Tratto da antoniusaquinas.com Scelto e tradotto da Gustavo Kulpe

Sulla scia della convocazione di una conferenza economica marxista il prossimo marzo (“Economia di Francesco”), Jorge Bergoglio (Papa Francesco) ha nuovamente detto la sua su questioni finanziarie. Il presunto capo della Chiesa cattolica questa volta ha indicato i “tagli fiscali” come un comportamento peccaminoso alla pari, apparentemente, con il furto, la menzogna e l’adulterio:

Le odierne strutture del peccato includono tagli fiscali ripetuti per le persone più ricche, spesso giustificati in nome di investimenti e sviluppo. *


Bergoglio non ha specificato in quale categoria di peccato ricada il sostegno alle riduzioni fiscali, se veniale o mortale. Forse i dettagli di come una politica del genere riesca ad offendere la Divina Giustizia saranno elaborati nella prossima conferenza sull’Economia di Francesco il comunista!

Nella mente collettivista di Bergoglio, tutti coloro che cercano di difendere la propria ricchezza dalle fameliche richieste dello Stato sottraggono in qualche modo ai poveri quanto loro dovuto:

Ogni anno centinaia di miliardi di dollari, sottratti alle tasse, invece di finanziare la sanità e l’istruzione, finiscono in conti correnti nei paradisi fiscali ostacolando la possibilità di uno sviluppo dignitoso e sostenibile di tutte le parti sociali.

Ciò che Bergoglio e i suoi colleghi socialisti non capiscono è che i tagli alle tasse favoriscono la crescita economica, sia dei ceti sociali a più alto reddito che quelli a reddito basso. Minore è la ricchezza che lo Stato confisca, maggiore è la disponibilità da impiegare in risparmio e investimenti: due elementi chiave per la crescita economica. I ricchi non accumulano il proprio denaro, ma espandono e creano attività che portano a un numero maggiore e migliore di posti di lavoro per i ceti a basso reddito che presumibilmente Bergoglio vuole aiutare.

La condizione dei poveri può migliorare solo grazie a un aumento di produzione che renda disponibili più beni e servizi a prezzi più bassi. La redistribuzione del reddito attraverso la tassazione non crea nuova ricchezza, ma trasferisce semplicemente la ricchezza esistente dalla classe produttiva. Inoltre, la tassazione ha l’effetto deleterio di far produrre meno alle persone poiché i loro guadagni vengono sottratti con la forza. Più tassazione significa meno produzione e, quindi, beni sempre più costosi per i poveri.

Naturalmente, questa è una teoria economica basilare che qualsiasi persona sana di mente può comprendere a meno che non sia iscritta in un’università o college occidentale o non presti attenzione agli ignoranti in economia come Jorge Bergoglio!

La costante attenzione di Bergoglio alla difficile situazione dei poveri insieme ad altre questioni sociali (“cambiamenti climatici”, ambiente, immigrazione) non si allinea con la visione che l’Entità Suprema, che ha creato l’istituzione che attualmente Bergoglio regge, aveva in mente. In almeno due occasioni, il Papa ha consigliato ai suoi seguaci di focalizzare la loro attenzione sulla diffusione della “buona notizia” anziché sulle preoccupazioni terrene:

Perché i poveri li avete sempre con voi, ma me non mi avete sempre. [Mt. 26:11]

Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; ma tu va’ ad annunciare il regno di Dio [Lc. 9: 60]


Mentre la Chiesa ha sempre cercato di proteggere e aiutare i poveri, le vedove, gli orfani e gli oppressi, la sua missione principale è predicare il Vangelo. Sin dai tempi dell’Anti-Concilio Vaticano II, 1962-65, e specialmente durante il “regno” di Papa Francesco, l’evangelizzazione è stata condannata e, come i tagli delle tasse, è ora considerata attività peccaminosa.

La critica di Bergoglio alla riduzione delle tasse è senza dubbio rivolta al piano dell’amministrazione Trump per un ulteriore giro di riduzioni fiscali. La riduzione fiscale, tuttavia, senza tagli alla spesa pubblica farà esplodere ulteriormente il deficit di bilancio che ora è addirittura oltre il sostenibile.

Senza una corrispondente riduzione della spesa, i tagli alle tasse avranno come conseguenza che la Federal Reserve dovrà compensare l’ammanco stampando ulteriormente denaro. Non si possono avere contemporaneamente uno stato massimalista e il taglio alle tasse. Dell’inevitabile crisi monetaria sarà, purtroppo, incolpato il taglio fiscale e farà il gioco di Bergoglio e dei suoi compagni di viaggio.

Il fatto che Bergoglio trascorra la maggior parte del suo tempo nelle vesti di combattente per la giustizia sociale invece di quelle del presunto “vicario di Cristo” sulla terra, mostra lo stato in cui versa la Chiesa moderna. Peggio ancora, quando parla di questioni di fede, le sue parole e le sue azioni sono piene di eresia.

Per tutti gli interessati, è meglio che “Papa Francesco” venga ignorato non solo per le falsità che diffonde sul cristianesimo, ma anche per quelle sulle teorie sociali. Le sue dichiarazioni su queste ultime porteranno solo a un ulteriore impoverimento dei poveri e del resto della società, mentre inciterà il conflitto di classe tra coloro che cercano di mantenere la loro ricchezza e coloro che vogliono confiscarne di più.

Antonius Aquinas

*https://www.teaparty.org/tax-the-rich-pope-francis-calls-for-global-wealth-redistribution-427517/