I fatti sono noti ai più; dal sito Tgcom24: “il deputato democratico del Missouri, Emanuel Cleaver, ha chiuso la preghiera di apertura della nuova sessione del Congresso con un “Amen and Awoman” giocando sulla pronuncia di a-men (un uomo) e a-woman (una donna) [n.d.a. men è il plurale di man, quindi significa “uomini” ma nell’inglese d’America, man e men si pronunciano praticamente alla stessa maniera].

Le polemiche non si sono fatte attendere, i repubblicani e gli opinionisti di destra non hanno esitato a rimarcare che “amen” è una parola che deriva dall’antico ebraico, che significa “così sia” e nulla ha a che vedere con l’inglese “a men”. E tutti i detrattori si sono focalizzati sulla presunta ignoranza del deputato Dem o sulla sua stupidità. Del resto bollare di stupidità uscite grottesche per la filosofia picoretta è la comoda tattica per dribblare situazioni imbarazzanti: “la stupidità è trasversale e affligge tanto a destra che a sinistra” dicono i picoretti quando fai notare loro comportamenti e/o dichiarazioni grottesche di qualche loro compadre, anche influente e autorevole. Basta dire che certe uscite sono il parto di una mente stupida e che nulla hanno a che vedere con la bontà dell’ideologia filosofica, sociale, culturale e politica che da anni stanno imponendo con la forza della propaganda a livello di lavaggio del cervello e inserti subliminali, e il gioco è fatto.

Ma le cose stanno esattamente così? Ho i miei dubbi.

Emanuel Cleaver, il deputato autore di questa grottesca uscita, è un pastore metodista con funzione di cappellano ospite del Parlamento USA, per cui risulta assai difficile credere all’ignoranza da parte di costui del vero significato della parola “amen”. Come risulta difficile credere alla stupidità del personaggio, visto che lo stesso ha dichiarato, dopo le polemiche, che non si aspettava un simile vespaio per una battuta basata su un semplice gioco di parole fatto in omaggio alla presenza record di donne in quel consesso. Del resto il revisionismo lessicale in chiave picoretta va avanti speditamente: dal tragico “peoplekind” in luogo del sessista “mankind” del premier canadese Trudeau all’uso del pronome neutro “them” cioè “loro” in luogo dei pronomi maschili e femminili, come sostituire i termini “padre” e “madre” col più generico “genitori”.

Il problema non è l’ignoranza e/o la stupidità personale di chi partorisce simili aborti lessicali, c’è molto di più: si tratta della stupidità dell’arroganza di chi è convinto di essere sempre dalla parte della ragione, del giusto, del bene. “Lo posso fare e quindi lo faccio, perchè è in mio potere”. L’arroganza del potere di chi conosce bene la propria potenza, quella di chi ha vinto la guerra e riscrive le regole e la storia a suo uso e consumo. E se riesci a far bere al popolo bue simili stronzate, allora hai il potere di fargli bere di tutto, anche il veleno che lo ucciderà. La stupidità imposta come forma suprema di potere.

Ed è questo che ha fatto il deputato Cleaver, non ha manifestato ignoranza e stupidità ma ha usato l’ignoranza e la stupidità di chi lo sta ad ascoltare per imporre ciò che sarebbe da considerare abominevole se non fosse che a stabilire cosa sia abominevole o meno lo stabilisce chi ha il potere. E chi ha il potere non si scusa, persevera e rilancia.