Uno Studio di ILO (https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/—ed_protect/—soc_sec/documents/publication/wcms_648574.pdf) ha condotto una analisi sui risultati della pensione privata, in modo particolare ha osservato la previdenza in America Latina e in Est Europa. Con sorpresa emergono ridotte prestazioni, alti costi di gestione e il carico del rischio che ricadono solo sull’assicurato: in pratica a beneficiarne risulta essere solo il settore finanziario https://awblog.at/pensionsprivatisierung-ilo-studie/ .
Ovunque nel mondo la popolazione è stata spinta a investire in sistemi pensionistici privati dopo essere stata convinta che il sistema pubblico sarebbe stato incapace di gestire la situazione. Quindi gli anni della vecchiaia avevano bisogno di un certo rinforzo finanziario (sostenibilità finanziaria) per poter godere di una pensione decente. Questo ha portato le persone ad aprire una previdenza integrativa versando denaro in fondi privati.
L’equiparazione della sostenibilità finanziaria con una riduzione della spesa pensionistica pubblica, ha dato risultati scarsi. L’obiettivo di un reddito pensionistico adeguato è stato posto in secondo piano.
La gestione sostenibile dei redditi pensionistici, affinchè questi possano essere “adeguati”, è un obiettivo politico importante nel quale emergono mutate condizioni demografiche. Adeguati redditi da pensione in una popolazione dove è prevista un massiccio aumento di anziani, dovrebbe favorire una migliore equità intergenerazionale.
Ma i fondi privati per la pensione si sono dimostrati subito estremamente critici (secondo gli esperti ILO): nelle due aree analizzate la privatizzazione della pensione non ha rispettato gli obiettivi originali e i principi concordati. Questo è lo studio dove vengono analizzate 15 Nazioni https://www.ilo.org/secsoc/information-resources/publications-and-tools/books-and-reports/WCMS_648574/lang–en/index.htm
In questo caso il saldo della privatizzazione delle pensioni è devastante: i livelli delle pensioni sono diminuiti, a volte in modo drammatico. I livelli di benefici si sono ridotti e non rispettano gli standard minimi di ILO, quindi a fronte di grossi investimenti la popolazione anziana ora si ritrova in povertà. Costi molto elevati e alti profitti delle compagnie assicurative sono andate a scapito degli anziani. Quindi la presunta concorrenza tra fornitori non c’è stata, hanno fatto cartello e nei Paesi esaminati si sono verificate significative concentrazioni di mercato (predominio di grandi istituzioni finanziarie straniere).
Quindi tutto a beneficio del settore finanziario: lo studio summenzionato dimostra che il risultato della privatizzazione delle pensioni è un mero spostamento dei rischi sistemici: si scarica sì il collettivo… ma si carica tutto sull’individuo.
Allocare in modo unilaterale il “rischio di investimento” ed “elevata volatilità dei mercati finanziari”: 2 fattori che si sono riversati sulla previdenza. Inutile ricordare che la crisi finanziaria del 2008 gettò in situazione deplorevole le persone colpite.
Gli effetti della privatizzazione delle pensioni sugli assicurati si sono rivelati catastrofici, il 60% dei 30 Paesi che hanno privatizzato (in gran parte o completamente) i propri sistemi pensionistici hanno rilevato che questo esperimento è fallimentare.
A netto di quanto riscontrato ILO vorrebbe fornire un sistema di controllo, necessario per apportare misure politiche che invertano questo risultato http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-1800_de.htm https://www.freitag.de/autoren/der-freitag/achtung-rentenfresser . ILO e la Commissione Europea avvertono che bisogna costruire un migliore sistema pensionistico, controllare i prodotti e stabilire nuovi standard per i piani pensionistici privati. Non si può continuamente trasferire costi & rischi a totale carico dell’individuo.