ciò che il padre prevedeva per il futuro dell’Italia e del mondo. Egli era molto preoccupato per il caos che aveva già messo le sue radici al tempo in cui egli era vivo. Il caos delle menti sempre alla ricerca di soluzioni che non fossero la Volontà di Dio per risolvere i problemi dell’uomo, senza tener presente che l’uomo è figlio di Dio e che la felicità può venire solo dall’intervento dell’Amore di Dio, perché Dio ha creato tutto per Amore. Padre Pio infatti diceva: «Se noi avessimo la volontà ferrea di ritornare all’Amore, tutti i problemi sarebbero risolti, perché Dio è Amore e noi non lo ricordiamo mai abbastanza». Non ricordiamo che Dio è Amore forse perché in certi tempi la Chiesa ha un po’ esagerato con il timore, facendo dimenticare che l’Essenza di Dio è Amore26. Ciò che mi ha affascinato maggiormente di Padre Pio, fin dal primo incontro, sono state proprio queste parole: «L’Amore di Dio è tutto e tutto si risolve sempre se noi crediamo e viviamo nel Suo Amore». La vita è stata bella e semplice per me, ma la morte dei miei genitori mi mise in condizione di ripensare alle parole di Padre Pio: «L’Amore risolve tutto». Io che mi trovavo confuso, senza più i miei genitori in vita, mi sono aggrappato sempre di più a questa parola: Amore. Piano piano ho compreso che l’Amore è veramente la Vita di Dio in noi. Quando noi scopriamo questa presenza, la forza dell’Amore, ecco che non siamo più soli, non siamo distaccati dall’eternità, perché nell’Amore è presente l’Eternità di Dio e l’Eternità nostra. Quindi si comincia a comprendere e a sentire che l’eternità è in noi e noi siamo nell’eternità. È un salto difficile da fare, ma con l’aiuto dei Santi come Padre Pio, diventa relativamente facile…

Associazione “Amare Ravenna” 3 novembre 1995

Da uno scritto una condensazione del pensiero del Gaspari.

LA CHIAVE DI TUTTO

Noi dobbiamo ogni mattina fare una meditazione e vedere il nostro grado di amore. Se il nostro grado di amore è alto, noi avremo grandi doni, grandi gioie, grandi comunioni d’amore con la gente che ci circonda. Se il nostro amore è nullo, noi non avremo nessuna gioia. Ecco l’esame che dobbiamo fare.

Più che contare il denaro che abbiamo in tasca, dobbiamo contare il nostro grado di amore, perché è da quello che viene anche la ricchezza materiale.

Dio ci ama e non vuole vederci nella miseria, nella sofferenza, vederci senza casa, senza lavoro, senza mezzi.

Non è necessario correre a destra e a sinistra alla ricerca di miracoli. Il miracolo è il vostro cuore; quando è ricco d’amore è la sede dei miracoli.

Dio ci ama e ci vuole tutti salvi… tutti… purché crediamo nel Suo Infinito Amore. Se noi infatti attendiamo di essere perfetti per amare Dio, non lo ameremo mai. Dobbiamo cominciare ad amarlo oggi, così come siamo. Anche se fossimo i più grandi peccatori noi dobbiamo dire: «Dio mi ama». Quando siamo capaci di dire questo, significa che abbiamo capito che cosa è l’Amore di Dio. L’Amore di Dio è il dono più grande che l’uomo possa avere sulla terra perché cancella ogni sofferenza e muta la sofferenza dell’uomo in letizia, l’uomo ha bisogno di avere una certezza, la certezza dell’Amore, con la certezza dell’Amore non vi è problema che non si risolva.

Amare Dio è difficile quando noi abbiamo vivo il senso di colpa. Il senso di colpa è impedimento all’Amore di Dio e noi dobbiamo pentirci dei nostri peccati, ma non sentirci più colpevoli, perché Dio ci ha perdonati.

L’Amicizia di Dio è l’amore che doniamo, l’amore che riceviamo.

L’Amore di Dio è la Benedizione perpetua che noi dobbiamo mantenere nei nostri cuori.

I Santi, quelli che la Chiesa ha proclamato tali, erano tutti ricchi di Sapienza, perciò hanno saputo governare la loro mente, il loro cuore, il loro corpo. Ecco che cosa è la Sapienza: è la luce del nostro cuore, è la guida invisibile che ci da la certezza di quello che crediamo e ci fa capire tutta la Verità del Vangelo e delle Sacre Scritture.

Senza la sapienza è difficile, e quasi impossibile amare i fratelli perché il demonio è abile nel suscitare dubbi e incertezze anche fra le persone più sante; è solo la sapienza che ci allontana i dubbi, che allontana la possibilità fra noi cristiani di diventare, invece che amici come vuole Dio, nemici.

Il nostro cuore, quando è ricco d’amore verso Dio, inevitabilmente sarà ricco anche di Sapienza.

La vita nostra è un grande mistero; se la guardiamo con l’occhio della Sapienza di Dio, ecco che la nostra vita acquista un valore senza fine. Se invece ci allontaniamo dalla sapienza di Dio, questa vita diventa solamente un calvario e una valle di lacrime. È la Sapienza che avvalora tutto e che rende la vita degna di essere vissuta, attimo per attimo, con tutta la gioia e l’amore che Dio ci dona.

La Sapienza richiede umiltà; se l’uomo vuole mantenere in vita il suo orgoglio, non avrà mai il dono della Sapienza.

Dobbiamo fare un esame di coscienza; riflettere e chiederci se siamo abbastanza umili; se non lo siamo dobbiamo chiedere a Dio il dono dell’umiltà. L’umiltà accrescere la Sapienza che ci risolverà tutti i nostri problemi; non c’è problema umano che non sia risolto dalla Sapienza Divina.

La Sapienza che Dio ci donerà risolverà tutti i nostri problemi materiali e spirituali. Noi non dobbiamo cercare di risolvere i problemi se prima non abbiamo risolto il “problema”: il “problema” è uno solamente: quello di ritrovare questa Voce dell’Amore.

Il Separatore – [email protected]

  • NOTE:
    1 Papa Karol Wojtyla ha conosciuto Padre Pio nella primavera del 1947 quando era prete a Cracovia. Il frate gli disse: «Tu diventerai Papa. Ma io vedo anche sangue e violenza su di te».
  • 2 La madre del Gaspari, Ida Tibaldi, morirà infatti nel 1968, quando il suo decimo figlio aveva 42 anni ed era già nel pieno lavorio con Padre Pio.
  • 3 Poco prima di morire Antonio ottiene di ritirarsi in preghiera a Camposampiero, vicino a Padova, nel luogo che il signore del luogo, il conte Tiso, aveva affidato ai francescani, nei pressi del suo castello. Camminando nel bosco, Antonio nota un maestoso noce e gli viene l’idea di farsi costruire tra i rami dell’albero una specie di celletta. Tiso gliela allestisce. Il Santo passa così in quel rifugio le sue giornate di contemplazione, rientrando nell’eremo solo la notte. Una sera, il conte si reca nella stanzetta dell’amico, quando, dall’uscio socchiuso, vede sprigionarsi un intenso splendore. Temendo un incendio, spinge la porta e resta immobile davanti alla scena prodigiosa: Antonio stringe fra le braccia Gesù Bambino. Quando si riscuote dall’estasi e vede Tiso commosso, il Santo lo prega di non parlare con nessuno dell’apparizione celeste. Solo dopo la morte del Santo il conte racconterà quello che aveva visto. Fonte: https://www.santantonio.org/it/content/la-visione
  • 4 “I sacrificati, i martiri, questi «amici feriti dello Sposo» che «si offrono in spettacolo agli angeli e agli uomini», rappresentano gli accordi fondamentali dell’immenso canto della salvezza. Spighe mietute, il Signore le ripone nei granai del suo Regno. La tradizione scorge in essi la conformazione al Cristo nella Bellezza; Nicola Cabasilas, il grande liturgista del secolo XIV, lo dice parlando di «coloro che seppero amare al di là di tutto la Somma Bellezza», seme del divino, «agape radicata nel cuore».” Passi di: Pavel Evdokimov. “Teologia della bellezza. L’arte dell’icona”. Apple Books. Vedasi anche: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/12/27/qualcuno-spiava-padre-pio.html
  • 5 https://it.wikipedia.org/wiki/Caso_Giuffr%C3%A8
  • 6 Sia in Tyrrell che in Buonaiuti c’è il disdegno dell’intellettuale raffinato verso la massa incolta, la rivolta dell’uomo che si ritiene geniale e incompreso contro una istituzione, la Chiesa, accusata di favorire, invece, i mediocri e i poco intelligenti, purché “ortodossi”; salvo poi assumere toni ultrademocratici, e quasi socialisti, allorché fanno appello alle “masse” affamate e assetate di verità, quelle stesse masse che, nella loro semplice fede popolare, suscitano il loro aristocratico disgusto. E qui viene fuori la sostanza non solo conservatrice, ma deista e, in definitiva, irreligiosa, del modernismo: non tentativo di mettere il cristianesimo al passo con il mondo moderno, con la scienza, con il progresso, ma dualismo che crea, da un lato, una religione gnostica riservata ai “sapienti” e agli “intelligenti”, dall’altro una fede “del cuore”, languida e sentimentale, tanto generica quanto immanentistica, basata su una “divinità” presente nell’uomo fin dall’inizio…Cfr. http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/teologia-per-un-nuovo-umanesimo/4849-eterna-tentazione-modernismo
  • 7 “Quando diventerà frate e si chiamerà Padre Pio dirà di questi anni: «non ho mai giocato in vita mia». Un ragazzo triste? Forse no, ma c’è nell’aria qualcosa di misterioso che deve accadere, c’è l’attesa inconsapevole di una responsabilità più alta di quelle che vengono affidate ad un uomo solo” Padre Pio ed i papponi di Dio – Luciani Cirri – Edizione de Il Borghese pag. 13.
  • 8https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_San_Pio_da_Pietrelcina#/media/File:Chiesa_San_Pio_da_Pietrelcina.JPG
  • 9 http://www.dolindo.org/
  • 10 “Quando leggo i documenti concernenti al Modernismo, tale come è stato definito da San Pio X, e che li confronto con i documenti del Concilio Vaticano II, io non posso lasciare di restare sconcertato. Perché quello che è stato condannato come una eresia nel 1906 è stato proclamato ormai come dovendo essere e come essendo la dottrina ed il metodo della Chiesa. Detto d’altro modo, i modernisti nel 1906 mi paiono come precursori. Miei maestri hanno fato parte d i loro [i modernisti]. Miei genitori mi hanno insegnato il Modernismo. Come San Pio X ha potuto respingere quelli che adesso a me appariscono come precursori?” (Jean Guitton, Portrait du Père Lagrange, Éditions Robert Laffont, Paris, 1992, p. 55 – 56).
  • 11 http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1995/01/11/Altro/GIOVANNI-XXIII-GRANDE-ORIENTE-DITALIA—NON-FU-MASSONE_114200.php vedasi anche https://www.alessandriaoggi.info/sito/2013/03/12/paolo-vi-era-massone/
  • 12 Bologna, 1° giugno 1968 – Bianca carissima, … Inutile tentare di persuadere chi non ha retta intenzione. Esiste invece una categoria numerosa di persone che per mezzo della Parola trova la luce, trova la Pace. È la Parola che Dio fa giungere a coloro che con fede sincera lo cercano. Il destino di quelle Parole è nelle mani di Dio. Io posso solo pretendere che il mio nome non sia fatto. Dio sa agire e siccome io non dubito del suo potere, credo fermamente che sarà fatto come Lui ha già deciso. Anche le inevitabili intrusioni maliziose saranno un mezzo sempre per i fini di Dio. Io non sono niente, nessuno può farmi niente. Dio è tutto, nessuno può evitare, ostacolare quel che Lui vorrà. Padre Pio non appare né in quello né in altri scritti che non darò agli amici. Padre Pio si è abilmente nascosto e tanto più saprà e vorrà nascondersi. Una parola sua toglierebbe il Potere al segreto. Ciò che Dio mantiene segreto non sarà rivelato proprio perché Egli nel segreto saprà rivelarsi a tutti coloro che lo amano nel nascondimento suo. Le chiacchiere degli uomini? Sono un vento passeggero che serve solo ad abbattere quel che Dio vorrà abbattere. Niente è vero per chi non ama la conoscenza del vero. La Luce sa imporsi all’insaputa di tutti i suoi nemici. Il dubbio invece scompare quando si crede nel supremo volere. Il voler credere in colui che può è fare operare il suo volere. La volontà di colui che crede in Dio mette in moto il Potere di Dio. La volontà di Bene è sufficiente per operare, è fare operare la volontà di colui che tutto può. Il male vince solamente quando si cerca di diffondere un bene senza credere fermamente nell’onnipotenza del bene. È la Fede nel Bene che farà trionfare il bene. Le volontà volte al male trionfano solo quando trovano via libera nelle più deboli volontà di Bene. © CDOLG – Via San Felice 91 40122 Bologna – estratto di una tra le tante lettere alla Baronessa Remy.
  • 13 18Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. 19Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore 20qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. 21Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; 1Gv 3,11-21
  • 14 La personalità portatrice di Spirito è bella due volte: oggettivamente come oggetto di contemplazione per gli altri, soggettivamente come punto focale della contemplazione nuova e purificata di quanto la circonda. Il santo ci dischiude alla contemplazione la creatura bellissima, primordiale e questa, per la contemplazione del santo, si libera della sua corruzione: l’ecclesialità è la bellezza della vita nuova nella bellezza assoluta, nello Spirito Santo. Ma questo fatto130 non può non provocare la riflessione e il quesito; come intendere questo momento santo e bello della creatura? Qual è la sua natura oggettiva? Che cos’è metafisicamente?
    Prima di fornire una risposta, è utile una riserva. L’oggetto unico e integrale dell’appercezione religiosa, sul piano del raziocinio si frantuma in una moltitudine di aspetti, in singole facce, in frammenti di sacro, tutti privi di grazia: l’alabastro prezioso è frantumato…Cfr. Pavel Florenskij – La colonna ed il fondamento della Verità – Capitolo “La Sofia”. Apple Books pag. 1005-1007 Ed. Rusconi 1974 Milano
  • 15 “La Creazione è da parte di Dio non un atto di espansione di sé, ma un ritrarsi, un atto di rinuncia. Dio insieme a tutte le creature è meno di Dio da solo. Egli ha accettato questa diminuzione. Ha svuotato di sé una parte dell’essere. Egli si è svuotato già in questo atto della sua divinità; per questo san Giovanni afferma che l’Agnello è stato sgozzato fin dalla creazione del mondo. Dio ha permesso che esistessero cose altre da Lui e di valore infinitamente minore. Attraverso l’atto creatore Egli ha negato se stesso, così “come il Cristo ha prescritto a noi di negare noi stessi. Dio si è negato in nostro favore per dare a noi la possibilità di negarci a nostra volta per Lui. Questa risposta, quest’eco, che dipende da noi rifiutare, è l’unica giustificazione possibile alla follia d’amore dell’atto creatore.”
    Passi di: Weil, Simone. “Attesa di Dio (Biblioteca Adelphi) (Italian Edition)”. Apple Books.”
  • 16 Passi di: Pavel Evdokimov. “Teologia della bellezza. L’arte dell’icona”. Apple Books.
  • 17 «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi» (Matteo 20,1-16, su laparola.net.)
  • 18 Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodemo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodemo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.  E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio». Gv. 3,1-21
  • 19 San Matteo della Decima frazione di San Giovanni in Persiceto cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/San_Matteo_della_Decima
  • 20 Padre Pio Mi ha detto pag. 39 © CDOLG Via San Felice 91 – 40122 Bologna
  • 21 Padre Pio mi ha detto pag. 40 © CDOLG Via San Felice 91 – 40122 Bologna
  • 22 La coscienza della Chiesa, tuttavia, teme sempre per le masse umane un’anticipazione dei tempi e dei termini; tende sempre a mantenere l’equilibrio, impedendo elevazioni troppo grandi e troppo grandi depressioni. Il conservatorismo ecclesiale ha una natura democratica: esso preserva, in nome dell’uomo medio, in nome della massa. Lo spirito creatore, invece, possiede nella vita religiosa una natura aristocratica, osa insolentemente affermare ciò che si rivela ad una minoranza eletta. Il primo spirito è sacramentale, il secondo è essenzialmente profetico…ed il secondo si manifesta per mezzo di una personalità individuale” Cfr. N. Berdjaev – Filosofia dello spirito libero – Ed. San Paolo 1997 pg.167
  • 23 Padre Pio mi ha detto pag. 52 © CDOLG Via San Felice 91 40122 Bologna.
  • 24 Padre Pio diceva sempre a me e a tutti coloro che lo hanno amato di recitare il santo Rosario. Non insegnava niente di nuovo, però lo diceva con una certezza e una sicurezza dando anche le prove che il santo Rosario può operare ogni tipo di prodigi e può donare ogni Grazia. E allora, quando io tornai da lui, all’età di ventotto anni, dopo 14 anni che non lo avevo visto, egli volle che io mi tenessi il Rosario sempre a portata di mano nella tasca… Col Rosario vincerai le tentazioni, col Rosario potrai anche rendere più buone le persone che ti stanno vicino. Quando devi affrontare una difficoltà, quando avrai un incontro con persone che sono nemiche tue o nemiche di questa volontà che tu devi esprimere ecco che dirai un santo Rosario per quella persona che incontrerai e vedrai che quell’uomo da terribile diventerà mansueto. E tante volte, quando Padre Pio mi mandava a Roma, che io ero nell’incoscienza completa di quello che erano le mie possibilità spirituali obbedivo e dicevo un santo Rosario e questi incontri diventavano veramente miracolosi. – Chiesa del Sacro Cuore – Tuscania 26/11/94
  • 25 “Il dogma trinitario esplicita: se il Figlio è la Parola che il Padre pronuncia e che si fa carne, lo Spirito la manifesta, la rende percepibile e ce la fa ascoltare nel Vangelo, ma lui resta nascosto, misterioso, silenzioso, «non parlerà da sé» (Gv 16,13). La sua persona si nasconde nella sua stessa epifania: «Il tuo Nome tanto desiderato e costantemente proclamato, nessuno saprebbe dire che cos’è»29. La sua opera specifica in quanto Spirito della Bellezza è una «poesia senza parola». In rapporto al Verbo, il Vangelo dello Spirito Santo è visivo, contemplativo… “Il dogma trinitario esplicita: se il Figlio è la Parola che il Padre pronuncia e che si fa carne, lo Spirito la manifesta, la rende percepibile e ce la fa ascoltare nel Vangelo, ma lui resta nascosto, misterioso, silenzioso, «non parlerà da sé» (Gv 16,13). La sua persona si nasconde nella sua stessa epifania: «Il tuo Nome tanto desiderato e costantemente proclamato, nessuno saprebbe dire che cos’è»29. La sua opera specifica in quanto Spirito della Bellezza è una «poesia senza parola». In rapporto al Verbo, il Vangelo dello Spirito Santo è visivo, contemplativo.” Passi di: Pavel Evdokimov. “Teologia della bellezza. L’arte dell’icona”. Apple Books.”
  • 26 “L’amore implicito di Dio non può avere che tre oggetti immediati, gli unici di quaggiù nei quali Dio sia realmente presente, ancorché in segreto. Essi sono le cerimonie religiose, la bellezza del mondo e il prossimo. Si hanno perciò tre amori. A questi tre amori bisogna forse aggiungere l’amicizia, che a rigore va distinta dalla carità verso il prossimo. “Tali amori indiretti possiedono una virtù che ha esattamente e rigorosamente il medesimo valore. Secondo le circostanze, il temperamento e la vocazione, l’uno o l’altro entra per primo in un’anima, l’uno o l’altro domina nel corso del periodo preparatorio, anche se forse non è necessariamente lo stesso per l’intero periodo. Nella maggior parte dei casi è probabile che il periodo preparatorio abbia fine e che l’anima sia pronta a ricevere la visita personale del suo “Signore solo quando essa porti in sé, a un grado elevato, tutti questi amori indiretti. L’insieme di questi amori costituisce l’amore di Dio nella forma che si conviene al periodo preparatorio, vale a dire la forma celata. Quando nell’anima sorge l’amore di Dio propriamente detto, essi non vengono meno, anzi diventano infinitamente più forti, e tutti insieme compongono un unico amore.” Passi di: Weil, Simone. “Attesa di Dio (Biblioteca Adelphi) (Italian Edition)”. Apple Books. ”
  • https://www.orazero.org/padre-pio-ed-il-suo-non-detto-i-parte/