Sono assente un po’ dal blog in questo periodo, per motivi di lavoro.
Sto aspettando l’esito di alcune scelte effettuate diversi mesi addietro che potrebbero cambiare la vita ulteriormente da quando sono qua in Olanda.

Sto studiando diverse cose la sera, dopo lavoro e la palestra. Cerco di allenarmi dalle tre alle quattro volte a settimana. Quando vedo colleghi coetanei curvi e con la pancia, mi prende male e cerco di visualizzare come vorrei vedermi da qua a venti anni.

Oggi approfitto di questa oretta libera di sabato pomeriggio, seduto sul divano, per condividere un po’ di pensieri sparsi con voi.
Bertrand Russell scrisse “elogio dell’ozio”, dove ozio va inteso come scoperta di se stessi, liberi dal rumore infernale quotidiano per focalizzare meglio cosa si desidera nella propria vita.

1) Miglioramento personale: Ho ultimato la lettura della prima metá di Life principles di Ray Dalio (la prima metá del libro Principles). Ho impiegato 5 mesi per leggere la metá del libro, perché ogni tanto alcune pagine mi arrivavano come poderosi schiaffi in faccia e avevo bisogno di giornate intere per assorbire il contenuto e per mettere in pratica gli insegnamenti. Capivo che mi ostinavo a ripetere continuamente errori su errori senza imparare da metodi inefficaci. Dopo i primi libri di Kyosaki, letti nel 2013, che mi hanno introdotto ad un nuovo modo di guardare alla realizzazione dei propri obiettivi, facendomi passare da una visione socialista della politica ad una piú razionale e individualista (e che sono stati fra le cause della mia decisione di mollare l’Italia), Principles mi ha spinto a tenere taccuini dove annoto i fatti salienti che mi sono occorsi, specie le giornate negative, per imparare il massimo conoscendo meglio me stesso, soprattutto le mie debolezze. La trasparenza totale con se stessi é una fatica assurda ma impone una disciplina interiore che rafforza la capacitá di assumersi rischi valutandone piú obiettivamente pro e contro. Si acquisiscono metodologie e sistemi analitici potentissimi che aiutano a districarsi nelle decisioni quotidiane e soprattutto in quelle vitali. Le acquisizioni passano per il dolore causato da scelte sbagliate da cui, a fatica, si impara. Io ci ho aggiunto, di mio, l’applicazione dell’effetto leva. Ogni volta che la vita mi prende a calci in culo, imparo, raffino, cambio, e applico cercando di usare l’effetto leva per ottenere il massimo risultato col minimo dell’energia.

E’un grande lavoro in corso, che penso durerá tutta la vita.
Non so a voi, ma a me quando capita di leggere qualcosa che giudico centrale per cambiare la mia vita, sento come un dolore mentale, molto interno alla testa, credo dovuto alla rimappatura dei miei neuroni. Sensazione strana. Come un muscolo volontario che viene allenato fino a cedimento.

Penso mi occorreranno altri sei mesi per finire la seconda metá.

2) Storia del transistor: di fatto ho finito di leggere questo libro, la storia dei laboratori Bell. Di fatto é una storia di AT&T, la cui divisione Ricerca e Sviluppo, i Bell Labs appunto, sono stati una fucina enorme di innovazione e Premi Nobel della fisica e hanno creato l’era dell’informazione nella seconda metá degli anni 40, sia nella teoria che soprattutto nella pratica, con invenzioni come il transistor a giunzione, il tubo a vuoto, le reti cellulari, il primo satellite di telecomunicazioni, il perfezionamento dei radar, dei computer etc.

Fu l’antitrust a impedire che i Bell Labs entrassero anche nel mercato dei computer (che aprí la strada a IBM), anche se lo avevano di fatto creato; lo stesso antitrust impedí che entrassero nel mercato dei satelliti per telecomunicazioni (i Bell Labs crearono il primo satellite per telecom) aprendo la strada a Hughes e altre compagnie; infine, i Bell Labs crearono le reti cellulari, ma l’antitrust impedí loro di produrre i terminali mobili, che consentirono a Motorola di fiorire.
Sony é nata grazie ai brevetti resi pubblici sui Transistor e concessi in licenza per un tozzo di pane dai Bell Labs.

Questo fa capire cosa era l’America tra il 1860 e gli anni 70 del XX secolo.
Di fatto l’Europa fu bloccata causa due guerre mondiali. Eppure, a pensarci bene, la meccanica quantistica, di cui il transistor é stato la massima espressione creativa, era nata in Europa (Einstein, Bohr, Pauli, Schroedinger, Fermi, …).

Ora ho iniziato un nuovo libro sulla storia del transistor e dei circuiti integrati, che offre spiegazioni piú tecniche sul perché certe soluzioni architetturali furono scartate (a torto) e gli effetti nella vita sociale, con mostruosi cambiamenti sociali. Il libro é Crystal Fire. 

Una chicca: sapete cosa dicevano di AT&T negli anni 50? che era un colosso contro cui era impossibile vincere e che andava smembrato, perché le tecnologie che offriva erano troppo avanzate per gli altri per potervi competere e aveva troppo potere sui cittadini americani. Se vi ricorda un po’ Google oggi…

3) Metodo Toyota. Il primo libro, The machine that changed the world, l’avevo letto per metá in digitale nel 2018, ma mi sono convinto a ricomprarlo in cartaceo perché studiare i saggi sul digitale, specie per me che scrivo, annoto, scarabocchio, faccio disegni e schemi, é impossibile. Lo ricominceró daccapo. E’ uno di quei libri che stimola il pensiero su come ottimizzare quello che si ha a disposizione, pensando lateralmente a soluzioni fuori dagli schemi. In parole povere: vedere valore aggiunto dove altri non lo vedono.
Questo mi aiuta moltissimo nel lavoro che svolgo. Molti miei colleghi non consideravano utile ció cui stavo lavorando, perché prometteva poco. Beh, se la mia vita sta per cambiare, é perché ho visto valore aggiunto dove altri vedevano una perdita di tempo.
Il sig. Ohno Taiichi (altro libro in attesa di essere letto a Natale), il genio fondatore del metodo Toyota, oggi riapplicato in tutte le salse in una miriade di ambiti industriali, ha visto ottimizzazione laddove tutti gli altri manager vedevano solo sprechi inevitabili e passivamente lasciavano le cose come stavano. E ha cambiato anche i contratti di lavoro e quindi la societá giapponese tutta.
L’ha talmente rivoluzionata che in Blade Runner nell’83 si immaginavano i Giapponesi dappertutto nel futuro 2019.
Come ha fatto Ohno a vedere quello che per altri era invisibile?
E come ha iniziato? Quale background sociale gli ha consentito di eccellere?

Sono queste le domande che mi stimolano, altro che la politica italiana, un brodo di mezzeseghe intervistate da giornalisti mezzeseghe. Seguo la politica italiana perché le tasse che mettono mi fanno capire dove tira il vento e perché i cambiamenti sociali vanno cavalcati e non subiti.

4) Maturitá tecnologica: Per lavoro ho creato  uno strumento che misura il grado di maturitá di qualsiasi tecnologia, per ora in ambito spaziale. Ce ne era uno della NASA, ma non mi piaceva e ne ho realizzato un altro con altri collaboratori.
I miei studi sulle ricerche base, e le applicazioni prototipali, di cui ho anche scritto qua su Exit Economics e su OraZero, andavano in questa direzione. Di fatto ho preso una idea e le ho dato sostanza, in una direzione che nel mio reparto nessuno aveva immaginato potesse interessare. (vedere valore aggiunto dove altri non vedono niente)
All’epoca mi sono basato sui lavoro divulgativi del bravissimo Richard Duncan. sul suo MacroWatch (devo rinnovare la sottoscrizione, costa 250 dollari l’anno ma non ho tempo di studiare economia queste settimane).
Ho fuso la passione per la finanza con la tecnologia. Costi vs. benefici di ricerca base e ricerca applicata.

5) Criptovalute: Vi sarete accorti che ho stoppato lo studio delle criptovalute. Lo riprendero’. Vi ricordate i miei post in cui affermavo che l’hype intorno al bitcoin era una frode? continuo a pensarlo, ma ci sono aspetti positivi ed interessanti sulle cripto come strumenti alternativi al fiat money. Adesso il bitcoin sta messo maluccio, ma vedremo. E’uno strumento puramente speculativo, ricordatevelo e quindi dovete valutarne i rischi.

Per inciso, chiunque dica che le banche useranno le cripto per creare moneta, é in malafede. Non gli credete. Non lo faranno mai, se non per operazioni marginali. E’ fuffa  per i giornali. Sarebbe come chiedere a Dracula di usare l’aglio nella dieta. Peró leggete le notizie perché potrebbero avere ripercusioni sui vostri risparmi (vedi anche bail in e MES, di cui ho giá scritto).

6) Matematica: sto rielaborando molti concetti di matematica che davo stupidamente per buoni solo perché cosi’me li hanno insegnati a scuola o, peggio ancora!, all’universitá. Rifatevi il cervello su cosa sono i numeri complessi con questi video. E iscrivetevi a questo canale, 3blue1brown, perché capire geometria e matematica con questo ventisettenne (dio come sono vecchio!!) che fa dei video incredibilmente fatti bene, é un piacere per i neuroni. Avrei voluto avere materiale come questo a disposizione quando facevo ingegneria. Avrei capito tutto con un decimo del tempo e con i nove decimi del tempo rimasto avrei fatto altro.

Considerazioni finali.

Non vi saranno sfuggite alcune cose:
Primo: tutto quello che sto studiando richiede l’inglese.
Senza inglese, non andate da nessuna parte e non avete la possibilitá di accedere alla fonte primaria dell’informazione. Di fatto, siete ciechi in un mondo di vedenti.

Secondo: libri, video, podcast sono tutti strumenti di apprendimento, non esiste uno strumento piú importante degli altri. Oggi viviamo in un’era che rende possibile leggere un libro, fermarsi, mettere su un motore di ricerca un concetto che non ci tornava chiaro nel libro, e leggere Wikipedia, o vedere un video su Youtube, per chiarirci le idee con altre spiegazioni. Tutto, rigorosamente, in inglese. Tra ‘l’altro, i social consentono interazioni che venti anni fa sarebbero state impensabili! posso chiedere chiarimenti in un commento su Youtube ad un video postato da un americano e mi risponde un PhD indonesiano. Fantastico! Potete decidere di usare i social per commentare le cazzate di Di Maio o Grillo, oppure per imparare altro. A voi la scelta.

Terzo: una mente analitica é fondamentale. Saper distinguere fatti da opinioni, ed essere fortemente critici con se stessi, richiede una gran fatica. Come ripeto sempre: se fosse facile, lo farebbero tutti.
Beh, non é facile per niente, e lo fanno in pochi. Trasparenza totale con se stessi: é un asset fondamentale. Io non sono un genio, e quello che cerco di fare é sfruttare al massimo quelle che sono le mie potenzialitá attaccando un problema da vari punti di vista.
Serve leggere autori che aprano i miei orizzonti mentali che, finché stavo in Italia, erano piuttosto ristretti, a dire il vero.

Alla prossima.

PS: a breve scriveró di un nuovo paradigma di design, produzione e vendita, che si basa sui social. Pazzesca la possibilitá di sviluppo. Ovviamente, in Italia non ne parlano. Ma una mia amica ci tira su il suo salario. Un altro schiaffo in faccia la mia mentalitá “vecchia”.

Posted by ExitEconomics Link articolo originale https://exiteconomics.blogspot.com/2019/12/pensieri-sparsi.html